Purificazione del Tempio

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Cacciata dei venditori dal Tempio, opera di Carl Heinrich Bloch, 1872 circa.

La cosiddetta purificazione del Tempio (oppure cacciata dei venditori dal Tempio) è un episodio della vita di Gesù narrato dai vangeli canonici (Mc 11, 7-19; Mt 21, 8-19; Lc 19, 35-48; Gv 2, 12-25).

A differenza dei vangeli sinottici, il Vangelo secondo Giovanni pone l'episodio all'inizio del ministero di Gesù, durante il suo primo viaggio a Gerusalemme. Per alcuni studiosi, la purificazione del Tempio si sarebbe manifestata due volte in situazioni differenti. La discrepanza, però, è solo una conseguenza di una molto più ampia diversità fra la cronologia giovannea e quella sinottica. Per Giovanni gli eventi della missione pubblica di Gesù si sviluppano lungo tre anni (sono tre le pasque citate nel suo vangelo), mentre i sinottici comprimono tutti i fatti di loro interesse entro un solo anno, forse per semplicità didattica.[senza fonte]

Anche i vangeli sinottici - che, al contrario del Vangelo di Giovanni, pongono tutti l'episodio alla fine del ministero di Gesù - sono in contraddizione a loro volta: per i vangeli di Luca e Matteo la cacciata dei mercanti dal Tempio avviene lo stesso giorno dell'ingresso a Gerusalemme di Gesù mentre per Marco avviene il giorno dopo. Infatti, secondo il Vangelo di Marco, dopo l'ingresso a Gerusalemme di domenica, Gesù va a passare la notte a Betania per poi rientrare il lunedì a Gerusalemme e solo allora caccia i mercanti dal Tempio. Per Luca e Matteo, invece, la cacciata dei mercanti dal Tempio avviene la domenica stessa subito dopo l'ingresso a Gerusalemme e solamente dopo Gesù si recherà a Betania per passarvi la notte. Si noti che, per semplicità e chiarezza espositiva, si assume che l'ingresso a Gerusalemme sia stato di domenica (così come viene commemorato da cattolici, ortodossi e protestanti nella domenica delle Palme) anche se non si conosce il giorno esatto della settimana in cui è avvenuto, viste le discordanze tra gli evangelisti [1]. [2][3][4]

La cacciata dei mercanti dal tempio era stata effettuata una prima volta da Neemia (cap. 13). Gesù, quindi, propone il ritorno all'antica purezza religiosa.

Per molti storici è, comunque, inverosimile che Gesù da solo possa aver condotto un'azione così violenta - "Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi" (Gv2,15) - nel luogo di Gerusalemme più grande, frequentato e presidiato da guardie armate. Il Tempio di Gerusalemme misurava 458 metri per 298 metri, vi erano centinaia di sacerdoti impegnati in migliaia di sacrifici (in particolare, proprio durante le festività, come in questo caso). Inoltre, i venditori di colombe ed animali svolgevano un compito importante, permettendo ai pellegrini - giunti spesso da lontano - di offrire un sacrificio, fondamentale per la purificazione dai peccati, senza dover portare con sé animali durante il lungo viaggio. I cambiavalute erano parimenti importanti, permettendo ai pellegrini di ottenere la valuta usata nel Tempio, in cui non era consentito usare monete romane con l'immagine di Cesare.[5][6][7][8]

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  1. ^ Anche volendo considerare un giorno diverso dalla domenica, tutti gli avvenimenti citati, ovviamente, slitterebbero parallelamente in relazione al giorno scelto e risulterebbero comunque in disaccordo tra i vangeli.
  2. ^ Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, p. 163-164, ISBN 88-88592-05-9.
  3. ^ David Donnini, Gesù Messia di Israele, Uno Editori, 2015, p. 93, 978-88-98829-48-4.
  4. ^ Corrado Augias e Mauro Pesce, Inchiesta su Gesù, Mondadori, 2011, pp. 140-145, ISBN 978-88-04-57132-2.
  5. ^ Bart D. Ehrman, Gesù è davvero esistito? Un'inchiesta storica, Mondadori,2013,pag. 332-333, ISBN 978-88-04-63232-0.
  6. ^ Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, Longanesi,2007, pag. 121, ISBN 978-88-304-2427-2.
  7. ^ Paolo Flores d'Arcais, Gesù. L'invenzione del Dio cristiano, add Editore, 2011, pag. 16, ISBN 978-88-96873-33-5.
  8. ^ Pierluigi Morosini, Vangelo e Corano, Avverbi,2001,pag. 29, ISBN 88-87328-40-4.