Danieli (azienda)

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Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: DAN
Borsa Italiana: DANR
ISINIT0000076502
Fondazione1914 a Brescia
Fondata daMario e Timo Danieli
Sede principaleButtrio
Persone chiave
  • Gianpietro Benedetti presidente
  • Camilla Benedetti vicepresidente
  • Giacomo Mareschi Danieli AD
  • Alessandro Trivillin AD
SettoreMetalmeccanica
ProdottiImpianti siderurgici chiavi in mano
Fatturato2,49 miliardi [1] (2017 - bilancio chiuso il 30 giugno)
Utile netto51 milioni di [1] (2017)
Dipendenti8.947 (2017)
Slogan«We Know the Art of Steel»
Sito web

Danieli (nome completo: Danieli & C.Officine Meccaniche SpA) è una multinazionale italiana con sede a Buttrio (Udine) ed è uno dei leader a livello mondiale nella produzione di impianti siderurgici, con particolare distacco nel settore dei prodotti lunghi, del cui mercato mondiale detiene oltre il 90% di quota.

È quotata nell'indice FTSE Italia Mid Cap della Borsa di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

La Danieli è fondata nel 1914 quando i fratelli Mario e Timo Danieli, originari della Valsugana, acquisiscono a Brescia le Acciaierie Angelini, tra le prime aziende italiane ad utilizzare forni elettrici ad arco per produrre l'acciaio. Dopo la prima guerra mondiale i due fratelli si separano e nel 1929 Mario trasferisce a Buttrio la produzione di attrezzature per la lavorazione d'acciaio e macchine ausiliarie per gli impianti di laminazione. Nel secondo dopoguerra la società, guidata dal figlio di Mario, Luigi, e denominata Danieli & C, compie una scelta decisiva concentrandosi nella produzione di macchine per l'industria siderurgica. Contribuendo così a rendere negli anni sessanta e settanta l'industria siderurgica italiana la più competitiva in Europa.

Nella seconda metà degli anni settanta, quando il settore siderurgico entra in crisi a causa di un eccesso di capacità produttiva, Luigi Danieli (1915-1993), laureato in ingegneria all'università di Padova, adotta una strategia diversa: passare gradualmente dalla costruzione di macchine per la siderurgia alla consegna di impianti chiavi in mano. Già nel 1976 la società si aggiudica la progettazione e la realizzazione di un'acciaieria da 500 mila tonnellate a Brandeburgo, nella Germania Est, battendo i tedeschi della Krupp con un'offerta di solo il 3% inferiore.[2] Una commessa che per la Danieli (dal 1977 Luigi Danieli è affiancato in azienda da due delle quattro figlie, Cecilia e Anna Chiara) ha voluto dire circa 200 miliardi delle vecchie lire.[3] Nel 1979 la società ha un fatturato di oltre 130 miliardi di lire realizzati per l'80% all'estero e dà lavoro a 1600 persone.[4]

Riassetto familiare[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983 la Danieli, ormai specializzata nella realizzazione di miniacciaierie (una produzione fino a un milione di tonnellate all'anno) in base alle differenti necessità dei consumatori finali di semilavorati d'acciaio, acquisisce commesse nell'Urss e nel Nord Africa. Nel 1984 è quotata alla Borsa di Milano. Nel 1985 è completato negli Stati Uniti il primo impianto per la produzione e laminazione diretta di prodotti siderurgici "lunghi" - ovvero barre e travi - impiegati nel settore edilizio.[5] A metà degli anni ottanta il settore siderurgico incontra di nuovo difficoltà e all'interno della famiglia Danieli emerge una diversa strategia per restare competitivi: Cecilia, laurea in economia e commercio a Trieste, è per una forte ristrutturazione, il resto della famiglia non è d'accordo. Alla fine Luigi Danieli esce dalla società con tre figlie (Anna Chiara, Marina, Ada Maria), Cecilia Danieli prende in pugno la guida della società diventando presidente e amministratore delegato.

Prende anche il controllo azionario dell'azienda acquisendo la maggioranza dalla Sif, la finanziaria della famiglia Danieli che ha il 58% della società. Lo fa attraverso la Sind, una finanziaria in cui lei ha il 50% e l'altra metà è in mano a Gianpietro Benedetti, il direttore tecnico che è in azienda da 25 anni.[6] Molti dei vecchi dirigenti restano perplessi e lasciano la società, Cecilia Danieli persegue la sua strategia riducendo l'occupazione di 130 persone e facendosi la fama di "signora di ferro", [7] Nel 1987 la Danieli acquisisce il gruppo svedese Morgårdshammar, specialista in impianti di lamiera per acciai speciali, e due piccole società di engineering, entra con il 3% nel Gruppo Falck (e Cecilia ha un posto nel consiglio d'amministrazione). I dati sembrano dare ragione alla strategia di Cecilia: nel 1984 il fatturato della società è di 190 miliardi delle vecchie lire con 15 miliardi di utili, nel 1985 i ricavi sono 204 miliardi e gli utili 19, nel 1986 il fatturato tocca i 206 miliardi con un utile di 39, nel 1987 il giro d'affari è di 532 miliardi e gli utili raggiungono i 44 miliardi.

Nel 1991 la Danieli acquisisce la francese Rotelec (società di engineering nel campo siderurgico) e il 90% dell'italiana Techint Machine (impianti per l'estrusione di metalli non ferrosi), nel 1992 diventa la prima al mondo nel campo della fornitura di impianti siderurgici per prodotti lunghi, nel 1993 compra la svedese Sund Birat, leader mondiale negli impianti per il confezionamento di filo d'acciaio. Il fatturato passa dagli 800 miliardi di lire del 1990 ai 1900 miliardi alla fine del decennio, i dipendenti passano dai 1870 di fine anni ottanta ai 2200 nel 1993 sino a raggiungere i 3200 nel Duemila.

Nel giugno 1999 Cecilia Danieli, da tempo malata, scompare ad Aviano. Aveva 56 anni.[8]

Nuova generazione[modifica | modifica wikitesto]

Gianpietro Benedetti, diventato presidente e amministratore delegato, porta avanti la crescita dell'azienda che conta cinque centri produttivi (Buttrio, Pittsburgh, Parigi, in Svezia e in Germania): apre sedi in Cina (a Pechino e Shanghai), costituisce la Danieli Far East in Tailandia e la Danieli Volga in Russia, apre centri di servizi in Austria e Brasile.

Nel 2009,a dieci anni dalla scomparsa di Cecilia Danieli, entra nel consiglio d'amministrazione della società Giacomo Mareschi Danieli, ventinovenne, laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Milano: già dal 2006 lavora nel gruppo.[9] In azienda anche Anna, gemella di Giacomo e laurea in economia e commercio alla Bocconi, e Camilla Benedetti, laurea in economia e commercio alla Cattolica ed esperienza alla Ernst & Young.[10]

Aziende del Gruppo Danieli[modifica | modifica wikitesto]

  • Danieli Automation (Automazione industriale e controllo di processo)
  • Danieli Engineering (Progetto di impianti industriali "chiavi in mano", attività di "general contractor")
  • Danieli Morgårdshammar (Impianti di laminazione per prodotti lunghi)
  • Danieli Corus (Impianti per la produzione di ghisa e acciaio dal minerale di ferro)
  • Danieli Centro Met (Impianti per la produzione dell'acciaio dal rottame, colate continue)
  • Danieli Davy Distington (Colate continue)
  • Danieli Wean United (Impianti di laminazione per prodotti piani)
  • Danieli Fröhling (Impianti di finitura e condizionamento di prodotti piani)
  • Danieli Centro Tube (Impianti per la produzione di tubi senza saldature)
  • Danieli Centro Maskin (Impianti di finitura e condizionamento di prodotti lunghi, ispezione e molatura piani)
  • Danieli Rotelec (Sistemi di riscaldo a induzione e di agitazione elettromagnetica)
  • Danieli Breda (Impianti per metalli non ferrosi)
  • Danieli Centro Combustion (Forni industriali e bruciatori)
  • Danieli Environment (Impianti per la riduzione dell'impatto ambientale)
  • Danieli Construction (Realizzazione di impianti "chiavi in mano")
  • Danieli Service (Montaggio, Avviamento e Collaudo degli impianti Danieli)
  • Danieli Centro Cranes (Costruttori Gru a ponte)
  • Telerobot labs, dal 2016 la divisione robotica del gruppo Danieli

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Investors financials, su danieli.com. URL consultato il 23 maggio 2018.
  2. ^ Alberto Mazzuca, Cecilia Danieli in Confindustria una poltrona che scotta, Milano, Edizioni Sphyrna, 1981, pp.55.56.
  3. ^ Alberto Mazzuca, op.cit., pp. 55-56.
  4. ^ Espansione, marzo 1981.
  5. ^ Mondo economico, dicembre 1985.
  6. ^ La Dinasty della Danieli, su ricerca.repubblica.it, 26 febbraio 1988. URL consultato il 25 ottobre 2017.
  7. ^ Miriam Mafai (a cura di), Le donne italiane. Il Chi è del '900, Milano, Rizzoli, 1993, pp. 69-70.
  8. ^ Muore Cecilia Danieli la signora di ferro [collegamento interrotto], su ricerca.repubblica.it, 19 giugno 1999. URL consultato il 25 ottobre 2017.
  9. ^ Nel cda Danieli entra il figlio di Cecilia Giacomo Mareschi, su ricerca.gelocal.it, 13 ottobre 2009. URL consultato il 25 ottobre 2017.
  10. ^ Si fa largo la terza generazione, su ricerca.gelocal.it, 5 febbraio 2008. URL consultato il 25 ottobre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Mazzuca, Cecilia Danieli in Confindustria una poltrona che scotta, Milano, Edizioni Sphyrna, 1981.
  • Miriam Mafai (a cura di), Le donne italiane. Il Chi è del '900, Milano, Rizzoli, 1993.
  • Gianni Nazzi, Mario Blasoni, Dizionario biografico friulano, Udine, Basaldella, 1997.
  • Mario Robiony, Nati per la meccanica: l'avventura imprenditoriale di Mario e Luigi Danieli, Udine, Forum, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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