Cassa di Risparmio di Asti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cassa di Risparmio di Asti S.p.A.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 25 gennaio 1842 a Asti
Sede principale Asti, piazza Libertà 23
Settore Finanziario
Prodotti
  • Bancari
  • Assicurativi
Slogan «Io e la mia banca ci capiamo.»
Sito web www.bancacrasti.it

La Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. (abbreviata in Banca di Asti) è un istituto di credito nato il 25 gennaio 1842 come ente di beneficenza con un capitale di 10.000 lire. L'attività inizia, con il nome di Cassa di Risparmio e di Previdenze della provincia di Asti, mercoledì 3 gennaio 1844, dedicando quel giorno della settimana per i versamenti e il sabato ai prelievi.

Il nome dell'istituto viene modificato con Regio decreto del 6 giugno 1867, diventando Cassa di Risparmio della provincia di Asti.

Tra la prima e la seconda guerra mondiale riesce ad acquisire la Banca Astese e per la prima volta la Cassa inizia ad assumere alle proprie dipendenze personale femminile.

È durante gli anni cinquanta che la Cassa apre nuove filiali, salite ad oltre 130, presenti nelle province di Asti, Alessandria, Cuneo, Torino, Milano e Monza e Brianza.

La società per azioni, fondata il 13 luglio 1992, è detenuta per il 50,42% dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e per il 18,20% da Banca Popolare di Milano (dopo l'incorporazione di Banca di Legnano, che aveva acquisito la quota dalla Deutsche Bank).

Il 28 dicembre 2012 Cassa di Risparmio di Asti acquista da Monte dei Paschi di Siena il 60,42 % di Biverbanca, istituto che dispone di 122 filiali distribuite tra Piemonte, Lombardia e Valle d'Aosta, per 203 milioni di euro.[1]

L'Istituto astigiano sponsorizza la corsa del Palio di Asti di settembre e tutti gli altri eventi culturali che si svolgono nella città: inoltre, è sponsor principale delle squadre di calcio della provincia come l'Asti, il Canelli e la Nicese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mps: cede 60% Biverbanca a Cr Asti per 203 milioni, ASCA, 27 giugno 2012. URL consultato il 2 luglio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]