La Centrale (società finanziaria)

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La Centrale finanziaria generale s.p.a. è una società finanziaria italiana, fondata nel 1925.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Società elettrica dell'Italia Centrale[1], poi La Centrale - società per il finanziamento di imprese elettriche e telefoniche, nacque nel 1925 a Livorno come holding di compagnie elettriche e telefoniche dell'area toscana e laziale[2]: la Società ligure-toscana di elettricità (SELT) di Livorno, la Società elettrica del Valdarno di Firenze, la Società Romana di Elettricità, la Telefonica Tirrena (TETI) ed altre minori[3]. Il gruppo faceva capo alle famiglie Orlando e Pirelli[2].

La Centrale acquisì partecipazioni anche in imprese al di fuori dell'ambito elettrico. In particolare faceva parte del sindacato di controllo della Bastogi, insieme alla FIAT, alla Pirelli, alla Edison, alla RAS e alle Generali[4].

Con la scadenza delle concessioni telefoniche nel 1957 e la nazionalizzazione dell'energia elettrica nel 1962, la Centrale diversificò la propria attività in altri settori industriali e conseguentemente prese l'attuale denominazione La Centrale finanziaria generale s.p.a.[2]. In particolare partecipò alla "cordata" che rilevò la Olivetti nel 1963, insieme alla FIAT, alla Pirelli, all'IMI e a Mediobanca[5].

Negli anni successivi gli azionisti storici Orlando e Pirelli diminuirono le loro partecipazioni e vennero sostituiti da nuovi soci, come la RAS, la Banca d’America e d’Italia, e la famiglia Bonomi Bolchini[2]. Nel 1971 prese il controllo della Centrale il finanziere Michele Sindona tramite la rispettabile banca d'affari inglese Hambros, come primo passo verso la scalata del capitalismo italiano[6].

Dopo il crack dell'impero di Sindona, la Centrale diventò la holding del Banco Ambrosiano: le sue controllate non erano più industriali, bensì bancarie e assicurative, come la Toro Assicurazioni e la Banca Cattolica del Veneto[2].

Dopo il crollo del Banco Ambrosiano il suo ruolo è ridimensionato.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

La Centrale, rifondata nel 2008 come La Centrale Finanziaria Generale dopo la fusione con la società Sviluppo del Mediterraneo, l'ingresso di soci istituzionali (Generali, Allianz, BPER) e l'aumento del capitale a 49,8 milioni di euro,[2] rimane una società finanziaria, attiva in particolare nel settore dei fondi immobiliari. I soci sono, dopo l'uscita nel 2015 di Generali e Allianz, le Acciaierie Valbruna della famiglia Amenduni, la Somar della famiglia Maffeis[7], la Silvano Toti Holding del costruttore Pierluigi Toti, la BPER, Partners & Partecipations[8], Return Holding, Beniamino Itri e l'imprenditore bresciano Mauro Ardesi. Dal 2008 il presidente è Giancarlo Elia Valori[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ sito Idrotecnicaitaliana (PDF), su idrotecnicaitaliana.it. URL consultato il 29 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 6 febbraio 2015).
  2. ^ a b c d e f g sito ufficiale, su lacentralegroup.it. URL consultato il 29 luglio 2016 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2016).
  3. ^ sito Houseorgan
  4. ^ sito Alpina s.p.a.
  5. ^ museocilea.it Archiviato il 1º novembre 2013 in Internet Archive.
  6. ^ Napoleone Colajanni, Storia della banca italiana, Roma, Newton Compton, 1995
  7. ^ Carlotta Scozzari, Centrale finanziaria e quei crediti difficili verso Khashoggi ed Edom su La repubblica del 27.1.2015
  8. ^ Generali e Allianz fuori da La Centrale, al fianco di Valori per il rilancio ci sono Toti e Maffeis, su intermediachannel.it, 27 gennaio 2015. URL consultato il 9 aprile 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]