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Volpedo

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Volpedo
comune
Volpedo – Stemma Volpedo – Bandiera
Volpedo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Giancarlo Filippo Pio Caldone (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 44°53′28″N 8°58′58″E / 44.891111°N 8.982778°E44.891111; 8.982778 (Volpedo)Coordinate: 44°53′28″N 8°58′58″E / 44.891111°N 8.982778°E44.891111; 8.982778 (Volpedo)
Altitudine 182 m s.l.m.
Superficie 10,48 km²
Abitanti 1 261[1] (31-12-2010)
Densità 120,32 ab./km²
Frazioni Ca' Barbieri, Casanova, Cascinetta, Cà Stringa, Croce, Ghilina
Comuni confinanti Casalnoceto, Godiasco Salice Terme (PV), Monleale, Montemarzino, Pozzol Groppo, Volpeglino
Altre informazioni
Cod. postale 15059
Prefisso 0131
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006188
Cod. catastale M120
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 635 GG[2]
Nome abitanti volpedesi
Patrono san Giovanni apostolo
Giorno festivo 27 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Volpedo
Volpedo
Sito istituzionale

« Le vecchie mura, la chiesa della Pieve e la lapide a Perino sono tra le più importanti nostre vestigia. … La mura, la vecchia mura coll'avanzo delle due torri, che fu un giorno baluardo agli antichi abitatori di Volpedo, che servì nei giorni tristi delle invasioni, che difese dai vicini e dai predoni; »

(Giuseppe Pellizza, Lettera al Sindaco, Volpedo, 15 maggio 1904[3])

Volpedo (Volped nel dialetto locale, pronuncia [vʊlˈped]) è un comune italiano di 1.236 abitanti della provincia di Alessandria in Piemonte, sulle estreme propaggini collinari allo sbocco in pianura del torrente Curone.

È famosa per avere dato i natali al pittore Giuseppe Pellizza e per la frutticoltura, in particolare per la coltivazione della pesca.

Fa parte dell'Unione di Comuni Comunità Collinare Basso Grue Curone.

Volpedo è stato inserita nel club de "I Borghi più Belli d'Italia", creato dalla Consulta del Turismo dell'Associazione dei Comuni Italiani (ANCI).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si trova allo sbocco in pianura padana del torrente Curone, con la pianura che si apre a nord e le colline che contornano la valle a sud, dominate dalla vista del Monte Giarolo. Il nucleo storico sorge su una collinetta sulla sponda destra del torrente, attorno alla quale vennero costruite le mura del castrum, la quale si allunga verso il corso d'acqua, costituendo un punto di guado verso la sponda opposta, su cui infatti è stato edificato il ponte.

Mentre il centro si trova a circa 182 m s.l.m., le frazioni e varie case sparse sono situate sulle colline circostanti e possono arrivare ai 479 m s.l.m. del Poggio di Brienzone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Stele sepolcrale in arenaria (I secolo d.C.).

Una stele sepolcrale, oggi incastonata in un muro laterale della canonica parrocchiale, testimonia la presenza romana già nel I secolo, anche se l'insediamento probabilmente risale alle antiche popolazioni liguri.

La prima memoria scritta del paese è del 21 agosto 966, dove si nomina la pieve. Per tutto il X secolo il paese è attestato con diversi nomi: Vicus Piculus, Vicus Peculus, Vipegulus, Vulpeculus, quindi comunque un Vicus, cioè un villaggio romano[4]. Sempre dello stesso periodo sarebbe, oltre che la pieve il castrum, il villaggio fortificato di cui ancora oggi è visibile parte della cinta muraria (ricostruita nel XVI secolo).

Nel XII secolo diventa Vicus pecudis, villaggio delle pecore e le sue sorti si legano alla città di Tortona, a cui presta soccorso durante l'assedio di Federico Barbarossa nel 1155.

Nel 1347 Tortona passa sotto i Visconti di Milano che nel 1412 concedono Volpedo come feudo al capitano di ventura Perino Cameri. Quest'ultimo nel 1425 lo dona alla Fabbrica del Duomo di Milano che consente al borgo notevole autonomia amministrativa.

Nel 1513 la storica rivalità con il villaggio di Monleale, sulla sponda sinistra del Curone, di fazione Ghibellina, e Volpedo, Guelfo, portò alla distruzione di quest'ultima, comprese le mura del castrum che vennero ricostruite a partire dal 1589 quando Milano era sotto la dominazione spagnola.

Nel 1738 Volpedo, insieme a tutto il tortonese[5], passa sotto il regno di Sardegna e viene data dai Savoia al marchese Filippo Guidobono Cavalchini di Momperone per poi passare nel 1849 ai Malaspina.

Nel 1801 in età napoleonica fu nominato Sindaco del Municipio Giovanni Antonio Sovera.

Nel 1835 viene costruita la chiesa parrocchiale e abbattuta una parte delle mura.

Tra il 1928 e il 1947 i comuni di Berzano, Monleale e Volpeglino diventarono parte di Volpedo.

Nel 1935 l'avvocato Carlo Baravalle, amministratore del paese, istituì il mercato all'ingrosso della frutta.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La pieve romanica
Perino dona Volpedo alla Fabbrica del Duomo (XV secolo d.C.).
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Pieve di San Pietro (Volpedo).
  • Notevole è la parte che si è salvata dei potenti bastioni cinquecenteschi che racchiudevano il castrum e che delineano la parte antica del borgo.
  • La ottocentesca parrocchiale di San Pietro apostolo si erge sul luogo in cui era posta la casa di Giovannino Costa, giovane pastore barbaramente ucciso nel 1468 e divenuto, come beato Giovannino martire, patrono del paese[7] Nella chiesa si trova un San Luigino, opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo (1894)
  • Nella piazza principale del paese (piazza della Libertà) si trova l'ottocentesco palazzo municipale, all'interno del quale è presente una lapide con bassorilievo marmoreo che ricorda la donazione di Volpedo da parte di Perino Cameri alla Fabbrica del Duomo di Milano nel XV secolo: è opera dello scultore Jacopino da Tradate.
  • All'estremità del paese, verso il cimitero, si trovano la casa natale e lo studio di Giuseppe Pellizza da Volpedo. In esso sono conservati strumenti di lavoro, oggetti personali, libri e anche alcune opere dell'artista.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 161 persone (73 maschi e 88 femmine). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il lascito culturale di Pellizza[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della casa natale di Pellizza da Volpedo

Vi nacque il pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907), uno dei pittori italiani più importanti del suo tempo, noto al grande pubblico soprattutto per essere autore della celebre tela Il Quarto Stato. Pellizza fece la scelta di vivere e lavorare nel paese in cui era nato e, in segno di attaccamento alla sua terra, di aggiungere alla sua firma "da Volpedo".

Nel 1966 le figlie donarono al Comune lo studio-atelier, ricco di importanti testimonianze sulla sua vita e produzione artistica e suo luogo di lavoro. Nel 1990 il Comune, con il sindaco Gervino, varò il Progetto Pellizza che portò all'apertura al pubblico dello studio nel 1994. Lo studio nel frattempo era stato restaurato e riportato alle condizioni in cui lo aveva lasciato il pittore, eccezion fatta per l'entrata esterna costruita negli anni immediatamente successivi alla donazione. Infatti il pittore, che aveva iniziato la costruzione dello studio nel 1888, accedeva ad esso tramite una porta dall'attigua casa natale. Il progetto si propose inoltre di valorizzare il lascito culturale dell'artista recuperando, sul piano architettonico, per quanto possibile, la fisionomia e l'atmosfera delle sue tele che raffigurano scorci del paese a fine ottocento. Il 1º maggio 1995, per la Festa dei lavoratori la piazzetta in cui è stato dipinto Il Quarto Stato, posta all'interno dell'antico castrum, di fronte al palazzo dei Malaspina, signori del luogo contro i quali si indirizzavano le lotte sociali contadine di fine ottocento, è stata restaurata e, significativamente, da piazza Castello, già piazza Malaspina, è stata ribattezzata "Quarto Stato"[9].
Dallo studio parte idealmente un itinerario che mette a confronto la Volpedo odierna - non più di tanto compromessa dall'espansione edilizia - con quella delle tele del pittore. Il percorso tocca l'antica pieve ed il giardino che la circonda (raffigurato ne l'Idillio primaverile), la via che porta a palazzo Malaspina, quella della chiesa parrocchiale, la piazza del municipio (raffigurata in Piazza di Volpedo) ed altri luoghi ancora. Dieci riproduzioni di opere dell'artista, in grande formato, segnano le tappe di questo ideale percorso.

Nel settembre del 2001 si sono festeggiati i cento anni dalla creazione del Quarto Stato: il quadro è tornato per qualche giorno nello studio dove fu dipinto, attirando nel borgo migliaia di visitatori.

L'opera di valorizzazione ha permesso nel 2006 di inserire Volpedo nel club de I Borghi più belli d'Italia.

Il 6 settembre 2009 il percorso è stato integrato con l'inaugurazione della Piazza degli Emigranti, progettata dagli architetti Bracco e Ratti di Tortona ed eseguita dall'impresa Guarnaschelli di Broni, dove è stata installata una riproduzione dell'ultima opera di Pellizza, nota con il titolo "Membra stanche".

La Piazzetta degli emigranti a Volpedo

Tra le iniziative culturali intraprese va ricordata l'apertura, in piazza Quarto Stato, di un Museo didattico dedicato all'analisi del percorso artistico del pittore; poi ancora le molteplici manifestazioni che vedono impegnata la comunità locale nella valorizzazione del territorio, a partire dal lascito di memorie pellizziane. Un importante contributo in tal senso è dato dall'Associazione Pellizza da Volpedo[10].

Dialetto[modifica | modifica wikitesto]

Benché il paese si trovi in territorio piemontese, il dialetto locale è di transizione, di tipo lombardo occidentale con forti influenze emiliane.[senza fonte]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è prevalentemente agricola. Rinomata è la Pesca di Volpedo, il cui marchio è tutelato dal relativo consorzio[11].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte dell'Unione di Comuni Comunità Collinare Colli Tortonesi.

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
10 luglio 1985 25 maggio 1990 Franco Bidone Democrazia Cristiana Sindaco [12]
25 maggio 1990 24 aprile 1995 Giuseppe Gervino Democrazia Cristiana Sindaco [12]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Giuseppe Paolo Gervino sinistra Sindaco [12]
14 giugno 1999 20 novembre 2003 Pier Angelo Rosa lista civica Sindaco [12]
20 novembre 2003 14 giugno 2004 Paola Fioravanti Comm. pref. [12]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Pier Angelo Rosa lista civica Sindaco [12]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Giancarlo Caldone lista civica: il paese Sindaco [12]
27 maggio 2014 in carica Giancarlo Filippo Pio Caldone Sindaco [12]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Archivio comunale di Volpedo
  4. ^ Storia dei comuni e delle Parrocchie della Diocesi di Tortona - Monsignor Clelio Goggi - Quarta Edizione 2000, Litocoop, Tortona - p.447
  5. ^ Con l'esclusione di Montemarzino.
  6. ^ La Pieve di Volpedo e i pittori Manfredino e Franceschino Basilio - Giorgio Stara Tedde. - Tortona: Tipografia Adriano Rossi, 1915. - 59 p.
  7. ^ Dell'omicidio furono accusati un frate dei serviti e, come mandante, un ebreo di Tortona che confessarono sotto tortura e furono mandati a morte in Milano. Cfr. Italo Cammarata e Ugo Rozzo, Il Beato Giovannino patrono di Volpedo. Un fanciullo "martire" della fine del secolo XV, Volpedo 1997 (Quaderni, 1)
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Pierluigi Pernigotti, Volpedo per Pellizza - Racconti pellizziani intorno al Quarto Stato, Volpedo, 1-14 maggio 1995
  10. ^ Sito web dell'associazione
  11. ^ Consorzio della Pesca di Volpedo
  12. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Comune di Volpedo

Associazione Pellizza da Volpedo onlus

Controllo di autorità VIAF: (EN243201433
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