Roccaforte Ligure

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Roccaforte Ligure
comune
Roccaforte Ligure – Stemma
Roccaforte Ligure – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
SindacoIlaria Tinello dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate44°40′42″N 9°01′47″E / 44.678333°N 9.029722°E44.678333; 9.029722 (Roccaforte Ligure)
Altitudine704 m s.l.m.
Superficie20,59 km²
Abitanti129[1] (31-5-2018)
Densità6,27 ab./km²
FrazioniAvi, Barca, Borassi, Camere Vecchie, Campo dei Re, Chiappella, Chiesa di Rocca, Corti, Ricò, Riva, San Martino, Villa
Comuni confinantiBorghetto di Borbera, Cantalupo Ligure, Grondona, Isola del Cantone (GE), Mongiardino Ligure, Rocchetta Ligure
Altre informazioni
Cod. postale15060
Prefisso0143
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006146
Cod. catastaleH406
TargaAL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona F, 3 073 GG[3]
Nome abitantiroccafortini
Patronosan Giorgio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roccaforte Ligure
Roccaforte Ligure
Roccaforte Ligure – Mappa
Mappa del Comune di Roccaforte Ligure all'interno della Provincia di Alessandria
Sito istituzionale

Roccaforte Ligure (La Ròuca in piemontese, A Ròuca in ligure) è un comune italiano di 129 abitanti della provincia di Alessandria in Piemonte, posto sullo spartiacque tra val Sisola (tributaria della val Borbera) e la valle Spinti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Roccaforte Ligure

Antico territorio dell'abbazia di San Colombano di Bobbio (posto nel feudo monastico di Avi) e dell'abbazia di Vendersi nell'Alto Medioevo, fu soggetto attorno al X secolo al potere temporale dei Vescovi di Tortona e poi a quello dei Malaspina. Citato come Rocca di Pié passò ai signori di Montalto, e poi sotto il dominio diretto del comune di Tortona dal 1295. All'inizio del XV secolo divenne feudo della potente famiglia genovese degli Spinola. Nel 1644 la signoria viene elevata a marchesato con la Rocchetta, Vigo e Centrassi, associandola alla contea di Ronco e alle consignorie di Busalla, Montessoro e Borgo de' Fornari.

Avendo incrementato le entrate a seguito della concessione imperiale di istituire i pedaggi sulle merci di passaggio lungo la Via del Sale o Via dei Feudi imperiali (con inizio da Genova, Passo d'Orero, Casella, Croce, Val Vobbia, Mongiardino) che dal porto di Genova sale fino alla Lombardia, Napoleone erige il nuovo centro commerciale di Borgonuovo della Rocchetta sulla riva opposta del Sisola che confluisce nel Borbera, dotandolo di osterie, granai, un macello, una pesa per il bestiame e le merci, stalle, fontane ed abbeveratoi, lavatoi coperti, mulini, una polveriera, varie case per ospitare i mulattieri di passaggio, un mercato giornaliero, una stamperia (1673, ove sono pubblicati gli Statuti dell'Ordine di Malta), un nuovo palazzo feudale (1666-1678), un palazzo pretorio sede degli esattori delle gabelle sulle merci e per ospitare personaggi importanti di passaggio (come il ministroplenipotenziario imperiale arrivato nel 1722 per processare la popolazione in concorso nella diserzione di alcuni soldati dall'esercito imperiale) ed infine una zecca (1669-1721). Il fratello del marchese, religioso, fa erigere la grande chiesa di Sant’ Antonio Abate. Gli succedono Stefano III (1633-1687), Carlo Napoleone (1671-1736) che erige un moderno ospedale a Borgo de’ Fornari, Giovan Battista (1707-1772).

Con Carlo Napoleone II (1741-1805) il feudo decade rapidamente per la pessima amministrazione, provocando il dissesto finanziario, finché il marchese viene interdetto dal governo imperiale per insolvenza nel 1784. Privo di eredi , nel 1784 lascia l’amministrazione dei suoi beni ai cugini Giovan Antonio (1760-55) e Giacomo Filippo Raggi (1777-54) e il marchesato che amministrano fino al 1797. Per alcune quote anche i Doria e dal 1714 i Gentile sono comproprietari di Busalla, Montessoro e Borgo dei Fornari. Aboliti i Feudi Imperiali nel 1797, fu oggetto di devastazioni ad opera dell'esercito napoleonico, quali l'incendio dell'archivio marchionale, inteso a eliminare i documenti attestanti l'antica proprietà. Incorporata nella divisione di Genova e nella Provincia di Novi in Liguria, nel Regno di Sardegna, fu con la riforma Rattazzi, unita alla provincia di Alessandria nel 1859. Nel 1863 il comune di Roccaforte assunse la nuova denominazione di "Roccaforte Ligure".[4] Nel 1968 ha ceduto le frazioni di Cà di Lemmi e di Lemmi al comune di Grondona.

Nel 1822 in frazione Chiappella, fu rinvenuto un cippo recante l'iscrizione Maironi - Ciribius - Niposusin; su un lato è scolpito un piatto e sull'altro un'anfora. Secondo un'interpretazione, che gli ha valso il nome di Ara delle matrone, celebrerebbe lo scioglimento di un voto fatto da Caio Tiberio alle Matrone. L'antichissima frazione Avi, sorta come sede feudale dipendente dalla grande corte monastica di Casasco, è raggiungibile solo tramite sentieri piuttosto impervi, è completamente disabitata e presenta i ruderi di antiche case contadine.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

«D'oro, ad una torre di rosso, aperta e murata di nero, merlata di tre alla ghibellina, sostenuta dalla cima centrale di un monte all'italiana di tre di verde, fondata in punta e sormontata da una spina di botte d'azzurro. Ornamenti esteriori da comune.»

(D.P.R. del 31 marzo 1983[5])

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale risale al XVI secolo. Le navate laterali ospitano sei altari adornati di pregevoli stucchi. Degni di nota sono una tela raffigurante la Vergine del Rosario con san Domenico e santa Caterina da Siena, opera di Giovanni Andrea De Ferrari, il coro in legno di noce intagliato, che si trova nell'abside, e l'organo a 600 canne in legno lavorato.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze etniche[modifica | modifica wikitesto]

All'ultimo censimento della popolazione i residenti di nazionalità straniera ammontavano a 10 cittadini.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 giugno 1985 2 giugno 1990 Eugenio Ferrari Democrazia Cristiana Sindaco [7]
2 giugno 1990 24 aprile 1995 Benito Bellone Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [7]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Gian Pietro Bernuzzi centro-destra Sindaco [7]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Giorgio Serratto lista civica Sindaco [7]
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Giorgio Torre lista civica Sindaco [7]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giorgio Giuseppe Torre lista civica: insieme si può cambiare Sindaco [7]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Giorgio Giuseppe Torre lista civica: castello con torre Sindaco [7]
27 maggio 2019 in carica Ilaria Tinello lista civica Roccaforte Domani Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2018.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Regio decreto 11 gennaio 1863, n. 1126, in materia di "Decreto col quale sono autorizzati vari Comuni delle Provincie di Milano, Alessandria, Brescia, Cremona, Torino, Ascoli, Macerata, Cuneo, Piacenza, Porto-Maurizio, Ravenna e Sassari ad assumere una nuova denominazione."
  5. ^ Roccaforte Ligure, decreto 1983-03-31 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN246998327 · GND (DE7608801-7
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