Rivalta Bormida

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Rivalta Bormida
comune
Rivalta Bormida – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
SindacoClaudio Pronzato (lista civica) dal 31-05-2015
Territorio
Coordinate44°42′39″N 8°33′10″E / 44.710833°N 8.552778°E44.710833; 8.552778 (Rivalta Bormida)Coordinate: 44°42′39″N 8°33′10″E / 44.710833°N 8.552778°E44.710833; 8.552778 (Rivalta Bormida)
Altitudine140 m s.l.m.
Superficie10,05 km²
Abitanti1 436[1] (30-11-2017)
Densità142,89 ab./km²
Comuni confinantiCassine, Castelnuovo Bormida, Montaldo Bormida, Orsara Bormida, Sezzadio, Strevi
Altre informazioni
Cod. postale15010
Prefisso0144
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006144
Cod. catastaleH334
TargaAL
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona E, 2 600 GG[2]
Nome abitantirivaltesi
Giorno festivo4 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rivalta Bormida
Rivalta Bormida
Sito istituzionale

Rivalta Bormida (Arvàuta in piemontese)[senza fonte] è un comune italiano di 1 436 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte. È situato a 130 metri s.l.m. e si estende per circa 1000 ettari.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Marchesato Aleramico fu tenuta in suffeudo dai Monferrato da Pietro Tibaldeschi (5 aprile 1477), Pietrine Bobba (27 marzo 1489), Costantino Comneno, principe di Tessaglia (24 febbraio 1492), Marcantonio Arborio di Gattinara (14 marzo 1521), che la lasciò alla figlia Elisa di Lignana - Gattinara signora di Settimo (25 luglio 1529). Fabrizio, suo nipote, ne fu investito col comitato (9 aprile 1637); la figlia Barbara la trasmise ai figli Giovanni Battista e Mercurino di Sannazzaro (13 luglio 1679), i cui discendenti vendettero il 2 maggio 1680, per 62.000 lire milanesi, il feudo a Giacomo Ottaviano Ghilini, marchese di Maranzana.

  • 1797 - Perdita del feudo da parte dei marchesi di Maranzana a causa dell'estinzione dei diritti feudali.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Formato da una torre rossa sostenuta da due orsi rampanti, con le teste rivoltate e la zampa inferiore destra sollevata, il tutto terrazzato di verde con una fascia ondulata d'argento che simboleggia la Bormida.

Toponimia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo risulta già attestato nel 985 (Ripa alta); quindi nel 1191 troviamo "Ripalta Vallis Burmide" e, nello stesso anno, "Castri de Rivalta de valle Burraie".

Trae il nome da una "ripa alta", sponda elevata rispetto al fiume Bormida che la costeggia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchiale di San Michele Arcangelo
Il monumento ai caduti

A Rivalta vi sono due monumenti ai caduti e due lapidi, una in onore di Giuseppe Garibaldi e l'altra in onore di Giuseppe Baretti.

« Giuseppe Baretti / scrittore di rara efficacia / critico battagliero e novatore / coraggioso assertore di italianità / nella Francia e nell'Inghilterra / del secolo XVIII »

(Lapide in memoria di Giuseppe Baretti)

« Giuseppe Garibaldi / combattente vittorioso / per la libertà delle nazioni oppresse / traggano cittadini indistruttibile fede / nella redenzione »

(Lapide in memoria di Giuseppe Garibaldi)

Castello[modifica | modifica wikitesto]

Il castrum rivaltese presenta una forma quadrangolare con vie ortogonali formanti contrade. Dal fossato d'entrata nella città vecchia si nota il paramento in cotto delle antiche mura di cinta, in passato delimitate dalle quattro torri angolari che servivano da difesa alle due porte di accesso (la porta degli Orti a Sud e la porta della Contrada Lunga ad Est) delle quali rimane soltanto un troncone del sec. XIV.

Tra gli edifici di rilevanza storica nel centro di Rivalta figurano Palazzo Bovio della Torre (oggi sede della casa parrocchiale), Palazzo Bruni (che ospita oggi un ristorante ed ampi spazi espositivi), Palazzo Lignana di Gattinara (sec. XVI-XVIII), antica residenza dei feudatari di Rivalta e attuale sede del Centro Culturale Ebraico dell'Alto Monferrato e della Fondazione Elisabeth de Rothschild.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La Pro Loco organizza il secondo sabato di giugno la Raviolata e il primo sabato di luglio la Sagra del pesce. Da più di vent'anni si ripete la rosticciata, che avviene l'ultimo sabato di luglio; in occasione della festa patronale di San Domenico vengono organizzate la manifestazione "Orti Aperti" e la Sagra dello Zucchino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 maggio 1985 21 marzo 1990 Giovanni Abrile PCI Sindaco [4]
21 maggio 1990 24 aprile 1995 Giovanni Gerolamo Briata DC Sindaco [4]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Gianfranco Ferraris centro sin. Sindaco [4]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Gianfranco Ferraris lista civica Sindaco [4]
15 giugno 2004 8 giugno 2009 Domenico Ottria lista civica Sindaco [4]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Domenico Ottria lista civica: insieme per Rivalta Sindaco [4]
26 maggio 2014 14 luglio 2014 Domenico Ottria lista civica: insieme per Rivalta Sindaco [4]
31 maggio 2015 in carica Claudio Pronzato lista civica: insieme per Rivalta Campanile Sindaco [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rivalta Bormida, le radici familiari, l'opera, Atti del convegno nazionale, Rivalta Bormida, 6 settembre 1997, Rivalta Bormida, Edizioni Dell'Orso, 1997.
  • Carlo Prosperi, Gian Luigi Rapetti e Bovio della Torre, Rivalta Bormida. Vita e vicende di una villanova dalle origini alla fine del secolo XVIII, Editrice Impressioni Grafiche.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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