Fabbrica Curone

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Fabbrica Curone
comune
Fabbrica Curone – Stemma Fabbrica Curone – Bandiera
Fabbrica Curone – Veduta
La "piazza" di Fabbrica Curone, sullo sfondo la pieve di Santa Maria Assunta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
ProvinciaProvincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
SindacoRoberto Deantoni (lista civica "Uniti per Migliorare") dal 26-05-2019
Territorio
Coordinate44°45′19″N 9°09′18″E / 44.755278°N 9.155°E44.755278; 9.155 (Fabbrica Curone)Coordinate: 44°45′19″N 9°09′18″E / 44.755278°N 9.155°E44.755278; 9.155 (Fabbrica Curone)
Altitudine712 m s.l.m.
Superficie53,84 km²
Abitanti593[1] (31-12-2019)
Densità11,01 ab./km²
FrazioniBrentassi, Bruggi, Ca Bastardini, Caldirola, Ciossa, Costa dei Ferrai, Forotondo, Garadassi, La Gioia, Lunassi, Montecapraro, Morigliassi, Pareto, Pradaglia, Remeneglia, Salogni, Selvapiana, Serra Ponte del Mulino
Comuni confinantiAlbera Ligure, Cabella Ligure, Gremiasco, Montacuto, Santa Margherita di Staffora (PV), Varzi (PV), Zerba (PC)
Altre informazioni
Cod. postale15054
Prefisso0131
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT006067
Cod. catastaleD447
TargaAL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona F, 3 080 GG[3]
Nome abitantifabbricacuronesi
Patronosanta Maria Assunta
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fabbrica Curone
Fabbrica Curone
Fabbrica Curone – Mappa
Mappa del Comune di Fabbrica Curone all'interno della Provincia di Alessandria
Sito istituzionale

Fabbrica Curone (Frògna in piemontese, Fràuga nel dialetto locale) è un comune italiano della provincia di Alessandria, in Piemonte.

Fanno parte del comune le frazioni di Brentassi, Bruggi, Ca Bastardini, Caldirola, Ciossa, Costa dei Ferrai, Forotondo, Garadassi, La Gioia, Lunassi, Montecapraro, Morigliassi, Pareto, Pradaglia, Remeneglia, Salogni, Selvapiana, Serra Ponte del Mulino e le località di Areglia, Case Ciossa, Frinti, La Ca, La Lubia, Laghizzolo e Torricella.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato nell'alta valle del torrente Curone. È il comune più orientale della regione (confina inoltre con l'Emilia-Romagna e la Lombardia).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Montecapraro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fin dall'epoca longobarda il territorio è fra i possedimenti dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio, inserito nel territorio della corte monastica di Casasco[4][5][6][7]. Il paese sorse attorno al IX secolo come piccolo aggregato urbano intorno all'antica pieve di Santa Maria Assunta. Dotato di castello, fu poi soggetto ai vescovi di Tortona, in seguito a bolla papale nel 1157.
Elevato al rango di feudo imperiale, fu attribuito ai Malaspina, che lo tennero fino alla soppressione (1797).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 giugno 1985 5 giugno 1990 Eugenio Ferrari Partito Socialista Italiano Sindaco [8]
5 giugno 1990 24 aprile 1995 Eugenio Ferrari Partito Socialista Italiano Sindaco [8]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Eugenio Ferrari centro-sinistra Sindaco [8]
25 giugno 1999 14 giugno 2004 Eugenio Ferrari lista civica Sindaco [8]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Valter Toso lista civica Sindaco [8]
8 giugno 2009 12 giugno 2014 Roberto Deantoni lista civica Sindaco [8]
12 giugno 2014 in carica Fabio Sala lista civica: esperienza e gioventù Sindaco [8]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune faceva parte della Comunità Montana Valli Curone Grue e Ossona.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell'ultimo secolo il comune ha perso oltre l'80% della popolazione totale. Abitanti censiti[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'antica pieve di Santa Maria Assunta è un edificio romanico, composto da una navata centrale con tetto a capanna e da due navate laterali con tetto a falda semplice. L'ingresso è impreziosito da un portale in pietra, sormontato da una lunetta contenente un fregio romanico. Il protiro che movimenta la facciata è un'aggiunta recente (XIX secolo).

In frazione Lunassi è stato recentemente istituito un Museo della civiltà contadina, in cui sono raccolti strumenti, attrezzi, macchinari, documenti ed oggetti che dimostrano al visitatore la lotta per la sopravvivenza di una popolazione attaccata ad una terra poco fertile.

La frazione di Caldirola (1.110 m s.l.m.) è una nota stazione sciistica dotata di impianti di risalita.

Altra frazione è Salogni (950 m s.l.m.) presso cui scorre il Rio Maestro, sormontato dalla Cappelletta della Madonna della Cintura (origine XVI secolo). Da Salogni è possibile raggiungere quota 1400 m tramite strada asfaltata e da qui, percorrendo alcuni sentieri, i monti Chiappo (1699 m) ed Ebro (1701 m). Sempre da Salogni tramite sentiero n. 108 del C.A.I. si può raggiungere il Rifugio Ezio Orsi (m 1397) situato ai piedi del monte Ebro (m 1701).

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro Province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statistiche demografiche ISTAT, su Demo.ISTAT.it, 31 dicembre 2019. URL consultato il 23 luglio 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Storia Comune di Fabbrica
  5. ^ Giulio Buzzi, Carlo Cipolla, Codice diplomatico del monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, Volume I, II, III, Roma, Tip. del Senato, 1918
  6. ^ Valeria Polonio Felloni, Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia, In Palatio Archiepiscopali Ianuensi, 1962, p. 16a, Tabella I dei possedimenti in Italia.
  7. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  8. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN248276540
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