Mediobanca

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Mediobanca S.p.A.
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Stato Italia Italia
Tipo Società per Azioni
Borse valori Borsa Italiana: MB
Fondazione 1946
Fondata da
Sede principale Milano
Filiali Parigi, Madrid, Francoforte, Londra, New York, Mosca, Istanbul
Persone chiave Renato Pagliaro (P)
Alberto Nagel (AD)
Settore Bancario
Prodotti servizi finanziari
Fatturato 2.045 milioni [1] (2015)
Utile netto 590 milioni [1] (2015)
Dipendenti 3.790[2] (2015)
Sito web www.mediobanca.com/it/index.html

Mediobanca è un istituto di credito italiano fondato nel 1946 per iniziativa di Raffaele Mattioli (allora Presidente della Banca Commerciale Italiana che ne fu promotrice insieme con il Credito Italiano) e di Enrico Cuccia (che ne fu il Direttore Generale dalla fondazione al 1982). Oggi è presente sui mercati internazionali con le sedi di Parigi, Madrid, Francoforte, Londra, Mosca, New York, Istanbul e Lussemburgo.[3][4][5].

La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Mediobanca fu costituita nel 1946 per iniziativa di Raffaele Mattioli (allora Presidente della Banca Commerciale Italiana che ne fu promotrice insieme con il Credito Italiano) e di Enrico Cuccia, per soddisfare le esigenze a media scadenza delle imprese produttrici. Si voleva stabilire un rapporto diretto tra il mercato del risparmio e il fabbisogno finanziario per il riassetto produttivo delle imprese, reduci dalle devastazioni della Seconda guerra mondiale. Dopo l'emanazione della legge bancaria del 1936, che stabiliva una netta separazione tra credito a breve e a medio/lungo termine, e dopo che le banche più importanti avevano optato per la specializzazione sul credito a breve, mancava infatti un ente che potesse favorire il credito finanziario e i collocamenti in Borsa delle imprese in espansione. Accanto alla concessione di crediti consolidati, a fronte di una raccolta costituita da certificati di deposito e libretti vincolati, Mediobanca ha sviluppato sin dall'inizio un'attività di intermediazione consistente nel collocamento sui mercati finanziari di obbligazioni e azioni emesse da imprese italiane.

Il Banco di Roma aveva deliberato di non partecipare alla società. Tuttavia il direttore generale della Banca d'Italia Donato Menichella fece pressione sulla banca romana perché ritornasse sulla decisione, al fine di non lasciare il nuovo istituto nelle mani dei soli Mattioli e Brughera (consigliere delegato del Credito Italiano)[6].

A presiedere l'istituto dalla nascita fino al 1958 fu Eugenio Rosasco a cui successe Adolfo Tino fino alla sua morte nel 1977. Enrico Cuccia ha guidato come direttore generale l'istituto per molti anni, anche come amministratore delegato e infine presidente onorario, giungendo a far identificare la sua persona con l'impresa stessa.

A metà anni cinquanta del Novecento furono stretti accordi con importanti partner esteri (Gruppo Lazard, Berliner Handels-Gesellschaft, Lehman Brothers, Sofin) che le consentirono di giocare sulla scena internazionale. Nel 1956 la banca fu quotata in Borsa.

Mediobanca è intervenuta sin dalle origini in settori collaterali a quello creditizio, quali le gestioni fiduciare (1948 con la Spafid), la promozione del commercio internazionale (attraverso trading companies operanti soprattutto tra Italia e Africa a metà anni Cinquanta), il credito al consumo (nel 1960 attraverso la Compass che era stata costituita dieci anni prima per sviluppare nuove iniziative con soci industriali), la revisione contabile (1961 con la Reconta che fu la prima società italiana di revisione), il leasing (1970 con la Selma).

L'era Cuccia[modifica | modifica wikitesto]

Le professionalità dimostrate dalla banca sotto la guida di Enrico Cuccia le hanno consentito di guadagnare presto una posizione di guida nel settore dell'investment banking in Italia. Fu in effetti Cuccia a dare alla banca il carattere di unica banca d'affari italiana. Fra le prime operazioni ci fu il salvataggio della Montecatini che terminerà con la costituzione della Montedison nel 1966[6].

Nel 1963 Mediobanca diresse la formazione del primo gruppo di intervento nel capitale di una società, la Olivetti, cui partecipò con altri enti finanziari e bancari (IMI, FIAT, Pirelli e Centrale[6]) allo scopo di ridefinirne gli ambiti strategici e risanarne la struttura finanziaria, in seguito al ritiro della famiglia fondatrice.

Mediobanca è stata per molti anni la banca di fiducia del gruppo FIAT, per il quale ha curato molte operazioni. In particolare fu l'istituto di Cuccia a trattare con la Libyan Arab Foreign Bank l'ingresso nel 1977 e l'uscita nel 1986 della finanziaria libica dal capitale del gruppo automobilistico torinese. Così come è stata Mediobanca a curare il trasferimento della SNIA dalla Montedison alla FIAT nel 1980[6].

Nel 1981 fu di nuovo Mediobanca a gestire la privatizzazione della Montedison, in favore di un consorzio partecipato dai gruppi Agnelli, Pirelli, Bonomi e Orlando, che in particolare acquistarono il controllo della Gemina, nuovo "salotto buono" della finanza italiana[6].

Ugualmente importanti le operazioni con la Pirelli[6] e l'Italcementi.

L'attività di collocamento di titoli di società italiane sul mercato nazionale e all'estero ha favorito l'assunzione di piccoli pacchetti azionari che nel corso del tempo sono stati incrementati reimpiegando parte degli utili e venendo a costituire il principale investimento reale a presidio del patrimonio. Quegli stessi pacchetti hanno favorito la fidelizzazione dei maggiori clienti. I più importanti riguardarono le Assicurazioni Generali, la Montedison, la Snia Viscosa, la Pirelli e la Fiat. I successivi acquisti, a più riprese, di azioni Generali hanno portato la banca ad esserne il maggiore azionista (oggi la quota è del 13%).

Enrico Cuccia tenne l'istituto al di fuori delle influenze politiche che invece nel corso del tempo presero ad interessare l'Iri, ente pubblico che controllava le tre banche d'interesse nazionale sue socie di maggioranza. Nel 1982 iniziò un periodo di forti frizioni con l'Iri (Presidenza Romano Prodi) che impose alle sue banche di non rinnovare il mandato a Cuccia. Questi tuttavia, pur dimettendosi dalla direzione generale, mantenne la carica di consigliere di amministrazione su designazione del socio Lazard. Nella direzione della banca gli subentrarono i due collaboratori prediletti, Silvio Salteri, che fu nominato amministratore delegato e Vincenzo Maranghi (designato da tempo come suo delfino) direttore generale.

La privatizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988, grazie all'intervento di Antonio Maccanico, che assunse la presidenza nel 1987, le posizioni contrastanti furono ricomposte e venne realizzata la privatizzazione della banca attraverso la costituzione di un sindacato di blocco con partecipazione paritetica di gruppi bancari (inizialmente le tre Bin fondatrici) e gruppi privati. In tale occasione la carica di amministratore delegato passò a Vincenzo Maranghi e Cuccia accettò la nomina a Presidente d'Onore mantenendo in banca una presenza simbolica e di alta consulenza. Dopo Antonio Maccanico, chiamato ad incarichi di governo, la presidenza passò a Francesco Cìngano che era stato il successore di Mattioli alla Banca Commerciale Italiana. Secondo Giorgio La Malfa, il problema di Mediobanca si complicò ulteriormente con l'emanazione della nuova legge bancaria nel 1993, che abolì l'obbligo della specializzazione consentendo agli istituti di credito ordinario di entrare nel mercato del medio/lungo termine, generò una serie di problemi tra Mediobanca e i propri soci bancari che cessarono di essere il canale quasi esclusivo di collocamento dei depositi vincolati e delle obbligazioni: "le banche commerciali furono autorizzate a operare nel credito a medio termine. A partire da quel momento il conflitto di interessi fra le banche azioniste e Mediobanca, che era emerso solo in via sporadica ed eccezionale, diventò un problema quotidiano: Mediobanca divenne il concorrente dei suoi azionisti bancari nelle operazioni per certi aspetti più importanti sia come possibile profittabilità sia come evidenza pubblica. Dopo la morte di Cuccia fu esattamente un conflitto di questo genere che provocò lo scoppio delle ostilità nei confronti dell'amministratore delegato Vincenzo Maranghi"[7]. Nel mutato contesto dei mercati finanziari a partire dagli anni Novanta, Mediobanca si è evoluta impegnandosi maggiormente nelle operazioni di investment banking, realizzando una diversificazione importante nel private banking ed espandendo l'area del credito al consumo, infine sviluppando una presenza internazionale. Negli anni Novanta fu tra i principali operatori del programma italiano di privatizzazione delle grandi imprese pubbliche (le maggiori operazioni riguardarono Telecom Italia, Enel, Banca di Roma e Banca Nazionale del Lavoro), contribuendo anche ai programmi esteri nel Regno Unito, in Francia, Germania e Spagna.

Dopo la morte di Cuccia[modifica | modifica wikitesto]

La morte di Enrico Cuccia, nel giugno 2000, fece acuire le tensioni con i soci bancari a causa dei conflitti d'interesse, della competizione sugli stessi mercati e dell'ostilità della banca centrale verso la direzione di Mediobanca. Nell'aprile 2003 Vincenzo Maranghi accettò di dimettersi a patto che venisse conservata l'autonomia della banca. Ciò avvenne promuovendo ai vertici operativi due suoi stretti collaboratori, Alberto Nagel e Renato Pagliaro. Essi svilupparono più intensamente le operazioni di mercato (collocamenti, M&A, negoziazione di strumenti finanziari), riducendo il peso delle partecipazioni storiche (alcune delle quali vennero smobilizzate, come quella sulla Fiat). Realizzarono anche la penetrazione sulle principali piazze estere, dove fu stabilita una presenza attraverso team professionali di origine locale. Nel 2008 con l'avviamento di CheBanca! l'operatività nel segmento bancario retail è stata ampliata realizzando un modello di distribuzione multicanale (internet, call center, filiali) capace di assicurare importanti flussi di raccolta. Se gli anni immediatamente successivi alle dimissioni di Maranghi comportarono la nomina di una presidenza esterna (Gabriele Galateri di Genola e Cesare Geronzi), gli eventi successivi hanno ristabilito tutte le condizioni che garantiscono l'autonomia dell'istituto la cui guida vede oggi Alberto Nagel amministratore delegato e Renato Pagliaro presidente[8][9][10].

Al 18 novembre 2014 risultava essere la terza banca italiana[11] nella classifica delle 18 banche più capitalizzate quotate sulla borsa italiana. È componente dell'indice FTSE MIB e dello Standard Ethics Italian Banks Index.

I presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Storia azionisti[modifica | modifica wikitesto]

All'atto della fondazione nel 1946 gli azionisti erano:

Nel 1958:

  • Banca Commerciale Italiana 24%
  • Credito Italiano 24%
  • Banco di Roma 20%
  • Piccoli azionisti 28%
  • Privati 4%

Nel 1982:

ciascuno con una quota del 2% nel 1982; il restante 7% ad altri gruppi di minoranza.

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 le principali partecipazioni di Mediobanca erano:

A gennaio 2016 le principali partecipazioni sono:

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Il core business di Mediobanca è rappresentato dalle attività bancarie che costituiscono per l'85% dei ricavi totali del Gruppo e per il 60% dell'utile netto. Grazie anche alla nascita di CheBanca! la differenziazione delle attività bancarie tra Corporate e Retail è rispettivamente di 50%:35% relativamente ai ricavi e 65%: 35% relativamente agli impieghi. Le fonti di raccolta dell'Istituto sono in fase di ampliamento e al 21 settembre 2010 il segmento retail contribuisce per il 18% alla raccolta totale. A fianco delle attività bancarie Mediobanca gestisce un portfolio che vede partecipazioni in società di primaria importanza nei campi delle assicurazioni, dell'editoria e delle telecomunicazioni[12].

La società è attiva, direttamente e tramite società controllate, nei seguenti ambiti:

  • nei servizi finanziari per le imprese alle quali dà un servizio di consulenza e supporto finanziario; questa attività è svolta grazie alle divisioni Corporate Finance, Finanziamenti e Finanza Strutturata, Mercati Finanziari, Area Mid-Corporate, Portafoglio titoli.
  • nei servizi finanziari per le famiglie tramite la controllata Compass SpA che si occupa direttamente di credito al consumo e dei prestiti personali e che nel 2008 ha rafforzato il suo posizionamento con l'acquisizione e la fusione di Linea. Compass oggi vanta un’ampia base di clientela, potendo contare su circa 1,8 milioni di clienti)[quando?][senza fonte]. Tramite le controllate al 100% da Compass SpA, Mediobanca si occupa anche di finanziamenti ipotecari alle famiglie (Micos Banca SpA), gestione del ciclo crediti (Creditech SpA) e gestione dei crediti in contenzioso (Cofactor SpA). Tramite SelmaBipiemme Leasing Spa (controllata al 60% da Compass e al 40% dal gruppo BPM), Palladio Leasing SpA e Teleleasing Spa (controllate da SelmaBipiemme Leasing) Mediobanca è attiva anche nel settore del leasing.
  • nel private banking tramite Banca Esperia (48.5%) e Compagnie Monégasque de Banque (100%). La prima è attiva in 11 città italiane ed è nata in partnership con il gruppo Mediolanum, la seconda è leader di mercato nel Principato di Monaco.
  • nel settore delle amministrazioni fiduciarie con Spafid - Società per Amministrazioni Fiduciarie SpA - che possiede,tra l'altro, per il 21,09% di Finceramica SpA controllante del gruppo Marazzi.
  • nel private equity e nel venture capital con i fondi promossi da Mediobanca Athena Private Equity, MB Venture Capital Fund I, Alice Lab, Prudentia(quest'ultimo promosso dalla controllata di Mediobanca Fidia SGR). Inoltre partecipa ai fondi Clessidra Capital Partners e Euroqube.
  • Nell'Alternative Asset Management (MAAM) con l'acquisizione di Cairn Capital, credit asset manager londinese[13].

Nel settore della ristorazione :Compass Group leader nel settore.

CheBanca![modifica | modifica wikitesto]

CheBanca! nasce nel 2008 come banca retail del Gruppo Mediobanca. Durante il primo anno di apertura raggiunge 5,3 miliardi di depositi e 170.000 conti aperti[14]. In base agli ultimi dati disponibili, CheBanca! si attesta al settembre 2014 su una raccolta di oltre 13 miliardi di euro e circa 500.000 clienti[15]. Il capitale sociale ammonta a 220.000.000,00 euro, interamente versato. La banca opera principalmente su internet e tramite 50 filiali in 14 regioni.

Sedi estere[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2006 Mediobanca ha iniziato un processo di internazionalizzazione con l'obiettivo di ampliare la base di mercato, diversificare i rischi di controparte e assistere i propri clienti anche nelle operazioni all'estero. Nel Corporate Investment Banking Mediobanca è presente in Europa continentale con le sedi di Parigi (2004), Francoforte (2007) e Madrid (2007). In questi paesi la strategia dell'Istituto è quella di fornire attività di Corporate Finance attraverso una vasta gamma di servizi di corporate e leveraged finance, corporate lending, debt capital market e equity capital market. La sede di New York è attiva nel brokeraggio e nell'attività di rappresentanza. A completare il quadro gli uffici di rappresentanza a Mosca e in Lussemburgo”[3]. Dall’estate 2013 Mediobanca è presente anche in Turchia con la controllata Mediobanca Advisory[5]. La sede di Londra, costituita nel 2008, è invece composta da team specializzati nelle soluzioni per la clientela: Credit, Rates, FX, Alternatives and Equity Derivatives, Corporate Lending and Leveradged Finance, Equity research, Advisory, oltre alla funzione di piattaforma equity e derivati la sede di Londra è strategica per intensificare i rapporti con fondi hedge e private equity. A partire dal 2014 la sede londinese ospita il team FIG EMEA.

Principali azionisti[modifica | modifica wikitesto]

La società è controllata da un patto di sindacato che garantisce la stabilità della base azionaria, presieduto da Angelo Casò[16]. All'interno del patto, che controlla il 31,83% delle azioni, la compagine azionaria è la seguente[17]:

Azionista N. Azioni % su cap.
Gruppo UniCredit 74.573.472 8,60%
Gruppo Bolloré 68.887.075 7,94%
Gruppo Mediolanum 29.795.110 3,44%
Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna 24.418.135 2,82%
Standard Life Investments 20.606.001 2.38%
Gruppo Benetton 18.625.029 2,15%
Gruppo Fininvest 17.713.785 2,04%

Organi amministrativi[modifica | modifica wikitesto]

Dal giugno 2007 al settembre 2008 Mediobanca è stata uno dei pochi esempi italiani di banche che ha utilizzato la cosiddetta governance duale. Dal settembre 2008 Mediobanca ritornò al sistema tradizionale con delle differenze rispetto al modello originario: all'interno del Consiglio di Amministrazione e, in maggioranza, del Comitato Esecutivo sono presenti come membri di diritto i dirigenti del Gruppo Mediobanca (attualmente Renato Pagliaro[18]; Francesco Saverio Vinci[19]; Alberto Nagel[20]; Maurizio Angelo Comeno; Angelo Casò; Gian Luca Sichel e Alexandra Young) che hanno lo scopo di garantire autonomia e unità di indirizzo della gestione[21], inoltre anche l'Amministratore Delegato è scelto dal Consiglio di Amministrazione tra questi soggetti.

Piano strategico 2014-2016[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 giugno 2013 Mediobanca ha presentato le linee guida del Piano Strategico 2014-2016. Nella presentazione al mercato l'Amministratore Delegato Alberto Nagel ha annunciato l'uscita da tutti i patti di sindacato partecipati dalla banca e la classificazione di tutte le partecipazioni tra gli asset disponibili per la vendita[22]. A settembre 2013 Mediobanca ha ceduto il 3,9% della partecipazione in Telco a Telefonica e nei mesi successivi ha iniziato a cedere gradualmente sul mercato le quote detenute in Rcs e Gemina[23][24][25]. Il piano strategico annunciato dalla banca prevede il rafforzamento delle attività di Corporate & Investment Banking e lo sviluppo della presenza estera[26]. A luglio 2013 la banca è entrata nel mercato turco con l'apertura della controllata MB Advisory che serve l'istituto milanese anche nel business cross-border con i paesi del Mediterraneo[5]. Altre aperture sono previste in Messico e Cina[27]. L’incidenza dei ricavi non domestici sul bilancio 2013 della divisione Corporate & Investment banking è del 30%. La banca prevede una crescita fino al 45% nel 2016[27]. Il piano strategico presentato dalla banca prevede anche, parallelamente al rafforzamento del Corporate & Investment banking, un contributo crescente del polo retail ai ricavi di Gruppo. I target al 2016 prevedono una contribuzione di Compass e CheBanca! pari al 50% dei ricavi totali del Gruppo Mediobanca[27].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [1](dal sito ufficiale)
  2. ^ [2](dal sito ufficiale)
  3. ^ a b Le sedi di Mediobanca all'estero(dal sito ufficiale)
  4. ^ Sergio Bocconi, Piazzetta Cuccia. L'internazionale, in Corriere della Sera - Corriere Economia, 31 gennaio 2011, p. 3. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  5. ^ a b c ultimaora - flash news 24 Corriere della Sera
  6. ^ a b c d e f Napoleone Colajanni, Storia della banca italiana, Roma, Newton Compton, 1995
  7. ^ Giorgio La Malfa, Cosa direbbe oggi Cuccia ai nuovi vertici di Mediobanca e Generali, Il Foglio quotidiano, 3 aprile 2010.
  8. ^ Paul Betts, Rome’s conquest of Milan, with Europe to follow, Financial times, 14 giugno 2007.
  9. ^ Giovanni Pons, Il banchiere scelto da Cuccia e Maranghi, la Repubblica, 11 maggio 2010
  10. ^ Tracce di dna dell'era Cuccia, Il Sole 24 Ore, 11 maggio 2010
  11. ^ Dati in miliardi di euro, aggiornati al 17 novembre 2014 e forniti da Borsa Italiana SpA.
  12. ^ Le attività del gruppo Mediobanca(dal sito ufficiale)
  13. ^ Mediobanca takes control of London-based Cairn Capital - Financial Times
  14. ^ CheBanca!: a due mesi dalla chiusura dell'esercizio 2008-2009 "CheBanca! supera gli obiettivi, raddoppiando la raccolta prevista per il primo anno", comunicato stampa dal sito Mediobanca
  15. ^ Risultati I Trimestrale al 30 settembre 2014, comunicato dal sito Mediobanca
  16. ^ Delibera Patto di Sindacato 30/03/2010
  17. ^ Azionisti Mediobanca
  18. ^ Renato Pagliaro presidente di Mediobanca (dal sito ufficiale)
  19. ^ Francesco Saverio Vinci direttore generale di Mediobanca (dal sito ufficiale)
  20. ^ Alberto Nagel amministratore delegato di Mediobanca (dal sito ufficiale)
  21. ^ Governance di Mediobanca (dal sito ufficiale)
  22. ^ Mediobanca rivoluziona le partecipazioni - Il Sole 24 ORE
  23. ^ Telefonica, offerta per salire al 70% di Telco - Il Sole 24 ORE
  24. ^ Mediobanca scende sotto il 10% di Rcs - Il Sole 24 ORE
  25. ^ Mediobanca inizia le dismissioni, venduto il 2,6% di Gemina - Il Sole 24 ORE
  26. ^ Addio patti, la svolta di Mediobanca
  27. ^ a b c Mediobanca guarda a Messico, Cina per Cib, acquisizioni private banking-DG | Reuters

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN134852606