La pagliuzza e la trave

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La parabola della pagliuzza e della trave, Domenico Fetti, 1619 circa.

La pagliuzza e la trave (detta anche Non giudicare) è una parabola di Gesù recitata durante il discorso della montagna[1] contenuta nel solo Vangelo secondo Matteo, 7, vv. 1-5. Questo discorso è piuttosto breve e inizia con un avvertimento ai suoi seguaci circa i pericoli del giudicare gli altri, affermando che si verrà giudicati con il medesimo metro. Il discorso della pianura nel Vangelo secondo Luca ha un passaggio simile in Lc 6,39-42.[2] Anche il Vangelo secondo Marco' contiene (4,24-25) un invito a non giudicare gli altri, ma il testo è molto più breve e manca la successiva parabola della pagliuzza e la trave.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

«Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati. Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello.»

(Vangelo secondo Matteo 7,1-5 (CEI))

Interpretazione[modifica | modifica wikitesto]

La parabola della pagliuzza e della trave Disegno di Ottmar Elliger il Giovane (1666–1735).

La lezione morale di questo discorso è di evitare l'ipocrisia, la giustizia da sé e la censura. L'analogia utilizzata è la presenza di un piccolo oggetto come una pagliuzza nell'occhio di una persona comparato ad uno più grande come la trave di legno in quella dell'altro. La parola originale greca che si traduce come "pagliuzza" (κάρφος, karphos) significa propriamente "ogni piccola cosa".[3] I termini pagliuzza e trave sono le più comunemente usate, ma ad esempio la New International Version del vangelo utilizza "scheggia" e "tavola". In realtà la pagliuzza da più l'idea di un oggetto che è leggero, piccolo, fluttua nell'aria rispetto alla scheggia. L'analogia è anche un rimando al lavoro di carpentiere che a Gesù doveva essere molto familiare.

Nell'analogia, chi cerca di rimuovere l'impedimento dall'occhio del fratello ha un impedimento ancora maggiore nel proprio occhio, è metaforicamente quello che tenta di regolare l'altro e spesso egli stesso soffre di cecità ed ipocrisia.

Un proverbio simile si trova nella cultura ebraica ed in altre culture,[4] come nel caso del proverbio latino riportato da Atenagora di Atene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Matthew by Charles H. Talbert 2010 ISBN 0-8010-3192-3 pag. 93 view 93
  2. ^ Steven L. Cox, Kendell H. Easley, 2007 Harmony of the Gospels ISBN 0-8054-9444-8 p. 72 view 72
  3. ^ Henry Liddell e Robert Scott, A Greek-English Lexicon: κάρφος Henry George Liddell, Robert Scott, A Greek-English Lexicon, κάρφος.
  4. ^ James Hastings, Beam and Mote, in A Dictionary of Christ and the Gospels, vol. 1. text source

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