Vincent Bolloré

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Vincent Bolloré (Boulogne-Billancourt, 1º aprile 1952) è un imprenditore e produttore televisivo francese.

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È presidente del Consiglio di Amministrazione della holding Havas, sesto gruppo mondiale nel settore delle telecomunicazioni. Con un patrimonio di cinque miliardi di dollari, nel 2017, la rivista Forbes lo classifica al 248º posto nella lista degli uomini più ricchi del mondo. E 11º in Francia.[1] Dirige il gruppo di famiglia Bolloré. Ed è Presidente del Consiglio di Sorveglianza nella società francese Vivendi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Boulogne-Billancourt, appartiene a una famiglia di industriali bretoni: figlio di Michel Bolloré e di Monique Follot. Laureato in diritto presso l'Université Paris X.

Vincent Bolloré comincia la sua carriera nel mondo degli affari nel 1970 presso la Banque de l'Union européenne industrielle et financière, prima di entrare nel 1975 nella Compagnie financière Edmond de Rothschild.

Nel 1981 riprende il controllo della cartiera di famiglia, all'epoca in grande difficoltà, per farla uscire dal settore di appartenenza e investire invece nel settore delle pellicole di plastica ultrafini. Le diverse partecipazioni azionarie, che producono spesso delle rapide plusvalenze, trasformano il gruppo di famiglia in una conglomerata internazionale impegnata nei settori dell'energia, agroalimentare (piantagioni di cocco e cotone in Africa e vino in Francia), trasporti e logistica.

È ritenuto un finanziere celebre a livello mondiale. In Francia si è fatto una reputazione da traider, compiendo fortunate e remunerative operazioni in Borsa, acquistando azioni delle principali società francesi, come per esempio il gruppo Bouygues.

Nel 2004, è diventato il maggior azionista del gruppo Havas. L'anno seguente, ha sostituito Alain de Pouzilhac alla presidenza. Successivamente si è unito in una joint venture con la Pininfarina per la produzione della nuova auto elettrica, che verrà commercializzata nel 2010.

Al 2017 è il primo azionista di Vivendi con il 20,6% (29,9% dei diritti di voto) e il secondo di Mediobanca con l'8%.[2]

Dopo essere salito al 24,9% in Telecom Italia, tramite Vivendi acquista il 100% delle quote di Mediaset Premium, come annunciato l'8 aprile 2016 da Pier Silvio Berlusconi alle televisioni italiane: l'accordo dovrebbe essere finalizzato entro il 30 settembre e prevede anche uno scambio di azioni che porterà entrambi i gruppi (Mediaset e Vivendi) a detenere il 3,5% l'uno dell'altro. Tale accordo è stato però respinto da Vivendi a luglio con una lettera a Mediaset che propone un'acquisizione di solo il 20% di Mediaset Premium e la volontà di salire al 15% in Mediaset. Al 12 dicembre ne possiede il 3,01% e in due giorni sale prima al 12,32% e poi al 20%. Il 20 dicembre raggiunge quota 25,75% del capitale e del 26,77% dei diritti di voto. Due giorni dopo tale partecipazione sale al 28,80% per la quota capitale e al 29,94% per ciò che concerne i diritti di voto.[3]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Ha sposato Sophie Fossorier, dalla quale ha avuto quattro figli, e in seconde nozze l'attrice e scrittrice Valérie Jeanneret.

Mass media[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, ha creato il network televisivo Direct 8, e in seguito si è assicurato il 28% della Aegis. Nel 2006, ha lanciato il quotidiano gratuito Direct soir.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Bolloré è stato al centro di numerose polemiche per le sue numerose attività economiche nella cosiddetta Françafrique che generano ingenti profitti (trasporti pubblici, logistica, trasporti marittimi, agricoltura). Secondo alcune inchieste giornalistiche, Bolloré avrebbe avuto grandi privilegi da parte dei governi degli Stati africani grazie alle pressioni politiche e diplomatiche, a volte anche sfociate in interventi militari veri e propri, esercitate dal Governo francese presieduto da Nicolas Sarkozy.[4]

Bolloré infatti è amico di vecchia data di Sarkozy cui ha più volte messo a disposizione il suo jet privato[5] e il suo yacht privato: il "Paloma".

Il 24 febbraio 2017 appare sui giornali italiani la notizia che Vincent Bolloré sarebbe indagato dalla Procura di Milano per concorso in aggiotaggio nella scalata del gruppo francese a Mediaset.[6] Il giorno stesso Vivendi risponde con un comunicato stampa in francese: "L'inscription des dirigeants de Vivendi dans le registre de la Procure de Milan est la conséquence de la plainte sans fondement et abusive déposée par les Berlusconi contre Vivendi après sa montée au capital de Mediaset. Cette inscription en l'état n'indique en aucune façon une quelconque accusation contre quiconque."

Tradotto in italiano corrisponde a: "L'iscrizione dei dirigenti di Vivendi nel registro della Procura di Milano è la conseguenza dell'esposto senza fondamento e illegittimo depositato dai Berlusconi contro Vivendi dopo la crescita nel capitale di Mediaset. Questa iscrizione non indica in alcun modo un'accusa contro qualcuno."[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] Profilo, Forbes, Aggiornato al 2017
  2. ^ Repubblica, pag. 12 di Economia, 4 agosto 2017
  3. ^ [2] Vincent Bollorè, IlSole24Ore, 24 febbraio 2017
  4. ^ [3], Documentario "C'era una volta" Rai3.
  5. ^ Sarkozy est arrivé à Louxor avec Carla Bruni - Le Nouvel Observateur
  6. ^ Bollorè indagato, RaiNews, 24 febbraio 2017
  7. ^ [4] Comunicato, Vivendi, 24 febbraio 2017

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN48726924 · ISNI: (EN0000 0001 1443 4502 · LCCN: (ENnb99143499 · GND: (DE123636876 · BNF: (FRcb13558622c (data)
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