Saipem

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Saipem
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: SPM
ISINIT0000068525
Fondazione1956
Sede principaleSan Donato Milanese
Persone chiave
Settoreenergia
Prodottiinfrastrutture per giacimenti di idrocarburi, oleodotti
Fatturato8,999 miliardi (2017)
Utile netto- 328 milioni di (2017)
Dipendenti32 058 (2017)
Sito web

Saipem S.p.A., è una società per azioni, costituita nel 1956 ed operante nel settore della prestazione di servizi per il settore petrolifero; è specializzata nella realizzazione di infrastrutture riguardanti la ricerca di giacimenti di idrocarburi, la perforazione e la messa in produzione di pozzi per la produzione di idrocarburi, la costruzione di oleodotti e gasdotti.

È presente in 62 paesi del mondo e impiega 32.000 dipendenti di 120 diverse nazionalità; della sua flotta fa parte la Saipem 7000, la nave gru più grande al mondo.

Con una quota di mercato globale pari al 3,60% nei servizi petroliferi e gassiferi, è la quinta compagnia del settore.[1]

L'azienda ha realizzato per Oil Spill Response Limited (OSRL) l’Offset Installation Equipment (OIE), [2]|un sistema unico al mondo, progettato per consentire di intervenire durante lo sversamento di un pozzo sottomarino quando l’accesso verticale diretto non è possibile.

La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano (Codice Isin: IT0000068525; Codice Alfanumerico: SPM) ed è stata inserita nel Dow Jones Sustainability Index, nel FTSE4Good e nel UN Global Compact.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni '60: largo di Gela, Pozzo Gela 21 (AGIP): impianto di perforazione offshore Scarabeo e motonave Saipem di appoggio

Nell'immediato secondo dopoguerra, e soprattutto da quando al timone dell'allora AGIP e dell'Ente Nazionale Idrocarburi arriva Enrico Mattei, il gruppo inizia ad esplorare la pianura padana alla ricerca di giacimenti sfruttabili e sviluppa la necessità di avere una struttura per la gestione e la manutenzione dei macchinari. Per questo, nell'ambito della Snam, una piccola azienda di trasporto e vendita di metano acquisita dall'Agip nel 1949, venne costituito un servizio tecnico, in particolare per la posa in opera delle tubazioni necessarie al trasporto del metano messo in produzione dai giacimenti scoperti.

A partire dal 1954, Snam costruisce in Egitto un oleodotto di 145 km in consorzio con un altro contrattista. A partire da questa commessa, l'attività contrattistica comincia ad assumere una sempre maggiore importanza e, nel 1956 viene costituita, per scorporo dalla Snam, una società denominata Snam Montaggi la quale incorpora nel 1957 una società di perforazione privata, la SAIP, operante dal 1940, acquisendo in quel momento la denominazione di Saipemacronimo di "Società Azionaria Italiana Perforazioni E Montaggi". Nel 2006 ha acquisito la Snamprogetti (incorporandola definitivamente nel 2008), leader dei progetti onshore del settore, estendendo così la competenza anche ai progetti su terra.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Oggi la società è uno dei più importanti contrattisti a livello mondiale del settore della costruzione e manutenzione delle infrastrutture al servizio dell'industria energetica, con una operatività nei cinque continenti.

In particolare Saipem opera attualmente in:

Il gruppo facente capo a Saipem S.p.A. comprende circa 90 società e consorzi, con sedi in tutto il mondo.

Il portafoglio ordini del gruppo ammontava al 31 dicembre 2007 a circa 15,4 miliardi di Euro, di cui circa 2,8 miliardi di pertinenza della capogruppo.[3]

Dati ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

  • Denominazione: Saipem S.p.A.
  • Sede legale: Via Martiri di Cefalonia 67 - 20097 San Donato Milanese - MI
  • Codice fiscale: 00825790157
  • Altre sedi in Italia:
    • Base logistica, magazzino, officina riparazioni meccaniche proprie e centro trasporti: Via Piacenza - 29016 Cortemaggiore - PC

Principali azionisti[modifica | modifica wikitesto]

Sulla base delle informazioni disponibili e delle comunicazioni ricevute ai sensi della delibera Consob 11971/99, al 16 maggio 2018, gli azionisti possessori di quote superiori al 3% del capitale della Saipem S.p.A. sono:

Gli altri soci citati sono Fondi comuni di investimento che hanno in carico quote della società in conto gestione del risparmio.

Corporate governance[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio d'amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Caio, Presidente
  • Stefano Cao, Amministratore Delegato
  • Maria Elena Cappello, Consigliere
  • Paolo Fumagalli, Consigliere
  • Claudia Carloni, Consigliere
  • Pierfrancesco Latini, Consigliere
  • Paul Shapira, Consigliere
  • Ines Mazzilli, Consigliere
  • Federico Ferro-Luzzi, Consigliere

Consiglio d'amministrazione in carica dal 03 maggio 2018

Top management[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Cao: Amministratore delegato
  • Stefano Cavacini: Chief Financial Officer

Principali partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le partecipazioni citate sono valutate nel bilancio al 31 dicembre 2007 per circa 1,91 miliardi di Euro.[3]

Dati economici e finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015, il gruppo Saipem vide il fatturato ridursi a 11,5 miliardi di Euro, discesa che coinvolse anche i risultati di bilancio con il reddito operativo sceso in territorio negativo a -452 milioni di euro e l'utile netto a -806 milioni rispetto ad una perdita pari a 230 milioni nel 2014. Le difficoltà furono dovute a strascichi di inchieste che hanno colpito il gruppo negli anni precedenti, oltre al calo nel prezzo del petrolio che pregiudica molti investimenti nel settore[5].

Il debito consolidato in carico alla capogruppo risultò pari a 2 miliardi di euro, in forte riduzione rispetto ai 5.4 miliardi del 2014 grazie alla ricapitalizzazione portata avanti nel febbraio 2016 [6]

Due anni dopo il bilancio consolidato al 31 dicembre 2017 mostra una miglior performance operativa[senza fonte], specie nei segmenti offshore, una EBITDA adjusted migliorativo rispetto a guidance aggiornata per lodo arbitrale LPG[non chiaro]. In particolare la riduzione del debito netto risulta in linea con le attese[ossia?]. Saipem ha chiuso con una perdita di 328 milioni di euro (ridotta rispetto alla perdita di 2.087 milioni di euro nel 2016).[senza fonte]

Flotte[modifica | modifica wikitesto]

La FPSO Firenze, ristrutturata nel 2012 e ceduta a Eni nel 2013
La Saipem 7000 (ex Micoperi 7000), nave utilizzata per la posa di pipelines con varo ad asse verticale (J-lay) ed operazioni di sollevamento, è il mezzo più avanzato che possiede la società milanese

Flotta FPSO (galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico)[modifica | modifica wikitesto]

  • FPSO Cidade de Vitoria
  • FPSO Gimboa
  • FPSO Firenze (ceduta ad ENI dal 2013)

Flotta per attività di perforazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Saipem 10000
  • Saipem 12000
  • Scarabeo 3
  • Scarabeo 4
  • Scarabeo 5
  • Scarabeo 6
  • Scarabeo 7
  • Scarabeo 8
  • Scarabeo 9
  • Perro Negro 2
  • Perro Negro 3
  • Perro Negro 4
  • Perro Negro 5
  • Perro Negro 6 (affondata in un incidente presso la foce del fiume Congo il 1º luglio 2013[7])
  • Perro Negro 7
  • Perro Negro 8
  • Saipem TAD

Flotta per attività di costruzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Castorone
  • Castoro II
  • Castoro Sei
  • Castoro 7
  • Castoro Otto
  • Castoro 9
  • Castoro 10
  • Castoro 11
  • Castoro 12
  • Castoro 14
  • Castoro 15
  • Castoro 16
  • Saipem FDS
  • Saipem FDS 2
  • Saipem 3000
  • Saipem 7000
  • Semac 1
  • S 355
  • Crawler
  • Bar Protector
  • Ersai 1
  • Ersai 2
  • Ersai 3
  • Ersai 4
  • Ersai 400
  • Ragno 3
  • SB 230
  • S 44
  • S 600
  • S 45
  • S 42
  • SB 103
  • S 43
  • S 46
  • S 47
  • New DSV
  • Far Sovereign
  • Normand Cutter
  • Far Samson
  • Grampian Surveyor
  • DP Reel
  • Harvey Discovery
  • Bourbon Trieste
  • Miclyn Endurance
  • Innovator 250
  • Innovator
  • Olympian
  • Super Mohawk
  • MRV
  • Discovery/Scorpion
  • Beluga
  • Flexjet II
  • Brutus
  • Carousel

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Colitti, Energia e sviluppo in Italia, Bari, De Donato, 1979
  • (EN) Paul H. Frankel, Oil and Power Policy, New York - Washington, Praeger, 1966
  • Nico Perrone, Enrico Mattei, Bologna, Il mulino, 2001 ISBN 88-15-07913-0

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]