Villadeati

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Villadeati
comune
Villadeati – Stemma
Villadeati – Veduta
Scorcio panoramico di Villadeati
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
SindacoFrancesco Azzalin (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate45°04′24″N 8°10′08″E / 45.073333°N 8.168889°E45.073333; 8.168889 (Villadeati)Coordinate: 45°04′24″N 8°10′08″E / 45.073333°N 8.168889°E45.073333; 8.168889 (Villadeati)
Altitudine410 m s.l.m.
Superficie14,61 km²
Abitanti480[1] (30-11-2017)
Densità32,85 ab./km²
FrazioniFontanina, Lussello, Pavo, Trittango, Vadarengo, Zanco
Comuni confinantiAlfiano Natta, Murisengo, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Montiglio Monferrato (AT), Tonco (AT)
Altre informazioni
Cod. postale15020
Prefisso0141
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006182
Cod. catastaleL931
TargaAL
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiVilladeatesi
Patronosan Remigio
Giorno festivo1º ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villadeati
Villadeati
Sito istituzionale

Villadeati (La Vila dj'Ati in piemontese) è un comune italiano di 480 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte, situato su un colle ad una altezza di 410 mt. sul livello del mare.

Il Comune è insignito della Medaglia d'argento al valore civile per i fatti dell'ottobre 1944.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese deve il suo nome alla famiglia Deati, che ottenne il territorio in feudo nel XIV secolo. Al 1431 risale il primo documento che attesta l'esistenza di De Villa De Deatis. Fu a lungo parte dell'astigiano, sotto il nome di Corte dei Scataldeis; dopodiché rientrò in un sistema militare che poggiava su due castelli che dominavano le valli dello Stura e della Versa.

Il paese di Villadeati è diventato tristemente noto per gli episodi tragici avvenuti negli anni della Guerra e della Liberazione.
Nell'autunno del 1944, partigiani della zona uccisero in uno scontro a fuoco un militare tedesco e fecero prigioniero un secondo soldato tedesco, poi riuscito a fuggire molti mesi dopo.
Per rappresaglia i nazisti irruppero il 9 ottobre 1944 proprio a Villadeati per stanare i partigiani ma, non trovandoli, fecero prigionieri nove uomini e una donna (poi rilasciata) del paese. Fu prelevato anche il parroco di Villadeati, don Ernesto Camurati.
I dieci arrestati furono portati in uno spiazzo per essere fucilati, ma il parroco offrì la propria vita in cambio di quella dei suoi parrocchiani. La trattativa fu inutile e don Camurati venne fucilato assieme ai nove padri di famiglia: il parroco non morì subito, ma venne finito con due colpi alla nuca dal maggiore Mayer.

Il 23 ottobre 1944 avvenne una nuova incursione dei nazisti, con le mitragliatrici piazzate dall'alto del paese che procurò la fuga generalizzata degli abitanti: una nuova uccisione si aggiunse all'elenco, portando ad undici il numero totale delle vittime innocenti.
All'indomani della Liberazione, il 9 maggio 1945 il maggiore Mayer venne catturato a Casale Monferrato ed ucciso sullo stesso luogo in cui avvenne l'eccidio di ottobre.
Il soldato tedesco fuggito (tale Ernest), partecipante attivamente alla selezione dei dieci arrestati, non venne mai più rintracciato.

Lapide dedicata a Don Camurati a Casale Monferrato

Oggi a Villadeati è presente un monumento alle vittime, nella piazza denominata IX Ottobre, dove avvenne l'esecuzione.
Una lapide in memoria di don Camurati è invece presente in via Goffredo Mameli a Casale Monferrato.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

In cento anni gli abitanti sono scesi a circa un quinto di quelli presenti nell'anno 1911, uno dei più forti decrementi della Provincia di Alessandria.

Abitanti censiti[3]

Luoghi caratteristici e monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Paesaggio nei dintorni di Villadeati
  • Chiesa di San Remigio: situata in vicinanza del monumento dedicato alle vittime della rappresaglia nazista, è di antica origine e dedicata al patrono del paese. Per lungo tempo in rovina, è stata ristrutturata e sconsacrata ed è ora adibita ad ospitare eventi culturali
  • Castello: il castello antico, del quale non esiste più traccia per le distruzioni operate durante le guerre del Monferrato, è stato trasformato a fine '700 in una scenografica e pittoresca costruzione di disegno juvarriano, con quattro serie di terrazze e gallerie che seguono il declivio della collina. Il castello è di proprietà dagli anni '60 della famiglia Feltrinelli[4]
  • Parrocchiale di San Giacomo, in località Zanco: risalente al XVI secolo
  • Chiesa di San Raffaele: all'interno si possono ammirare affreschi di Raffaele Panizza e del Settecento

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 giugno 1985 21 maggio 1990 Aldo Quilico lista civica Sindaco [5]
21 maggio 1990 24 aprile 1995 Aldo Quilico lista civica Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Aldo Quilico centro-sinistra Sindaco [5]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Aldo Quilico lista civica Sindaco [5]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Edoardo Luigi Garello lista civica Sindaco [5]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Francesco Azzalin lista civica: Villadeati a sette stelle Sindaco [5]
26 maggio 2014 in carica Francesco Azzalin lista civica: Villadeati Sindaco [5]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Sito Ufficiale del Comune di Villadeati Archiviato il 31 maggio 2014 in Internet Archive.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Castello di Villadeati, Villadeati - Monferrato.net
  5. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN243725908
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