Italmobiliare

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Italmobiliare
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: ITM
Fondazione1946
Sede principaleMilano
Persone chiave
SettoreHolding
Prodottimateriali edilizi, banche, finanza, editoria, immobiliare
Fatturato507,6 milioni di (2017)
Utile netto115 milioni di (2017)
Dipendenti1.417 (2017)
Sito web

Italmobiliare è una holding di partecipazioni quotata dal 1955 alla borsa valori di Milano nell'índice FTSE Italia Mid Cap, ora segmento Star. Il suo controllo fa capo alla famiglia Pesenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Italmobiliare è stata fondata nel 1946, come holding di partecipazioni di Italcementi, controllata dal 1979 al 2016, quando è stata ceduta al gruppo tedesco HeidelbergCement con una plusvalenza di 824 milioni di euro.[1] Da quel momento le aree di interesse della società non sono più il mondo dell'editoria e delle banche.[2] Per Italmobiliare inizia una "terza vita".[3]

La prima vita è con Carlo Pesenti, il fondatore. Considera la società come "uno scrigno chiuso", talmente chiuso da annunciarne pubblicamente la nascita con sette anni di ritardo, nell'ottobre 1953.[4] Negli anni sessanta e settanta lo riempie di banche (il Credito Commerciale, l'IBI, la Banca Provinciale Lombarda), di assicurazioni (la RAS), di giornali (La Notte e Il Tempo).

La seconda vita è con Giampiero Pesenti, il figlio, il quale negli anni ottanta e novanta circoscrive l'impegno della famiglia nel cemento (con l'acquisizione nel 1992 della Ciment Francais triplica il fatturato dell'Italcementi) ed entra nei cosiddetti "salotti buoni" con una partecipazione in Mediobanca e nella casa editrice RCS in cui Giampiero guida a lungo il patto di sindacato dei grandi soci.

La terza vita è con Carlo Pesenti, figlio di Giampiero e omonimo del nonno, il quale, dopo la vendita di Italcementi, avvia una nuova diversificazione del portafoglio. Già nel 2016 effettua un forte alleggerimento nel settore bancario con il completo disinvestimento da Unicredit e la cessione della banca svizzera Finter ed entra nel mondo del private equity acquisendo per 18,8 milioni di euro il fondo italiano Clessidra.[5]

La diversificazione del portafoglio prosegue nel 2017 quando verso la fine dell'anno la società acquisisce il 40% del Gruppo Tecnica, leader italiano nelle calzature outdoor e nell'attrezzatura per sci, con un investimento di 60 milioni di euro.[6] Il progetto di Pesenti è costruire un polo italiano nel settore dell'attrezzo sportivo.[7] Nel dicembre 2017 cede il controllo di Bravo Solutions, leader internazionale in soluzioni per il Supply Management, al gruppo statunitense Jaggaer.

Nell'aprile 2018 Italmobiliare diventa il principale azionista di Caffè Borbone, acquisendo il 60% della società napoletana per 140 milioni di euro. Verrà costituita una NewCo, in cui Italmobiliare sarà presente al 60%, il resto farà capo al fondatore Massimo Renda che coprirà la carica di presidente esecutivo.[8]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Industriale[modifica | modifica wikitesto]

  • 100% di Sirap Gema, imballaggio alimentare (acquisita nel 2016 da Italcementi). Nel novembre 2017 ha rilevato due società da Vitembal Holding.[9]
  • 11,68% di Cartiere Burgo
  • 100% di Italgen, produzione e distribuzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (acquisita da Italcementi nel giugno 2016)
  • 2,89% di HeidelbergCement (partecipazione acquisita in occasione della cessione dell'Italcementi al gruppo tedesco)
  • 40% di Tecnica Group, leader italiano nelle calzature outdoor e nell'attrezzatura per sciBravo Solution

Private equity[modifica | modifica wikitesto]

  • 99% di Clessidra Sgr, gestore di fondi esclusivamente dedicati al mercato italiano (acquisito nel settembre 2016). Nel maggio 2018 acquisisce, attraverso Clessidra III, il 100% della Scrigno di Rimini (controtelai per porte e finestre scorrevoli a scomparsa) sulla base di un valore d'impresa di 100 milioni dopo avere già rilevato quote in Nexi, ABM e Roberto Cavalli.[10]
  • partecipazioni di minoranza in altre società di private equity: Aksiagroup, l'americana BDT Capital Partners (con focus sugli Usa), Ambienta (con l'1%)

Finanza[modifica | modifica wikitesto]

  • 16,67% di Compagnia Fiduciaria Nazionale S.p.A.
  • 14,28% di Fin. Priv. S.r.l.
  • 100% di Fincomind A.G. (Zurigo)
  • 100% di Franco Tosi S.r.l. (fusa per incorporazione con Italmobiliare nel settembre 2017)
  • 100% di Société de Participation Financière Italmobiliare S.A. (Lussemburgo)
  • 100% di Italmobiliare International B.V. (Olanda)
  • 100% di Italmobiliare International Finance Ltd. (Irlanda)

Banche[modifica | modifica wikitesto]

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

Immobiliare[modifica | modifica wikitesto]

  • 100% di Punta Ala Promozione e Sviluppo Immobiliare S.r.l.
  • 36,5% di Immobiliare Golf Punta Ala S.p.A.
  • 18% di Immobiliare Lido di Classe

Fonte:Relazione finanziaria anno 2017

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

  • 44,02% Efiparind B.V., la finanziaria olandese della famiglia Pesenti, tramite:
    • Prevital spa
    • Cemital spa
    • Finanziaria Aureliana spa
    • Efiparind BV & C.IE SCPA
  • 9,61% Serfis S.p.A.
  • 8,85% Mediobanca
  • 8,08% 3,928% First Eagle Investment Management

Fonte:Relazione finanziaria anno 2016

Consiglio d'amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Laura Zanetti, presidente
  • Livio Strazzena, vicepresidente
  • Carlo Pesenti, amministratore delegato e direttore generale
  • Vittorio Bertazzoni
  • Giorgio Bonomi
  • Miaja Cartia d'Asero
  • Sebastiano Mazzoleni
  • Luca Minoli
  • Antonio Salerno
  • Clemente Rebecchini
  • Paolo Domenico Sfameni
  • Chiara Palmieri
  • Massimo Tonini
  • Afra Casiraghi
  • Elsa Fornero

Fonte:Relazione finanziaria 2017 della società reperibile sul sito aziendale

Controversie familiari[modifica | modifica wikitesto]

  • Grazie alla vendita di Italcementi, Carlo Pesenti ha incassato nel 2016 uno stipendio di 14,7 milioni di euro, qualcosa in più rispetto ai 10,4 milioni del 2015. Il padre Giampiero ha invece intascato 2,3 milioni. Cifre molto alte per cui due sorelle di Giampiero hanno impugnato all'inizio del 2017 il vecchio testamento della madre (che aveva dato una lieve maggioranza all'unico figlio maschio nell'accomandita di famiglia) pretendendo che la società rimborsi a tutti i soci, con un maxi-dividendo da 300 milioni, la liquidità - poco meno di un miliardo - ottenuta dalla cessione dell'Italcementi. La controproposta è stata di una cedola di 22 milioni e di un'Opa parziale da 100 milioni sul capitale. Tentativo fallito per cui la vicenda è in mano a giudici e avvocati.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Relazione finanziaria anno 2016.
  2. ^ Dichiarazione di Carlo Pesenti in Repubblica.it, 18 aprile 2016.
  3. ^ La Stampa, 28 aprile 2016
  4. ^ Alberto Mazzuca, I potenti del denaro, Milano, Editoriale Nuova, 1983, p. 144.
  5. ^ Clessidra a Italmobiliare. Pesenti: "Aiuteremo il vero made in Italy", su bergamo.corriere.it. URL consultato il 30 novembre 2017.
  6. ^ Iltalmobiliare si compra il 40% di Tecnica, su repubblica.it, 13 giugno 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.
  7. ^ Pesenti scommette su Tecnica e punta al polo degli sport, su ricerca.repubblica.it, 1 dicembre 2017. URL consultato il 4 dicembre 2017.
  8. ^ Caffè Borbone, il 60% va a Italmobiliare, su aifi.it, 4 aprile 2018. URL consultato il 4 aprile 2018.
  9. ^ Sirap Gema acquista due società da Vitembal Holding, su milanofinanza.it, 28 novembre 2017. URL consultato il 30 novembre 2017.
  10. ^ Le porte Scrigno passano in mano al fondo Clessidra, su ilrestodelcarlino.it, 2 maggio 2018. URL consultato il 3 maggio 2018.
  11. ^ Pesenti al lavoro, su bergamonews.it. URL consultato il 30 novembre 2017.
  12. ^ Uno stipendio d'oro per Carlo Pesenti. Nel 2016 incassa 14,7 milioni da Italmobiliare, su repubblica.it. URL consultato il 30 novembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]