Piaggio

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Gruppo Piaggio
Logo
Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: PIA
ISIN IT0003073266
Fondazione 24 gennaio 1884. a Sestri Ponente
Fondata da Rinaldo Piaggio
Sede principale Pontedera (PI), via Rinaldo Piaggio 25
Filiali

Piaggio:

Aprilia:

Moto Guzzi:

Persone chiave
Settore Automobilistico, Motociclistico
Fatturato Green Arrow Up.svg 1,313 miliardi[1] (2016)
Utile netto Green Arrow Up.svg 14 milioni [1] (2016)
Note Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 2004
Sito web www.piaggiogroup.com

Il Gruppo Piaggio è un produttore italiano di veicoli a due ruote a motore e veicoli commerciali. Fondato nel 1884, è oggi controllata dall'holding industriale IMMSI S.p.A. che è quotata sulla Borsa Italiana.

Il Gruppo Piaggio opera nel settore scooter, moto e ciclomotori con i marchi Piaggio, Vespa, Gilera, Aprilia, Moto Guzzi, Derbi e Scarabeo; è attivo inoltre nel trasporto leggero a tre e quattro ruote.

La società è quotata presso la Borsa valori di Milano nell'indice FTSE Italia Mid Cap.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Logo precedente dell'azienda.

L'azienda venne fondata nel 1884 da Rinaldo Piaggio, figlio di un imprenditore titolare di una segheria per legname, a Sestri Ponente e si occupò all'inizio di arredamento navale e in seguito di produzioni metalmeccaniche e ferroviarie.

Nel 1915 l'azienda acquisisce le "Officine Aeronautiche Francesco Oneto".

Nel 1917, nel pieno della I guerra mondiale Rinaldo converte l’azienda alle produzioni aeronautiche e belliche. La Piaggio si impegna nella produzione di motoscafi antisommergibili MAS, e soprattutto di aeroplani e idrovolanti, inizialmente costruiti su licenza Ansaldo, Macchi, Caproni e Dornier[2], e successivamente su disegni della stessa Piaggio; nel 1924 cominceranno invece ad essere prodotti i primi motori Jupiter e gli aeromobili Dornier Wal, costruiti su licenza.

Gli stabilimenti dell'azienda vennero utilizzati nel periodo tra le due guerre mondiali per la produzione di rotabili ferroviari, ma nello stesso periodo si era avviata anche la produzione riguardante il settore degli aeroplani, settore che oggi viene sviluppato attraverso la Piaggio Aero Industries. Dopo la Prima guerra mondiale, si assiste alla trasformazione da economia bellica a economia di pace. Nei primi anni venti Piaggio costruisce il treno reale e alcuni elettrodomestici rivoluzionari sia dal punto di vista del design che dell'utilizzo. Per assicurarsi delle maestranze anche nel settore aeronautico, proprio in quegli anni viene acquistato l'intero stabilimento Bonmartini di Roma, per la produzione del monoplano da caccia Piaggio P.2 i il quadrimotore Piaggio P.108, unico bombardiere quadrimotore ad essere impiegato dalla Regia Aeronautica durante la seconda guerra mondiale.

Nel 1924 viene acquistato, a Pontedera, lo stabilimento Costruzione Meccaniche Nazionali; nel 1926 Rinaldo fonda la SANA, Società Anonima Navigazione Aerea, prima compagnia italiana per il trasporto aereo di passeggeri. Il capitale sociale passa da 15 a 30 milioni di lire nel 1930 per poi diminuire a 10 nel 1932: la crescita iniziale subisce immediatamente una frenata dovuta all'esplosione della Grande depressione. Giovanni Gabrieli, Giovanni Casiraghi, Corradino D'Ascanio sono alcuni dei nomi che all'epoca lavorano per l'azienda: quest'ultimo ha progettato il DAT 3, il primo elicottero della storia effettivamente manovrato dall'uomo e con eliche montate su giunto cardanico.

Nel 1938 muore Rinaldo Piaggio: i suoi figli si dividono responsabilità e competenze, ad Armando vanno gli stabilimenti liguri (a Finale Ligure e Sestri) e a Enrico Piaggio quelli toscani (a Pontedera e a Pisa). Negli anni del Fascismo vengono costruiti autocarri, autobus, teleferiche, rimorchi, funicolari, serramenti in alluminio. Sono gli anni del colonialismo italiano: alcuni insediamenti produttivi vengono ad Addis Abeba e Gura, in Etiopia, per le riparazioni e costruzioni aeronautiche nelle Officine Meccaniche Africa Orientale (OMAO).

Durante la Seconda guerra mondiale molti stabilimenti vengono distrutti. Armando Piaggio riprende le fila del settore aeronautico e il ripristino degli impianti per l'arredamento navale e ferroviario. Vengono sviluppati il Piaggio P.148 e il Piaggio P.149.

A guerra finita, nel 1945, iniziano le operazioni di ricostruzione degli stabilimenti di Pontedera e si sviluppano i prototipi di Vespa.

Piaggio Vespa

La Vespa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Piaggio Vespa.

La storia della Piaggio ha dunque una svolta nel dopoguerra, quando, il 23 aprile 1946, su progetto dello stesso D'Ascanio, viene brevettata una motocicletta il cui nome diventerà quasi un sinonimo di "Piaggio": la Vespa (va ricordato che il modello era stato preceduto da un prototipo, poi non commercializzato, denominato "Paperino", progettato nel 1944 a Biella, ovvero nel periodo in cui i macchinari industriali vennero trasferiti dallo stabilimento di Pontedera in Piemonte a causa dei bombardamenti anglo-statunitensi).

Il primo progetto per questa motocicletta fu prodotto a Pontedera nel 1946: è un mezzo con trasmissione senza catene, con il cambio sul manubrio e una carrozzeria in grado di proteggere il guidatore.[3] Il nome “Vespa” fu coniato dallo stesso Enrico Piaggio il quale di fronte al prototipo del nuovo mezzo esclamò: “sembra una vespa!” per la somiglianza con l'omonimo insetto grazie alla parte centrale molto ampia, la “vita” stretta e per il ronzio del motore.[4] Enrico Piaggio ne mise in produzione 2.500.

La nascita della Vespa segna la fine dei progetti e le produzioni aeronautiche. Il nuovo scooter fu presentato il 29 marzo 1946 a Roma al circolo del golf al generale Stone, capo delle forze alleate in Italia. Le reazioni della stampa furono discordanti: per alcuni era un “trabiccolo” con scarse capacità di potenza e di affidabilità, per altri era un mezzo di trasporto innovativo con elementi genialità ingegneristica[5]. Soltanto a partire dal 1948, con l'uscita della Vespa 125, il veicolo registrò un successo di pubblico: nel 1953 vennero costruite 171.200 Vespe, nel 1956 si festeggia il milionesimo esemplare, nel 1960 esce la due milionesima Vespa, nel 1970 si arriva a quattro milioni e nel 1988 verrà raggiunto il traguardo della dieci milionesima. Ad oggi, le Vespe prodotte a partire dal 1946 superano i sedici milioni di unità.

Il riassetto e l'evoluzione in Gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947 nasce l'Ape Piaggio, il veicolo a tre ruote che entra nell'uso quotidiano, trovando varie applicazioni pratiche: l'ape risciò, l'ape cassone, l'ape taxi, l'ape calessino. Fu costruito pensando alle esigenze di trasporto merci nell'Italia del dopoguerra.

Nel 1963 si inaugura a Pune il primo stabilimento indiano di Vespa[6].

Nel 1964 le due divisioni (aeronautica e motociclistica) diventano a tutti gli effetti due aziende indipendenti; la divisione aeronautica prende il nome di IAM Rinaldo Piaggio, che diventerà in seguito Piaggio Aero Industries.

Dopo la morte di Enrico Piaggio, avvenuta nel 1965, l'azienda passa sotto il controllo degli Agnelli. Una fase segnata dall'acquisto della Gilera nel 1969 e dall'ampliamento della gamma: sono gli anni del Ciao (1967) del Bravo, del Boxer, del Si, del Grillo.

Il 4 novembre 1966 è una data dolorosa per la storia di Pontedera e per lo stabilimento Piaggio: il fiume Era straripa provocando l'allagamento di tutta la città. In quelle ore molti operai, dirigenti e abitanti di Pontedera si mobilitano per difendere la fabbrica e per limitare il più possibile i danni. Questa grande solidarietà di operai e cittadini fu tale che in pochi giorni consentì la ripresa dell'attività nello stabilimento. I danni calcolati, però, ammontavano a circa 2 miliardi dell'epoca.[3]

Nel 1973 Piaggio inizia lo studio di un ciclomotore elettrico chiamato "Eco Electron", e due anni dopo viene realizzato il primo prototipo di Ape elettrico. Negli anni settanta, inoltre, si assiste alla creazione di nuovi prodotti nel segmento degli scooter e dei motocarri: nel 1977 nasce la Piaggio Vespa PX, nel 1980 viene acquisito il marchio di biciclette più antico del mondo F.I.V. Edoardo Bianchi che rimarrà per molti anni all'interno del gruppo. Nel 1989 nasce Sfera, il primo scooter con telaio in tubi di acciaio e carrozzeria in plastica. Dagli anni '90 vengono prodotti gli scooter Zip (1992), Hexagon (1994), Liberty (1995), X9 (2000), Beverly (2001).

In seguito alla scomparsa di Giovanni Alberto Agnelli, il gruppo avvia il mutamento del proprio assetto proprietario: nel 1999 il controllo passa al gruppo finanziario Morgan Grenfell Private Equity, e sempre nello stesso anno apre a Baramati lo stabilimento per la produzione in India del tre ruote Apé; nel 2001 viene acquisito il controllo di Derbi; nel 2003 la società passa sotto il controllo della holding industriale Immsi S.p.A. di Roberto Colaninno, quotata alla Borsa di Milano.

Nel 2006 acquisisce l'azienda veneta Aprilia al quale tra l'altro facevano capo altri marchi storici come Moto Laverda e Moto Guzzi.

Piaggio MP3

La quotazione in Borsa e gli anni recenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 la società Piaggio & C. viene quotata in Borsa.

Tra le novità di maggior spicco introdotte negli ultimi anni (2009) è da citare il MP3, scooter particolare a tre ruote, due anteriori e una posteriore.

Nel 2007 è stato anche presentato alla stampa un prototipo di scooter ibrido, dotato di motore termico e motore elettrico, la cui messa in produzione era stata indicata per l'anno successivo. Nello stesso anno il Gruppo approda ufficialmente in Vietnam.

Nel 2012 Vespa debutta nel mercato indiano e viene inaugurato un nuovo stabilimento motori nel distretto industriale di nei pressi di Hanoi[7]; nel 2013 apre a Pasadena (California, USA) il PADC - Piaggio Advanced Design Center.

Nel 2013 le Vespa vendute nel mondo sfiorano le 190.000 unità[8].

Nel giugno del 2014 oltre 10.000 Vespa (e relativi vespisti) arrivano a Mantova in rappresentanza di 132 Vespa Club da 32 diverse nazioni per celebrare i Vespa World Days. È il più grande raduno della storia di Vespa.

Alla fine del 2015 nasce la Piaggio Fast Forward (PFF), centrata sull'innovazione e un nuovo modo di fare ricerca. Presieduta da Colaninno, ha sede a Cambridge (Massachusetts, Stati Uniti); nell'advisory board Nicholas Negroponte, Dong Brent e Jeff Linnell di Google, fondatore di Bot & Dolly.

Impegni sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Aprilia Racing, Derbi Racing e Gilera Racing.

Con l'ausilio dei reparti corse Aprilia, Derbi e Gilera partecipa, supportando vari team in varie categorie, sia al Motomondiale che al Campionato mondiale Superbike.

"Progetto culturale" Piaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il “progetto culturale” promosso dalla Piaggio ha come scopo la ricostruzione e la valorizzazione della storia dell'azienda e si compone di una triade: la Fondazione Piaggio, L'Archivio storico ed il Museo Piaggio. Nel 2003 il Museo e L'Archivio sono stati riconosciuti come Miglior Museo e Archivio d'Impresa in Italia nell'edizione Premio Impresa e Cultura.[9]

  • Fondazione Piaggio: nata nel 1994 è costruita da tre soci, Piaggio, Comune di Pontedera e Provincia di Pisa. Organizza un programma di dibattiti, convegni e seminari su vari temi come l'arte, il design, la società, il linguaggio, l'innovazione, la creatività, l'etica, l'ambiente, la cultura, la formazione e promuove mostre ed esposizioni. La Fondazione è un'istituzione onlus paritetica, pubblico-privato (soci: 50% Piaggio, 25% Comune di Pontedera, 25% Provincia di Pisa), frutto di una convergenza di obiettivi tra Azienda ed enti pubblici, tra i primi esempi in Italia.[10]
  • Archivio Storico “Antonella Bechi Piaggio”: Costituito da 13 fondi, questo archivio conserva la documentazione cartacea dell'azienda dalle origini ad oggi, in tutte le sue attività e in tutti i suoi settori. Presenta inoltre una ricca raccolta di fotografie, campagne pubblicitarie e filmati.[11]
  • Museo Piaggio “Giovani Alberto Agnelli”: Inaugurato il 29 marzo del 2000, è situato in un ex spazio produttivo-industriale riconvertito in area espositiva per il progetto del museo. La ricostruzione della memoria della Piaggio è affidata alle collezioni Vespa (dai prototipi del 1945 alla Vespa GTV del 2006), Gilera (dalla moto VT 317 del 1909 alla RC600 Parigi-Dakar del 1991) accanto ai più significativi prodotti di Piaggio (motori aeronautici degli anni Trenta, una locomotrice ferroviaria del 1936, l'aereo P148 del 1951, l'Ape, il Pentarò, il Ciao, gli scooter di ultima generazione come l'MP3).[12]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito un elenco dei prodotti di punta del Gruppo Piaggio nel corso degli anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Piaggio Group Full Year 2016 Financial Results, 13 marzo 2017.
  2. ^ La Vespamania è fra noi, RepubblicAuto, 5 aprile 2000. URL consultato il 21 marzo 2017.
  3. ^ a b Tommaso Fanfani, Una leggenda verso il futuro, Pisa, Pacini, 1994
  4. ^ Oreste Pivetta, Da sessant' anni l'Italia in Vespa, in “L'Unità”, 27 aprile 2006
  5. ^ Vespa, il mito di Piaggio compie i 70 anni, ilsole24ore.com.
  6. ^ Vespa India - Heritage, vespa.in.
  7. ^ La Vespa debutta sul mercato indiano, dueruote.it.
  8. ^ Piaggio al Salone di Parigi: è record Vespa, corrieredellosport.it.
  9. ^ Cecilia Gilodi, Museo d'impresa: forma esclusiva per il corporate marketing, in “Liuc Papers”, Numero 101 (2002), pp.1-37
  10. ^ http://www.fondazionepiaggio.it/html/fondazione.html
  11. ^ http://www.fondazionepiaggio.it/html/archivio.html
  12. ^ http://www.museimpresa.com/associato/museo-e-archivio-storico-piaggio-2/
  13. ^ a b Piaggio tra gli anni anni '20 e '50 fabbricò anche motori aeronautici e automotrici ferroviarie, produzioni oggi non più in essere.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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