Adorazione dei Magi

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L'Adorazione dei Magi è un tema artistico biblico, che raffigura i Re Magi presso la grotta di Betlemme con Gesù bambino, Maria e Giuseppe. L'episodio compare nel Vangelo di Matteo (Mt 2, 12) nel libro del Nuovo Testamento.

Matteo fa un resoconto molto conciso in cui non compare né il numero né il nome di questi maghi. Da Origene (185-224) e con i Vangeli apocrifi si aggiungono dati e dettagli che la Chiesa accetta e di cui gli artisti approfittano nelle loro opere. La storia dei Magi ha sempre avuto una grande attrazione per le narrazioni artistiche.

Iconografia[modifica | modifica wikitesto]

La Adorazione in un quadro di Albrecht Durer.
La Adorazione in un quadro di El Greco.

La scena dell'adorazione a Betlemme è una delle più antiche del mondo dell'arte. Il passaggio dell'adorazione era già rappresentato nelle catacombe romane dove si vede Maria dopo il parto e i tre magi che trasportano i loro doni su semplicissimi vassoi. L'antecedente di questa rappresentazione è nelle opere dell'Antica Roma in cui rappresentanti di un popolo soggiogato portano doni al romano vittorioso durante la cerimonia nota come trionfo.

Nel V secolo cambia la disposizione della scena, ponendo Maria al centro tra i Magi e aggiungendo i cammelli. Successivamente, in epoca bizantina, appare sulla scena un angelo con indosso una stella e uno dei Magi si genuflette. In Occidente e durante il Medioevo i maghi sono solitamente vestiti con un manto reale e una corona. I suoi doni si trovano in lussuosi contenitori fatti di metalli preziosi. Nel XIII secolo è frequente un modello in cui il primo re si inginocchia e il secondo guarda il terzo indicandogli la stella.

La scena si arricchisce di altri dettagli e dal Cinquecento si passa dal puro simbolismo a quello aneddotico e suggestivo.

Tra le molte opere, si possono ricordare:

Gli artisti hanno sfruttato spesso questo tema per rappresentare le tre età dell'uomo e anche, nell'epoca delle scoperte, come allegoria dei diversi mondi conosciuti: Baldassarre è raffigurato come un giovane africano (un Moro), Gaspare spesso ha una fisionomia chiaramente orientale e Melchiorre i tratti europei.

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