Prysmian

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Prysmian S.p.A.
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: PRY
ISINIT0004176001
Fondazione2005
Sede principaleMilano
Persone chiave
Settoremanifatturiero
Prodotticavi per applicazioni nel settore dell'energia e delle telecomunicazioni
Fatturato€7,9 miliardi[1] (2017)
Utile netto€223 milioni[1] (2017)
Dipendenti21.000 (2017)
Slogan«Linking the Future»
Sito web

Prysmian S.p.A. è un'azienda italiana con sede a Milano, specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell'energia e delle telecomunicazioni e di fibre ottiche.

È il leader mondiale del settore[2][3].

La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Il 4 Dicembre 2017 ha rilevato il 100% del gruppo statunitense General Cable, in vista di una fusione per incorporazione prevista entro il terzo trimestre del 2018, e subordinata all'apprivazione dell'antitrust dei rispettivi Paesi. Il nuovo gruppo superebbe il doppio della dimensione del secondo competitor di settore a livelli mondiale.

I numeri dell'accordo[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo General Cable ha una capitalizzazione da 3 miliardi di dollari, e agli azionisti è riservato un premio di prezzo pari all'81% del valore delle quote[4].

L'acquisizione, approvata all'unanimità dai due cda, genererà una società presente in 50 Paesi con 31.000 dipendenti, e in grado di produrre un fatturato da 11 miliardi di dollari l'anno, in base a stime estratte dal bilancio 2017. Sono previsti costi di integrazione di 220 milioni di dollari[5]. Il prezzo per azione pagato a General Cable è di 30 dollari/azione, a fronte di un dividendo di Prysmian dimezzatosi nel 2011 dopo l'acquisizione di draka, e stabile a 43 centesimi per azione. Il gruppo General Cable ha un miliardo di dollari di indebitamento[6].

Già prima società azionaria nel comparto cavi a livello mondiale, con tale fatturato "pro-forma" diventerebbe due volte più grande del secondo principale concorrente. Prysmian ha dichiarato che provvederà ad un aumento di capitale da più di 500 milioni, in vista di ulteriori acquisizioni [6].

L'operazione è subordinata all'approvazione delle autorità antitrust dei due Paesi[6].
Il suo completamento andrebbe a creare una concentrazione di mercato in un settore strategico per la sicurezza pubblica e per lo sviluppo economico, e già costituto da non più di dieci competitori fra Prismyan, USA e Cina. Altri oligopoli sono presenti nei settori della telefonia fissa e mobile fi vari Paesi, in parte dovuta alla stessa esistenza di monopoli naturali

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

La società nasce originariamente nel 1879 come Pirelli Cavi e Sistemi. Nel 1881 ottiene l'appalto per la creazione di cavi telegrafici sottomarini per conto del Genio militare[7].

Nel 1886 apre uno stabilimento per la produzione di cavi sottomarini a La Spezia. Successivamente contribuisce anche alla posa dell'intera rete telegrafica italiana per conto di Telegrafi dello Stato, amministrazione pubblica, e all'installazione della rete elettrica ad uso domestico a Milano[8]. Svolge anche lavori di posa cavi telegrafici nelle colonie dell'Africa Orientale Italiana[9].

Nel 1925 realizza per Italcable i 5.150 km del cavo telegrafico sottomarino per la comunicazione tra l'Italia e il Sud America. La collaborazione con lo Stato proseguirà con la posa di cavi per la Rete Telefonica Interurbana.

Nasce Prysmian[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 nasce Prysmian S.r.l. ad opera del gruppo Goldman Sachs, per acquisire le attività di Divisione Cavi e Sistemi di Pirelli & C. S.p.A. che, dopo aver ristrutturato l'organizzazione delle attività all'interno del gruppo, ha deciso di disinvestire dal mercato dei cavi. La cifra pattuita è di 1,5 miliardi di euro, Goldman Sachs versa alla Pirelli 225 milioni, il resto (più di un miliardo) è debito da scaricare sulle spalle della nuova azienda.[10] La società, guidata dal 2005 da Valerio Battista, è da allora una public company.[11]

Dal 3 maggio 2007 è quotata alla Borsa di Milano e dal 24 settembre 2007 è entrata a far parte dell'indice S&P MIB delle principali aziende italiane.

A fine 2009 Goldman Sachs decide di dismettere la sua partecipazione, completata nel marzo 2010[12][13].

Nel mese di febbraio del 2011 Prysmian conclude positivamente l'Opa da 840 milioni di euro sull'olandese Draka, sede a Eindhoven e all'epoca numero quattro al mondo nel settore cavi e fibra ottica.[14].

Nel dicembre 2017 acquisisce l'americana (e rivale) General Cable con sede nel Kentucky. Un'operazione da quasi tre miliardi di dollari, tra equity (1,5 miliardi) e debito finanziario. Mettendo assieme la prima società al mondo nel settore cavi per fatturato (la Prysmian) e la quarta (General Cable) nasce un gruppo da 11 miliardi di euro di fatturato, 930 milioni di Ebidta (margine operativo lordo) e 31 mila dipendenti.[15].

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Prysmian è divisa in due settori: Cavi e Sistemi Energia (cavi per la trasmissione e distribuzione di elettricità) e Cavi e Sistemi Telecom (cavi per le telecomunicazioni e cavi in fibre ottiche per la trasmissione di dati).

Prysmian si occupa, su richiesta del cliente, anche della progettazione e realizzazione di sistemi chiavi in mano, nonché della manutenzione post-installazione.

In Italia è presente a Merlino, Giovinazzo, Pignataro Maggiore, Ascoli Piceno, Quattordio, Livorno, Livorno Ferraris, Pozzuoli e Battipaglia.

Dopo l'acquisizione di Draka è presente in più di 50 paesi con 88 stabilimenti e 21.000 dipendenti.[16]

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

  • Norges Bank - 4,633%
  • Clubtre SpA - 4,010%
  • T.Rowe Price Associates Inc. - 3,066%

Dati Consob al 21 marzo 2018.[17].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b PRYSMIAN S.P.A. RISULTATI AL 31 DICEMBRE 2017, Prysmian Group.
  2. ^ Stefano Righi, Prysmian, leader in attesa dell’Italia - Corriere della Sera, su www.corriere.it, 13 settembre 2010. URL consultato il 20 luglio 2015.
  3. ^ Accordo Beghelli-Prysmian, su www.ilgiornale.it, 26 luglio 2010. URL consultato il 20 luglio 2015.
  4. ^ Prysmian acquisisce General Cable: operazione da 3 miliardi di dollari, su skytg24, 4 Dicembre 2017. URL consultato il 19 Maggio 2018 (archiviato il 19 Maggio 2018).
  5. ^ Prysmian acquisisce il 100% di General Cable, operazione da tre miliardi, su ANSA, 6 Dicembre 2017. URL consultato il 19 Maggio 2018.
  6. ^ a b c M. D'Ascenzo, Ceo di Prysmian: «Altre acquisizioni potrebbero arrivare a breve», su sole24ore, 5 Dicembre 2017. URL consultato il 19 Maggio 2018 (archiviato il 19 Maggio 2018).
    «tre aziende che stanno guardando sono concentrate «una in Asia, un'opera nel mondo in un business specifico è una in Nord America. Ma non sono le uniche». Si tratta di società di nicchie sia industriali sia geografiche.».
  7. ^ Paola Cassinelli, Il manifesto nella pubblicità, su chimica.unipd.it, 30 maggio 2009. URL consultato il 20 luglio 2015 (archiviato il 19 agosto 2012).
  8. ^ Calendario Pirelli. L'arte della seduzione dalla A alla Z, su www.fondazioneitaliani.it, 10 giugno 2008. (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2008).
  9. ^ Pirelli - L'alba del telegrafo, su www.pirelli.com, 24 luglio 2010. (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2014).
  10. ^ Valerio Battista e la Prysmian, su archivio.panorama.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  11. ^ Battista l'artefice di Prysmian: "Così ho vinto la sfida della public company", su repubblica.it. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  12. ^ Luca Conforti, Scappa Prysmian scappa, in Giornalettismo, 26 maggio 2010. URL consultato il 20 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  13. ^ Edoardo Fagnani, Prysmian, movimenti tra i soci, in SoldiOnline, 26 maggio 2010. URL consultato il 20 luglio 2015.
  14. ^ Prysmian vince la sfida per Draka, su ilsole24ore.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  15. ^ A Prysmian il 100% di General Cable, operazione da 3 miliardi di dollari, su ilsole24ore.com. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  16. ^ Capital and Shareholders, Prysmian Group, 20 luglio 2015. URL consultato il 7 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2015).
  17. ^ consob.it, http://www.consob.it/web/area-pubblica/quotate/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2018/315015_Az.html?filedate=21/03/2018&sem=/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2018/315015_Az.html&docid=0&link=Pie-chart+Capitale+ordinario%3D%2Fdocumenti%2Fassetti%2Fsemestre1-2018%2F315015_TOrdDich.html%3B+Pie-chart+Capitale+votante%3D%2Fdocumenti%2Fassetti%2Fsemestre1-2018%2F315015_TVotDich.html&nav=false&p_p_id=ConsobPubblicazioni_WAR_consobpubblicazioni_INSTANCE_MX5G5vF1agLh&p_p_state=maximized.

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