Piquadro (azienda)

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Piquadro
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: PQ
Fondazione1987 a Riola di Vergato
Sede principaleSilla di Gaggio Montano
Persone chiave
  • Marco Palmieri (presidente e amministratore delegato)
  • Marcello Piccioli (amministratore delegato e direttore generale)
  • Roberto Trotta (amministratore delegato e direttore finanziario)
Settorepelletteria
Prodottipelletteria e accessori
Fatturato97,6 milioni di [1] (2017-18 anno fiscale chiuso il 31 marzo 2018)
Dipendenti781 (2018)
Slogan«Tech Inside»
Sito web

Piquadro è un'azienda italiana di prodotti di pelletteria per il lavoro e il tempo libero. Quotata dall'ottobre 2007 alla Borsa Italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda viene fondata da Marco Palmieri nel 1987: la madre Ginetta ha un negozio di profumi, cinture e portafogli a Granaglione, il paese sui colli bolognesi dove è cresciuta la famiglia Palmieri. Marco, classe 1965, compra prodotti di pelletteria nei laboratori di Rimini e di Riccione e poi va in giro a venderli con una Renault 5 ai negozianti di Bologna, Modena, Lucca.[2] Pensa quindi di produrseli per conto suo: compra le macchine per cucire e tagliare le pelli, le mette nel garage di casa e produce decine di cinture al giorno. Facendosi aiutare dalla ragazza che sarà sua moglie, Beatrice Nichele. Durante i primi dieci anni produce in conto terzi per aziende italiane di pelletteria di lusso sviluppando soluzioni tecnologiche innovative.

Nel 1998 viene lanciato il marchio Piquadro che significa P al quadrato con la P che sta per Palmieri e per pelletterie. In azienda c'è anche il fratello Pierpaolo, più giovane di otto anni. Il primo negozio monomarca Piquadro viene aperto nel 2000 in via della Spiga a Milano, nel quadrilatero della moda, seguito da via Frattina a Roma due anni dopo. Viene anche aperto uno stabilimento in Cina, nel Guangdong: le pelli sono acquistate tra Firenze e nel Veneto, sono spedite in Cina dove sono assemblate e quindi rispedite in Occidente. Tra le prime innovazioni una fibra ottica esterna che si accende di notte e il trolley espandibile.

Nel 2004 la società inizia un processo di internazionalizzazione con importanti investimenti e l'apertura di nuovi negozi all'estero a Mosca e Barcellona. Negli anni seguenti altri punti vendita vengono inaugurati a Salisburgo, Francoforte, Hong Kong, fino alle più recenti aperture negli Emirati Arabi, a Pechino, Shanghai e Taipei.

Nel 2006 è inaugurata la nuova sede[3] a Gaggio Montano, sulla strada che porta da Bologna a Pistoia. Un anno dopo le azioni della Piquadro sono collocate in Borsa. Nel 2010 l'azienda vende attraverso una rete distributiva internazionale che include 82 negozi monomarca Piquadro, di cui 48 in Italia[4]. E ha un fatturato consolidato di 52,2 milioni di euro[5] con una crescita dell'1% rispetto all'anno precedente e una crescita media del 21,1% nei 6 anni precedenti[6].

Nel 2011 Marco Palmieri si rende conto che i conti logistici di produrre in Cina non sono più convenienti e comincia a riportare la produzione a casa nell'avveniristico stabilimento di Gaggio Montano. Nel 2013 apre la prima boutique a Parigi (al 330 di rue St.Honorè), quindi un negozio a New York su Madison Avenue. Nel 2016 acquisisce The Bridge, un marchio storico delle pelletteria toscana con ricavi per 11 milioni di euro.[7] E nel giugno 2018 rileva dal colosso del lusso svizzero Richemont il marchio parigino Lancel pagando l'acquisizione con una parte degli utili che l'azienda produrrà nei prossimi 10 anni per un esborso massimo di 35 milioni di euro.[8]

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno fiscale 2017-2018 (chiuso il 31 marzo 2018) i ricavi hanno toccato i 97,6 milioni di euro con un aumento del 28,6% rispetto ai 75,9 milioni del 2016. L'Italia rappresenta il 76% delle vendite +31,3%), l'Europa il 21,1%, flessione invece nelle vendite extraeuropee del 29,1%. I punti di vendita sono 114 (99 Piquadro e 15 The Bridge), i dipendenti 781 (di cui 361 in Italia e 346 in Cina).[1]

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

Fonte: dati Piquadro reperibili sul sito aziendale e aggiornati al 12 giugno 2017[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Piquadro chiude l'esercizio 2017-18 a 97,6 milioni di euro, su it.fashionnetwork.com, 27 aprile 2018. URL consultato l'11 giugno 2018.
  2. ^ Affari&Finanza di Repubblica, 30 ottobre 2017.
  3. ^ Dal sito Panoramio
  4. ^ Dal sito aziendale Archiviato il 12 luglio 2010 in Internet Archive.
  5. ^ Dal sito di Borsa Italiana
  6. ^ Dal sito aziendale Archiviato l'11 agosto 2010 in Internet Archive.
  7. ^ L'Economia del Corriere della Sera, 30 ottobre 2017.
  8. ^ Piquadro si assicura la borsa di Brigitte Bardot, su repubblica.it, 4 giugno 2018. URL consultato il 5 giugno 2018.
  9. ^ corporate governance, su piquadro.com.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]