Scooter (veicolo)

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Il motoscooter, comunemente detto scooter, è un motoveicolo caratterizzato dal telaio centralmente aperto nella parte superiore e da una pedana inferiore che consentono al conduttore una posizione di guida dal busto eretto e con le gambe parallele.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'esistenza della pedana che richiama il monopattino, originò il termine scooter, derivato dal verbo inglese "to scoot" che significa "pattinare".

La diffusione del termine Scooter si deve principalmente al successo commerciale del modello prodotto dalla casa inglese ABC, denominato "Scootamota" con la chiara intenzione di richiamare per assonanza la locuzione "scooter motor", ovvero "monopattino a motore".

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente dotati di ruote di diametro ridotto, presentano tutti il motore in posizione arretrata, sotto la seduta e solitamente nascosto da cofani laterali o da una carenatura integrata nella scocca, spesso solidale con il braccio oscillante della sospensione posteriore.

Tra i tipi maggiormente diffusi vi sono tradizionalmente quelli di cilindrata di 50 cm³ a due tempi, guidabili previo conseguimento della patente AM, ottenibile a 14 anni.

In tempi recenti si è vista la diffusione dei cosiddetti Maxiscooter, modelli solitamente a cambio automatico di maggiori dimensioni e adatti alle lunghe percorrenze, con motori da 125 cm³ a 839 cm³ e per i quali è necessaria una patente di guida di categoria A1, A2 o A3 a seconda della potenza del mezzo.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Esistono diverse categorie di scooter, tutte basate sulla cilindrata del propulsore: 50, 100, 125, 150, 180, 200, 250, 300, 400, 500, 600 (Silver Wing), 650 centimetri cubi (Suzuki Burgman) e addirittura 839 (Gilera GP800). Il corpo dello scooter è rapportato alla cilindrata, per cui uno scooter 50 cm³ normalmente ha ruote da 10, 12, 13 o 14 pollici (gli scooter a ruote alte come l'Aprilia Scarabeo anche da 16 pollici) e una massa vicina ai 90 kg.

Tipico scooter moderno

Il propulsore degli scooter è a due tempi nella categoria 50 cm³, spesso a quattro tempi nelle altre per questione di affidabilità e consumi, ma il motore a quattro tempi comincia a diffondersi anche nella categoria 50.

Non ha un vero cambio ad ingranaggi, con eccezione dei vecchi modelli Vespa, ma un cambio a variazione continua, che permette al motore di girare sempre al regime ottimale. Un dispositivo denominato variatore modifica il rapporto di trasmissione in base alla velocità per rendere l'erogazione più fluida.

I propulsori da 50 cm³ sono raffreddati ad aria o a liquido, e spesso dotati di carburatore, ma esistono modelli ad iniezione, quali l'Honda Zoomer, il Piaggio NRG Power Pure Jet e l'Aprilia SR 50 Ditech (questi ultimi a due tempi).

Dalla cilindrata di 125 cm³ in su si predilige il motore a quattro tempi, con raffreddamento ad aria (due valvole) o a liquido (quattro valvole), dotato di carburatore oppure di iniezione elettronica.

Un tempo dotati esclusivamente di freni a tamburo, nella maggior parte dei casi oggi questi vengono limitati alla ruota posteriore. Sui modelli più potenti vengono montati due o tre freni a disco, di cui due sulla ruota anteriore, questo soprattutto nel caso dei maxiscooter.

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