Prysmian

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Prysmian S.p.A.
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: PRY
ISINIT0004176001
Fondazione2005
Sede principaleMilano
Persone chiave
Settoremanifatturiero
Prodotticavi per applicazioni nel settore dell'energia e delle telecomunicazioni
Fatturato€7,56 miliardi[1] (2016)
Utile netto€262 milioni[1] (2016)
Dipendenti21.000 (2016)
Slogan«Linking the Future»
Sito web

Prysmian S.p.A. è un'azienda italiana con sede a Milano, specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell'energia e delle telecomunicazioni e di fibre ottiche.

È il leader mondiale del settore[2][3].

La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

La società nasce originariamente nel 1879 come Pirelli Cavi e Sistemi. Nel 1881 ottiene l'appalto per la creazione di cavi telegrafici sottomarini per conto del Genio militare[4].

Nel 1886 apre uno stabilimento per la produzione di cavi sottomarini a La Spezia. Successivamente contribuisce anche alla posa dell'intera rete telegrafica italiana per conto di Telegrafi dello Stato, amministrazione pubblica, e all'installazione della rete elettrica ad uso domestico a Milano[5]. Svolge anche lavori di posa cavi telegrafici nelle colonie dell'Africa Orientale Italiana[6].

Nel 1925 realizza per Italcable i 5.150 km del cavo telegrafico sottomarino per la comunicazione tra l'Italia e il Sud America. La collaborazione con lo Stato proseguirà con la posa di cavi per la Rete Telefonica Interurbana.

Nasce Prysmian[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 nasce Prysmian S.r.l. ad opera del gruppo Goldman Sachs, per acquisire le attività di Divisione Cavi e Sistemi di Pirelli & C. S.p.A. che, dopo aver ristrutturato l'organizzazione delle attività all'interno del gruppo, ha deciso di disinvestire dal mercato dei cavi. La cifra pattuita è di 1,5 miliardi di euro, Goldman Sachs versa alla Pirelli 225 milioni, il resto (più di un miliardo) è debito da scaricare sulle spalle della nuova azienda.[7] La società, guidata dal 2005 da Valerio Battista, è da allora una public company.[8]

Dal 3 maggio 2007 è quotata alla Borsa di Milano e dal 24 settembre 2007 è entrata a far parte dell'indice S&P MIB delle principali aziende italiane.

A fine 2009 Goldman Sachs decide di dismettere la sua partecipazione, completata nel marzo 2010[9][10].

Nel mese di febbraio del 2011 Prysmian conclude positivamente l'Opa da 840 milioni di euro sull'olandese Draka, sede a Eindhoven e all'epoca numero quattro al mondo nel settore cavi e fibra ottica.[11].

Nel dicembre 2017 acquisisce l'americana (e rivale) General Cable con sede nel Kentucky. Un'operazione da quasi tre miliardi di dollari, tra equity (1,5 miliardi) e debito finanziario. Mettendo assieme la prima società al mondo nel settore cavi per fatturato (la Prysmian) e la quarta (General Cable) nasce un gruppo da 11 miliardi di euro di fatturato, 930 milioni di Ebidta (margine operativo lordo) e 31 mila dipendenti.[12].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Prysmian è divisa in due settori: Cavi e Sistemi Energia (cavi per la trasmissione e distribuzione di elettricità) e Cavi e Sistemi Telecom (cavi per le telecomunicazioni e cavi in fibre ottiche per la trasmissione di dati).

Prysmian si occupa, su richiesta del cliente, anche della progettazione e realizzazione di sistemi chiavi in mano, nonché della manutenzione post-installazione.

In Italia è presente a Merlino, Giovinazzo, Pignataro Maggiore, Ascoli Piceno, Quattordio, Livorno, Livorno Ferraris, Pozzuoli e Battipaglia.

Dopo l'acquisizione di Draka è presente in più di 50 paesi con 88 stabilimenti e 21.000 dipendenti.[13]

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

Il capitale sociale di Prysmian S.p.A. al 31 dicembre 2016 ammonta a euro 21.672.092,20 rappresentato da 216.720.922 azioni ordinarie del valore nominale di 0,1 euro cadauna. Di seguito la struttura dell'azionariato a tale data.[13]

Azionista Percentuale %
BlackRock Inc 5,0
Clubtre Spa 4,0
Frenklin Equity Group 3,9
State Street GA Ireland 3,2
Norges Bank IM 3,0
UBS AG 2,4
Sun Life Financial Inc 2,3
Unione di Banche Italiane S.c.p.a 2,0
SAFE Investment Company Ltd 1,9
Altri 72,3

Alla fine del 2016 gli investitori istituzionali rappresentano il 74,7%. Sono così divisi per area geografica: 30% USA, 19% UK, 17% Italia, 9% Francia, 5% Irlanda, 3% Norvegia, 3% Svizzera, 2% Olanda, 5% resto d'Europa, 3% Hong Kong/Cina, 4% resto del mondo.[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b PRYSMIAN S.P.A. RISULTATI AL 31 DICEMBRE 2016 (PDF), Prysmian Group.
  2. ^ Stefano Righi, Prysmian, leader in attesa dell’Italia - Corriere della Sera, su www.corriere.it, 13 settembre 2010. URL consultato il 20 luglio 2015.
  3. ^ Accordo Beghelli-Prysmian, su www.ilgiornale.it, 26 luglio 2010. URL consultato il 20 luglio 2015.
  4. ^ Paola Cassinelli, Il manifesto nella pubblicità, su chimica.unipd.it, 30 maggio 2009. URL consultato il 20 luglio 2015 (archiviato il 19 agosto 2012).
  5. ^ Calendario Pirelli. L'arte della seduzione dalla A alla Z, su www.fondazioneitaliani.it, 10 giugno 2008. (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2008).
  6. ^ Pirelli - L'alba del telegrafo, su www.pirelli.com, 24 luglio 2010. (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2014).
  7. ^ Valerio Battista e la Prysmian, su archivio.panorama.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  8. ^ Battista l'artefice di Prysmian: "Così ho vinto la sfida della public company", su repubblica.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  9. ^ Luca Conforti, Scappa Prysmian scappa, in Giornalettismo, 26 maggio 2010. URL consultato il 20 luglio 2015.
  10. ^ Edoardo Fagnani, Prysmian, movimenti tra i soci, in SoldiOnline, 26 maggio 2010. URL consultato il 20 luglio 2015.
  11. ^ Prysmian vince la sfida per Draka, su ilsole24ore.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  12. ^ A Prysmian il 100% di General Cable, operazione da 3 miliardi di dollari, su ilsole24ore.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  13. ^ a b Capital and Shareholders, Prysmian Group, 20 luglio 2015. URL consultato il 7 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2015).
  14. ^ Annual Report 2016 (PDF), su prysmiangroup.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]