Vignole Borbera

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Vignole Borbera
comune
Vignole Borbera – Stemma Vignole Borbera – Bandiera
Vignole Borbera – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
SindacoGiuseppe Teti (lista civica Vignole Obiettivo Comune) dal 26-05-2019, 3º mandato
Territorio
Coordinate44°42′39″N 8°53′32″E / 44.710833°N 8.892222°E44.710833; 8.892222 (Vignole Borbera)Coordinate: 44°42′39″N 8°53′32″E / 44.710833°N 8.892222°E44.710833; 8.892222 (Vignole Borbera)
Altitudine243 m s.l.m.
Superficie8,65 km²
Abitanti2 075[1] (30-11-2018)
Densità239,88 ab./km²
FrazioniPrecipiano, Variano Inferiore, Variano Superiore
Comuni confinantiArquata Scrivia, Borghetto di Borbera, Grondona, Serravalle Scrivia, Stazzano
Altre informazioni
Cod. postale15060
Prefisso0143
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006180
Cod. catastaleL887
TargaAL
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitantivignolesi (in dialetto vigneuleisi)
Patronosan Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vignole Borbera
Vignole Borbera
Vignole Borbera – Mappa
Mappa del comune di Vignole Borbera all'interno della provincia di Alessandria
Sito istituzionale

Vignole Borbera (Vigneule Borbaja in piemontese, E Vigneue in ligure) è un comune italiano di 2 075 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte.

Situato in val Borbera, nella piana alluvionale dell'omonimo torrente (che in frazione Precipiano confluisce nello Scrivia), è circa a metà strada tra Alessandria e Genova, alle pendici di Monte Spineto (468 m).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Vista aerea di Vignole Borbera nel 1960

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte dell'Unione Montana Valle Borbera e Valle Spinti; dista dal capoluogo 35 km e da Genova 48 km.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista legislativo il comune di Vignole Borbera ricade nella Classificazione climatica E in quanto i Gradi giorno della città sono 2660, dunque limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile[2]. Ha una nevosità abbastanza elevata, con circa 70/80 cm annui di accumulo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vignole Borbera nella carta dei Feudi Imperiali dell'ing. Carlo Borgonio del XVII secolo.

S'ipotizza che il centro sia stato fondato dai romani come agro della vicina Libarna col nome di Vineola.

Le più antiche informazioni sicure sulla sua esistenza datano dall'anno 1000, allorché viene menzionato quale territorio appartenente all'abbazia di San Pietro di Precipiano (all'epoca centro amministrativamente autonomo).

Il territorio e l'abbazia rientravano fin dall'epoca longobarda nel grande feudo reale ed imperiale monastico dell'abbazia di San Colombano di Bobbio (PC) che gestiva in zona la Via Postumia, e che dipendeva quindi in ultima istanza dalla Santa Sede[3][4][5].

Divenuto borgo fortificato, fu sottoposto alla Repubblica di Genova, che lo ricomprese territorialmente nella curia di Gavi; nel XIV secolo godette anche dello status di libero comune.

Entrato nell'orbita del ducato di Milano, nel 1405 fu infeudato da Filippo Maria Visconti alla famiglia Lonati insieme a Varinella di Arquata Scrivia. Nel 1692, Bernardo Luigi Lonati ottenne da Carlo III di Spagna l'erezione del feudo in marchesato.

Nel 1752 passò ai Savoia (con Tortona) nel 1752 e ne seguì le sorti. Nel 1797 entrò a far parte con Borghetto di Borbera della Repubblica Ligure, poi dal 1805 entrò a far parte dell'Impero Francese e dal 1815 fece parte della Provincia di Novi nella Liguria, da cui venne staccato con il Decreto Rattazzi nel 1859, poco prima dell'Unità d'Italia.

Nel 1797 al comune viene accorpata la disciolta municipalità di Precipiano; nel 1815 ingloba Variano, che viene separata da Borghetto di Borbera.

Nel 2004 Vignole Borbera ha ricevuto l'attenzione dei media nazionali divenendo il primo comune d'Italia amministrato da un sindaco donna di nazionalità italiana, l'inglese Susan Lesley Thomas, nata a Woking (Surrey) il 27 gennaio 1956, che ha ricoperto la carica dal 14 giugno 2004 al 30 agosto 2008.[6].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Vignole Borbera-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma, concesso insieme al gonfalone con decreto del presidente della Repubblica il 2 giugno 1962:

«D'azzurro, alla torre quadra d'argento, murata di nero, aperta e finestrata dello stesso, merlata di quattro pezzi alla guelfa; accompagnata nel cantone sinistro del capo da un grappolo d'uva nera al naturale fogliato di un pezzo di verde e nel cantone destro della punta da un'ape d'oro montante. Timbra lo scudo una corona murale da Comune, formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenenti una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili) ciascuna sormontata da una merlatura alla ghibellina (a coda di rondine), il tutto d'argento e murato di nero. Decussati, sotto la punta dello scudo, e divergenti sono due rami al naturale, uno di ulivo ed uno di quercia legati da un fiocco rosso»

(Comuni-Italiani.it)

La torre quadra si riferisce all'abbazia di Precipiano, l'uva rappresenta le viti che hanno dato origine al toponimo del paese e l'ape simboleggia il lavoro dell'uomo.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriverebbe dal latino Vineola, termine rendibile come "piccolo appezzamento di terreno coltivato a vigna"; gli si associa un determinante indicante il torrente Borbera, sul cui alveo insiste il paese.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia di San Pietro di Precipiano[modifica | modifica wikitesto]

Villa Cauvin e la torre abbaziale di Precipiano fotografati nel 1957.

Non è accertato a chi si debba la paternità dell'abbazia di San Pietro in frazione Precipiano, la cui prima menzione esplicita si trova in un documento del 983.

Alcune fonti sostengono che essa venne voluta dall'abate Attala di Bobbio, che tra il 616 e il 626 inviò in val Borbera il missionario evangelizzatore colombaniano Meroveo[7][8], che avrebbe così eretto il primo cenobio. Un'altra tradizione retrodata la fondazione al 722, attribuendola al re longobardo Liutprando (712-744), che l'avrebbe eretta come omaggio votivo in concomitanza con la traslazione del corpo di Sant'Agostino da Cagliari a Pavia; questa tesi troverebbe parziale riscontro nell'iscrizione Liutprand Rex Longobardorum rinvenuta in uno degli ambienti abbaziali.

Le evidenze documentali mostrano che l'abbazia e il territorio rientravano fin dall'epoca longobarda nel grande feudo reale ed imperiale monastico dell'abbazia di San Colombano in Bobbio (PC) che gestiva in zona la Via Postumia, e che dipendeva quindi in ultima istanza dalla Santa Sede[9][10][11].

L'abbazia non solo deteneva molti possedimenti in val Scrivia e val Bormida nell'alessandrino, ma era ricca di possedimenti nel tortonese, nel lodigiano, nel pavese, nel genovesato e nel lucchese[12].

Sul finire del X secolo l'abbazia fu soggetta a una qualche giurisdizione del vescovo di Lodi Andrea[13], che vi nominò l'abate Neofito: la potestà non era tuttavia unanimemente accettata, sicché i monaci di Precipiano si ritirarono presso l'abbazia di Bobbio per raccomandarsi all'abate Gerberto d'Aurillac (futuro papa Silvestro II), il quale scrisse all'imperatore Ottone II[14] domandandogli di liberare il monastero di Precipiano dalla tirannia e desolazione" che vi avevano portato il vescovo lodigiano e il relativo abate.

Nel 1125 l'abbazia venne saccheggiata dai genovesi. A dicembre dello stesso anno l'arcivescovo di Milano Olrico da Corte la sottopose nuovamente, insieme al vicino monastero di San Pietro a Savignone, alla giurisdizione temporale del vescovo di Lodi; nel 1157 gli subentrò il vescovo di Tortona, che per un certo periodo dovette però pagare un censo al vescovo di Lodi.

Durante le operazioni militari contro Tortona l'abbazia venne occupata dai pavesi, ma nel 1176, per ordine dell'imperatore Federico I Barbarossa, nell'ambito della reintegrazione dei beni confiscati a Tortona, la sede monastica venne restituita agli abati.

Nel 1196 papa Celestino III pose l'abbazia di Precipiano sotto protezione della Santa Sede e ai monaci bobbiesi subentrarono quelli del monastero di San Vittore al Corpo di Milano[15], ai quali vennero confermati i seguenti possedimenti[16]:

A seguire, in un periodo imprecisato, l'abbazia entrò nell'orbita della famiglia Rati Opizzoni di Castel Ratti (poi parte del comune di Borghetto di Borbera), che fra il 1302 e il 1396 espresse propri membri sia per la carica di abate, sia per quella di castellano di Precipiano.

Nel 1427 Precipiano venne unita all'abbazia benedettina della Cervara (Santa Margherita Ligure), dalla quale fu nuovamente separata nel 1521, quando passò alle dipendenze dell'abbazia di San Vittore di Milano, entrando quindi nell'ambito degli olivetani.

Nel 1477 l'abbazia precipianese fu visitata dal podestà di Tortona Leonardo Astolfo, che ne notò la posizione strategica per eventuali scopi militari:

«[in caso di guerra] ...si potria da essa abbatia dare grandissimo danno. In mezo de dicta insuletta è l'abbatia cum la chexa et una rocheta forte et la torre alta che signoreza il luogo.»

Nel 1785, siccome il re di Sardegna Vittorio Amedeo III aveva ricevuto in feudo Precipiano e Vignole, i beni dell'abbazia vennero espropriati e venduti a un tal Ballestrero di Genova; il 26 novembre 1792 essa venne abbandonata dai monaci, a somiglianza delle dipendenze ecclesiastiche di Variana (Grondona), Varinella (Arquata Scrivia) e Vignole.

Agli inizi dell'Ottocento il canonico Bottazzi visitò il sito abbaziale e annotò nelle sue memorie l'esistenza di una sala sotterranea dell'edificio originale, praticamente intatta, che definì «perfetta struttura longobarda» con pianta a croce latina, navata unica e abside emisferico, frattanto adibita a cantina.

I resti dell'abbazia furono distrutti nel 1815, salvando solo la torre centrale merlata alla ghibellina, che risulta pertanto essere il più antico edificio di tutta la val Borbera.

Ai primi del XX secolo il sito ex-abbaziale venne acquistato dalla famiglia Cauvin (titolare dell'omonimo gruppo industriale), che nel 1916 eresse presso la torre una dimora gentilizia (villa Ernesto Cauvin), ricavandovi attorno una vasta tenuta recintata; nei dintorni vennero inoltre impiantati alcuni dei loro siti produttivi.

Ai Cauvin si devono altresì varie opere munifiche in favore della comunità vignolese: al patriarca Vittorio (colloquialmente soprannominato "sire di Precipiano") è stata poi intitolata la scuola materna comunale.

Chiesa di San Lorenzo Martire[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa settecentesca di San Lorenzo Martire di Vignole Borbera

La chiesa di San Lorenzo Martire risale alla seconda metà del XVIII secolo, venne iniziata nel 1786 a seguito dell'ampliamento e alla ristrutturazione dell'oratorio di San Giacomo, parrocchia dal 1735. Nel 1792 passò al clero secolare con l'antico titolo di San Lorenzo affiancato a quello di San Giacomo. È assai spaziosa con una facciata tardobarocca e un campanile coronato a forma di bulbo al modo delle chiese ortodosse russe, la fonte battesimale proviene forse da Precipiano che è datato 1735, l'altare dedicato alla Madonna del Rosario è del diciottesimo secolo, nella nicchia c'è una statua della Vergine di inizio Novecento, l'altare destro è dedicato a San Giuseppe ed è ornato da una statua di San Giuseppe ottocentesca, sui due lati ci sono le statue in legno dipinto di San Giacomo a sinistra e di Sant'Agata a destra del tardo XVIII secolo, inoltre vi è una pala d'altare conservata in sacrestia. Si tratta di un dipinto che raffigura la Madonna col Bambino contornata dai Santi Giacomo e Lorenzo e in basso dalle Sante Maddalena e Agata con angeli reggenti.

Chiesa di Nostra Signora delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Nostra Signora delle Grazie in località Chioccale

La chiesa di Nostra Signora delle Grazie, chiamata comunemente "chiesa del Chioccale" dalla località in cui sorge, è ubicata nei pressi del presunto sito della vecchia chiesa di San Lorenzo di Pompeiana, di cui si ha la prima notizia nel 1307, poi demolita nel 1576 su ordine del visitatore apostolico. La chiesa si trova nei pressi della Strada Provinciale 140, fu costruita nel 1836 come ex voto alla Madonna per la fine di un'epidemia di colera, è a croce greca con cupola centrale, è di ridotte dimensioni. Ha una facciata semplice con un cornicione con la statua di Sant'Espedito in cemento sulla sommità commissionata negli anni '20, il portale è sormontato da un'epigrafe messa nel 1899, nella lunetta c'è una piccola scultura raffigurante San Giuseppe con il Bambino, l'interno ha due altari uno dedicato a Santa Teresa di Lisieux e uno a Sant'Antonio da Padova, l'altare maggiore è sormontato da un tronetto in pietra con l'icona marmorea della Madonna Col Bambino del 1886 sulla base.

Il "castello"[modifica | modifica wikitesto]

Il "castello" di Vignole, costruito nel XVI secolo dalla famiglia Lonati, feudataria del paese

Vicino alla parrocchiale di San Lorenzo si trova il cosiddetto "castello" di Vignole. Il complesso presenta una muratura in bozzette lavorate, che consente di datarne la costruzione al XVI-XVII secolo (quando Vignole era sottoposta al Ducato di Milano e infeudata alla famiglia Lonati, che controllava anche la vicina Borghetto di Borbera). Suo scopo iniziale era la protezione della via che porta da Vignole a località Mulino (guadata dal Borbera) e quindi a monte Spineto e Libarna, nonché il fungere da residenza gentilizia. Nel corso dei secoli, persa la funzione difensiva, il castello (divenuto residenza privata, non visitabile) è stato oggetto di aggiunte e superfetazioni che ne hanno stravolto l'aspetto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Vignole Borbera è situato lungo la Strada Provinciale 140 "di val Borbera", che collega il comune con la Strada statale 35 dei Giovi.

Il comune è inoltre servito dall'Autostrada A7 "dei Giovi", mediante l'uscita Vignole-Arquata.

Autobus[modifica | modifica wikitesto]

Vignole è collegata a Novi Ligure per mezzo della linea bus gestita da Autolinee Val Borbera.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Arquata Scrivia, servita dalla linea ferroviaria Torino-Genova, che dista circa 3 km dal centro di Vignole Borbera.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Vignole Borbera è composta da 951 nuclei famigliari. Nel periodo 1991-2001 ha avuto un aumento del 2,3% della popolazione secondo il censimento ISTAT, proveniente in gran parte da Genova. Comunque come si può notare dal grafico la crescita demografica incomincia dal 1961. Abitanti censiti[18]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i tre gruppi di stranieri più consistenti (al 31/12/2007):

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Marocco 42
2 Romania 38
3 Albania 29
Altre nazionalità 34
TOTALE 143

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzetto dello sport di Vignole Borbera

La squadra di calcio comunale è l'Unione Sportiva Vignolese; fondata nel 1919 e successivamente rifondata, ha sempre militato nei campionati regionali piemontesi.

Altro club basato nel comune è la polisportiva G.S. Quattrovalli, fondata nel 1994 con il nome di Polisportiva Val Borbera.

Ai tempi della presidenza di Ernesto Cauvin, nei primi anni 1950, Vignole ha inoltre ospitato più volte il ritiro precampionato del Genoa[19].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo municipale di Vignole Borbera fotografato nel 1941.

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 luglio 1985 27 giugno 1990 Franco Maggio - Sindaco [20]
27 giugno 1990 24 aprile 1995 Franco Maggio Partito Socialista Italiano Sindaco [20]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Paolo Federico Caviglia centro Sindaco [20]
22 giugno 1999 14 giugno 2004 Paolo Federico Caviglia lista civica Sindaco [20]
14 giugno 2004 28 agosto 2008 Susan Lesley Thomas lista civica Sindaco [20]
28 agosto 2008 8 giugno 2009 Paola Fioravanti Comm. straordinario [20]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Giuseppe Teti lista civica Sindaco [20]
26 maggio 2014 26 maggio 2019 Giuseppe Teti lista civica: voi con noi Sindaco [20]
26 maggio 2019 in carica Giuseppe Teti lista civica: Vignole Obiettivo Comune Sindaco [20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ Fonte dal sito Comuni Italiani
  3. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  4. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  5. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918
  6. ^ Giampiero Carbone, L'inglesina che in Val Borbera ha trovato l'amore e il posto giusto per vivere, in La Stampa, 2 febbraio 2013. URL consultato il 14 maggio 2019.
  7. ^ L’Abbazia benedettina di San Pietro di Precipiano - Comune di Vignole Borbera
  8. ^ Lorenzo Tacchella. Sulle origini dell'Abbazia benedettina di San Pietro di Precipiano, Archivum Bobiense n.24 (2002) pag.335-342
  9. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia
  10. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale
  11. ^ C. Cipolla - G. Buzzi Codice Diplomatico del Monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII - Volumi I-II-III, in Fonti per la Storia d'Italia, Tipografia del Senato, Roma 1918
  12. ^ Archivio Storico Lodigiano, Lodi, 1918 - pag.82-88
  13. ^ Giuseppe Antonio Botazzi, Osservazioni storico-critiche sui Ruderi di Libarna ed origine di alcuni castelli del tortonese, Novi 1815 - pag 72-73
  14. ^ Lettere di Gerberto d'Aurillac - Prima parte (983-febbraio 989)
  15. ^ Attilio Zuccagni - Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica, dell'Italia e delle sue isole - Volume III degli Stati Sardi italiani di terraferma, Firenze 1836 - Paragrafo VI Provincia di Novi - Rovine di Libarna e l'abbazia di Precipiano pag.922-928
  16. ^ Giuseppe Antonio Botazzi, Osservazioni storico-critiche sui ruderi di Libarna ed origine di alcuni castelli del Tortonese, Stamperia Tessera, Novi, 1815, pag. 78
  17. ^ Monastero di Sant'Agata . Comune di Lomello
  18. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  19. ^ Il presidente Cauvin nel 1951 costituisce una finanziaria per il Genoa - pianetagenoa1893.net, 10 dic 2009
  20. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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