Merloni

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I Merloni sono una dinastia italiana di imprenditori di Fabriano, in provincia di Ancona, impegnata prevalentemente nel settore industriale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Aristide Merloni con i figli Francesco e Vittorio negli anni sessanta del XX secolo

I Merloni furono all'origine una famiglia di piccoli proprietari terrieri di Albacina, borgo rurale dell'entroterra marchigiano nei pressi di Fabriano, in provincia di Ancona.[1] Nel primo dopoguerra, Aristide Merloni (1897-1970) emigrò in Piemonte, dove svolse dapprima la mansione di operaio, e successivamente di direttore dello stabilimento della Buroni, impresa produttrice di bascule, stadere e altri strumenti per la pesatura professionale di Pinerolo, in provincia di Torino.[2] Nel 1930, fece ritorno ad Albacina, dove fondò una propria ditta artigianale che intraprese la stessa attività, che crebbe rapidamente fino ad assumere dimensioni industriali nel dopoguerra. Negli anni cinquanta, le Industrie Merloni si specializzarono nella produzione di bombole per il gas liquido, di scaldabagni di fornelli a gas, e di elettrodomestici, ed aprirono stabilimenti di produzione in altre località delle Marche. Nel settore degli elettrodomestici, oltre che come terzista operò con il proprio marchio Ariston. Merloni è stato presidente della Cassa di risparmio di Fabriano (1943-51), e svolse attività politica nelle file della Democrazia Cristiana, per cui fu sindaco di Fabriano (1951-61), consigliere della provincia di Ancona (1956-57) e senatore della Repubblica Italiana nelle legislature III, IV e V. Nel 1963, diede vita alla Fondazione Aristide Merloni, con lo scopo di sostenere, anche finanziariamente, la nascita e lo sviluppo delle piccole imprese nel territorio interno delle Marche.[3] Sposato con Maria Mattioli, ebbe quattro figli, Ester, Francesco, Antonio e Vittorio.

Francesco Merloni (1925-vivente), entrato nell'azienda di famiglia negli anni cinquanta, ebbe affidato dal padre il ruolo di direttore tecnico.[2] Nel 1975, ha fondato la Merloni Termosanitari S.p.A., specializzata nella produzione di apparecchi termoidraulici, che nel 2009 ha assunto il nome di Ariston Thermo Group. Come il padre Aristide, è stato attivo in politica nelle file della Democrazia Cristiana, come deputato nelle legislature VII, VIII, IX, X, XIII, e senatore nelle legislature VI e XI. Nel 1992-93 è stato ministro dei Lavori Pubblici. Sposato e padre di tre figli, di questi, Paolo (1968-vivente), è dirigente d'azienda, che negli anni novanta ha lavorato per la multinazionale McKinsey & Company, e dal 1995 è nell'azienda fondata dal padre, di cui dal 2011 è amministratore delegato.[4][5]

Il terzogenito di Aristide, Antonio Merloni (1926-2020), anch'egli entrato nell'azienda di famiglia negli anni cinquanta, gli venne affidata la divisione meccanica.[2] Nel 1968, si mise in proprio e fondò la ARDO, divenuta Antonio Merloni nel 1989, che si specializzò nella produzione di elettrodomestici per conto terzi.[10] Ha svolto attività politica come sindaco di Fabriano dal 1980 al 1995.[11] È stato sposato e padre di una figlia, Giovanna (1975-vivente), che è stata dirigente e presidente dell'azienda fondata dal padre, ed è imprenditrice agricola.[11][12][13]

Vittorio Merloni (1933-2016), il più giovane dei quattro figli di Aristide, entrò nell'azienda di famiglia negli anni sessanta, dove si occupava della direzione commerciale.[2] Nel 1973, fondò Merloni Progetti, società d'ingegneria e di contraenza generale con sede a Milano, che ha progettato diversi stabilimenti industriali, molti dei quali all'estero, divenuta nel 2013 Progetti International.[14] Nel 1975, fondò la Merloni Elettrodomestici S.p.A., in cui confluì la produzione degli elettrodomestici come terzista e con il marchio Ariston delle Industrie Merloni. La sua azienda divenne primo produttore italiano di elettrodomestici assumendo anche dimensioni internazionali, con l'acquisizione di Indesit (1987), della francese Scholtès (1989), di Philco Italia (2000), della russa Stinol (2000) e della britannica Hotpoint (2001) e di STAR (2002), e divenne Indesit Company nel 2005. È stato presidente di Confindustria nel 1980-84.[15] Sposato e padre di quattro figli, tre di costoro sono stati membri del CdA di Indesit Company.[16] La primogenita Maria Paola (1963-vivente), è stata deputata per L'Ulivo e per il Partito Democratico nelle legislature XV e XVI, e senatrice per Scelta Civica nella XVII legislatura; la secondogenita Antonella (1965-vivente), è stata presidente della holding Fineldo nel 2010-14; Andrea (1967-2020), è stato presidente e amministratore delegato di Benelli, casa costruttrice di motociclette e scooter, dal 1996 al 2004, vicepresidente di Indesit Company nel 2008-10, e presidente della medesima azienda nel 2010-14; il gemello Aristide (1967-vivente), è stato presidente della Merloni Progetti nel 2004-13, e presidente di Fineldo nel 2014-20.[16][17][18][19][20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ F. Amatori, La storia d'impresa come professione, Marsilio, 2007, p. 327.
  2. ^ a b c d Sori, Capitolo 1: Le origini e "il modello".
  3. ^ LA STORIA DELLA FONDAZIONE, su fondazionemerloni.it. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  4. ^ Redazione, Francesco Merloni, festa per i 90 anni, in ANSA.it, 19 settembre 2015. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  5. ^ Redazione, Ariston, Paolo Merloni nominato Cavaliere del lavoro, in CronacheMaceratesi.it, 30 maggio 2020. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  6. ^ a b c d e Allegato B Seduta n. 64 del 9/10/2008, su camera.it. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  7. ^ Redazione, ANTONIO MERLONI: ACQUISTATO IL MARCHIO PHILCO, in E-Duesse.it, 13 maggio 2003. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  8. ^ a b Aiuti al salvataggio a favore di Antonio Merloni S.p.A. in amministrazione straordinaria. (PDF), su ec.europa.eu. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  9. ^ V. Magri, Il tribunale dichiara il fallimento della Indelfab (ex JP Industries). Rilevò il comparto bianco della ex Antonio Merloni nel 2012, in Bee Beez, 4 dicembre 2020. URL consultato il 15 febbraio 2020.
  10. ^ Fondata nel 1968 a Fabriano da Antonio Merloni come ARDO, iniziò con la produzione di bombole per GPL, della quale diviene leader mondiale nel 1976.[6] Nel 1989, l'azienda assunse la denominazione Antonio Merloni S.r.l., poi divenuta Antonio Merloni S.p.A. l'anno dopo.[6] La AM si specializzò nella produzione di frigoriferi, congelatori, lavastoviglie, lavatrici e asciugatrici, per conto terzi e con il marchio Ardo.[6] Negli anni seguenti si espande con l'acquisizione di altre società e marchi quali l'italiana Tecnogas, produttrice di forni e cucine (1997) e la svedese Asko, produttrice di elettrodomestici, e leader nella distribuzione del settore in Nord Europa (2000).[6] Nel 2002 raggiunse il quinto posto in Europa nella produzione di elettrodomestici.[6] Nel 2003, acquistò da Electrolux la licenza per produrre elettrodomestici a marchio Philco come esclusivista per il mercato italiano, per il periodo di nove anni.[7] All'apice del successo l'azienda arrivò a contare circa 5.000 dipendenti sparsi nei 10 impianti produttivi, 7 in Italia (Fabriano, Maragone e Santa Maria), Costacciaro, Gualtieri, Matelica, Nocera Umbra (Gaifana), Sassoferrato) e 3 all'estero (Finlandia, Svezia e Ucraina), 19 filiali in Europa, e 2 negli Stati Uniti e in Australia, con un fatturato di 847 milioni di euro.[8] Nel 2008, l'azienda andò in crisi avendo debiti per 543,3 milioni di euro e venne posta in amministrazione straordinaria in base alla Legge Marzano.[8] Nel 2012, la produzione degli elettrodomestici della AM e due suoi stabilimenti vengono rilevati dalla JP Industries, poi Indelfab, fallita nel 2020.[9]
  11. ^ a b Redazione, Morto Antonio Merloni a Fabriano, in ANSA.it, 14 dicembre 2020. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  12. ^ Redazione, IMPRESE: LA 'ANTONIO MERLONI SPA' DAL CONTOTERZISMO A UN PROPRIO BRAND, in ADN Kronos.it, 4 marzo 2007. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  13. ^ M. Catalani, La birra al posto degli elettrodomestici: «Turismo e sapori sono la nuova industria», in Ancona Today, 14 settembre 2017. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  14. ^ Profilo aziendale, su progettiinternational.com. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  15. ^ Vittorio Merloni, su confindustria.it. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  16. ^ a b Curriculum vitae dei membri del Consiglio di Amministrazione di Indesit Company S.p.A., pp. 4-5 (2014)
  17. ^ Redazione, MERLONI PROGETTI: ARISTIDE MERLONI È IL NUOVO PRESIDENTE DEL CDA, in E-Duesse.it, 3 maggio 2004. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  18. ^ A. Montalbetti, Antonella Merloni alla guida di Fineldo, in Business People, 15 luglio 2010. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  19. ^ A. Di Marco, Indesit, inizia l'era di Aristide Merloni: guiderà la Fineldo, in Il Resto del Carlino.it, 24 marzo 2014. URL consultato il 15 febbraio 2021.
  20. ^ A. Di Marco, Andrea Merloni moglie e figli. Chi era "il Peter Pan" dell'industria, in Il Resto del Carlino.it, 10 novembre 2020. URL consultato il 15 febbraio 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. Bartocci, 1930/1980 Cinquant'anni di Industrie Merloni, Milano, Edizione privata, 1982.
  • C. Barberis, Aristide Merloni. Storia di un uomo e di un'industria in montagna, Bologna, Il Mulino, 1987, ISBN 8815015000.
  • E. Sori, Merloni. Da Fabriano al mondo, Milano, Egea, 2005, ISBN 8823871794.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]