Italgas

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Italgas S.p.A.
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Sede Italgas Torino.jpg
Sede di Italgas Reti a Torino
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per Azioni
Borse valoriBorsa Italiana: IG
ISINIT0005211237
Fondazione12 settembre 1837[1] a Torino
Sede principaleMilano
GruppoCassa Depositi e Prestiti
Persone chiave
SettoreDistribuzione gas naturale[2]
Fatturato1,257 miliardi di [3] (2019)
Utile netto417,2 milioni di [3] (2019)
Dipendenti4.096[3] (2019)
Sito webwww.italgas.it/it/
Sede romana di via del Commercio, 9 accanto al gazometro ostiense

Italgas S.p.A. è una società italiana specializzata nell'attività di distribuzione del gas.

La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

La società è nata nel 1837 come Compagnia di Illuminazione a Gaz per la Città di Torino, e nel corso degli anni cambiò più volte nome divenendo prima Società Italiana per il Gas, poi Stige e infine Italgas S.p.A.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto del 1837 l'ingegnere francese Hippolyte Gautier fece approvare lo statuto di una Compagnia di Illuminazione a Gaz per la Città di Torino, come società anonima con capitale previsto di 840.000 lire piemontesi, di cui 722.000 sottoscritte da capitalisti lionesi. Quando Gautier si accorse che i banchieri e commercianti in seta torinesi erano disponibili ad investire nell'impresa più di quanto previsto, modificò lo statuto sociale e l'8 gennaio 1838 venne fondata la Società anonima per l'Illuminazione della Città di Torino col mezzo del Gaz idrogeno carbonato, con un capitale sociale di 1.020.000 lire[4]. Gli azionisti lionesi e quelli torinesi si divisero i compiti: i lionesi si sarebbero occupati della gestione tecnica dell'impresa, mentre i torinesi si sarebbero occupati dell'amministrazione dell'impresa, in quanto erano più vicini agli organi dello stato sabaudo. Perciò il consiglio di amministrazione era composto solo di torinesi, benché la maggioranza del capitale fosse stata sottoscritta dai lionesi[5].

A Torino l'impresa subì la concorrenza di altri produttori di gas, in particolare della Cooperativa Consumatori Gas-Luce, costituita da alcune industrie che utilizzavano le due forme di energia per azionare i propri macchinari. Così la Compagnia di Illuminazione a Gaz per la Città di Torino cercò altri sbocchi fuori del capoluogo piemontese e ottenne le concessioni del gas a Palermo, Bergamo e Cremona. In seguito a questa prima espansione la compagnia prese il nome di Società Italiana per il Gas[6].

Nel 1900 l'Italiana Gas venne quotata alla Borsa di Milano[7].

L'espansione nell'Italia fascista[modifica | modifica wikitesto]

L'espansione dell'Italgas fuori del capoluogo piemontese avvenne grazie alla politica nazionalista del governo fascista. Infatti in quasi tutte le città italiane la compagnia del gas era di proprietà straniera, spesso lionese[8]. Il regime voleva evitare che capitali stranieri controllassero le infrastrutture italiane e perciò ne favorì il passaggio in mani italiane. Siccome la società torinese era la più grande operatrice italiana del settore, di fatto l'italianizzazione del gas avvenne spesso attraverso l'acquisizione delle compagnie estere da parte dell'Italgas[6].

Nel 1924 la società acquisì il controllo della Société civile d'éclairage au gaz de la Ville de Venise che gestiva la distribuzione del gas a Venezia dal 1839. Due anni dopo la società fu ribattezzata Società Veneta Industrie Gas (SVIG)[9]

Nel 1929 l'Italgas rilevò anche le attività fiorentine della Société Civile Lyonnaise che deteneva la concessione del gas di Firenze dal 1847. La nuova società fu denominata STAG[6].

Nello stesso anno la compagnia piemontese rilevò anche la Società Romana Gas che distribuiva il gas a Roma dal 1925, quando si era scissa dalla Società Elettricità e Gas di Roma. Quest'ultimo era a sua volta il nome assunto nel 1923 dalla Società Anglo-Romana per l'Illuminazione di Roma col Gas e altri sistemi che gestiva la produzione e distribuzione del gas nella capitale dal 1853[10][11].

Nella storia di Italgas, negli anni antecedenti la seconda guerra mondiale, vi fu l'interessamento della finanza cattolica, guidata da Bernardino Nogara. Fu presieduta, tra gli altri, dall'avvocato e imprenditore Rinaldo Panzarasa.

L'ingresso nel gruppo ENI[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967 il controllo della Società passò alla Snam del Gruppo Eni [1] e sotto la presidenza di Carlo Da Molo,[12] l'Italgas avviò una massiccia campagna di metanizzazione, espandendosi notevolmente nel centro-sud. In questo senso l'episodio più importante fu l'acquisto nel 1982 della Compagnia napoletana di Illuminazione e Scaldamento col Gas, che distribuiva il gas a Napoli dal 1862[6]. La società, oltre a consolidare la propria presenza nel settore del gas naturale, si espanse anche nelle attività inerenti al ciclo completo idropotabile ed entrò anche nel business della gestione dei rifiuti solidi urbani. Queste attività però vennero in seguito abbandonate e Italgas si concentrò sul "core business" del gas naturale, continuando l'espansione all'estero attraverso società controllate operanti in Argentina, Brasile, Grecia, Portogallo, Spagna, Ungheria, divenendo un gruppo internazionale che supera i 10.000 dipendenti.

Delisting[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 febbraio 2003, Eni lanciò un'OPA acquisendo il 100% del pacchetto azionario e di conseguenza il titolo Italgas cessò di essere quotato in borsa. Nel 2009 Eni ha ceduto la società alla propria controllata Snam Rete Gas, dal 2012 ridenominata Snam.

Inchieste giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2014 la società è stata commissariata a causa dei rapporti con alcuni fornitori anch'essi commissariati per mafia.[13] Gli accertamenti svolti dalle autorità e la fattiva collaborazione della controllante Snam hanno consentito al Tribunale di Palermo, nel luglio 2015, di revocare il provvedimento.[14]

Ritorno in Borsa[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 7 novembre 2016, a seguito della scissione parziale proporzionale di Snam, con il trasferimento dell'86,5% della partecipazione detenuta in Italgas Reti S.p.A. ai propri azionisti, assegnando un'azione Italgas ogni 5 Snam possedute, Italgas S.p.A. torna ad essere quotata in borsa dopo 13 anni.[15] Nello stesso anno è nominato amministratore delegato e direttore generale Paolo Gallo. Il 4 aprile 2019 viene rinnovato il CdA con la nomina di Alberto Dell'Acqua, docente universitario, quale nuovo Presidente.[16]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Italgas ha la sede a Milano mentre la principale società del gruppo, Italgas Reti, ha la sua sede principale a Torino.

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

La situazione al 30 aprile 2019:[17]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Nel tempo l'attività di Italgas S.p.A. si è estesa, a partire da Torino nel resto dell'Italia fino a coprire una quota di mercato superiore al 34% con concessioni riguardanti 1.700 comuni tra cui alcuni molto estesi come ad esempio Roma, gestite in modo diretto o tramite società consociate (2018).[3][18][19]

Struttura societaria[modifica | modifica wikitesto]

  • Italgas Acqua (100%)
  • Italgas Reti (100%)
  • Seaside (100%)
  • Metano Sant'Angelo Lodigiano (50%)
  • Toscana Energia (50,66%)
  • Umbria Distribuzione Gas (45%)[3]

Museo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, dopo anni di ricerca e cernita negli archivi iniziate negli anni ottanta e in occasione dei centocinquanta anni di attività della società, Italgas ha creato a Torino un archivio storico e museo dove raccogliere documenti, volumi, opuscoli e manifesti rilevanti per la sua storia. A fianco dei documenti cartacei sono esposti anche strumenti ed apparecchiature relative alla tecnologia del gas fin dai suoi albori.

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio della Società Italiana per il Gas di Torino (estremi cronologici: 1856 - 1979)[20] comprende un nucleo storico di documentazione, composto di documenti databili dalla metà del sec. XIX al 1967, anno scelto come cesura cronologica a segnare il passaggio dell'Italgas, attraverso la SNAM, nel sistema delle partecipazioni statali. A questo nucleo, nel corso degli anni, sono state apportate numerose integrazioni e attualmente l'archivio storico si estende fino al 1979, mentre l'archivio di deposito, di circa 1,5 km, comprende documenti dal 1980 fino al 2003. Il fondo annovera inoltre un patrimonio fotografico di almeno 30.000 unità relativo alle officine, ai metodi di lavorazione, ai palazzi sociali, ai gasometri e a diverse celebrazioni; mappe, disegni e planimetrie e un fondo di audiovisivi. L’archivio conserva anche il fondo Società azionaria per la condotta di acque potabili di Torino (estremi cronologici: 1852 - sec. XX seconda metà)[21]. Dal 2011 la collezione filmica dell'Italgas è conservata, nel fondo omonimo (estremi cronologici: 1929-1984)[22] presso l'Archivio Nazionale Cinema d'Impresa[23] ed è costituita da filmati istituzionali e pubblicitari che delineano la storia della società dagli anni Venti agli anni Ottanta.

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Italgas, 180 anni pieni di energia, su st.ilsole24ore.com. URL consultato il 26 luglio 2019.
  2. ^ La società
  3. ^ a b c d e Relazione finanziaria annuale 2019 (PDF), su italgas.it. URL consultato l'8 agosto 2020.
  4. ^ Giuseppe Paletta, Da Lione a Torino in Valerio Castronovo (a cura di), Dalla luce all'energia. Storia dell'Italgas, Bari, Laterza, 1987, pag. 46
  5. ^ Paletti, op. cit. pag. 48
  6. ^ a b c d Gian Luca Lapini, Il gas illuminante in Italia
  7. ^ Alessandro Aleotti, Borsa e industria. 1861-1989: cento anni di rapporti difficili, Milano, Comunità, 1990
  8. ^ Giuseppe Paletta, Da Lione a Torino in Valerio Castronovo (a cura di), Dalla luce all'energia. Storia dell'Italgas, Bari, Laterza, 1987, pag. 44
  9. ^ Veneziana gas sul sito fontimarghera
  10. ^ Andrea Tappi, Storia della Società Anglo-Romana per l'Illuminazione di Roma col Gas e altri sistemi
  11. ^ sito del CralRomanaGas, su cralromanagas.it.
  12. ^ Wanda Valli, La scomparsa di Da Molo, intellettuale ed europeista, La Repubblica, 2 aprile 2004.
  13. ^ Italgas commissariata per sei mesi, «l'Antimafia aprirà un'inchiesta», in il Secolo XIX, 12 luglio 2014. URL consultato il 27 dicembre 2014.
  14. ^ Corriere della Sera - Snam: revocata amministrazione giudiziaria Italgas, confermato Cda, su corriere.it. URL consultato il 13 novembre 2015.
  15. ^ Italgas torna in borsa a distanza di 13 anni, su ilsole24ore.com.
  16. ^ Italgas, assemblea approva bilancio e rinnova CdA. Presidente Alberto Dell’Acqua, su Teleborsa. URL consultato il 29 maggio 2019.
  17. ^ Borsa Italiana - Azionariato, su borsaitaliana.it. URL consultato il 26 luglio 2019.
  18. ^ La sfida di Italgas: spingere il digitale e consolidare il settore in Italia, su ilsole24ore.com. URL consultato il 29 luglio 2019.
  19. ^ Italgas, con piccole acquisizioni ulteriore crescita del 2%, su milanofinanza.it. URL consultato il 29 luglio 2019.
  20. ^ fondo Italgas, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 10 luglio 2018.
  21. ^ fondo Società azionaria per la condotta di acque potabili di Torino, su SIUSA. Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche. URL consultato il 10 luglio 2018.
  22. ^ Collezione filmica Italgas, su Sistema informativo unificato delle Soprintendenze archivistiche.
  23. ^ Archivio nazionale del cinema d'impresa, su Sistema informativo unificato delle Soprintendenze archivistiche.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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