Urbano Cairo

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Urbano Cairo

Urbano Roberto Agostino Cairo (Milano, 21 maggio 1957) è un imprenditore, editore, dirigente sportivo e dirigente d'azienda italiano, presidente del Torino Football Club, Cairo Communication e di RCS MediaGroup (di cui è anche amministratore delegato)[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il diploma si iscrive all'Università Bocconi[2]. Nel 1983 entra in Fininvest dove rimane fino al 1995, anno in cui inizia la sua avventura imprenditoriale con la Cairo Communication che quota in Borsa nel 2000. Dal 2005 è proprietario e presidente del Torino Football Club.

Ha quattro figli nati da tre matrimoni: si è sposato dapprima con la scrittrice Anna Cataldi e successivamente con la modella svedese Tove Hornelius, da cui ha avuto una figlia; è sposato con Mali Pelandini[3] da cui ha avuto tre figli.

Fininvest[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea ottiene un colloquio con Silvio Berlusconi: sta ancora svolgendo il servizio militare, ma il fondatore della Fininvest lo prende in prova come assistente personale (1981). Dal 1982 lavora stabilmente per le sue aziende; in quell'anno è il responsabile dell'acquisizione dell'emittente televisiva Italia 1 da Edilio Rusconi[4].

Nel 1984 avvia l'attività di imprenditore nel campo della comunicazione, costituendo la «Gestione Prodotti Alimentari s.r.l.» (Gespal), parte del gruppo Yomo. Prosegue la carriera nelle aziende di Berlusconi, assumendo diversi ruoli dirigenziali: direttore commerciale e vice direttore generale di Publitalia '80, amministratore delegato di Mondadori pubblicità (la concessionaria di pubblicità della casa editrice)[5]. Negli anni 1991-1995, secondo le sue dichiarazioni, porta la concessionaria da 390 miliardi di lire a quasi 500, conquistando otto punti di quota di mercato in più[3]. Nel 1995 la Fininvest scioglie il contratto con Cairo che, da allora, prosegue la carriera mettendosi in proprio.

Viene però coinvolto nell'inchiesta Mani pulite: al processo Cairo chiede il patteggiamento, a differenza degli altri manager Fininvest, e concorda una pena di diciannove mesi con la condizionale, per i reati di appropriazione indebita, fatture per operazioni inesistenti e falso in bilancio[4]. La sentenza diventa definitiva nel 1999.[6]

Cairo Communication[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver lasciato il gruppo Fininvest, nel 1995 fonda la propria concessionaria, «Cairo Pubblicità s.r.l.» (oggi parte del gruppo Cairo Communication).[7] Nel gennaio del 1996 grazie alle conoscenze maturate nel settore, ottiene la concessione in esclusiva della raccolta pubblicitaria di tre periodici RCS (all'epoca controllato per il 46,28% dalla società finanziaria del gruppo Fiat, Gemina): Io Donna, Oggi e TV Sette. Oltre alle riviste del gruppo, Cairo Pubblicità ha in concessione anche il mensile Prima Comunicazione.

La svolta che porta al salto dimensionale del gruppo avviene nel febbraio 1999, con la prima operazione finanziaria importante: l'acquisizione della «Editoriale Giorgio Mondadori S.p.A.»[8], azienda fondata da Giorgio Mondadori nel 1980 e attiva nel settore dei libri e dei periodici. L'acquisizione segna l'ingresso del gruppo Cairo nel settore dell'editoria[3].

Nel 2000 Cairo Communication S.p.A. viene quotata alla Borsa italiana nel Nuovo Mercato raccogliendo le risorse che consentono di cogliere ulteriori opportunità di crescita attraverso lo sviluppo delle attività esistenti e acquisizioni o partecipazioni in società operanti nel settore della comunicazione. Nel 2003 crea la propria casa editrice, «Cairo Editore S.p.A.». Ingaggia Sandro Mayer e l'anno seguente assume Silvana Giacobini, affidando loro la direzione di due nuovi periodici popolari: Dipiù (2004) e Diva e Donna (2005)[9]. Fissa inizialmente il prezzo di vendita a 50 centesimi allargando la base di lettori. Riesce portare in attivo la casa editrice[10]. Oggi pubblica anche DipiuTv e i mensili For Men e Natural Style.

Alla data del 30 dicembre 2015 possiede il 72,8% del capitale di Cairo Communication[11], quota scesa al 50,2% dopo l'acquisizione di RCS effettuata nel 2016 (vedi Infra).

La7[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, il gruppo industriale guidato da Urbano Cairo, Cairo Communication, ha mostrato interesse per un impegno nel settore televisivo, con un'offerta di acquisto per la rete televisiva LA7 di proprietà del gruppo Telecom Italia.[12] Il 4 marzo del 2013, Urbano Cairo acquisisce ufficialmente La7 versando un milione di euro a Telecom.[13][14]

Il 9 giugno 2015 inizia la sperimentazione del mux Cairo Due. Nel mux sono presenti i canali La7 HD e La7d HD.[15]

RCS MediaGroup[modifica | modifica wikitesto]

Cairo nel 2013 acquista il 2,8% di RCS entrando nell'azionariato[16]. Nel maggio 2016 lancia un'OPAS (offerta pubblica di acquisto e scambio azioni) su RCS MediaGroup, il più importante gruppo editoriale italiano, proprietario - tra gli altri - dei quotidiani Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, e attraverso la controllata Unidad Editorial, delle testate spagnole Marca e El Mundo[17].

A luglio 2016, arrivando al 59,69% delle azioni RCS, Cairo Communication prevale sull'offerta di IMH, che riuniva Mediobanca, Unipol, Della Valle, Pirelli e Investindustrial, e acquisisce il 59,7% di RCS MediaGroup, per una valutazione complessiva di RCS di oltre 500 milioni di euro[18].

Il 3 agosto 2016 diviene presidente e amministratore delegato di RCS MediaGroup[19].

Nel dicembre 2020 Cairo Communication e Rcs sottoscrivono un accordo per un’operazione di collaborazione societaria e commerciale: Rcs e Cairo Pubblicità conferiranno in una nuova società, CairoRcs Media, i rami d’azienda delle attività di raccolta pubblicitaria per le testate cartacee e online di Rcs in Italia e le testate cartacee, televisive e online di Cairo Editore e LA7, e per alcuni mezzi di terzi. Ad oggi il gruppo Cairo Communication di Cairo controlla il 59,69% di Rcs e il 100% di Cairo pubblicità.[20]

Lodo Blackstone/RCS[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 Rcs vende per 120 milioni di euro il complesso immobiliare di RCS di Via Solferino/Via San Marco/Via Balzan, sede del Corriere della Sera, al Fondo Blackstone Group condotta per il tramite di una serie di fondi, compreso il fondo Delphine gestito da Kryalos sgr.

Nell’estate 2018 Blackstone Group ultima le trattative per cedere il complesso immobiliare al gruppo Allianz per un prezzo più che doppio di quello pagato a RCS (circa 250 milioni), ma a novembre 2018 la trattativa si ferma perché Urbano Cairo, nel 2016 subentrato nel controllo di RCS, chiede al Tribunale di Milano un arbitrato per accertare la nullità del contratto del 2013: La tesi è che la vendita degli immobili di via Solferino, via san Marco e via Balzan (considerata dal ricorrente una svendita, tenendo anche conto del fatto che il canone d'affitto applicato da Blackstone è di circa 10,3 milioni) è avvenuta in un periodo di difficoltà finanziarie di Rcs[21] e sarebbe quindi da considerarsi nulla in base alla normativa italiana sull'usura.[22] Blackstone da parte sua sempre nel novembre 2018 cita RCS al Tribunale di New York sostenendo di essere danneggiati per rinuncia ad acquisto da parte di Allianz. Blackstone deposita una memoria di oltre 30 pagine nelle quale si chiede un risarcimento danni fino a 100 milioni di dollari. Il 24 aprile 2019, però, la Supreme Court of the State of New York sospende il procedimento ivi instaurato dai fondi Blackstone, proprio in attesa dell’esito dell’arbitrato in Italia.[23] Nel maggio 2020 il Tribunale Arbitrale ufficializza un lodo parziale, in particolare (i) aveva affermato la propria competenza a decidere sulle domande di RCS (incluse quelle risarcitorie), respingendo tutte le relative eccezioni pregiudiziali e preliminari sollevate dall’acquirente; (ii) aveva escluso l’invalidità dei contratti con cui è stata conclusa l’operazione; e (iii) aveva rilevato che il comportamento dell’acquirente avrebbe potuto dare luogo al risarcimento del danno in favore di RCS, e a tal fine aveva disposto due consulenze tecniche per accertare le condizioni in cui si trovava RCS nel 2013, nonché il valore di mercato dell’immobile, tenuto conto, fra l’altro, di tutte le condizioni dell’operazione. Nel maggio 2021 il Tribunale arbitrale rigetta le domande proposte da RCS Mediagroup spa nei confronti di Kryalos sgr spa.[24]

Nel mondo del calcio[modifica | modifica wikitesto]

L'interesse per il Torino[modifica | modifica wikitesto]

A gennaio 2000, Giuseppe Aghemo, Presidente piccoli Industriali di Torino, rende nota in una conferenza stampa l'esistenza di una cordata composta da John Lack, Francesco Cimminelli, Elio Faussone e Urbano Cairo che vuole rilevare il Torino Calcio da Massimo Vidulich. Il Toro verrà poi comprato dal solo Cimminelli nel maggio 2000.[25]

L'interesse per il Genoa[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2000 offre 15 miliardi a Gianni Scerni,ma il Presidente del Genoa ne chiede 25 e il passaggio di mano non si concretizza. [26]

Torino Football Club[modifica | modifica wikitesto]

Cairo, è proprietario e presidente, dal 2005, del Torino.

Nell'estate di quell'anno, con il Torino fallito e rinato grazie al Lodo Petrucci, viene contattato dall'allora sindaco di Torino Sergio Chiamparino e convinto a scendere in campo: il 2 settembre 2005 viene annunciata l'acquisizione del club granata dai cosiddetti Lodisti per la cifra di diecimila euro (un assegno da 625 euro per ciascuno dei sedici Lodisti).[27]

La sua prima azione da Presidente è l'esonero di Arrigoni, scelto dai Lodisti, e la chiamata di Gianni De Biasi sulla panchina. Al termine primo anno del Torino torna in Serie A, superando ai playoff il Mantova davanti a 58560 tifosi[28].

Nel 2006-07 chiama Alberto Zaccheroni ma a seguito di risultati negativi, a febbraio 2007 richiama Gianni De Biasi. Il Toro finisce 16º.

Nel 2007-08 nuovo allenatore è Walter Novellino sostituito in aprile da Gianni De Biasi: il risultato finale è un 15ºposto in A.

Nel 2008-09 richiama Walter Novellino ma gli scarsi risultati lo portano alla sostituzione con Giancarlo Camolese nel marzo 2009. Il cambio non ha successo e il 18º posto che condanna i Granata alla retrocessione in Serie B.

Nel 2009-10 per tornare in A chiama Stefano Colantuono Dopo un inizio di stagione positivo, la squadra va in crisi e a novembre è il turno di Mario Beretta di sedersi sulla panchina granata. Dopo soli due mesi però, a gennaio 2010 torna Stefano Colantuono che conduce la squadra al 5ºposto nella stagione regolare e perdendo la finale playoff contro il Brescia.

Nel 2010-11 arriva Franco Lerda che viene dapprima esonerato a marzo per fare posto a Giuseppe Papadopulo(a sua volta cacciato dopo 11 giorni, record) per poi essere richiamato per l'8º posto finale in B.

Nel 2011-12 è il turno di Gian Piero Ventura alla guida della squadra. Il 2º posto in B significa ritorno nella massima serie al termine della stagione 2011/2012.

Nel 2012-13 il Toro con Gian Piero Ventura è 16° in A, l'anno successivo la stagione termina con un settimo posto, e grazie alla squalifica del Parma, il Torino torna in Europa League dopo 20 anni di assenza.

La stagione 2014-15 il Torino termina il cammino in Europa League eliminato dallo Zenit San Pietroburgo agli ottavi di finale ai quali era giunto dopo aver sconfitto l'Athletic Club Bilbao al San Mamès, risultato fino ad allora mai ottenuto da una squadra italiana. Il Torino chiude il campionato al nono posto in classifica: tra i risultati della stagione, il ritorno alla vittoria in un derby con la Juventus dopo quasi vent'anni.

Il 2015-16 è la quinta e ultima stagione di Gian Piero Ventura che lascia col Toro 12°.

Nel 2016-17 con Siniša Mihajlović arriva un 9ºposto. Nel febbraio del 2017 nasce il canale televisivo tematico della società calcistica, Torino Channel, visibile sulla piattaforma televisiva Sky Italia al canale 234.[29]

Nel 2017-18 col Toro 7° in campionato, a gennaio 2018 Cairo esonera Siniša Mihajlović a favore di Walter Mazzarri ma il risultato finale è solamente un 9ºposto.

Nella stagione 2018/2019 i granata di Walter Mazzarri si rendono protagonisti di un'annata positiva: il settimo posto vale la qualificazione in Europa League.

Nel 2019-20 i risultati deludenti costano la panchina a Walter Mazzarri sostituito da Moreno Longo che porta i granata al 16ºposto.

Nel 2020-21 è il turno in panchina Marco Giampaolo ma il 18º posto a gennaio gli costa l'esonero e Davide Nicola chiuderà al 17º posto finale.

Per il campionato 2021-22 Ivan Jurić è il 15º allenatore dell'era Cairo.

L'interesse per il Bari[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2018 manifesta interesse per il Bari, appena fallito e costretto a ripartire dalla Serie D, garantendo supporto a otto imprenditori della SS Dilettantistica Bari 1908;[30] il club pugliese verrà poi però rilevato dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.[31]

L'interesse per il Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2019 manifesta interesse per il Palermo, appena fallito e costretto a ripartire dalla Serie D, come confermato in una conferenza stampa dal Sindaco Orlando.[32] Il club verrà acquisito dall'imprenditore Mirri.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 1º giugno 2017[37]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sito RCS MediaGroup - Management, su rcsmediagroup.it.
  2. ^ Urbano Cairo: biografia e segreti del suo successo, su redazione.finanza.com. URL consultato il 9 aprile 2016.
  3. ^ a b c Urbano Cairo, su interviste.sabellifioretti.it. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  4. ^ a b Urbano Cairo, su stonatamente.blogspot.it. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  5. ^ Cairo Editore, su capitalnumeriuno.it. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  6. ^ Chi è Cairo, nuovo capo de La7, su espresso.repubblica.it.
  7. ^ Urbano Cairo: «Berlusconi? Mi licenziò. Dovrò combinare qualità e conti in utile», su corriere.it.
  8. ^ Sito RCS MediaGroup - Urbano Cairo, su rcsmediagroup.it.
  9. ^ La storia del Gruppo, su cairocommunication.it. URL consultato il 12 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2018).
  10. ^ La partita di Cairo tra La7 e Rcs, su altrimondi.gazzetta.it. URL consultato il 15 dicembre 2016.
  11. ^ "Nessun intervento sulla politica editoriale del Corriere", dice Cairo, su primaonline.it. URL consultato il 22 luglio 2016.
  12. ^ Telecom: per La7 trattativa esclusiva con Cairo. E la quotazione di TiMedia crolla, Corriere della Sera, 18 febbraio 2013
  13. ^ Via libera di Ti Media alla cessione di La7 Cairo nuovo proprietario con un milione di euro
  14. ^ Telecom Italia Media comunicato stampa del 04/03/2013 Archiviato il 19 marzo 2013 in Internet Archive. inoltre Cairo ha acquistato un Mux televisivo che a breve sarà attivo in tutta italia
  15. ^ Cairo Due sintonizzabile in tutta Italia, 28 luglio 2015
  16. ^ Urbano Cairo al 2,8% nuovo socio del Correre, su repubblica.it. URL consultato il 18 luglio 2013.
  17. ^ Sito RCS MediaGroup - Governance - Offerte Pubbliche, su rcsmediagroup.it.
  18. ^ RCS: Cairo al 59,69% del capitale sociale, su finanza.lastampa.it. URL consultato il 3 agosto 2016.
  19. ^ Cairo nominato ad e presidente di Rcs, su primaonline.it. URL consultato il 7 agosto 2016.
  20. ^ Giovanni Strinnga, Cairo e Rcs, fusione nella pubblicità, in Il Corriere della Sera, 24 dicembre 2020, p. 43.
  21. ^ Rcs, primi rilievi a Blackstone sugli immobili già in marzo, su it.reuters.com, 21 novembre 2018. URL consultato il 22 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2018).
  22. ^ Cairo vuole la nullità della vendita degli immobili a Blackstone, su aifi.it, 22 novembre 2018. URL consultato il 22 novembre 2018.
  23. ^ Financial Times: Blackstone fa causa a Rcs per la proprietà della sede di Milano, su lastampa.it, 20 novembre 2018. URL consultato il 22 novembre 2018.
  24. ^ Blackstone vince la partita con RCS sulla vendita di via Solferino. Ecco cosa dice il lodo arbitrale (PDF), su static.classeditori.it, 17 gennaio 2021.
  25. ^ Pronti a prenderlo anche se va in B, su archiviolastampa.it, 11 gennaio 2000.
  26. ^ Cairo vuole il Genoa, offerta a 15 miliardi, su archiviolastampa.it, 29 gennaio 2000.
  27. ^ L’incontro tra Cairo e Giovannone e tutti i retroscena: il Toro è venduto, su toro.it, 27 giugno 2018.
  28. ^ ArchivioToro, su archiviotoro.it, 11 giugno 2006.
  29. ^ Torino Channel, debutta su Sky il canale granata, su tvblog.it, 2 febbraio 2017.
  30. ^ Bari: Lotito, De Laurentiis e Cairo per il futuro, su gazzetta.it, 31 luglio 2018.
  31. ^ Il Bari è di De Laurentiis! Riparte con lui dalla Serie D, su gazzetta.it, 31 luglio 2018.
  32. ^ palermotoday.it, https://www.palermotoday.it/sport/palermo-nuovo-presidente-cairo-mirri.html.
  33. ^ E Gianni Letta annuncia il premio al figlio e si commuove, su video.corriere.it.
  34. ^ Il «Premio Tiepolo» assegnato a Urbano Cairo e Antonio Huertas, su corriere.it. URL consultato il 13 dicembre 2017.
  35. ^ Coppa d’Oro 2018, Urbano Cairo: "La qualità si promuove da sola"
  36. ^ Urbano Cairo, premiato al Premio Andrea Fortunato: con lui anche Marotta
  37. ^ Torino, Urbano Cairo nominato Cavaliere del Lavoro

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente di RCS MediaGroup Successore
Maurizio Costa dal 3 agosto 2016 in carica