Montacuto

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Montacuto
comune
Montacuto – Stemma Montacuto – Bandiera
Montacuto – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
SindacoGiovanni Carlo Ferrari (lista civica) dal 05/04/2005
Territorio
Coordinate44°45′59.22″N 9°06′17.86″E / 44.76645°N 9.10496°E44.76645; 9.10496 (Montacuto)
Altitudine525 m s.l.m.
Superficie23,75 km²
Abitanti263[1] (31-10-2017)
Densità11,07 ab./km²
FrazioniBenegassi, Costa dei Ferrai, Giara, Giarolo, Gregassi, Magroforte Inferiore, Poggio, Poldini, Restegassi, Serbaro, Solarolo
Comuni confinantiAlbera Ligure, Cantalupo Ligure, Dernice, Fabbrica Curone, Gremiasco, San Sebastiano Curone
Altre informazioni
Cod. postale15050
Prefisso0131
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006102
Cod. catastaleF387
TargaAL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 923 GG[3]
Nome abitantimonteacutesi
Patronosan Fermo
Giorno festivo9 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montacuto
Montacuto
Montacuto – Mappa
Mappa del Comune di Montacuto all'interno della Provincia di Alessandria
Sito istituzionale

Montacuto (Montèigo in ligure) è un comune italiano della provincia di Alessandria, in Piemonte, situato in val Curone, sul torrente Museglia, alle falde del monte Giarolo. Fa parte del territorio delle Quattro province.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'epoca longobarda il territorio è fra i possedimenti dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio, inserito nel territorio della corte monastica di Casasco[4][5][6]. Durante il medioevo il paese fu sotto la giurisdizione dei vescovi di Tortona dal 1157, che lo assegnarono in feudo alla famiglia Malaspina. Passò poi alla famiglia Frascaroli. Sede di un'importante pieve del XIII secolo da cui dipendevano tutte le parrocchie della valle. Il patrono comunale è san Fermo e si festeggia la seconda domenica di agosto.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune di Montacuto è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 4 marzo 2002.[7]

«Semitroncato partito: nel primo, di azzurro, alla lettera M maiuscola d'oro; nel secondo, di verde, alle sette spighe di grano impugnate d'oro, legate di rosso; nel terzo, di rosso, al pino sradicato al naturale; al capo d'oro, caricato dell'aquila bicipite di nero, le due teste coronate dello stesso. Ornamenti esteriori da Comune.»

Nella partizione sinistra sono raffigurate le armi della famiglia Frascaroli.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Montacuto possiede i resti del castello, ricostruito nel XVII secolo e in seguito abbandonato e la chiesa di San Pietro, ricostruita in stile barocco nel XVII secolo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune comprende le frazioni di Benegassi, Costa dei Ferrai,Roverassa, Giara, Giarolo, Gregassi, Magroforte Inferiore, Poggio, Poldini, Restegassi, Serbaro, Solarolo

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 dicembre 1985 23 maggio 1991 Ettore Marciano Democrazia Cristiana Sindaco [9]
23 maggio 1991 10 giugno 1996 Ettore Marciano Democrazia Cristiana Sindaco [9]
10 giugno 1996 17 aprile 2000 Ettore Marciano centro Sindaco [9]
17 aprile 2000 5 aprile 2005 Ettore Marciano lista civica Sindaco [9]
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Giovanni Carlo Ferrari lista civica Sindaco [9]
30 marzo 2010 31 maggio 2015 Giovanni Ferrari lista civica: stretta di mano Sindaco [9]
31 maggio 2015 in carica Giovanni Ferrari lista civica: stretta di mano Sindaco [9]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune faceva parte della Comunità Montana Valli Curone Grue e Ossona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2017.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Giulio Buzzi, Carlo Cipolla, Codice diplomatico del monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, Volume I, II, III, Roma, Tip. del Senato, 1918
  5. ^ Valeria Polonio Felloni, Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia, In Palatio Archiepiscopali Ianuensi, 1962, p. 16a, Tabella I dei possedimenti in Italia.
  6. ^ Eleonora Destefanis, Il monastero di Bobbio in età altomedievale, Carte di distribuzione, fig. 44-44a-44b, pp. 67-70.
  7. ^ Montacuto, decreto 2002-03-04 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it. URL consultato il 29 ottobre 2021.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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