Urbano Cairo

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Urbano Cairo al centro, con Massimo Ienca (a destra, responsabile organizzativo del Torino Football club 2005-2010) e Matteo Sereni (a sinistra, portiere del Torino 2007-2010).

Urbano Roberto Cairo (Masio, 21 maggio 1957) è un imprenditore, editore e dirigente sportivo italiano, presidente di Cairo Communication, di RCS MediaGroup (di cui è anche amministratore delegato)[1] e del Torino FC.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Milanese di origine piemontese, è figlio di un rappresentante di mobili e di un'insegnante. Il nonno e lo zio erano agricoltori a Masio (AL). Cairo frequenta le scuole a Milano. Dopo la maturità scientifica si laurea all'Università Bocconi[2].

Dopo la laurea ottiene un colloquio con Silvio Berlusconi. Sta ancora svolgendo il servizio militare, ma il fondatore della Fininvest lo prende in prova come assistente personale (1981). Dal 1982 lavora stabilmente per le aziende di Berlusconi. In quell'anno è il responsabile dell'acquisizione dell'emittente televisiva «Italia 1»[3].

Nel 1984 avvia l'attività di imprenditore nel campo della comunicazione costituendo la «Gestione Prodotti Alimentari s.r.l.» (Gespal), parte del gruppo Yomo. Prosegue la carriera nelle aziende di Berlusconi assumendo diversi ruoli dirigenziali: direttore commerciale e vice direttore generale di Publitalia '80, amministratore delegato di Mondadori pubblicità (l'agenzia di pubblicità della casa editrice)[4]. Negli anni 1991-1995, secondo le sue dichiarazioni, porta la concessionaria da 390 miliardi di lire a quasi 500, conquistando otto punti di quota di mercato in più[5].

Viene però coinvolto nell'inchiesta Mani pulite. Al processo, Cairo chiede il patteggiamento, a differenza degli altri manager Fininvest, e concorda una pena di diciannove mesi, con la condizionale, per i reati di appropriazione indebita, fatture per operazioni inesistenti e falso in bilancio[3]. La sentenza diventa definitiva nel 1999, ma dopo 5 anni scatta la riabilitazione e oggi il certificato penale di Cairo è pulito[6]. Il patteggiamento ha innervosito Publitalia ed ha causato il suo allontanamento dal gruppo berlusconiano, che aveva scelto la linea dura contro le accuse[5]. Nel 1995 la Fininvest scioglie il contratto con Cairo che, da allora ha proseguito la carriera mettendosi in proprio.

Nonostante da giovane fosse tifoso del Milan, dal 2005 è proprietario e presidente del Torino Football Club.

Ha quattro figli nati da tre matrimoni. Si è sposato dapprima con Tove Hornelius e successivamente con Anna Cataldi. Attualmente è sposato con Mali Pelandini[5].

Cairo Communication[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver lasciato il gruppo Fininvest, nel dicembre 1995 Urbano Cairo fonda la propria concessionaria, «Cairo Pubblicità s.r.l.» (oggi parte del gruppo Cairo Communication).[7] Nel gennaio del 1996 Cairo, grazie alle conoscenze maturate nel settore, acquisisce come cliente RCS MediaGroup (all'epoca controllato per il 46,28% dalla società finanziaria del gruppo Fiat, Gemina). «Cairo Pubblicità» ottiene infatti la concessione in esclusiva della raccolta pubblicitaria di tre periodici RCS: Io Donna, Oggi e TV Sette. Attualmente, oltre alle riviste del gruppo, Cairo Pubblicità ha in concessione il mensile Prima Comunicazione.

La svolta che porta al salto dimensionale del gruppo avviene nel febbraio 1999, con la prima operazione finanziaria importante: l'acquisizione della «Editoriale Giorgio Mondadori S.p.A.»[8], azienda fondata da Giorgio Mondadori nel 1980 e attiva nel settore dei libri e dei periodici. L'acquisizione segna l'ingresso del gruppo Cairo nel settore dell'editoria[5].

Nel luglio 2000 Cairo Communication S.p.A. viene quotata alla Borsa italiana nel Nuovo Mercato raccogliendo le risorse che consentono di cogliere ulteriori opportunità di crescita attraverso lo sviluppo delle attività esistenti e acquisizioni o partecipazioni in società operanti nel settore della comunicazione.

Nel 2003 crea la propria casa editrice, «Cairo Editore S.p.A.». Ingaggia Sandro Mayer e l'anno seguente assume Silvana Giacobini, affidando loro la direzione di due nuovi periodici popolari: «Settimanale Dipiù» (2004) e «Diva e Donna» (2005)[9]. Fissa inizialmente il prezzo di vendita a 50 centesimi allargando la base di lettori. Riesce portare in attivo la casa editrice[10]. Oggi pubblica anche «DipiuTv» ed i mensili «For Men Magazine» e «Natural Style».

Alla data del 30 dicembre 2015 Urbano Cairo possiede il 72,8% del capitale di Cairo Communication[11].

Il Torino Football Club[modifica | modifica wikitesto]

Cairo, oltre che presidente e fondatore della Cairo Communication, di cui assolve la funzione di coordinatore strategico, è proprietario e presidente, dal 2005, del Torino Football Club 1906. Nell'estate di quell'anno con il Toro fallito e rinato grazie al Lodo Petrucci, Urbano Cairo viene contattato dall'allora sindaco di Torino Sergio Chiamparino e convinto a scendere in campo: il 2 settembre 2005 viene annunciata l'acquisizione del club granata.

Il primo anno il Torino torna in Serie A: davanti ai 60mila spettatori di un Delle Alpi che registra il tutto esaurito[senza fonte], supera ai playoff il Mantova e festeggia una promozione sorprendente. Seguiranno tre anni di Serie A ed altrettanti di Serie B, fino al ritorno nella massima serie al termine della stagione 2011/2012, ottenuto con Ventura alla guida della squadra e con una giornata di anticipo.

Nel 2014, in seguito ai grandi risultati raggiunti nella stagione passata, terminata con un settimo posto, ed alla squalifica del Parma, il Torino torna in Europa League dopo 20 anni di assenza. Il Torino terminerà il cammino in Europa League per via dello Zenit San Pietroburgo agli ottavi di finale, giunti dopo aver colto una storica vittoria contro l'Athletic Club Bilbao al San Mamès, impresa mai riuscita ad una squadra italiana. Il Toro terminerà il campionato al nono posto in classifica: tra i risultati della stagione, il ritorno alla vittoria in un derby con la Juventus.

Nel febbraio del 2017 nasce il canale televisivo tematico della società calcistica, Torino Channel, visibile sulla piattaforma televisiva Sky Italia al canale 234.[12]

La7[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, il gruppo industriale guidato da Urbano Cairo, Cairo Communication ha mostrato interesse per un impegno nel settore televisivo, con un'offerta di acquisto per la rete televisiva La7 di proprietà del gruppo Telecom Italia.[13] Il 4 marzo del 2013, Urbano Cairo acquisisce ufficialmente La7 versando un milione di euro a Telecom.[14][15]

Il 9 giugno 2015 inizia la sperimentazione del mux Cairo Due. Nel mux sono presenti i canali La7 HD e La7d HD.[16]

RCS MediaGroup[modifica | modifica wikitesto]

Cairo lancia nel maggio 2016 un'OPAS (offerta pubblica di acquisto e scambio azioni) su RCS MediaGroup, il più importante gruppo editoriale italiano, proprietario - tra gli altri - dei quotidiani «Corriere della Sera» e «La Gazzetta dello Sport», e delle testate spagnole «Marca» e «El Mundo Deportivo»[17].

A luglio 2016, arrivando al 59,69% delle azioni RCS, Cairo Communication prevale sull’offerta di IMH, che riuniva Mediobanca, Unipol, Della Valle, Pirelli e Investindustrial, e acquisisce il 59,7% di RCS MediaGroup, per una valutazione complessiva di RCS di oltre 500 milioni di euro[18].

Il 3 agosto 2016 diviene presidente e amministratore delegato di RCS MediaGroup[19].

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 maggio 2015 riceve il Premio Guido Carli nella sala della Regina a Montecitorio da parte della giuria composta da Barbara Palombelli, Vittorio Feltri, Mario Orfeo, Roberto Rocchi, Franco Bernabè, Antonio Patuelli, Matteo Marzotto, Giovanni Malagò, Debora Paglieri e Guido Massimo Dell’Omo.[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito RCS MediaGroup - Management, rcsmediagroup.it.
  2. ^ Urbano Cairo: biografia e segreti del suo successo, su redazione.finanza.com. URL consultato il 9 aprile 2016.
  3. ^ a b Urbano Cairo, stonatamente.blogspot.it. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  4. ^ Cairo Editore, capitalnumeriuno.it. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  5. ^ a b c d Urbano Cairo, interviste.sabellifioretti.it. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  6. ^ Chi è Cairo, nuovo capo de La7, espresso.repubblica.it.
  7. ^ Urbano Cairo: «Berlusconi? Mi licenziò. Dovrò combinare qualità e conti in utile», corriere.it.
  8. ^ Sito RCS MediaGroup - Urbano Cairo, rcsmediagroup.it.
  9. ^ La storia del Gruppo, cairocommunication.it. URL consultato il 12 febbraio 2017.
  10. ^ La partita di Cairo tra La7 e Rcs, altrimondi.gazzetta.it. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  11. ^ "Nessun intervento sulla politica editoriale del Corriere", dice Cairo, primaonline.it. URL consultato il 22 luglio 2016.
  12. ^ Torino Channel, debutta su Sky il canale granata, tvblog.it, 2 febbraio 2017.
  13. ^ Telecom: per La7 trattativa esclusiva con Cairo. E la quotazione di TiMedia crolla, Corriere della Sera, 18 febbraio 2013
  14. ^ Via libera di Ti Media alla cessione di La7 Cairo nuovo proprietario con un milione di euro
  15. ^ Telecom Italia Media comunicato stampa del 04/03/2013 inoltre Cairo ha acquistato un Mux televisivo che a breve sarà attivo in tutta italia
  16. ^ Cairo Due sintonizzabile in tutta Italia, 28 luglio 2015
  17. ^ Sito RCS MediaGroup - Governance - Offerte Pubbliche, rcsmediagroup.it.
  18. ^ RCS: Cairo al 59,69% del capitale sociale, finanza.lastampa.it. URL consultato il 03 agosto 2016.
  19. ^ Cairo nominato ad e presidente di Rcs, primaonline.it. URL consultato il 7 agosto 2016.
  20. ^ E Gianni Letta annuncia il premio al figlio e si commuove

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente di RCS MediaGroup Successore
Maurizio Costa dal 3 agosto 2016 in carica