Alberto Maggi

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Alberto Maggi (Ancona, 6 novembre 1945) è un teologo, biblista cattolico e religioso dell'Ordine dei Servi di Maria italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha studiato nelle Pontificie facoltà teologiche "Marianum" e Gregoriana di Roma e all'École biblique et archéologique di Gerusalemme.

Dal 1995 dirige il Centro studi biblici Giovanni Vannucci a Montefano (MC), dove insieme al confratello Ricardo Perez Marquez, si dedica alla divulgazione degli studi biblici attraverso incontri, pubblicazioni e trasmissioni radiotelevisive.

Scrive per la rivista «Rocca» e ha condotto per la Radio Vaticana la trasmissione «La Buona Notizia è per tutti!».

In qualità di biblista stava lavorando alla traduzione e commento del Vangelo secondo Giovanni e, insieme a Ricardo Perez, alla traduzione e commento del Vangelo secondo Matteo. Dal sito del Centro studi biblici trasmette in diretta, tramite la piattaforma Livestream gli incontri della prima e seconda domenica del mese sul vangelo di Giovanni, e ogni giovedì sera la lettura e commento del vangelo della domenica.

Ricoverato per una grave disserzione aortica a Novembre 2017

« Non sapevo bene che malattia fosse. Accesi l'iPad e lessi che dava alta possibilità di morte.[...]Dicono della sua passione per l'umanità. Il Papa alla dottrina preferisce l'uomo. Non vuole portare gli uomini verso Dio, sennò ci sarebbe bisogno di leggi, di norme, quanto portare Dio verso gli uomini. E vuole farlo, appunto, non con una dottrina [come Giovanni], ma con una carezza, un linguaggio insomma che tutti possono capire. Una carezza la comprendono tutti, anche i cosiddetti lontani. Gesù è stato la tenerezza di Dio per i bastonati dell'umanità. Sapeva bene che anche coloro che erano abbandonati andavano accarezzati e in questo modo dava loro la possibilità di rinascere". »

(Repubblica.it, 17 Novembre 2017[1])

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Padre dei poveri. Traduzione e commento delle Beatitudini e del Padre Nostro di Matteo, Cittadella, Assisi, 1997. ISBN 88-308-0570-X.
  • Gesù e Belzebù. Satana e demòni nel vangelo di Marco, Cittadella, Assisi, 2000. ISBN 88-308-0667-6.
  • A partire dai cocci rotti. Problema divorziati. Riflessioni, ricerca, prospettive, Cittadella, Assisi, 2001. ISBN 88-308-0722-2.
  • Le cipolle di Marta. Profili evangelici, Cittadella, Assisi, 2002. ISBN 88-308-0693-5.
  • Paura di amare nei contesti più problematici. Riflessioni, ricerca, prospettive, con autori vari, Cittadella, Assisi, 2002. ISBN 88-308-0741-9.
  • Roba da preti, Cittadella, Assisi, 2003. ISBN 88-308-0328-6.
  • Parabole come pietre, Cittadella, Assisi, 2003. ISBN 88-308-0714-1.
  • La conversione dei buoni, con Antonio Thellung, Cittadella, Assisi, 2004. ISBN 88-308-0776-1.
  • Non ancora Madonna. Maria secondo i vangeli, Cittadella, Assisi, 2004. ISBN 88-308-0792-3.
  • Come leggere il vangelo (e non perdere la fede), Cittadella, Assisi, 2004. ISBN 88-308-0628-5.
  • Il coraggio di cambiare. Senza illusioni, censure, pregiudizi, Cittadella, Assisi, 2004. ISBN 88-308-0791-5.
  • E se Dio rifiuta la religione?, Cittadella, Assisi, 2005. ISBN 88-308-0822-9.
  • Gesù ebreo (per parte di madre). Il Cristo di Matteo, Cittadella, Assisi, 2006. ISBN 88-308-0840-7.
  • Il mandante. L'assassinio del Cristo secondo Giovanni, Cittadella, Assisi, 2009. ISBN 978-88-308-0991-8.
  • Buone notizie su Dio. Oltre le false immagini, Cittadella, Assisi, 2010. ISBN 88-308-10894.
  • La follia di Dio. Il Cristo di Giovanni. Cittadella, Assisi, 2010. ISBN 978-88-308-1075-4.
  • Versetti pericolosi. Gesù e lo scandalo della misericordia, Fazi, Roma, 2011. ISBN 978-88-6411-501-6.
  • Chi non muore si rivede. Il mio viaggio di fede e allegria tra il dolore e la vita, Garzanti, Milano, 2013. ISBN 978-88-11-68248-6.
  • Nostra Signora degli eretici. Storia di Maria di Nazaret, Garzanti, Milano, 2016, ISBN 978-88-11-675686
  • L'ultima beatitudine. La morte come pienezza di vita, Garzanti, Milano, 2017, ISBN 978-88-11-67379-8

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alberto Maggi: "Così lasciai detto di staccarmi la spina", su repubblica.it, 17 novembre 2017. URL consultato il 13 Gennaio 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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