Morte apparente

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La morte apparente è uno stato caratterizzato da perdita della coscienza e della sensibilità, impossibilità di percepire il battito cardiaco e i movimenti respiratori, assenza dei riflessi, flaccidità muscolare e rilasciamento degli sfinteri, cosicché un soggetto appare morto pur essendo ancora in vita. La prova dello specchietto, che rivela la presenza di respirazione, è negativa. La temperatura del corpo può abbassarsi, di solito fino a 24 °C, ma anche sotto questa soglia se è stato proprio il raffreddamento la causa dello stato di morte apparente.

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Tra le possibili cause di morte apparente si annoverano:

  • Nel III e IV stadio dell'asfissia, si ha un arresto cardiaco da ipossia e riduzione di attività dei centri bulbari. Tuttavia il cuore conserva la propria capacità contrattile e può essere riavviato tramite stimolazione elettrica.

Aspetti medico-legali[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la legge italiana (DPR n. 285/1990, art.9), in caso di sospetta morte apparente l'osservazione del soggetto deve essere protratta per non meno di 48 ore.

La morte apparente nella storia[modifica | modifica wikitesto]

La morte apparente è stata, fin dall'antichità, oggetto di una letteratura specifica che spazia tra teoria medica e cultura popolare, quest'ultima impressionata, soprattutto nei secoli XVIII e XIX, dal timore del seppellimento prematuro.[1][2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Canuto, Sergio Tovo, Medicina legale e delle assicurazioni, Pavia, Renzo Cortina, 1959.
  • Clemente Puccini, Istituzioni di medicina legale, Milano, Ambrosiana, 2003.
  • Maria Pia Donato, Morti improvvise. Medicina e religione nel Settecento, Roma, Carocci, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]