Montechiaro d'Acqui

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Montechiaro d'Acqui
comune
Montechiaro d'Acqui – Stemma Montechiaro d'Acqui – Bandiera
Veduta di Montechiaro alto
Veduta di Montechiaro alto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Angelo Maria Ambrogio Cagno (lista civica - Tradizione innovazione) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°35′43″N 8°22′47″E / 44.595278°N 8.379722°E44.595278; 8.379722 (Montechiaro d'Acqui)Coordinate: 44°35′43″N 8°22′47″E / 44.595278°N 8.379722°E44.595278; 8.379722 (Montechiaro d'Acqui)
Altitudine 560 m s.l.m.
Superficie 17,6 km²
Abitanti 564[1] (10/10/2015)
Densità 32,05 ab./km²
Frazioni Montechiaro Piana
Comuni confinanti Cartosio, Castelletto d'Erro, Denice, Malvicino, Mombaldone (AT), Ponti, Spigno Monferrato, Ponzone, Bistagno, Roccaverano (AT)
Altre informazioni
Cod. postale 15010
Prefisso 0144
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006106
Cod. catastale F469
Targa AL
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 953 GG[2]
Nome abitanti montechiaresi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montechiaro d'Acqui
Montechiaro d'Acqui
Sito istituzionale

Montechiaro d'Acqui (Monciar in piemontese) è un comune italiano di 564 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte.

Il comune è suddiviso nettamente in due parti: la frazione Piana a fondovalle, attraversata dalla Strada statale 30 di Val Bormida Alessandria-Savona (la zona più popolata, ricca di negozi ed attività produttive) ed il borgo storico di Montechiaro Alto, sede del comune, arroccato su di una collina dov'era un antico castello abbattuto nel XVII secolo dagli Spagnoli. Il borgo Alto è ancora oggi molto suggestivo grazie alle sue vie in acciottolato, alle antiche costruzioni, alle scalinate in arenaria e alle bellissime viste sulle valli Erro (torrente) e Bormida di Spigno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce dell'abitato si riscontrano nelle vicinanze della c.d. Pieve del Cauro (VII secolo), attualmente sita in ruderi poco fuori dalla frazione Piana - con tutta probabilità è da collocare qui la statio di Crixia lungo la romana Via Æmilia Scauri - sotto l'influenza dell'Abbazia di San Quintino di Spigno Monferrato.

A partire dal XIII secolo, con l'incremento dei traffici verso il mare lungo i percorsi di crinale, sorse l'attuale borgo medioevale di Montechiaro Alto (Mons Cauri). In tale periodo, il marchese Delfino del Bosco donò Montechiaro ad Alessandria e gli abitanti giurarono la sottomissione. Tuttavia, già nel 1284, gli abitanti si legarono ai Del Carretto stipulando un trattato.

Pervenuto sotto il controllo del Ducato di Milano, dopo la morte di Filippo Maria Visconti (1447), Montechiaro fu occupato dalle truppe di Francesco Sforza e poi nel 1454 fu ceduto ai Del Carretto di Bossolasco, i quali lo passarono agli Scarampi di Cairo Montenotte. Nuove permute e vendite portarono al dominio del paese i Marchesi di Canelli, gli Scarampi-Crivello, i Cavoretti di Belvedere e i Gianazzo di Pamparato, che mantennero il feudo anche dopo il giuramento di fedeltà alla Casa Savoia prestato nel 1736. Da tale data ha fatto parte del Regno di Sardegna, del Regno d'Italia e, infine, della Repubblica italiana.

Situato lungo una delle direttrici di passaggio tra la pianura Padana e il porto di Savona, il territorio comunale ha subìto il passaggio degli eserciti impegnati nella guerra dei trent'anni (battaglia di Mombaldone tra franco-sabaudi e spagnoli, 1637) e nella Campagna d'Italia (1796-1797) di Napoleone Bonaparte. Nel corso della seconda guerra mondiale, il comune ha visto il dispiegarsi delle attività dei gruppi partigiani in contrasto alle truppe tedesche e della Repubblica sociale italiana.

Montechiaro è stato patria di adozione e buen ritiro di grandi pittori del Novecento (Eso Peluzzi, Caffassi).

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel borgo antico è possibile vedere l'antica osteria ed alcuni ricordi del pittore Eso Peluzzi. Nella Chiesa parrocchiale di San Giorgio sono custoditi un pulpito ligneo intagliato e una Madonna settecentesca della scuola del Maragliano. L'antica Chiesetta dei Battuti (XVI secolo) è ora adibita a piccolo Museo Contadino che raccoglie reperti, oggetti e attrezzature della locale civiltà rurale.

Isolato sotto il Bricco delle Forche si trova il Santuario della Madonna della Carpeneta, costruzione settecentesca eretta attorno ad un pilone cinquecentesco del quale esiste ancora un affresco raffigurante la Madonna della Misericordia.

Nella frazione Piana, situata nel fondovalle della Bormida di Spigno, si possono ammirare i ruderi dell'antica Pieve e l'antistante Chiesa di S.Anna di inizio Novecento contenente un antico fonte battesimale di epoca pre-medioevale (X secolo). Al centro dell'abitato svetta l'imponente ciminiera, ultimo cimelio della fabbrica di mattoni e del suo forno (inizio XX secolo). Di interesse per lo stile architettonico si possono ricordare "Villa Veirana" (situata nella zona polisportiva-ciminiera) e "Villa Anna", la prima in stile liberty anni '30 e la seconda di inizio XX secolo.

Luogo caratteristico per un momento di relax e pace immersi nella natura è la zona verde dei "Laghetti", ricavata dall'ex cava di materiale argilloso per la fabbricazione di mattoni, divenuto negli anni Novanta un parco con due laghetti artificiali.

Feste e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il commercio delle acciughe sotto sale, attività storica del comune, viene rievocato nelle festa annuale dell'Anciuada der castlan, la prima domenica di maggio. In quella stessa giornata si svolge la solenne processione religiosa della Confraternita di Santa Caterina, che custodisce la venerata reliquia delle Sante Spine.

Ogni anno il 12 agosto, nella frazione Piana si svolge l'annuale "Fera" (termine dialettale per fiera e esposizione dei prodotti locali), principale manifestazione per la contrattazione dei capi bovini, unica in provincia di Alessandria. Tale evento, riprende una tradizione già descritta nei testi del XIX secolo di Goffredo Casalis. Tale manifestazione si estende anche nel periodo invernale con la "Fera del Bue Grasso", che si tiene ogni anno il giorno 8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione.

Natura e trekking[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti due percorsi di trekking segnalati dal CAI e dalla Provincia di Alessandria, sul sito:Sentieri dell'Acquese.

  1. Sentiero Anello circa 30 km
  2. Sentiero degli Alpini circa 12 km

Entrambi i sentieri partono dalla frazione Piana. Il primo dalla zona ex-Fornace, nei pressi dei resti della ciminiera della fornace. Il secondo dal piazzale antistante alla pieve di S.Anna.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Montechiaro d'Acqui è situato lungo la Strada Provinciale 30 di Valle Bormida.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Montechiaro d'Acqui è dotato di una stazione ferroviaria, di categoria bronze posta sulla linea ferroviaria Alessandria-San Giuseppe di Cairo, denominata Stazione di Montechiaro-Denice e localizzata all'interno della frazione Piana.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
26 giugno 1985 12 giugno 1990 Giovanni Nani Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [4]
12 giugno 1990 24 aprile 1995 Giovanni Nani Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [4]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giovanni Nani centro-sinistra Sindaco [4]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giovanni Nani lista civica Sindaco [4]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Angelo Maria Cagno lista civica Sindaco [4]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giovanni Pietro Nani lista civica: per montechiaro Sindaco [4]
26 maggio 2014 in carica Angelo Maria Ambrogio Cagno lista civica Tradizione Innovazione Sindaco [4]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 01/01/2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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