Quattordio

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Quattordio
comune
Quattordio – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Alessandria-Stemma.png Alessandria
Amministrazione
Sindaco Alessandro Venezia (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 44°53′50″N 8°24′22″E / 44.897222°N 8.406111°E44.897222; 8.406111 (Quattordio)Coordinate: 44°53′50″N 8°24′22″E / 44.897222°N 8.406111°E44.897222; 8.406111 (Quattordio)
Altitudine 135 m s.l.m.
Superficie 17,73 km²
Abitanti 1 682[1] (31-12-2010)
Densità 94,87 ab./km²
Frazioni Piepasso, Serra
Comuni confinanti Castello di Annone (AT), Cerro Tanaro (AT), Felizzano, Masio, Refrancore (AT), Viarigi (AT)
Altre informazioni
Cod. postale 15028
Prefisso 0131
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 006142
Cod. catastale H121
Targa AL
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Quattordiesi
Patrono santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Quattordio
Sito istituzionale

Quattordio, (Quatòrdi o Catòrdi in piemontese), è un comune italiano di 1.668 abitanti della provincia di Alessandria, in Piemonte.

Il paese si sviluppa accanto alla strada statale 10, fra Asti e Alessandria. L'abitato è diviso dal torrente Chiesetta che separa il nucleo antico da quello moderno.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Fra i luoghi d'interesse figurano la chiesa di San Pietro con la statua della Madonna del Rosario dello scultore Carlo Giuseppe Plura, il Palazzo Negri di Sanfront, attuale sede del Comune e Palazzo Tapparone e Palazzo Olivazzi, seicentesco, grandioso e ancora di proprietà della originale famiglia nobiliare, che sorge nella ampia piazza all'ingresso del paese. Il nome del paese deriva dalla sua collocazione: infatti i Romani chiamarono la zona Quattuordecimum per la presenza di un cippo miliare che stabiliva la distanza da Asti, quattordici miglia, appunto.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il paese fu, a partire dagli anni trenta, sede di numerose fabbriche che producevano e tuttora producono cavi e vernici per la FIAT. Tali industrie hanno attirato gli abitanti di paesi vicini e lontani che negli anni hanno edificato la parte moderna del paese, costituita in maggioranza da villette. Sul territorio comunale passano l'autostrada Torino-Piacenza e, seppur marginalmente, un tratto di ferrovia. Superata la regione denominata Tassara, vi è Felizzano.

Feudo degli Olivazzi e dei Civalieri, presenta in centro storico una vastissima corte rurale, denominata Cascina Palazzo, definita agli estremi da due palazzi. Il più ampio e magnificente, che si affaccia verso Alessandria, è il Palazzo Olivazzi, appartenente al casato che ebbe possedimenti anche a Milano, Torino e Cremona Palazzo Olivazzi, Milano . L'ampia corte rurale, interamente edificata in mattoni a vista, presenta edifici risalenti al '600 ed altri più recenti, come l'ampia stalla 'moderna', a 7 voltoni con soprastante fienile che delimita la Statale Padana in centro al paese. Tale edificio fu realizzato dagli Olivazzi nel 1844 e presenta murature in mattoni pieni con spessori di un metro! Si racconta che per cuocere tali mattoni fu realizzata una fornace direttamente all'interno della ampia corte e che per fu utilizzata la terra del posto, ricca di argilla. All'interno della cascina è ancora attiva l'azienda agricola. Azienda Agricola Olivazzi

Da segnalare fuori paese la presenza di un'antica costruzione difensiva, ora azienda agricola, chiamata Cascina Rocca Civalieri. Quattordio è dotato di centro sportivo con piscina, campi da tennis e da calcio, un oratorio e una casa di riposo. Ogni anno si svolge la festa dij sicòt dedicata ai Santi Pietro e Paolo in cui si possono gustare i tipici zucchini cucinati dalla pro loco del paese.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Serra[modifica | modifica wikitesto]

Serra (la Sèra in piemontese) è una piccola frazione di circa 100 abitanti situata a poca distanza dal confine con la provincia di Asti, in corrispondenza dei comuni di Castello di Annone e di Refrancore.

La morfologia del territorio è caratterizzata da un terreno pianeggiante, in cui spicca il colle su cui sorge l'abitato. Attraversano la pianura diverse stradine non asfaltate, che, passando attraverso i campi, consentono di raggiungere la regione Brezzi, nel comune di Refrancore e la piana di Piepasso, l'altra frazione di Quattordio.

Il centro della frazione è la piazzetta antistante la chiesetta dedicata al patrono San Francesco, dove si affacciano i locali del Centro ricreativo e della vecchia scuola elementare ora non più utilizzata. Gli insediamenti abitativi, composti per lo più da case coloniche, sono disposti lungo strada Montemagno e altre vie minori. Nelle vicinanze sono presenti anche ville e cascine.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è prevalentemente agricola, basata sulle coltivazioni di grano, mais, orzo, avena e girasoli, ma nei pressi del torrente Gaminella si possono trovare boschi di pioppo, destinati alla produzione di legname. Non mancano, inoltre, alcune vigne.

Ogni anno, a metà agosto si svolge la festa della Serra, durante la quale si possono gustare i piatti tipici del territorio, come gli agnolotti, la polenta con il cinghiale e la tradizionale fricia, una particolare versione del fritto misto alla piemontese.

Piepasso (Piepass in piemontese) si trova sulla strada che porta a Viarigi. La chiesa del paese è dedicata all'Assunta e fu parrocchia autonoma fino a quando venne incorporata in quella del capoluogo.

Nel territorio comunale ci sono altri piccoli nuclei quali Valdrosso (Vadròss), regione Bianca, regione Boca e regione Malvista.

Il paese è dotato di micronido comunale, scuole elementari, casa di riposo per anziani.

Castello di Lajone[modifica | modifica wikitesto]

Poco distante da Quattordio nella splendida cornice delle colline piemontesi del Monferrato, possiamo scoprire un delizioso castello realizzato nel 1600 e successivamente ampliato e abbellito. Inserito fra i "Castelli Aperti" del Basso Piemonte oggi è un ambiente che custodisce gelosamente il suo splendore conservando intatta l’originale bellezza. È dotato di un roseto e di un parco a giardino con querce, sequoie e cedri del Libano. .

SIETE CURIOSI...

Ebbene se vi volete togliere la voglia di sentire tante emozioni tutte insieme e dare al vostro sogno un nome c'è il Castello di Lajone in Piemonte, tra Asti e Alessandria nel Comune di Quattordio, circondato da laghetti, boschi, e torrenti come la Gaminella, Chiesetta, Tagliarolo e Sant'Andrea. Acque che da sempre hanno permesso di avere ricchi raccolti di cereali, canapa e uve nella campagna circostante il maniero. Questo luogo attirò l'attenzione di numerose famiglie nobili che possedevano dimore eleganti per la villeggiatura. La cura dei terreni, delle cascine e della coltivazione era affidata ai contadini locali.

Tra i molti villeggianti verso la fine del Cinquecento arrivò a Quattordio Cristiernia, figlia di Cristiernio, il Re della Danimarca, ospitata dai conti Civalieri. Il paese era stato a lungo proprietà dei nobili Guttuari di Asti che a partire dal XIV secolo, oltre al territori di Masio, possedevano anche ben 48 punti di giurisdizione feudale intorno a questo luogo. Ma la storia non si ferma ai Guttuari, perché si sono avvicendati a queste famiglie anche i Civalieri, i Mantelli, gli Olivazzi, i Colli, tutti nome per il tempo altisonanti.

In quel determinato periodo storico, un po' perché le famiglie più agiate volevano distinguersi e un po' per credo religioso, iniziò la consuetudine di tramandare ai posteri i propri averi facendo in modo che le chiese portassero il nome di questo o di quel casato: venivano donate cappelle, altari, luoghi sacri e anche lasciti ai cappellani. Da qui il nome di "cappellania" dato alle istituzioni non parrocchiali. Alla famiglia concedente l'altare veniva accordato il diritto di patronato che, se laico come nel caso dei nobili, competeva oltre al patronato stesso anche ai suoi eredi. Furono le vicissitudini conosciute da uno di questi lasciti, una "cappellania", a svelare un pezzo della storia di un edificio conosciuto a Quattordio come Castello di Lajone.

Correva l'anno 1624, quando l'allora feudatario di Quattordio, Annibale Guttuario, fece testamento davanti al notaio Pietro Maccabeo istituendo una "cappellania" che comprendeva diverse proprietà, tra le quali anche gli "Edifici Padronali e Rurali" ad essa aggregati in questo territorio, denominati del Lajone. Il nobile Guttuario fece erigere una cappella nella chiesa parrocchiale di Quattordio e la dedicò alla Beata Vergine del Carmine, dotandola di una lista di possedimenti che riempiva diverse pagine dell'atto notarile in questione, nel quale compare la proprietà di Lajone.

L'edificio padronale andava via via assumendo l'aspetto di dimora signorile e di castello, per volere del proprietario in virtù del suo rango.

Estintesi i Guttuari la proprietà di Lajone se la contesero i Conti Mantelli, i Marchesi Inviziati Baggiani e Branciforte, i Conti Cavalieri...tanto che a nel 1824, per risolvere i litigi per accaparrarsi la proprietà, venne emessa un'ordinanza dell'Eccellentissimo Real Senato di Torino. Alla fine gli edifici padronali di Lajone andarono al Marchese Carlo Inviziati Baggiani di Braciforte, ultimo proprietario nobile. La proprietà successivamente venne venduta a ricchi possidenti terrieri e borghesi tra i quali i Croce e i Berruti. Oggi il Castello di Lajone con il suo parco secolare e le sue stupende scuderie è stato completamente restaurato grazie all'amore di una famiglia milanese di adozione ma veneta di nascita.

Le sale affrescate, lo scalone che porta al primo piano, la torre, i camini, i tappeti, i lampadori di cristallo, il trono dorato così pure le consolle e divanetti sono tutti d'epoca. Ci sono ritratti del Settecento e dell'Ottocento e alcuni di soggetti religiosi di rara bellezza. Nelle cantine a volta, si possono ammirare le bocche di lupo e l'infernott; piantina a pianta pentagonale fornita di vini pregiati situata sotto il torrione. Da qui durante il periodo destinato alle visite turistiche dopo una "scalata" di cento gradini avviluppati da pareti originali, si può godere una vista panoramica a 360 gradi sulla valle. Il castello è circondato da un parco secolare composto da piante rare come il pino ispanico, calodendron, pino silvestre marittimo, sofora nipponica e querce. Non mancano aiuole fiorite e una piscina circondata da stutue, dei gazzebi e una scuderia rimodernata pur mantenendo le parti originali che ben si adatta a festi e ricevimenti. Tra le altre curiosità cittadine c'è la chiesa di San Pietro, Palazzo Negri di Saanfront, attuale sede del Comune, Palazzo Tapparone e Palazzo Olivazzi. Ma la cosa che più incanta è il lungo viale di alberi fioriti candidi come la neve che porta al cancello del Castello di Lajione dove si dice a fare da custode in realtà ci sia una fantasma protettore che la leggenda dice sia una donna il cui nome lo sanno in pochi tra i quali naturalmente gli attuali proprietari. Molte spose vogliono festeggiare qui le loro nozze, in una scenografia secolare e moderna, ricca di confort al tempo stesso attratti dalla bellezza del posta e dalla magia che il Castello continua ad emanare nei secoli. (Un sito è a disposizione di turisti, studiosi e interessati).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

A causa della crescente emigrazione, il paese continua a perdere abitanti; al 31 dicembre 2006 si è attestata la cifra di 1704 residenti con 17 abitanti in meno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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