Orfeo Pianelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Orfeo Pianelli

Orfeo Pianelli (Borgoforte, 10 agosto 1920Villefranche-sur-Mer, 24 aprile 2005) è stato un imprenditore e dirigente sportivo italiano, che ricoprì la carica di presidente del Torino.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nativo di Vignale, all'epoca frazione del comune mantovano di Borgoforte (oggi Borgo Virgilio), lavorò in giovane età da falegname, orticoltore e muratore prima di trasferirsi sedicenne a Torino. Per mantenersi agli studi serali svolse diversi lavori anche nel capoluogo piemontese, e conseguì il diploma di capomastro ed elettricista; nel 1943 iniziò a lavorare in proprio, per poi fondare insieme a Domenico Traversa l'azienda Pianelli&Traversa. Praticò la sua passione per lo sport partecipando a due edizioni della Mille Miglia, collezionando un 15º posto di categoria, e a due Rallye del Sestriere, raggiungendo un 7º posto.

Nel 1962 entrò nel calcio acquistando il Torino, portandolo sotto la sua presidenza a livelli che da tempo non raggiungeva grazie a un graduale potenziamento finanziario e a mirate operazioni di mercato, tra cui: l'acquisto di Claudio Sala dal Napoli per circa 470 milioni di lire; l'ingaggio di Nereo Rocco che, pur non vincendo nessun trofeo con la squadra torinese, lasciò una notevole impronta nei suoi tre anni di permanenza sulla panchina granata; l'oculata gestione del settore giovanile, che portò alla scoperta di Paolo Pulici.

Pianelli, presidente del Torino, festeggia lo scudetto del 1976.

Nella stagione 1975-1976 il Torino, sotto la sua gestione, vinse il settimo scudetto della sua storia, a tutt'oggi rimasto l'unico del dopo-Superga. Gli anni a seguire videro il declino della squadra e la crisi della Pianelli&Traversa, sicché Pianelli fu costretto a diminuire l'impegno economico nel calcio. La tifoseria non gradì, contestandolo e costringendolo a cedere la presidenza della squadra a Sergio Rossi. In seguito subì un processo per bancarotta fraudolenta e venne arrestato: fu però scarcerato dopo poco, essendo decaduta l'accusa; al termine del giudizio venne ritenuto innocente, dal momento che la distrazione di capitali si era verificata per adempiere al pagamento del riscatto per il rapimento del nipote.

In precarie condizioni di salute, si trasferì in Francia, a Villefranche-sur-Mer, per essere curato agli occhi. Qui morì nel 2005, all'età di ottantaquattro anni.[1] Lo scudetto con il Torino, e l'accordo con l'Unione Sovietica di Leonid Brežnev per l'installazione di tutti i sistemi di trasporto Pianelli&Traversa all'interno dello stabilimento di Togliattigrad, sono i risultati salienti di una vita dedicata al lavoro e alla sua passione per il club granata.

Il 30 gennaio 2018 la giunta comunale di Torino ha approvato l'intitolazione in suo onore di un giardino pubblico di Borgo Filadelfia.[2]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica italiana

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gonzatto Sabrina, Orfeo Pianelli. Il presidente del Toro Campione, Treviso, Anordest, 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN263668518