Risurrezione di Lazzaro

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Risurrezione di Lazzaro, Caravaggio, Museo Regionale di Messina.

La risurrezione di Lazzaro è un miracolo di Gesù raccontato dal Vangelo secondo Giovanni.

Racconto evangelico[modifica | modifica wikitesto]

L'episodio della resurrezione di Lazzaro si trova in Giovanni 11,1-45.

L'evangelista riferisce che, mentre Gesù si trovava fuori dalla Giudea, gli fu recapitato un messaggio di Marta e Maria, sorelle di Lazzaro, le quali lo informavano che egli si era ammalato. Gesù, tuttavia, non volle partire subito per Betania, dove Lazzaro abitava, e si trattenne ancora per due giorni là dove si trovava. Trascorsi i due giorni, preannunciò ai suoi discepoli che Lazzaro era morto e che egli lo avrebbe risvegliato, e si mise in viaggio.

Giunse così a Betania quando Lazzaro era ormai morto da quattro giorni. Il Vangelo fa questa precisazione presumibilmente perché gli ebrei ritenevano che la decomposizione iniziasse il terzo giorno dopo la morte: questo particolare serviva dunque per fugare ogni dubbio su un'eventuale morte apparente. Si può ipotizzare, anzi, che Gesù a bella posta abbia ritardato la partenza proprio con questo scopo.

Gesù incontrò per prima Marta, che gli andò incontro fuori dal villaggio: in un breve dialogo con lei, annunciò che Lazzaro sarebbe risorto e aggiunse:

« Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. »   (Giovanni 11,25-26)

Marta andò quindi a chiamare Maria, che si gettò ai piedi di Gesù e pianse: anche Gesù si commosse e pianse a sua volta. Poi si recò al sepolcro e ordinò di togliere la pietra che chiudeva l'ingresso della tomba. Tolta la pietra, ringraziò Dio ad alta voce perché tutti i presenti lo sentissero, quindi gridò:

« Lazzaro, vieni fuori! »   (Giovanni 11,43)

Lazzaro uscì dal sepolcro, ancora avvolto nelle bende funebri, e Gesù ordinò di liberarlo dai legacci e lasciarlo andare.

Il racconto evangelico prosegue con due episodi strettamente legati a questo: nel primo (Giovanni 11,45-53) i sommi sacerdoti e i farisei, informati dell'accaduto, riunirono il Sinedrio e deliberarono di uccidere Gesù seguendo il consiglio di Caifa, che pronunciò la celebre frase:

« meglio che muoia un solo uomo per il popolo »   (Giovanni 11,50)

Nel secondo episodio (Giovanni 12,1-11), pochi giorni dopo, Gesù si trovava a cena con Lazzaro, ed accorsero molte persone per vederli. I sommi sacerdoti allora, vedendo che molti credevano in Gesù a causa di Lazzaro, decisero di uccidere anche lui.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il miracolo è al culmine del Vangelo di Giovanni: da una parte molti indecisi credono in Gesù, dall'altra i sommi sacerdoti ed i farisei decidono di farlo morire.

Il miracolo viene dal Vangelo presentato come uno dei maggiori miracoli compiuti da Gesù e viene direttamente collegato con la Risurrezione di Gesù: infatti è l'ultimo dei segni che Gesù compie prima della sua passione ed il segno successivo sarà la sua risurrezione.

Nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

Resurrezione di Lazzaro (Codex Purpureus Rossanensis, Evangelario miniato del VI secolo)
Risurrezione di Lazzaro (libro delle ore di Maria di Borgogna, 1477)

Il miracolo della Resurrezione di Lazzaro ha ispirato sovente i pittori:

Ha ispirato scultori:

Ha ispirato anche i compositori:

Miniature:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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