Adorazione dei pastori

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L'adorazione dei pastori in un dipinto di Guido Reni.

L'adorazione dei pastori è un evento della vita di Gesù descritto nel Vangelo di Luca (2,8-20): al momento della sua nascita a Betlemme alcuni pastori vengono avvertiti dell'avvenimento da un angelo e si recano ad adorare il neonato.

Il racconto di Luca[modifica | modifica wikitesto]

Il Vangelo di Luca è l'unico dei Vangeli canonici a narrare l'episodio. Mentre alcuni pastori vegliavano all'aperto sorvegliando il gregge, un angelo gli appare ed essi si spaventano. L'angelo li tranquillizza e dice loro che a Betlemme è nato un Salvatore, Gesù; gli dà anche un segno, che a Betlemme avrebbero trovato un bambino avvolto in fasce e adagiato in una mangiatoia. Subito dopo appare un gruppo di angeli, che cantano le parole "Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama". Dopo che gli angeli sono spariti, i pastori decidono di recarsi a Betlemme a visitare Gesù e ritornano al loro gregge pieni di gioia, lodando Dio. Le persone che ascoltavano i pastori si meravigliavano di quello che dicevano.

Storicità e significato teologico[modifica | modifica wikitesto]

La deposizione di Gesù in una mangiatoia significa che nacque in una delle grotte che si trovavano attorno a Betlemme e venivano usate come stalle; essendo una zona frequentata da pastori, anche se non ci sono prove certe dell'accaduto è storicamente plausibile che i pastori siano stati realmente i primi testimoni dell'evento[1]. Secondo un'ipotesi riportata da David Friedrich Strauß, Giuseppe e Maria potrebbero avere trovato ospitalità presso una famiglia di pastori; durante la notte della nascita di Gesù sarebbe apparso in cielo un meteorite molto luminoso, che i pastori avrebbero interpretato come un segno di Dio attestante la nascita del messia.[2] Il particolare della mangiatoia è comunque compatibile con il racconto del Vangelo di Matteo secondo cui i Magi trovarono Gesù in una casa, perché nell'antica Palestina diverse case comprendevano una parte scavata nella roccia, che veniva usata come stalla o come deposito per gli alimenti per la famiglia e il fieno per gli animali[3]. Alcuni aspetti della narrazione di Luca sono però ritenuti storicamente inverosimili. Solo dopo la sua risurrezione sarà chiaro che Gesù è il Salvatore, pertanto un annuncio di questo tipo fatto da un angelo ad un gruppo di ignari pastori al momento della nascita di Gesù non avrebbe avuto senso[4].

Il racconto di Luca ha comunque un significato teologico. Anzitutto denota l'attenzione di Gesù per gli umili, dato che tra gli ebrei i pastori erano una delle categorie più basse della scala sociale. C'è inoltre un parallelo con Davide: il grande re d'Israele da ragazzo era un pastore, mentre Gesù nacque tra i pastori. Infine, l'episodio prefigura la missione di Gesù, che diventerà un pastore di uomini[1].

L'adorazione dei pastori nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Joseph Ratzinger, L'infanzia di Gesù, 2012
  2. ^ David Friedrich Strauß, The Life of Christ, G. Vale, New York, 1845
  3. ^ I Vangeli dell'infanzia, storia o teologia?
  4. ^ I pastori al presepio

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