Piquadro (azienda)

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Piquadro
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: PQ
Fondazione1987 a Riola di Vergato
Sede principaleSilla di Gaggio Montano
Persone chiave
  • Marco Palmieri (presidente e amministratore delegato)
  • Marcello Piccioli (amministratore delegato e direttore generale)
  • Roberto Trotta (amministratore delegato e direttore finanziario)
Settorepelletteria
Prodottipelletteria e accessori
Fatturato75,9 milioni di (2016)
Utile netto3,4 milioni di (2016)
Dipendenti250 (2016)
Slogan«Tech Inside»
Sito web

Piquadro è un'azienda italiana di prodotti di pelletteria per il lavoro e il tempo libero. Quotata dall'ottobre 2007 alla Borsa Italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda viene fondata da Marco Palmieri nel 1987: la madre Ginetta ha un negozio di profumi, cinture e portafogli a Granaglione, il paese sui colli bolognesi dove è cresciuta la famiglia Palmieri. Marco, classe 1965, compra prodotti di pelletteria nei laboratori di Rimini e di Riccione e poi va in giro a venderli con una Renault 5 ai negozianti di Bologna, Modena, Lucca.[1] Pensa quindi di produrseli per conto suo: compra le macchine per cucire e tagliare le pelli, le mette nel garage di casa e produce decine di cinture al giorno. Facendosi aiutare dalla ragazza che sarà sua moglie, Beatrice Nichele. Durante i primi dieci anni produce in conto terzi per aziende italiane di pelletteria di lusso sviluppando soluzioni tecnologiche innovative.

Nel 1998 viene lanciato il marchio Piquadro che significa P al quadrato con la P che sta per Palmieri e per pelletterie. In azienda c'è anche il fratello Pierpaolo, più giovane di otto anni. Il primo negozio monomarca Piquadro viene aperto nel 2000 in via della Spiga a Milano, nel quadrilatero della moda, seguito da via Frattina a Roma due anni dopo. Viene anche aperto uno stabilimento in Cina, nel Guangdong: le pelli sono acquistate tra Firenze e nel Veneto, sono spedite in Cina dove sono assemblate e quindi rispedite in Occidente. Tra le prime innovazioni una fibra ottica esterna che si accende di notte e il trolley espandibile.

Nel 2004 la società inizia un processo di internazionalizzazione con importanti investimenti e l'apertura di nuovi negozi all'estero a Mosca e Barcellona. Negli anni seguenti altri punti vendita vengono inaugurati a Salisburgo, Francoforte, Hong Kong, fino alle più recenti aperture negli Emirati Arabi, a Pechino, Shanghai e Taipei.

Nel 2006 è inaugurata la nuova sede[2] a Gaggio Montano, sulla strada che porta da Bologna a Pistoia. Un anno dopo le azioni della Piquadro sono collocate in Borsa. Nel 2010 l'azienda vende attraverso una rete distributiva internazionale che include 82 negozi monomarca Piquadro, di cui 48 in Italia[3]. E ha un fatturato consolidato di 52,2 milioni di euro[4] con una crescita dell'1% rispetto all'anno precedente e una crescita media del 21,1% nei 6 anni precedenti[5].

Nel 2011 Marco Palmieri si rende conto che i conti logistici di produrre in Cina non sono più convenienti e comincia a riportare la produzione a casa nell'avveniristico stabilimento di Gaggio Montano. Nel 2013 apre la prima boutique a Parigi (al 330 di rue St.Honorè), quindi un negozio a New York su Madison Avenue. E nel 2016 acquisisce The Bridge, un marchio storico delle pelletteria toscana con ricavi per 11 milioni di euro.[6]

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

Fonte: dati Piquadro reperibili sul sito aziendale e aggiornati al 12 giugno 2017[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Affari&Finanza di Repubblica, 30 ottobre 2017.
  2. ^ Dal sito Panoramio
  3. ^ Dal sito aziendale Archiviato il 12 luglio 2010 in Internet Archive.
  4. ^ Dal sito di Borsa Italiana
  5. ^ Dal sito aziendale Archiviato il 11 agosto 2010 in Internet Archive.
  6. ^ L'Economia del Corriere della Sera, 30 ottobre 2017.
  7. ^ corporate governance, su piquadro.com.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]