Cairo Communication

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Cairo Communication S.p.A.
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Stato Italia Italia
Forma societaria Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: CAI
ISIN IT0004329733
Fondazione 1995 a Milano
Fondata da Urbano Cairo
Sede principale Milano
Filiali LA7 S.p.A
Persone chiave
Settore Editoria
Prodotti
Fatturato 632 milioni di (2016)
Utile netto 22 (2016)
Sito web

Cairo Communication S.p.A. è una società per azioni italiana costituita nel 1995, capofila di un gruppo di aziende che operano nel settore editoriale.

La società è quotata negli indici FTSE Italia Mid Cap e FTSE Italia STAR della Borsa Italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione ed espansione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 Urbano Cairo, attraverso una finanziaria da lui controllata denominata «Cairo Partecipazioni s.r.l.», costituisce la «Cairo Pubblicità s.r.l.». La compagnia avvia la propria attività ai primi del 1996, quando acquisisce dal gruppo RCS la concessione in esclusiva della vendita degli spazi pubblicitari sui periodici «Io Donna», «Oggi» e «TV Sette» (quest'ultima poi sostituita con i periodici «Visto» e «Novella 2000» nell'agosto 1998).

Nel 1997 rileva la «Gestione Prodotti Alimentari s.r.l.» (Gespal), la prima società fondata da Urbano Cairo nel 1984, di proprietà del gruppo Yomo. In conseguenza dell'acquisizione, la società cambia denominazione in «Cairo Due s.r.l.», che verrà nuovamente cambiata successivamente, con la trasformazione in S.p.A., nell'attuale «Cairo Communication». Con una politica di successive acquisizioni societarie, il gruppo Cairo amplia progressivamente la propria attività alla pubblicità statica negli stadi (è del 1997 l'accordo con A.S. Roma e Società Sportiva Lazio per la pubblicità nello Stadio Olimpico), alla pubblicità televisiva e agli spazi pubblicitari su Internet, mercato in Italia ancora sul nascere.

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 1999 acquista per 15 miliardi di lire la «Giorgio Mondadori e Associati», casa editrice fondata da Giorgio Mondadori, che edita le riviste Bell'Italia, Bell'Europa, Airone, In Viaggio, Gardenia, Arte e Antiquariato. Cairo trova una gestione in perdita[1].

Nel 2000 Cairo Communication viene quotata alla Borsa di Milano nell'allora Nuovo Mercato[2]. Successivamente, grazie anche ai mezzi finanziari raccolti con la quotazione in Borsa, il gruppo effettua nuove acquisizioni e nel 2003 avviene la fondazione della nuova casa editrice «Cairo Editore S.p.A.», che rileva tutti i libri e le riviste della Giorgio Mondadori. Il marchio «Giorgio Mondadori» è tuttora attivo nella pubblicazione di cataloghi d'arte[3]. Le prime riviste di Cairo Editore hanno come direttore editoriale Andrea Biavardi. Sono i mensili «For Men Magazine» e «Natural Style» (2003).

Nel 2004 vengono immessi sul mercato nuovi settimanali popolari («Settimanale Dipiù» e «Diva e Donna») affidati alla direzione di due esperti come Sandro Mayer e Silvana Giacobini. Dopo di essi nascono: «TVMia» (2008), «Nuovo» ed «F» (2012), «Giallo» (2013), «Nuovo TV» (2015) ed «Enigmistica Più» (2016)[2]. Attualmente, oltre alle riviste del gruppo, Cairo Pubblicità ha in concessione il mensile «Prima Comunicazione».

Nel maggio 2016 il gruppo lancia un'offerta pubblica di scambio e acquisto (OPAS) delle azioni di RCS MediaGroup, il primo gruppo editoriale italiano nel settore dei periodici e il secondo nel settore dei libri. Il 15 luglio Cairo vince con il 48,8% contro la cordata concorrente (International Media Holding, guidata da Andrea Bonomi, si ferma al 37,7%)[4].

Oggi Cairo Communication è la società vertice di un gruppo comprendente la Giorgio Mondadori, altre società dell'editoria e società attive nei diversi settori della raccolta pubblicitaria: stampa quotidiana e periodica, pay tv e canali tv tematici.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: LA7 S.p.A..

Nel 1997 Urbano Cairo acquisisce Telepiù Pubblicità S.p.A., concessionaria esclusiva di Telepiù, la prima tv a pagamento italiana, fondata nel 1990 dalla Fininvest; Cairo entra nel mercato pubblicitario del settore televisivo. Nel 2002 stipula con la Seat Pagine Gialle il contratto in esclusiva per la raccolta pubblicitaria di LA7, all'epoca di proprietà di Telecom Italia[2].

Nel 2013 il gruppo industriale presenta un'offerta di acquisto per LA7 e LA7d, la quale viene accettata come base per una trattativa esclusiva[5]. La trattativa per l'acquisizione avviene ufficialmente il 4 marzo 2013[6].

Il 9 giugno 2015 inizia la sperimentazione del multiplex televisivo Cairo Due.

Dati legali e iscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio d'amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Consiglio d'amministrazione in carica al 14 febbraio 2008:

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

L'azionariato comunicato alla Consob è il seguente[7]:

Principali partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Cairo Editore S.p.A. - Milano - 99,95%
    • Edizioni Anabasi s.r.l. - Milano - 100%
  • RCS MediaGroup - Milano - 59,69%
  • LA7 S.p.A. - Roma - 100%
  • Cairo Network s.r.l. - Milano - 100%
  • Cairo Pubblicità S.p.A. - Milano - 100%
  • Cairo Publishing S.r.l. - Milano - 100%
  • Il Trovatore (motore di ricerca) - Milano - 80%
  • Diellesei S.p.A. - Milano - 60% in liquidazione

Dati economici e finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Dal bilancio al 30 settembre 2007, il gruppo Cairo Communication ha un capitale investito consolidato di circa 201,2 milioni di Euro, con un patrimonio netto di circa 85,7 milioni di Euro, un fatturato consolidato di circa 233,2 milioni di Euro ed un utile netto consolidato di circa 12,5 milioni di Euro.

Per quanto riguarda la sola capogruppo, il capitale investito ammonta a circa 176,3 milioni di Euro, con un patrimonio netto di circa 93,2 milioni di Euro, un fatturato di circa 155,9 milioni di Euro ed un utile netto di circa 12 milioni di Euro.

Nell'esercizio chiuso al 30 settembre 2007 il gruppo Cairo Communication ha occupato mediamente 264 dipendenti, di cui 29 in organico alla capogruppo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Urbano Cairo, interviste.sabellifioretti.it. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  2. ^ a b c La storia del Gruppo, cairocommunication.it. URL consultato il 12 febbraio 2017.
  3. ^ Libri: Cataloghi d'Arte, cairoeditore.it. URL consultato il 13 febbraio 2017.
  4. ^ Nessuna posizione dominante per Cairo Communication con l’acquisizione del controllo di Rcs, dice l’Antitrus, primaonline.it. URL consultato il 22 luglio 2016.
  5. ^ Telecom: per La7 trattativa esclusiva con Cairo. E la quotazione di TiMedia crolla, Corriere della Sera, 18 febbraio 2013
  6. ^ Via libera di Telecom Italia alla cessione di La7 Cairo nuovo proprietario con un milione di euro
  7. ^ Le percentuali di azionariato derivano da quanto comunicato dagli azionisti, secondo quanto previsto dall'articolo 120 del TUF. Parti minori dell'azionariato possono essere indicate direttamente dalla società attraverso altre fonti.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Bilancio ufficiale di esercizio e consolidato al 30 settembre 2007, reperibili sul sito ufficiale della società e sul sito di Borsa Italiana S.p.A.
  • Comunicazioni Consob sugli azionisti rilevanti e sugli organi amministrativi delle società quotate, reperibili sul sito Consob

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]