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Gavi

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Gavi
comune
Gavi – Stemma
Gavi vista dal forte
Gavi vista dal forte
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Nicoletta Rachele Albano (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 44°41′19″N 8°48′37″E / 44.688611°N 8.810278°E44.688611; 8.810278 (Gavi)Coordinate: 44°41′19″N 8°48′37″E / 44.688611°N 8.810278°E44.688611; 8.810278 (Gavi)
Altitudine 233 m s.l.m.
Superficie 45,04 km²
Abitanti 4 744[1] (31-12-2010)
Densità 105,33 ab./km²
Frazioni Alice, Monterotondo, Pratolungo, Rovereto
Comuni confinanti Arquata Scrivia, Bosio, Carrosio, Francavilla Bisio, Isola del Cantone (GE), Novi Ligure, Parodi Ligure, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, Tassarolo
Altre informazioni
Cod. postale 15066
Prefisso 0143
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006081
Cod. catastale D944
Targa AL
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 678 GG[2]
Nome abitanti gaviesi
Patrono san Giacomo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gavi
Gavi
Sito istituzionale

Gavi (/'gavi/, Gavi /'gaːvi/, pronunciato ['gaː(v)i] o ['gɔː(v)i] in ligure, Gavi /'gɔvi/ in piemontese,) o anche Gavi Ligure (desueto) è un comune italiano di 4.723 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte, situato sulla destra del torrente Lemme alla confluenza con il rio Neirone.

Dista circa 40 km da Alessandria, 60 km da Genova e 140 km da Torino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Forte di Gavi.
Via Goffredo Mameli

Ritrovamenti di reperti in pietra levigata fanno risalire la presenza dell'uomo nelle terre di Gavi a oltre 2000 anni fa. Il nome deriva probabilmente dall'esistenza della stazione neolitica di Cavatium da cui il latino Gavium[3]. Si ritiene che Gavi ospitasse un presidio romano a difesa della via Postumia.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente fu occupato da una tribù gota che forse gli diede il nome (dall'antico germanico gau, tribù e sede della tribù , che al genitivo fa esattamente gawi), poi anche dagli ungari e dai saraceni e secondo la leggenda, una loro principessa, Gavia (o Gavina), avrebbe stabilito la propria dimora nel castello del luogo[4]. Pare fosse di origine francese ed infatti la più vecchia via del borgo sotto il castello si chiama Monserito (da Mon Cheri).

Il primo documento ufficiale che menziona Gavi risale all'anno 972 ed è conservato nell'Archivio di Stato di Genova. Dominio dei Marchesi di Gavi, alleati del Barbarossa, che possedeva una parte del castello e che pare qui si rifugiò dopo la battaglia di Legnano. L'Imperatore ritenne più prudente rifugiarvi la famiglia quando tornò in Italia nel 1177 per recarsi a Venezia.[5]. La città entrò ben presto nelle mire della Repubblica di Genova per la sua posizione strategica nell'entroterra ligure, sulle più importanti vie di comunicazione verso la pianura padana[6].

Nel 1202, il comune fu formalmente ceduto alla Repubblica di Genova. Passato sotto il dominio dei Visconti, salvo una breve parentesi francese, e in seguito ai Guasco di Alessandria, tornò in mano genovese nel 1528, con l'avvento al potere di Andrea Doria. Per lungo periodo Gavi rimase sotto la dominazione della Repubblica di Genova[7].

Data la sua strategica posizione di confine, Gavi ed in particolar modo la sua fortezza si trovarono coivolte nella maggior parte dei conflitti che interessavano la Repubblica ed il confinante Granducato di Savoia, poi Regno di Sardegna. Durante l'epoca napoleonica il Forte fu occupato dall'esercito francese, nelle cui fila militava tra gli altri Ugo Foscolo.

La sconfitta di Napoleone e la conseguente cessione della Repubblica di Genova al Regno di Sardegna come conseguenza degli accordi del Congresso di Vienna, e la riorganizzazione del Regno d'Italia a seguito del Risorgimento, provocarono il successivo trasferimento amministrativo di Gavi, che venne aggregata alla Provincia di Alessandria (1859).

Il 7 giugno 2007 il suo territorio è stato ridotto di dimensione con la cessione al comune di Arquata Scrivia della frazione di Sottovalle, non raggiungibile direttamente dal capoluogo ma solo attraverso Carrosio o Arquata Scrivia.

Il monumento storico che più identifica la storia del paese è il Forte di Gavi, notevole esempio di architettura militare, costruito dai genovesi tra il 1540 e il 1673 sui resti di un castello preesistente, avvalendosi dell'opera dell'architetto militare Vincenzo Maculani (detto fra' Fiorenzuola). Questa fortezza è il più importante avamposto difensivo medioevale di tutto il Basso Piemonte.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giacomo Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

San Giacomo Maggiore, portale

La chiesa, parrocchiale, è in stile romanico, costruita con pietre di arenaria tratte da una cava nei pressi del forte. Viene citata per la prima volta nelle cronache il 15 agosto 1172, quando i consoli di Alessandria vi giurarono fedeltà ai marchesi di Gavi.[8] È stata rimaneggiata nel '600 e nel '700 ed è sovrastata da un tiburio che funge da campanile. L'impianto è di tipo basilicale a tre navate, con la centrale elevata sulle altre, ripartite internamente da colonne. La facciata è ornata da una serie di archetti ciechi, ed è movimentata al centro da un imponente portale strombato, sormontato da un rosone e da una bifora. Nella lunetta dell'architrave è rappresentata l'Ultima Cena.

Palazzo municipale[modifica | modifica wikitesto]

Sulla sinistra della Chiesa sorge il palazzo municipale, in cui risiedevano ab antiquo i Consoli e il Podestà, che amministravano la cosa del Comune. Non si sa nulla della sua data di fabbricazione, e certamente attraverso i secoli subì numerosi rimaneggiamenti. Esiste ancora nel portico lo stemma comunale (scudo a tre fasce) che era impresso anche sulle tre porte del Borgo: Pedaggio, Borgonuovo e Chiappa. Nell'anno 1589 fu rifabbricata, ridotta e restaurata la sala Consiliare. Infatti, nel 1853 mentre si praticava una nicchia per collocarvi il busto del cittadino benemerito avv. Gaetano Romano (fondatore della scuola gratuita cui destinò l'intero suo patrimonio di 50.000 lire, scuola ancora esistente in cui hanno sede le Elementari); si rinvenne una pietra di cava del paese che accennava appunto ai lavori del 1589.

Il Portino[modifica | modifica wikitesto]

Gavi era un tempo completamente cinta da mura, oggi smantellate tranne per alcuni tratti ancora visibili che scendono dal Forte e che dalla Cappella della Madonna della Guardia in Borgonuovo costeggiano la città verso occidente. Dell'antico sistema difensivo non resta oggi che il Portino, unica porta superstite di quelle che permettevano l'ingresso nella città. L'epoca di edificazione è incerta, ma comunque inquadrabile intorno al secolo XVI. Il materiale con cui è costruito è la pietra arenaria di Gavi.

Convento di Nostra Signora delle Grazie della Valle[modifica | modifica wikitesto]

Il convento francescano di Valle, situato fuori porta, costruito nel XVIII secolo[9] su un preesistente ospizio per i pellegrini dedicato a S. Bernardino, conserva la statua del santo e un dipinto della Vergine risalenti al XV secolo,[9] un gruppo ligneo rappresentante L'estasi di S. Francesco e una statua marmorea di S.Bovo del 1702. All'interno sono visitabili la sacrestia con mobili settecenteschi e il chiostro con logge al primo piano.[9]

Santuario di Nostra Signora della Guardia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario di Nostra Signora della Guardia (Gavi).

Il Santuario di Nostra Signora della Guardia, a croce greca, fu costruito dalla popolazione del luogo nel 1861, su un'altura che domina la zona. Conserva al suo interno la bella statua lignea di N.S. della Guardia, costruita nel 1746, ex voto di un gaviese, Giacomo Bertelli, che aveva avuto l'abitazione miracolosamente risparmiata dai bombardamenti, durante l'assedio austro-piemontese.[9]

Oratorio dei SS. Giacomo e Filippo (Bianchi)[modifica | modifica wikitesto]

È il più antico degli oratori. I capitoli della sua confraternita, composti nel 1723 e approvati nel 1736, affermano essere la confraternita antichissima per tradizione. Istituita circa 400 anni prima dei capitoli, risale al 1200, all'epoca in cui erano attive in tutta Italia le processioni dei Flagellanti e dei Disciplinati. Di queste una passò in quell'anno a Gavi tramite Voltaggio e Genova. La chiesetta dell'Oratorio ha una sola e ampia navata. Nel 1595 il celebre pittore G. Agostino Ridolfi, come attesta ancora un'iscrizione in fondo alla chiesa, vi affrescò tutt'intorno la Passione di Gesù Cristo. Nel 1825 la Confraternita viene aggregata alla Arciconfraternita di Morte e Orazione di Roma con l'incarico di seppellire gratuitamente i morti poveri, indossando la cappa nera; conservando l'uso della cappa bianca per le funzioni ordinarie. Questa Confraternita aveva anche in comune con la Confraternita dei Rossi, sorta più tardi, il Monte del grano per anticipare la semente ai contadini. Aveva inoltre accanto un'Ospedale, "non ricco ma sufficiente per i poveri del Comune"[10].

Oratorio di Nostra Signora dell'Assunta (Turchini)[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa ad una sola navata che risale al 1575 le cui mura e volte portano affreschi in buono stile. L'Oratorio è ricco di arazzi e paramenti preziosi: possiede pure alcuni tabarini per cappe pregevolissimi. Inoltre, nella chiesa è contenuta una statua in legno dell'Assunta, opera del gaviese Bartolomeo Carrega, discepolo del Montecucco. La Confraternita aveva come Istituto di Carità il Monte di Pietà per il prestito senza interesse su semplice pegno, che risaliva a tempi antichissimi. Le cappe utilizzate per le funzioni ordinarie sono di color turchino.[11]

Oratorio della SS. Trinità (Rossi)[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie su questa Confraternita sono del 1609: in quell'anno infatti essa venne aggregata all'Arciconfraternita di Roma, sebbene non ne abbia goduto i benefici che tra il 1691 ed il 1723. Verso il 1600 Marco Elia Fossati fondò la Cappella e l'attuale chiesa venne edificata in sostituzione di quella. Nella chiesa dei Rossi esiste una bella tela di S. Agostino nonché una statua in legno che rappresenta la SS. Trinità, opera dello scultore gaviese Norberto Montecucco. La Confraternita si occupava del Monte del grano, che aveva per anticipare la semente ai contadini, in comune con la Confraternita dei Bianchi: inoltre, ospitò la statua di Nostra Signora della Guardia durante la costruzione del Santuario.[12]

La Pieve di Santa Maria di Lemoris o di Lemme[modifica | modifica wikitesto]

Situata sulla strada per San Cristoforo, era l'antica chiesa principale, costruita prima del 1000 forse sui resti di un preesistente tempio longobardo-bizantino, su una roccia sporgente sul Lemme, a strapiombo sull'ampia ansa creata dal fiume. Da tempo sconsacrata e abbandonata, nel sito rimangono i resti della facciata e della campata centrale con l'abside (originariamente era a tre navate). Sostituita in seguito dalla parrocchiale di San Giacomo.

Rimangono tracce di affreschi con una lacunosa Madonna con Bambino e un san Pietro, presumibilmente risalenti al XII-XIII secolo. [13]

Casa di Angelo Francesco Lavagnino[modifica | modifica wikitesto]

Fuori dal centro storico, sulla via che conduce a Carrosio è situata la casa del compositore Angelo Francesco Lavagnino, che spicca per la presenza sulla facciata di stemmi e bassorilievi medievali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Nota: I dati includono la frazione di Sottovalle che dal 2007 appartiene al comune di Arquata Scrivia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Gavi[modifica | modifica wikitesto]

Feste e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa Patronale di San Giacomo il 25 luglio.
  • Sagra della Patata, in frazione Pratolungo, la terza domenica di agosto a cura della Pro Loco.
  • Festival Gavi Musica e Cinema in memoria del maestro Angelo Francesco Lavagnino. A settembre la sezione musica mentre quella cinema, diretta da Steve Della Casa, si svolge a giugno.
  • Natività della Beata Vergine Maria, al Santuario Mariano in Valle l'8 settembre.
  • Festa della Madonna della Guardia, Santuario situato nel monte dei Turchini sopra la frazione Nebbioli il 29 agosto

Gavi nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • L'importanza di Gavi in epoca medioevale viene sottolineata nel libro Baudolino di Umberto Eco, dove la città viene citata sia per la sua posizione di frontiera con la Liguria sia per il suo vino.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Località di villeggiatura estiva, fonda la sua economia sul turismo e sul commercio locale.

Importante l'attività agricola della coltivazione della vite e produzione del vino; Gavi è infatti uno dei luoghi di produzione del vino omonimo, DOCG.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1985 27 maggio 1990 Alessandro Candia Democrazia Cristiana Sindaco [19]
27 maggio 1990 5 maggio 1992 Alessandro Candia Democrazia Cristiana Sindaco [19]
21 giugno 1992 24 aprile 1995 Enrico Ruzza - Sindaco [19]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Nicoletta Rachele Albano centro-sinistra Sindaco [19]
14 giugno 1999 15 ottobre 2000 Nicoletta Rachele Albano lista civica Sindaco [19]
27 maggio 2001 30 maggio 2006 Francesco Repetto lista civica Sindaco [19]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Nicoletta Rachele Albano lista civica Sindaco [19]
16 maggio 2011 in carica Nicoletta Rachele Maria Albano lista civica: Gavi nel cuore Sindaco [19]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ "La Stampa", Speciale Gavi, 1998
  4. ^ Generale SARTORE Comm. Federico, "Storia Popolare di Gavi Ligure", 1933 (ediz. 1987 a cura di Cassa di Risparmio di Alessandria)
  5. ^ "Il Barbarossa e i suoi alleati liguri-piemontesi: atti del convegno storico internazionale" a cura di Giuseppe C. Bergaglio (Gavi : s.n., 1987)
  6. ^ Cornelio Desimoni, "Annali storici Della città di Gavi e delle sue famiglie (dall' anno 972 al 1815)", 1896
  7. ^ ibidem
  8. ^ Cornelio Desimoni, "Annali storici Della città di Gavi e delle sue famiglie (dall' anno 972 al 1815)", 1896
  9. ^ a b c d Monumenti - Gli Oratori, su comune.gavi.al.it. URL consultato il 29 gennaio 2016.
  10. ^ Generale SARTORE Comm. Federico, "Storia Popolare di Gavi Ligure", 1933 (ediz. 1987 a cura di Cassa di Risparmio di Alessandria)
  11. ^ ibidem
  12. ^ ibidem
  13. ^ http://www.comune.gavi.al.it/monumenti_chiesa.asp
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ Museo della farmacia di Carletto Bergaglio, Gavi (AL)
  16. ^ Piemonte-Magazine.it
  17. ^ Comune di Gavi: personaggi illustri
  18. ^ Istituto Comprensivo Cornelio De Simoni
  19. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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