Banca Popolare di Bari

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Banca Popolare di Bari
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StatoItalia Italia
Forma societariaBanca popolare
Fondazione1960 a Bari
Sede principaleBari, Corso Cavour 19
Persone chiavecommissariata
Settorebancario
Prodottiservizi bancari
Fatturato14,9 miliardi di [1] (2017)
Utile netto-420 milioni di [2] (2018)
Dipendenti3.067 (2017)
Sito webwww.gruppopopolarebari.it

La Banca Popolare di Bari (BPB) è una società cooperativa per azioni fondata a Bari nel 1960, è il primo gruppo creditizio autonomo del Mezzogiorno ed è tra le tre maggiori banche pugliesi e tra le 10 maggiori banche popolari italiane.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Banca Popolare di Bari, è stata fondata nel 1960 ad opera di 76 soci. Nel 1998 in seguito a ulteriori acquisizioni, nasce il Gruppo Creditizio Banca Popolare di Bari.

La crescita esponenziale degli sportelli è il frutto di numerose acquisizioni di banche locali e sportelli, tra cui:

  • Banca Agraria Commerciale Cooperativa di Deliceto nel 1989
  • Banca Popolare di Torremaggiore, Cassa Rurale e Artigiana di Castelluccio dei Sauri e Cassa Rurale di Avigliano e Filiano nel 1993
  • Bcc di Lesina e Banca Popolare Meridionale di Grottaminarda, Bcc di Valle del Calore e Bcc di Teora Alto Ofanto nel 1997
  • Bcc di Baianese e Bcc di Avellana nel 2000
  • Banca Popolare della Penisola Sorrentina e Banca Popolare di Calabria nel 2003
  • Parte di Banca Mediterranea (50 sportelli) nel 2004
  • 43 sportelli del Gruppo Intesa Sanpaolo nel 2007
  • 4 sportelli da Banca CR Firenze e i 43 della Cassa di Risparmio di Orvieto nel 2008

Famiglia Jacobini[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 la banca, guidata sin dalla fondazione dalla famiglia Jacobini[3] (prima Luigi Jacobini il fondatore, poi il figlio Marco alla presidenza e in seguito ai vertici operativi due figli di Marco, Gianluca e Luigi)[4] acquista Banca Tercas e la sua controllata Banca Caripe.[4][5]

A seguito di una segnalazione di un ex-dipendente riguardante operazioni poco chiare, tra cui proprio l'acquisto del banco abruzzese, la Procura di Bari ha avviato tra il 2016 e il 2017 un'indagine a carico dei vertici della Popolare di Bari.[6]

Nel settembre 2017 sigla un accordo con Cerved Credit Management, la società del gruppo Cerved che si occupa di gestire gli Npl (non performing loans), da almeno 1,1 miliardi di euro di crediti deteriorati.[7] Al 30 giugno 2018 i crediti deteriorati lordi della banca ammontano a 2,571 miliardi di euro su un totale di 7 miliardi di crediti.[8]

Nell'ottobre 2018 la Consob ha comminato multe per circa 2,6 milioni di euro alla banca e ai vertici dell'istituto, tra i quali Marco Jacobini e l'ex direttore Vincenzo De Bustis. Le violazioni riguardano tra l'altro le informazioni contenute nei prospetti per gli aumenti di capitale del 2014 e del 2015.[9] Due mesi più tardi, in dicembre, dopo le dimissioni di Giorgio Papa, De Bustis, che era già stato direttore generale della banca dal 2011 al 2015 acquisendo quel boccone troppo grosso che era la Banca Tercas all'epoca commissariata,[4] ritorna alla guida della banca per tentare di rilanciarla aprendo a nuovi soci.[4]

La crisi del 2019 e il commissariamento[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2019, tre giorni dopo l'approvazione del bilancio 2018 chiuso pesantemente in rosso, finisce l'era di Jacobini, da una vita alla guida della banca. Finisce con un compromesso gradito a tutti: presidente è nominato Gianvito Giannelli, docente universitario, nipote di Marco Jacobini[10] e marito del procuratore di Larino, Isabella Ginefra, a lungo sostituto procuratore di Bari.[11] De Bustis è confermato nell'incarico di amministratore delegato.

Il 13 dicembre 2019 la Banca d'Italia ha commissariato la banca e ha provveduto a nominare Enrico Ajello e Antonio Blandini commissari straordinari e Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso componenti del comitato di sorveglianza.[12]

Dicembre 2019: iniziative del Governo[modifica | modifica wikitesto]

Il 13 dicembre 2019 il Consiglio dei Ministri, presieduto da Giuseppe Conte, si riunisce per discutere della questione legata alla crisi della banca. Il Governo valuta l’ipotesi di emanare un decreto per il salvataggio dell’istituto pugliese.[13] Il 15 dicembre 2019 il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto contenente le misure a sostegno della banca.[14]

La crisi interessa più di 70.000 azionisti[15], oltre ad un certo numero di obbligazionisti.

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 i ricavi hanno raggiunto i 14,9 miliardi di euro con un aumento del 10,2% rispetto all'anno precedente. L'utile è stato di un milione rispetto ai 5,2 milioni del 2016. Le filiali sono 353, il coefficiente patrimoniale al 10,2% rispetto al CET 1.[1] Tra i 70 mila soci c'è chi si lamenta di non riuscire a recuperare il suo investimento[3] tanto da dover fare ricorso al tribunale.[16]

In occasione dell'assemblea dell'aprile 2015 il titolo azionario della Popolare di Bari veniva valutato da una società esterna di consulenza in una "forchetta" di prezzo oscillante tra euro 8,50 ed euro 11,50 circa ma "prudenzialmente" si suggeriva di mantenere la vecchia quotazione pari a 9,53 euro. La situazione economica-finanziaria veniva prospettata come solida e sotto controllo, con buone prospettive di crescita ed espansione. Durante l'assemblea del successivo aprile 2016 il titolo azionario della Popolare di Bari veniva svalutato, sempre "prudenzialmente", da euro 9,53 a euro 7,50.

Da allora si sono succeduti tra l'altro: cessioni di crediti deteriorati, partecipazione a fondi di solidarietà (fondo Atlas), azzeramento del valore di avviamento della società capofila. L'ultima semestrale 2018 pone in evidenza una perdita di esercizio pari a circa 100 (cento) milioni di euro.

In effetti circa 70.000 soci (ai quali la banca ha ceduto nel tempo 160,36 milioni di azioni non quotate e illiquide),[17] si trovano da anni nell'impossibilità di rientrare in possesso dei loro investimenti e questo nonostante la recente (secondo semestre 2017) quotazione sul mercato hi.mtf. Il titolo, prospettato (in fase preliminare di investimento) ai risparmiatori come sicuro, facilmente liquidabile e al riparo da eventuali perdite proprio perché non quotato, è attualmente soggetto alle norme di oscillazione della piattaforma hi.mtf e, in quasi totale assenza di contrattazione, vede diminuire in continuazione il suo valore, con discese progressive da 7,50 a circa 5,40, quindi da 5,40 a circa 3 euro. L'ultimo prezzo minimo teorico si attesterebbe intorno ad euro 2,38.[17] Stessa sorte stanno subendo le obbligazioni subordinate, svalutate in poco tempo di circa il 25-30%. Tutto ciò dopo continue acquisizioni di istituti di credito più o meno in difficoltà (ultime in ordine di tempo, Tercas e Caripe) e conseguenti aumenti di capitale autorizzati dalle preposte autorità di controllo. L'unica residua speranza delle migliaia di soci intrappolati nella situazione di quasi totale illiquidità e conseguente continuo deprezzamento del titolo, consisterebbe nella sempre prospettata e fin qui rimandata trasformazione in Spa, in un futuro sostanzioso aumento di capitale sottoscritto da grandi fondi di investimento e successiva quotazione sul mercato azionario principale.

La capitalizzazione della banca era di 1,2 miliardi quando il prezzo era di 7,5 euro, nell'ottobre 2018 è scesa a circa 380 milioni con il prezzo a 2,38 euro.[17]

Il bilancio 2018 della Banca Popolare di Bari ha registrato una perdita netta consolidata di 372,1 milioni e una perdita al lordo delle imposte di 287,4 milioni.[18] La perdita è stata poi rettificata in luglio in 420 milioni di euro per cui il patrimonio netto risulta inferiore del 54%.[2]

La crisi del dicembre 2019, è stata preceduta il 23 settembre dal fallimento di due società immobiliari baresi, verso le quali la Popolare vantava delle esposizioni su crediti: Fimco SpA e Maiora Group. Secondo gli ultimi bilanci pubblicati nel 2017 dalle due imprese, la Fimco aveva debiti per 104 milioni di euro, di cui 30 mln con le banche (e BPR fra i primi creditori); Maiora Group ha registrato un indebitamento complessivo pari a 288 milioni, dei quali 105 mln a favore di BPR e di Monte dei Paschi di Siena, con una frazione di 59 mln non assistiti da garanzie reali.[19]

Società controllate[modifica | modifica wikitesto]

  • Cassa di Risparmio di Orvieto
  • Popolare Bari Corporate Finance

Diffusione sul territorio[modifica | modifica wikitesto]

Radicata in Puglia e nelle regioni limitrofe, conta 368 sportelli, 3200 dipendenti e quasi 70.000 soci. È presente in 13 regioni col proprio marchio in Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Molise, Lazio, Marche, Umbria, Toscana, Veneto, Lombardia, Abruzzo ed Emilia-Romagna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio 2017, su popolarebari.it, marzo 2018. URL consultato il 3 agosto 2018.
  2. ^ a b Banca Popolare di Bari, nuovo cda e ok al bilancio con perdite per 420 milioni, su bari.repubblica.it, 24 luglio 2019. URL consultato il 26 luglio 2019.
  3. ^ a b Dagli inchini del Santo e della politica alle inchieste della magistratura la lunga parabola della Popolare di Bari, su repubblica.it, 11 settembre 2017. URL consultato il 6 agosto 2018.
  4. ^ a b c d De Bustis torna alla Popolare di Bari per rilanciare la banca con nuovi soci, su repubblica.it, 13 dicembre 2018. URL consultato il 29 gennaio 2019.
  5. ^ Banca Popolare di Bari, da oggi alla guida di Banca Tercas e Caripe, Banca Popolare di Bari, 1º ottobre 2014. URL consultato il 12 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2014).
  6. ^ Indagati i vertici della Banca Popolare di Bari, su ilfattoquotidiano.it, 30 agosto 2017. URL consultato il 23 marzo 2018.
  7. ^ Cerved e Popolare di Bari, accordo da almeno 1,1 miliardi per gli Npl, su milanofinanza.it, 21 novembre 2017. URL consultato il 7 maggio 2018.
  8. ^ Mario Gerevini, La rivolta etrusca e il silenzio degli innocenti. Nuove storie della Pop Bari, L'Economia del Corriere della Sera, 28 gennaio 2019, p. 18
  9. ^ Popolare Bari, pubblicate le multe Consob per circa 2,6 milioni di euro, su ilsole24ore.com, 8 ottobre 2018. URL consultato il 10 ottobre 2018.
  10. ^ Popolare di Bari, Marco Jacobini si dimette, era presidente da 30 anni, su corriere.it, 24 luglio 2019. URL consultato il 26 luglio 2019.
  11. ^ Giuliano Foschini, Alla Popolare Bari finisce l'era di Jacobini, Repubblica, p. 20, 25 luglio 2019
  12. ^ La Repubblica
  13. ^ Il Messaggero
  14. ^ Panorama
  15. ^ Popolare di Bari, le voci dei risparmiatori: “Ci siamo fidati, ma ci hanno rubato tutto. In assemblea? Ci dicevano che andava tutto bene”, su ilfattoquotidiano.it, 27 dicembre 2019. URL consultato il 27 dicembre 2019 (archiviato il 27 dicembre 2019).
  16. ^ Banca Popolare di Bari sotto attacco. I consumatori: "Così ha violato l'ordine di vendita delle azioni", su bari.repubblica.it, 25 gennaio 2018. URL consultato il 6 agosto 2018.
  17. ^ a b c Nicola Borzi, Popolare di Bari, lo scandalo bancario a scoppio ritardato, in Il Fatto Quotidiano, 10 ottobre 2018. URL consultato il 10 ottobre 2018.
  18. ^ Popolare di Bari, sì a richiesta di risarcimento a Bruxelles per il caso Tercas dopo la sentenza della Corte Ue, su Il Fatto Quotidiano, 10 maggio 2019. URL consultato il 10 maggio 2019.
  19. ^ Fabio Pavesi, Vi racconto la gestione disinvolta dei crediti nella Popolare di Bari., Affari Italiani, 5 gennaio 2020 (archiviato il 6 gennaio 2020). Ospitato su Startmag.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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