San Salvatore Monferrato

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San Salvatore Monferrato
comune
San Salvatore Monferrato – Stemma San Salvatore Monferrato – Bandiera
San Salvatore Monferrato – Veduta
Veduta di San Salvatore e della torre dei Paleologo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
SindacoEnrico Beccaria (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate44°59′42″N 8°34′01″E / 44.995°N 8.566944°E44.995; 8.566944 (San Salvatore Monferrato)Coordinate: 44°59′42″N 8°34′01″E / 44.995°N 8.566944°E44.995; 8.566944 (San Salvatore Monferrato)
Altitudine205 m s.l.m.
Superficie31,69 km²
Abitanti4 172[1] (30-11-2019)
Densità131,65 ab./km²
FrazioniFosseto, Frescondino, Piazzolo, Salcido, Valdolenga, Valparolo
Comuni confinantiAlessandria, Castelletto Monferrato, Lu e Cuccaro Monferrato, Mirabello Monferrato, Quargnento, Valenza
Altre informazioni
Cod. postale15046
Prefisso0131
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006154
Cod. catastaleI144
TargaAL
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 651 GG[3]
Nome abitantisansalvatoresi
PatronoSan Ciriaco e la Pentecoste
Giorno festivomartedi di pentecoste
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Salvatore Monferrato
San Salvatore Monferrato
San Salvatore Monferrato – Mappa
Mappa del comune di San Salvatore Monferrato all'interno della provincia di Alessandria
Sito istituzionale

San Salvatore Monferrato (San-Salvador-an-Monfrà in piemontese) è un comune italiano di 4 172 abitanti della provincia di Alessandria in Piemonte. Situato 10 chilometri a nord del capoluogo, sulle colline che separano le zone pianeggianti del casalese e dell'alessandrino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio

Di origini probabilmente romane, nota come Villa ad Vites e dal 1048 castrum Sancti Salvatoris.
Guglielmo V del Monferrato la ottenne dal Barbarossa nel 1164. Dal XIV secolo al 1708 (quando passò sotto i Savoia), fece parte a fasi alterne del ducato di Milano o del marchesato del Monferrato (Paleologo e Gonzaga).
Durante la seconda guerra d'indipendenza, nell'aprile del 1859, fu sede del quartier generale di Vittorio Emanuele II.

Umberto I, re d'Italia, il 30 dicembre 1894 ha conferito a San Salvatore Monferrato il titolo di "città".

Comune agricolo, collegato prevalentemente alla cultura del vino, produzione messa in crisi alla fine dell'Ottocento dal flagello della fillossera, ha legato la sua crescita economica allo sviluppo di industrie manifatturiere (calzaturifici, abbigliamento sportivo, mobili) e al successo del distretto dell'oro che fa capo alla confinante Valenza, attirando, negli anni del boom economico, un vigoroso flusso migratorio, soprattutto dai comuni di Agerola e Leonforte.

Il paesaggio di San Salvatore è quello del basso Monferrato, colline e filari di viti a perdita d'occhio. Queste vedute sono state spesso riprodotte e idealizzate da artisti, come il sansalvatorese Antonio Panelli e l'alessandrino Franco Sassi (Alessandria 1912 - 1993) pittore, disegnatore e incisore, che dedicò a San Salvatore acquerelli di piccola dimensione e di grande effetto. "Vedute di Valparolo", "Colline", " la Torre" e altre opere, realizzate negli anni '40 - '50.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchiale di San Martino

Al XV secolo appartiene la Torre Paleologa (alta circa 24 metri) che domina la città. Venne costruita nel 1413 da Teodoro II Paleologo che in quel periodo governava il Monferrato.

Torre Paleologa di San Salvatore Monferrato

Chiesa di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Martino, edificata nel quindicesimo secolo, presenta un interno barocco, ricchissimo di fregi e stucchi e di quadri di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo e della sua scuola. Particolarmente pregevoli gli altari e la cappella del Crocifisso, protagonista del rito seicentesco dell'entierro.

Chiesa di San Siro[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Siro (notizie dall'XI secolo) ha al suo interno l'adorazione dei pastori grande tela del Moncalvo. La chiesa della Beata Vergine Assunta conserva al suo interno l'intero apparato decorativo rococò.

Chiesa della Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Santissima Trinità, a croce latina, con altare barocco e una curiosa via crucis affrescata coi blasoni dei membri dell'omonima confraternita. La chiesa di Sant'Antonio conserva il quadro del Moncalvo "San Michele che abbatte il demonio".

Santuario della Madonna del Pozzo[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del Santuario della Madonna del pozzo a S. Salvatore Monferrato
Facciata del Santuario della Madonna del pozzo a S. Salvatore Monferrato

Non distante dal centro abitato è il Santuario della Madonna del Pozzo[4], risalente al XVIII secolo ed eretto in ricordo di un'apparizione mariana del 1616[5]. All'interno del Santuario è presente il pozzo del Miracolo in cui è apparsa la Vergine[6]. I fedeli ancora oggi pregano di fronte alla tela dipinta dai pittori alessandrini G. Alberini e P. Buffa nel 1622, raffigurante il miracolo del soldato spagnolo salvato dalla Vergine Maria[7]. La città di San Salvatore Monferrato, dall’anno Mille fino al 1700, subisce le alterne vicende di tre nobili dinastie. Nel 1533 si accende feroce la disputa per la successione al Marchesato del Monferrato tra il Duca di Savoia, sostenuto da Francesco I re di Francia, ed il Duca di Mantova, sostenuto da Carlo V re di Spagna ed Imperatore. La guerra dura parecchi anni, portando ovunque morti, saccheggi e devastazioni. La popolazione inerme è quella che subisce le peggiori conseguenze delle lotte tra i potenti e nutre, perciò, un viscerale odio verso gli eserciti occupanti, causa immediata dei propri disagi. In questo clima matura il tentativo dell’uccisione del soldato spagnolo Martino De Nava, occasione della conseguente apparizione salvifica della Madonna. Il 15 maggio del 1616 una compagnia di soldati spagnoli muove da Valenza per raggiungere Casale Monferrato, attraverso le colline di San Salvatore. A questa compagnia appartiene il soldato Martino De Nava, particolarmente devoto della Madonna, il quale ha con sé un Rosario datogli dalla madre alla sua partenza dalla Spagna. I soldati spagnoli sono sparpagliati nella zona alla ricerca di acqua. Martino si inoltra per una strada di campagna, in una zona detta Pelagallo, verso l’altura della collina. Raggiunge un pilone sul quale è dipinta un’immagine della Madonna; vicino si apre, quasi nascosto tra il fogliame, un pozzo senza parapetto, profondo circa dieci metri. Il ritrovamento dell’acqua è per Martino come una grazia del cielo e perciò si getta in ginocchio per terminare la recita del Rosario. Rivolge ancora uno sguardo all’immagine della Madonna sul pilone, poi cerca di industriarsi con una fune ed il secchiello che porta con sé ad attingere acqua. Mentre Martino è intento a raccogliere l’acqua viene aggredito da un contadino del posto con cui ingaggia una violenta colluttazione. Martino, ferito, perde molto sangue e cade a terra, svenuto. L’aggressore, per nascondere il delitto e per evitare la vendetta dei commilitoni poco distanti, getta Martino nel pozzo. Al contatto con l’acqua fresca, Martino rinviene e chiede aiuto, ma l’eco della sua voce si perde nel silenzio. Alzando lo sguardo vede, nello spazio di cielo che si apre sul pozzo, l’immagine della Madonna dipinta sul pilone. Si rivolge allora a Lei chiedendo con fede soccorso. Sull’orlo del pozzo Martino scorge una bellissima Signora che regge in braccio un dolce Bambino, mentre l’acqua, tinta di rosso dal suo sangue, cresce lentamente, portandolo fino all’orlo del pozzo. Martino è sorpreso: la Signora dal volto celestiale, gli tende la mano e così pure il Bambino. È felice e si sente sicuro anche sull’acqua che non cede più al peso del suo corpo. Martino guarda estasiato, ora il volto della Donna, ora quello del Bambino ed esce, sorretto, dal pozzo. Non ha parole per ringraziare la sua Benefattrice che lo aiuta, sorreggendolo, ad andare verso il bivacco dei soldati, a circa trecento metri. Sorretto dalla Signora, Martino giunge tra i commilitoni. Alcuni camerati gli vanno incontro per soccorrerlo, mentre la Signora si arresta. Martino ed i soldati ringraziano la gentile Salvatrice. Sopraggiunge nel frattempo il Capitano Don Giovanni Bravo De Laguna con alcuni ufficiali, il quale, udito il fatto straordinario dallo stesso Martino, ordina di dare una ricompensa di «due doppie spagnole» alla Signora; ma quando il soldato si avvicina, la Signora che è stata così buona e caritatevole, “dispare agli sguardi esterrefatti degli Spagnoli”.

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

San Salvatore è ricca di palazzi nobiliari del XVII-XVIII secolo, tra i quali possiamo citare: Palazzo Cavalli di S. Germano, ora sede del Municipio, Palazzo Carmagnola, Palazzo Oseo di Terno, ora sede della Biblioteca, Palazzo Bobba, Palazzo Calcamuggi di Montalero, Villa Lingua Gazzoli, quartier generale di stato maggiore durante la seconda guerra d'indipendenza, Palazzo Cavalli (già Merli Miglietti di Castelletto), opera di un pregevole architetto di formazione juvarriana, presenta un curioso apparato di affreschi, Palazzo Ollearo, Palazzo Franzini-Tibaldè. Il Campanone è con la Torre l'altro simbolo della città. Un bell'esempio di architettura "piacentiniana" è la Colonia Solare G. Barco. Il cimitero comunale ospita numerose cappelle di interesse storico e artistico, tra cui il mausoleo di Paolo Provera detto "Tantasà", curioso esempio di outsider art.

Villa Genova[modifica | modifica wikitesto]

È dotata di giardino di circa diecimila metri quadrati, viali e sentieri punteggiati da coltivazioni di rododendri e azalee, piccoli arbusti e alberi secolari. Fa parte del sistema dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte. Nella Biblioteca Comunale è depositato il Fondo Villa, preziosa raccolta libraria soprattutto di interesse ligure, ricca di rarità e di preziose prime edizioni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 giugno 1985 25 maggio 1990 Giuseppe Beccaria Democrazia Cristiana Sindaco [9]
25 maggio 1990 24 aprile 1995 Giuseppe Beccaria Democrazia Cristiana Sindaco [9]
24 aprile 1995 2 dicembre 1996 Giuseppe Beccaria centro Sindaco [9]
3 dicembre 1996 28 aprile 1997 Gerlando Iorio Comm. straordinario [9]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Gianni Germonio lista civica Sindaco [9]
25 maggio 2001 30 maggio 2006 Giuseppe Beccaria lista civica Sindaco [9]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Corrado Tagliabue lista civica Sindaco [9]
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Corrado Tagliabue lista civica: in comune con te Sindaco [9]
5 giugno 2016 in carica Enrico Beccaria lista civica Sindaco [9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ fondoambiente.it, https://www.fondoambiente.it/luoghi/santuario-della-madonna-del-pozzo?ldc.
  5. ^ Roncati, Emilio, Il Santuario della Madonna del Pozzo nei documenti e nella tradizione, Casale Monferrato Tip. Cassone, 1926..
  6. ^ Spalla, Annibale. Il Santuario della Madonna del Pozzo in San Salvatore Monferrato San Salvatore Monferrato, 2000.
  7. ^ Miracolo della Madonna del pozzo., su mariadinazareth.it.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • E. Roncati, Il Santuario della Madonna del Pozzo nei documenti e nella tradizione, Casale Monferrato, 1926. http://id.sbn.it/bid/TO00327714
  • Pietro Luigi Alessio, Gli Statuti di San Salvatore, Milano, 1955 - testo pdf. [1]
  • Libero Ferraris, La rivolta del contadini di San Salvatore Monferrato - 24/25 ottobre 1898, Alessandria 1976 - testo pdf. [2]
  • Pollini, Carlo Lucio, Il santuario di N. S. del Pozzo nei documenti e nella tradizione. http://id.sbn.it/bid/RMS1921516
  • Aldo di Ricaldone, San Salvatore Monferrato dall'età romana al XIX secolo, Genova 1980.
  • A. Spalla, Il Santuario della Madonna del Pozzo in S. Salvatore Monferrato, S. Salvatore Monf., 2000.http://id.sbn.it/bid/BVE0229372
  • Ettore Dezza-Fabio Prevignano (a cura di), San salvatore Monferrato percorsi tra storia arte e cultura, S, Salvatore 2011.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN151905916 · WorldCat Identities (ENlccn-n79130150
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