Risurrezione della figlia di Giairo

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Risurrezione della figlia di Giairo, dipinto di Ilya Repin, olio su tela, 229 x 382 cm, San Pietroburgo, Museo russo.

La risurrezione della figlia di Giairo è una combinazione di miracoli di Gesù descritta nei tre vangeli sinottici (Marco 5,21-43[1], Matteo 9,18-26[2], Luca 8,40-56[3]).

I miracoli[modifica | modifica wikitesto]

Nella versione del Vangelo secondo Marco, dopo aver scacciato un demone (Legione) a Gerasa, Gesù riattraversa il "mare" e viene circondato dalla folla. È avvicinato da Giairo, «uno dei capi della sinagoga», che lo prega di guarire la figlia malata. Mentre Gesù si reca a casa di Giairo, tra la folla una donna che soffre di perdita di sangue gli tocca il mantello e viene guarita; giunto a casa di Giairo, risuscita la ragazza, morta nel frattempo, nonostante i parenti della ragazza volessero convincere il padre a non disturbare più Gesù e schernissero lo stesso Gesù che asseriva che la fanciulla dormisse e andasse solo svegliata.

Si tratta dunque di un esempio di interpolazione tipico dell'autore di Marco, in cui la guarigione dell'emorroissa interrompe e sospende quella della risurrezione della ragazza aumentandone la drammaticità. Inoltre le due storie si arricchiscono a vicenda: da una parte la guarigione dell'emorroissa (dunque una donna impura) interrompe l'opera di Gesù a favore di uno dei capi della sinagoga; dall'altra la ragazza malata muore durante la guarigione dell'emorroissa, e il miracolo di guarigione diventa una risurrezione, così come avvenuto per la risurrezione di Lazzaro.[4]

Discordanze nelle narrazioni[modifica | modifica wikitesto]

I resoconti degli evangelisti non appaiono concordi, su alcuni dettagli inconciliabili,[5] in merito alla richiesta fatta da Giairo e al momento in cui questa viene fatta. Secondo infatti i vangeli secondo Marco e secondo Luca (Mc5,21-42 ; Lc8,40-56[6]), Giairo chiede a Gesù di seguirlo alla propria casa per guarire la figlia malata, che morirà solo mentre si recano da lei; invece nel Vangelo secondo Matteo (Mt9,18-26[7]), quando Giairo parla con Gesù, sua figlia è già morta e gli chiede quindi di venire a casa sua per resuscitarla[8][9] e, sempre nella versione redazionale matteana, a differenza degli altri sinottici, quando "Gesù e i discepoli seguono il padre della piccola fino a casa, non si fa parola di «intermediari» di alcun tipo [...] non ci sono rappresentanti, legazioni o avversari".[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mc 5,21-43, su laparola.net.
  2. ^ Mt 9,18-26, su laparola.net.
  3. ^ Lc 8,40-56, su laparola.net.
  4. ^ Lamar Williamson, Mark, Westminster John Knox Press, 1983, ISBN 0804231214, pp. 108-109.
  5. ^ Lo storico Bart Ehrman precisa come queste siano "differenze non conciliabili" e, rispetto a al Vangelo secondo Marco, "Matteo riporta la stessa storia (9:18–26) ma con una differenza fondamentale. Nella sua versione Giairo viene da Gesù perché sua figlia è già morta." (Bart D. Ehrman, Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, p. 41, ISBN 978-0-06-186327-1.).
  6. ^ Mc5,21-42 ; Lc8,40-56, su laparola.net.
  7. ^ Mt9,18-26, su laparola.net.
  8. ^ Bart Ehrman, I Cristianesimi perduti, Carocci Editore, 2005, pp. 218-219, ISBN 978-88-430-6688-9.
  9. ^ Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 791, ISBN 88-399-0054-3.
  10. ^ Wolfang Stegemann, Bruce J. Malina, Gerd Theissen, Il nuovo Gesù storico, Paideia, 2006, p. 129, ISBN 88-394-0721-9.

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