Masio

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Masio
comune
Masio – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Giovanni Stefano Airaudo (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°52′14″N 8°24′32″E / 44.870556°N 8.408889°E44.870556; 8.408889 (Masio)Coordinate: 44°52′14″N 8°24′32″E / 44.870556°N 8.408889°E44.870556; 8.408889 (Masio)
Altitudine 142 m s.l.m.
Superficie 22,23 km²
Abitanti 1 475[1] (31-12-2010)
Densità 66,35 ab./km²
Frazioni Abazia
Comuni confinanti Cerro Tanaro (AT), Cortiglione (AT), Felizzano, Incisa Scapaccino (AT), Oviglio, Quattordio, Rocchetta Tanaro (AT)
Altre informazioni
Cod. postale 15024
Prefisso 0131
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006091
Cod. catastale F015
Targa AL
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 528 GG[2]
Nome abitanti Masiesi
Patrono santa Maria Maddalena e san Dalmazzo
Giorno festivo 22 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Masio
Masio
Sito istituzionale

Masio (Mas in piemontese) è un comune italiano di 1.481 abitanti della provincia di Alessandria, situato sulla sponda destra del fiume Tanaro, in Piemonte.

il fiume Tanaro a Masio; sullo sfondo la torre

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Masio ha origini antiche e un notevole passato specie in età medievale.

L'importanza del Comune derivava dalla sua posizione geografica posta ai confini dell'Alto e Basso Monferrato sulla sponda destra del Tanaro.

È al centro di un triangolo immaginario, i cui vertici sono le città di Torino, Milano e Genova.

Equidistante da Alessandria e Asti, costituiva per il transito sul fiume un ideale punto di affluenza da tutte le valli e da tutti i centri posti sia sulla riva destra che su quella sinistra. Questo costituì la fonte prima di ogni risorsa sia agricola che commerciale.

Alcuni documenti storici nei quali viene citato come Massius (899), Villa Masias (959), Maxius (1081). Questa nomenclatura sembra indicare l'origine del toponimo dalla lingua latina ma(n)sum, ovvero dimora, cascinale.

Nei documenti di età medievale la località viene anche citata come villa Maxias (959), Masius (960), Maxus (960), Castro de Maxias (961), Mascius (1024), Maxio (1169), Mazo (1191), Maxia (1195), Maço (1235), Maxa (1203), Masius.

La prima localizzazione di cui si ha notizia risale ad una carta del 1292 conservata in una raccolta della Biblioteca Nazionale di Torino.

L'importanza del Comune nelle varie epoche è evidenziata da una ricca serie di avvenimenti di notevole rilevanza storica già negli anni a ridosso dell'anno mille, di cui si può indicare la seguente cronologia:

  • nel 907, secondo un'antichissima tradizione locale, attraversò il Tanaro a Masio il corteo di monaci che traslò le reliquie di San Dalmazzo da Borgo San Dalmazzo a Quargnento. Nella parrocchia di S. Maria e S. Dalmazzo ancora oggi è conservata una reliquia del Santo.
  • nel 980 venne infeudato dal Vescovo di Asti ai Visconti di Asti;
  • nel 1190, i Consoli di Masio, che già era organizzato in Comune, conclusero un accordo con Alessandria e Asti concedendo esenzioni dal pedaggio ed aiuti di guerra ad entrambi; in cambio ottennero esenzioni da qualsiasi pedaggio per gli uomini di Masio che diventarono di diritto cittadini dei due Comuni maggiori;
  • nel 1204 venne concordata una tregua tra Milano e Piacenza da una parte e Asti ed il Marchese del Monferrato dall'altra;
  • nel 1218 i Lanerio e gli Orando di Quattordio cedettero ad Asti parte della loro giurisdizione su Masio;
  • nel 1223 nella chiesa di S. Maria venne firmata la pace tra Alessandria, Asti e Alba, pace presto rotta per quanto riguarda l'applicazione del trattato circa Masio e le terre dell'Acquisana;
  • nel 1227 venne diviso tra Alessandria e Asti e fu imposto il divieto di costruzione di fortificazioni sul suo territorio;
  • nel 1357 i Guttuari acquistarono la signoria dai Lanerio;
  • nel 1372, in occasione dell'approvazione degli Statuti, la signoria apparteneva ai Visconti;
  • nel 1428 Masio fu infeudata ai Valperga che ottennero successivamente l'investitura degli Sforza;
  • nel 1451 Francesco Sforza concedette Redabue agli Scarampi;
  • nel 1605 Filippo III Re di Spagna investì Francesco Valperga;
  • nel 1650, venne raso al suolo dai francesi e al termine della guerra dei trent'anni il Governatore di Milano, in nome di Carlo II Re di Spagna, reintegrò nel feudo i Valperga;
  • nel 1674 i due ultimi Valperga cedettero metà del feudo ad Annibale Civalieri e metà a Carlo Olivasso.

Nei secoli successivi, con la fine dell'epoca feudale, nascono le piccole e medie proprietà terriere delle famiglie nobili (Marchese di Masio, Conti Baiveri). Ha origini masiesi la famiglia Rattazzi che ha avuto in Urbano il suo massimo esponente.

Grazie all'attività politica di quest'ultimo, nella residenza estiva dei Rattazzi, Villa Marina, avvenne uno storico e decisivo incontro con Camillo Benso, conte di Cavour che diede vita al famoso "connubio" che portò l'uomo politico di Masio e Cavour alla guida dei governi decisivi per l'Unità d'Italia.

Durante la seconda guerra mondiale l'attività della Resistenza fu notevole e fruttò la presenza di Masio nei quarantaquattro Comuni liberi della Repubblica dell'Alto Monferrato, con capoluogo Nizza Monferrato (ottobre 1944).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Museo La Torre e il Fiume[modifica | modifica wikitesto]

A Masio sono state conservate la torre medievale e parte delle mura che circondarono il paese. Nel 2013 è stato inaugurato il Museo La Torre e il Fiume dedicato alla storia delle torri, da strumento di difesa ad elemento caratteristico del paesaggio.

Lungo i sette piani della Torre sono illustrate le entiche tecniche di costruzione utilizzate in epoca medievale, l'evoluzione delle tipologie architettoniche, i sistemi di difesa e di assedio. Man mano che si sale si arriva qll'epoca contemporanea, quando le torri perdono il loro utilizzo a protezione del territorio e diventano un elemento caratterizzante del paesaggio, che a Masio si identifica con le colline ed il fiume Tanaro (l'ultimo piano è dedicato alle attività sul fiume). Il percorso conduce alla sommità esterna della torre da cui si gode un panorama mozzasiato sulla pianura del Tanaro e il Monferrato.

Il museo è aperto tutte le domeniche da maggio ad ottobre, dalle 14.30 alle 18.30

http://www.latorreeilfiume.it

Chiesa di Santa Maria e San Dalmazzo[modifica | modifica wikitesto]

Un altro monumento di particolare interesse è la chiesa parrocchiale romanico-gotica di Santa Maria e San Dalmazzo. L'edificio risale nella sua impostazione primitiva all'epoca romanica. L'iter della sua costruzione è stato assai lungo poiché gli archi e le volte denotano evidenti caratteristiche gotiche. Le trasformazioni avvenute nei secoli, causa ingrandimenti e demolizioni hanno modificato in parte la struttura per cui oggi risulta differente dalla primitiva. Nella parte della chiesa verso la facciata, dall'osservazione delle strutture sopra il solaio della navate laterali, appare evidente che in origine esse erano coperte con soffitto ligneo. La navata centrale e le laterali erano più alte e sono rimasti ben evidenti i fori ove poggiavano le strutture lignee di copertura. Della parte antica della chiesa, in origine con il titolo della madonna Assunta e solo in epoca più tarda intitolata anche a San Dalmazzo, sono ancora evidenti il rosone della facciata originale (la facciata attuale risale alla seconda metà dell'Ottocento) a conci bianchi e rossi, una porta e una finestra sul fianco sinistro. Dubbi si hanno sull'epoca di costruzione della parte verso l'altare. Recenti scavi hanno portato alla luce una sottomuratura di fondazione attribuibile ad una pieve preesistente. All'interno la chiesa si presenta dal punto di vista dei materiali molto simile alla collegiata di San Secondo di Asti.

Castello di Redabue[modifica | modifica wikitesto]

Sulla strada per Oviglio, nascosto da un fitto parco, vi è il castello di Redabue, inserito nel circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte. Fu edificato probabilmente nel XIII secolo ma subì diversi danneggiamenti fino al passaggio del Monferrato a Casa Savoia. Acquistato nel 1830 dalla famiglia Doria Lamba, fu trasformato in residenza estiva; ha annessa una chiesa progettata dall'architetto Filippo Juvarra.

Sul confine della frazione Abazia, verso Incisa Scapaccino, sorge la Precettoria di San Giovanni di Roncaglia, fondata dal Sovrano Militare Ordine di Malta. L'insediamento risale ai primi secoli dopo il Mille, quando l'Ordine iniziò a costruire ospizi, chiese, precettorie per assistere i pellegrini. La chiesa di San Giovanni di Roncaglia è una delle ultime tracce di questa cultura rimaste sul territorio alessandrino, benché l'aspetto non sia quello originale. L'edificio attuale è stato costruito nella seconda metà del XVIII secolo, come testimonia la lapide della facciata, seguendo un stile che risente degli influssi tardo barocchi e neoclassici dello Juvarra. L'aspetto elegante e raffinato, inconsueto per una chiesa di campagna, rende ancora più pregevole la costruzione.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Masio[modifica | modifica wikitesto]

  • Urbano Rattazzi, uomo politico italiano del Risorgimento, primo ministro del Regno.
  • Nicola Cavanna, vescovo di Asti e di Rieti.
  • Giovanni Poggio, eroe della guerra di Crimea e delle guerre risorgimentali, grande invalido di guerra e medaglia d'oro al valor militare. Edmondo De Amicis scrisse uno struggente bozzetto sulla sua vita.
  • Eliso Rivera, cofondatore della Gazzetta dello Sport.
  • Urbano Cairo, presidente del Torino Football Club.
  • Paolo Massobrio, noto giornalista enogastronomico.
  • Francesco Galanzino, corridore di gare su lunghe distanze, di livello mondiale.
  • Aldo e Pierino Perfumo, periti nel campo nazista di Mauthausen.
  • Domenico Perfumo, chimico premiato dal presidente della Repubblica Saragat.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al capoluogo nel territorio comunale vi è la frazione di Abazia (Abassìa) e Redabue. Sono poste intorno al paese le regioni Rotte, San Rocco (San Ròch) e Serra (Sèra).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 maggio 1985 21 maggio 1990 Giambattista Soave Partito Socialista Italiano Sindaco [4]
21 maggio 1990 24 aprile 1995 Giambattista Soave Partito Socialista Italiano Sindaco [4]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giambattista Soave centro-sinistra Sindaco [4]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Gianbattista Soave lista civica Sindaco [4]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Pio Perfumo lista civica Sindaco [4]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Pio Perfumo lista civica: comune democratico Sindaco [4]
26 maggio 2014 in carica Giovanni Stefano Airaudo lista civica: comune democratico Sindaco [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edmondo De Amicis, "Il soldato Poggio", Torino 1925.
  • Francesco Cacciabue, Maria Pia Pesce, Gianpaolo Cassano, "L'altro Patrono - Masio riscopre San Dalmazzo (907-2007)", Masio 2007
  • Francesco Cacciabue, Bartolo Gariglio, Gustavo Mola di Nomaglio, Roberto Sandri Giachino, Sandro Gastaldi, "L'alto di Masio atleta - Studi su Urbano Rattazzi (1808-1873), la sua famiglia, il suo paese". Masio, 2008.
  • Roberto Ricciardi, "Statuti di Masio" traduzione e commento degli Statuti del comunali del XIV secolo, Società di Storia Arte e Archeologia: Accademia degli Immobili, Alessandria 2008
  • Francesco Cacciabue, "Dove gli altri non vanno : storia e mito di Giovanni Poggio, masiese, soldato d'artiglieria, eroe delle guerre risorgimentali", Masio 2011
  • Enrico Lusso, "La torre di Masio, un contributo allo studio dei borghi di fondazione fortificati nell'Italia nord-occidentale (secoli XIII-XV)", Masio (2013)
  • Francesco Cacciabue, "Storia di Masio e del suo territorio", Masio 2014
  • Don Gianpaolo Cassano, Francesco Cacciabue, Don Mariano Pinasco, Don Jan Kupka, Angolo Soave, Don Francesco Todisco, "Giuseppe Faà di Bruno, Sacerdote, missionario, successore di San Vincenzo Pallotti, fondatore del Collegio delle Missioni Estere di Abazia", Masio (2015)

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