Banca Popolare di Bari

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Banca Popolare di Bari
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StatoItalia Italia
Forma societariaBanca popolare
Fondazione1960 a Bari
Sede principaleBari, Corso Cavour 19
Persone chiave
Settorebancario
Prodottiservizi bancari
Fatturato14,9 miliardi di [1] (2017)
Utile netto1 milione di [1] (2017)
Dipendenti3.067 (2017)
Sito webwww.gruppopopolarebari.it

La Banca Popolare di Bari è una società cooperativa per azioni fondata a Bari nel 1960, è il primo gruppo creditizio autonomo del Mezzogiorno ed è tra le 10 maggiori banche popolari italiane.

Radicata in Puglia e nelle regioni limitrofe, conta 368 sportelli, 3200 dipendenti e quasi 70.000 soci. È presente in 13 regioni: col proprio marchio in Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Molise, Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Veneto e Lombardia, mentre In Abruzzo ed Emilia-Romagna attraverso il gruppo Tercas (Banca Tercas e Banca Caripe).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Banca Popolare di Bari, è stata fondata nel 1960 ad opera di 76 soci. Nel 1998 in seguito a ulteriori acquisizioni, nasce il Gruppo Creditizio Banca Popolare di Bari. La crescita esponenziale degli sportelli è il frutto di numerose acquisizioni di banche locali e sportelli, tra cui:

  • Banca Agraria Commerciale Cooperativa di Deliceto nel 1989
  • Banca Popolare di Torremaggiore, Cassa Rurale e Artigiana di Castelluccio dei Sauri e Cassa Rurale di Avigliano e Filiano nel 1993
  • Bcc di Lesina e Banca Popolare Meridionale di Grottaminarda, Bcc di Valle del Calore e Bcc di Teora Alto Ofanto nel 1997
  • Bcc di Baianese e Bcc di Avellana nel 2000
  • Banca Popolare della Penisola Sorrentina e Banca Popolare di Calabria nel 2003
  • Parte di Banca Mediterranea (50 sportelli) nel 2004
  • 43 sportelli del Gruppo Intesa Sanpaolo nel 2007
  • 4 sportelli da Banca CR Firenze e i 43 della Cassa di Risparmio di Orvieto nel 2008

Nel 2014 la banca, guidata sin dalla fondazione dalla famiglia Jacobini,[2] acquista Banca Tercas e la sua controllata Banca Caripe.[3]

A seguito di una segnalazione di un ex-dipendente riguardante operazioni poco chiare, tra cui proprio l'acquisto del banco abruzzese, la Procura di Bari ha avviato tra il 2016 e il 2017 un'indagine a carico dei vertici della Popolare di Bari.[4]

Nel settembre 2017 sigla un accordo con Cerved Credit Management, la società del gruppo Cerved che si occupa di gestire gli Npl (non performing loans), da almeno 1,1 miliardi di euro di crediti deteriorati.[5]

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 i ricavi hanno raggiunto i 14,9 miliardi di euro con un aumento del 10,2% rispetto all'anno precedente. L'utile è stato di un milione rispetto ai 5,2 milioni del 2016. Le filiali sono 353, il coefficiente patrimoniale al 10,2% rispetto al CET 1.[1] Tra i 70 mila soci c'è chi si lamenta di non riuscire a recuperare il suo investimento[2] tanto da dover fare ricorso al tribunale.[6]

Società controllate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bilancio 2017, su popolarebari.it, marzo 2018. URL consultato il 3 agosto 2018.
  2. ^ a b Dagli inchini del Santo e della politica alle inchieste della magistratura la lunga parabola della Popolare di Bari, su repubblica.it, 11 settembre 2017. URL consultato il 6 agosto 2018.
  3. ^ Banca Popolare di Bari, da oggi alla guida di Banca Tercas e Caripe, Banca Popolare di Bari, 1º ottobre 2014. URL consultato il 12 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2014).
  4. ^ Indagati i vertici della Banca Popolare di Bari, su ilfattoquotidiano.it, 30 agosto 2017. URL consultato il 23 marzo 2018.
  5. ^ Cerved e Popolare di Bari, accordo da almeno 1,1 miliardi per gli Npl, su milanofinanza.it, 21 novembre 2017. URL consultato il 7 maggio 2018.
  6. ^ Banca Popolare di Bari sotto attacco. I consumatori: "Così ha violato l'ordine di vendita delle azioni", su bari.repubblica.it, 25 gennaio 2018. URL consultato il 6 agosto 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]