Oviglio

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Oviglio
comune
Oviglio – Stemma Oviglio – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Antonio Armano (lista civica) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 44°51′44″N 8°29′20″E / 44.862222°N 8.488889°E44.862222; 8.488889 (Oviglio)Coordinate: 44°51′44″N 8°29′20″E / 44.862222°N 8.488889°E44.862222; 8.488889 (Oviglio)
Altitudine 107 m s.l.m.
Superficie 27,37 km²
Abitanti 1 322[1] (31-12-2010)
Densità 48,3 ab./km²
Frazioni Rampina, Regione Boschi
Comuni confinanti Alessandria, Bergamasco, Borgoratto Alessandrino, Carentino, Castellazzo Bormida, Felizzano, Incisa Scapaccino (AT), Masio, Solero
Altre informazioni
Cod. postale 15026
Prefisso 0131
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006122
Cod. catastale G199
Targa AL
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti ovigliesi
Patrono San Felice e sant'Agata
Giorno festivo 29 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Oviglio
Oviglio
Sito istituzionale

Oviglio (J'Ovij o J'Oij in piemontese) è un comune italiano di 1.243 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione di Alessandria[modifica | modifica wikitesto]

Oviglio fu uno degli otto insediamenti, chiamati statielli[2], che contribuirono alla fondazione della città di Alessandria nella seconda metà del XII secolo[biblio 1].

Nata la città di Alessandria[4] essa si fondò in un primo momento dall'unione demica di Gamondium (Gamondio), Marenghum (Marengo) e Bergolium (Bergoglio). Questo si evince nel testo dei reclami contro Cremona del 1184 dell'imperatore Federico ove indica i promotori ed autori della fondazione della nuova città: "de tribus locis, Gamunde vicelicet et Meringin et Burgul". Non è descritto il nome del luogo dell'incontro, anche se pare già indicato con una certa precisione nella specificazione del sito sul Tanaro dove il trasferimento fu più breve: Bergoglio[biblio 2]. Ai tre luoghi citati si aggiunsero in seguito Roboretum (Rovereto), Solerium (Solero), Forum (Villa del Foro), Vuilije (Oviglio) e Quargnentum (Quargnento). In questo le popolazioni furono supportate, economicamente, dalla "Superba" e dai comuni della Lega Lombarda in contrasto con il marchesato del Monferrato, principale alleato di Federico Barbarossa.

La data ufficiale di fondazione di Alessandria è il 3 maggio 1168, anche se in quel momento ha già raggiunto una configurazione topografica, urbanistica ed amministrativa definita. Il nome "Alessandria", confermato in seguito, sarà assunto in onore di Papa Alessandro III, ampio sostenitore delle azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero e che aveva scomunicato Federico Barbarossa.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il Castello Reale di Oviglio[modifica | modifica wikitesto]

Castello Medioevale del 1300 che sorge su un precedente edifizio, un castrum con una cinta bastionata e fortificatae che racchiudeva un borgo (borgo medioevale) di cui negli ovigliesi è rimasta la tradizione del nome dato al cosiddetto “borgo di dentro” ossia borgo dentro la cinta fortificata.

Di proprietà di diverse famiglie piemontesi, tra cui i Perboni e Calcamuggi. Prese il nome di Castello Reale, in quanto acquistato da Sua Maestà la regina Maria Cristina di Borbone-Napoli, nata infanta delle Due Sicilie, augusta vedova di Sua Maestà il Re Carlo Felice di Savoia.

I Conti Calcamuggi, durante il loro possesso vi profusero somme ingenti per riadattamenti e sistemazioni, per migliorare il severo aspetto dei due fianchi est e sud, per edificarvi dalle fondamenta la graziosa e artistica entrata ad est e la magnifica torre che la sovrasta, venne ricostruita l'entrata ovest, e restaurato il vasto salone padronale.[5]

A istanza del Ministero della pubblica istruzione il Castello Reale di Oviglio venne dichiarato monumento nazionale, pregevole di arte e di storia in data 4 giugno 1908.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 luglio 1985 22 maggio 1990 Antonio Ivaldi Democrazia Cristiana Sindaco [7]
22 maggio 1990 24 aprile 1995 Francesco Berruti Democrazia Cristiana Sindaco [7]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Francesco Berruti centro-sinistra Sindaco [7]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Francesco Berruti lista civica Sindaco [7]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Enzo Vermiglio lista civica Sindaco [7]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Antonio Armano lista civica Sindaco [7]
26 maggio 2014 in carica Antonio Armano lista civica: il campanile Sindaco [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Da qui il nome in seguito assegnato alla Diocesi di Alessandria: "Dioecesis Alexandrina Statiellorum". Annali di Alessandria, p. 2-1168/1
  3. ^ Il Ghilini nei sui Annali di Alessandria, p. 2-1168/1 vuole erroneamente che la nascita della città sia avvenuta il 22 aprile 1168, e cioè lo stesso giorno della fondazione di Roma: "[...] пеl qual giorno Romolo diede principio alla fabrica della Città di Roma [...]". Il Ghilini commette più di un errore: la fondazione di Roma è ufficialmente fissata il 21 aprile, e - in realtà - il nome Cesarea venne imposto dall'imperatore nella Reconciliatio Cæsareæ del 1183 (Monumenta Germaniæ Historica, pp. 181-182), che ben presto venne abbandonato dagli stessi abitanti come un elemento estraneo alla loro coscienza ed individualità collettiva. Geo Pistarino, p. 15
  4. ^ Nei primi vent'anni della sua storia la città presenta nelle fonti quattro diverse denominazioni: Alessandria, Cesarea[3], Palea, Rovereto, oltre alla designazione generica, abbastanza frequente, di civitas nova o nova civitas, ed alla più rara designazione di urbs nova. (Geo Pistarino, p. 15).
  5. ^ Castello Reale di Oviglio, castellodioviglio.it.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Codex Statutorum, p. 439
  2. ^ Geo Pistarino, p. 14

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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