Edilio Rusconi

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Piastrella autografata da Rusconi sul muretto di Alassio

Edilio Rusconi (Milano, 11 novembre 1916Milano, 10 luglio 1996) è stato un editore, giornalista, scrittore e produttore cinematografico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Compì gli studi classici e si laureò in Lettere a Milano (con una tesi su Alfredo Panzini) all'Università Cattolica del Sacro Cuore, vincendo anche un Littoriale della cultura e dell'arte. Fu scrittore prima di dedicarsi al giornalismo. Durante la Resistenza fece parte del gruppo di Edgardo Sogno. Catturato dai tedeschi, fu deportato in Germania e internato.

I periodici[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Liberazione fu chiamato, dall'editore Angelo Rizzoli, a dirigere Oggi, settimanale d'attualità che la casa editrice voleva rilanciare. Oggi uscì il 25 luglio 1945, battendo sul tempo i giornali concorrenti. Rusconi portò il settimanale al successo, guidandolo ininterrottamente fino al 1956. Nel 1954 iniziò l'attività di editore, acquistando con Pietro Paolazzi le testate Gioia e Rakam dal commendator Vismara della Gazzetta dello Sport.

Nel novembre 1956 decise di fondare una propria casa editrice, la «Rusconi e Paolazzi», e un proprio settimanale, Gente (uscito nel 1957), di cui fu per i primi anni editore e direttore insieme. Nel 1964 rilevò il settimanale Eva, che rinominò Eva Express. Nel 1966 la casa editrice cambiò denominazione in Rusconi Editore. Negli anni successivi si aggiunsero Gente Motori (1972), Il Settimanale (1974-1977), Tuttomoto (1976), Gente Viaggi (idem), Musica Jazz (1981), e altri periodici di successo.

Dopo un tentativo, fallito, di entrare nella proprietà del «Messaggero» (1973), nel 1984 Rusconi entrò nel settore dei quotidiani rilevando la proprietà del milanese «La Notte».

Nel 1999 Alberto Rusconi, figlio del fondatore, vendette la casa editrice al gruppo editoriale francese Hachette.

I libri[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1969 diede vita alla Rusconi Libri, avvalendosi della collaborazione di Alfredo Cattabiani[1] prima e di Raffaele Crovi poi. La casa editrice si impose con opere come Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien, Difesa della luna di Guido Ceronetti, Heliopolis e Eumeswil di Ernst Jünger e Il quinto evangelio di Mario Pomilio. E in particolare ebbe successo con le collane saggistiche. Dal 2000 il marchio Rusconi Libri e tutti i relativi titoli a catalogo sono stati ceduti all'editore Caimi, proprietario di RL Gruppo Editoriale.

Nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Rusconi fu tentato anche dal cinema e fondò la Rusconi Film, che produsse quattro film. Tre nel 1974: Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno, diretto da Luciano Salce e interpretato da Paolo Villaggio, Lyla Kedrova e Eleonora Giorgi, Anno uno, diretto da Roberto Rossellini e interpretato da Luigi Vannucchi (nei panni di Alcide De Gasperi) e Gruppo di famiglia in un interno, diretto da Luchino Visconti[2] e interpretato da Burt Lancaster, Helmut Berger e Silvana Mangano. Il film ricevette il David di Donatello. Nel 1975 la Rusconi Film produsse il quarto e ultimo film, Bianchi cavalli d'agosto, diretto da Raimondo Del Balzo e interpretato da Jean Seberg e Frederick Stafford.

Nella televisione[modifica | modifica wikitesto]

Finita la parentesi cinematografica, verso la fine degli anni Settanta entrò nel mondo nascente delle Tv private e fondò a Milano Antenna Nord e a Roma Quinta Rete. Furono emittenti con un'utenza di carattere regionale, ma che diedero vita poi al network Italia 1. L'esperienza televisiva di Rusconi si concluse nel 1982, con la cessione del network alla Fininvest di Silvio Berlusconi.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nelle elezioni europee del 1994 si candida nelle liste del Partito Popolare Italiano nella circoscrizione Nord-occidentale. Circa tre settimane prima della consultazione annuncia il proprio ritiro. Il suo nome rimane nella lista e raccoglie circa 10.000 preferenze. Morì all'età di 79 anni lasciando la moglie e il figlio Alberto unici eredi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Prima di dedicarsi a tempo pieno al giornalismo e avviare la sua fortunata carriera imprenditoriale, Rusconi fu uno scrittore. I suoi libri:

  • Giorni sul fiume ed altri racconti (1942, Ed. di Lettere d'oggi)
  • Comune solitudine: Ritratti letterari (1944, Rizzoli)
  • Casamento 84 (1944, Rizzoli)
  • Il cuore e una città (1947, Rizzoli)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Così è narrata l'iniziativa da Camillo Langone. CATTABIANI. L'epurato delle cause perse, Il Giornale, 3 novembre 2002:"Nel '69, l'anno dell'autunno caldo, quando Edilio Rusconi chiama Cattabiani a Milano per dirigere la neonata Rusconi Libri. I nuovi uffici diventano un covo di imperdonabili, sinonimo spesso di insopportabili e importuni: il neo-direttore fa esordire Guido Ceronetti, fa scrivere Cristina Campo, fa collaborare Piero Buscaroli e Paolo Isotta. Per farsi odiare dal mondo basta e avanza l'aver messo in circolazione i nomi citati ma lui non è ancora pago, vuole danneggiare ulteriormente la propria reputazione e ci riesce benissimo, mettendosi a tradurre Drieu La Rochelle. Nell'Italia degli anni settanta è come infilarsi in una tomba trascinandosi addosso una lastra di marmo".
  2. ^ Il quale "accettò che il produttore del film Gruppo di famiglia in un interno fosse un uomo di destra in cerca di rispettabilità culturale come Edilio Rusconi (a chi glielo rimproverava disse, sacrosantamente, che i capitali non sono di sinistra)": così Masolino D'Amico, PERSONAGGI DEL '900. Un leader nato, un perfezionista impossibile da imbrogliare e un mago, La Stampa, 20 marzo 2001.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 2 giugno 1970
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1985[1]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1960[2]
  • Nel 1995 ricevette la Medaglia d'oro per i suoi 50 anni di attività nel giornalismo e nell'editoria.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Scheda sulla Rusconi Film dell'Internet Movie Database

Predecessore Direttore di Oggi Successore
Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti 21 luglio 1945 - 29 novembre 1956 Emilio Radius
Predecessore Direttore del Corriere dello Sport Successore
Giuseppe Melillo 18 maggio - 10 giugno 1960 Antonio Ghirelli
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