Moncler

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Moncler S.r.l.
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Stato Italia Italia
Borse valori Borsa Italiana: MONC
Fondazione 1952 a Monestier-de-Clermont
Fondata da René Ramillon
Sede principale Via Enrico Stendhal 47, Milano
Persone chiave Remo Ruffini - Presidente, Direttore creativo[1]
Settore Tessile
Fatturato 694.2 milioni di euro http://www.monclergroup.com/it/investors/bilancio-interattivo/ (2014)
Sito web

Moncler è un'azienda tessile specializzata in abbigliamento invernale. Moncler è stata fondata nel 1952 da René Ramillon, artigiano di attrezzature da montagna francese, a Monestier de Clermont.

La società è quotata nell'indice FTSE MIB della Borsa di Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Piumino Moncler

Il nome Moncler, marchio di abbigliamento fondato nel 1952 da René Ramillon (fabbricante di articoli da montagna), è l'acronimo di Monestier de Clermont, località francese vicina a Grenoble dove l'azienda è stata fondata.

All'inizio Moncler produceva sacchi a pelo imbottiti, un unico modello di mantella foderata con cappuccio e tende con struttura telescopica e copertura esterna. Il prodotto più venduto era in particolare le tende.

I primi piumini Moncler furono prodotti nel 1954 per gli operai dell'azienda stessa, che li indossavano sopra la tuta da lavoro nel piccolo stabilimento di montagna. L'alpinista Lionel Terray, amico di René Ramillon, li notò, e sotto la sua consulenza Moncler mise a punto la prima linea specializzata per l'alpinismo in alta quota, "Moncler pour Lionel Terray". Gli articoli furono provati nel corso di varie spedizioni e perfezionati.

I piumini Moncler equipaggiarono, tra le altre, le seguenti spedizioni:

Nel 1968 Moncler diventò fornitore ufficiale della nazionale francese di sci alpino durante i Giochi Olimpici Invernali di Grenoble. Fu in questa circostanza che il logo Moncler mutò, sostituendo il precedente Monte Eguit con il disegno di un gallo.

Nel 1972 la squadra francese utilizzò una variante del piumino: non più la versione "doppia", ma un singolo capo più maneggevole e leggero per i requisiti di una competizione agonistica. Denominata inizialmente "Huascaran" e in seguito "Nepal", la linea disponeva di spalline in pelle per appoggiarvi gli sci senza danneggiare il tessuto. Il concomitante decollo del turismo invernale di massa, ebbe ripercussioni positive sulle vendite.[2] Negli anni ottanta il piumino con le sue impunture e il suo effetto "verniciato", disponibile anche in colori sgargianti, iniziò a diffondersi nelle aree urbane.[3] La stilista Chantal Thomass, collaborando con l'azienda fino al 1989, ne rivisitò l'estetica.

Nel 1992 Moncler diventò un marchio italiano, per mezzo di Pepper Industries, che poi lo cedette a Finpart.[4] Nel 2003 il marchio fu acquisito dall'imprenditore Remo Ruffini (presidente e direttore creativo dell'azienda). Nel 2008 il gruppo Carlyle rilevò una quota aziendale pari al 48%, mentre a Ruffini rimase il 38%. Nel 2011 primo azionista diventò il fondo francese Eurazeo (45%); Ruffini restò il secondo azionista (scendendo però dal 38 al 32%), mentre il gruppo Carlyle ridusse la propria quota dal 48 al 17,8%.[5]

Nel 2013 l'azienda viene quotata presso la Borsa di Milano e dal 24 marzo 2014 è presente nel segmento FTSE MIB.

Nel 2015 Remo Ruffini torna primo azionista di Moncler mantenendo la sua quota del 32%, mentre il fondo francese Eurazeo vende parte delle sue azioni scendendo al 15,5%.[6]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2011 Moncler è al centro di alcune polemiche: a seguito della sua richiesta di bloccare l'accesso degli utenti italiani a 493 siti e domini contenenti il marchio.[7][8]
  • Nel novembre 2014 un'inchiesta del programma televisivo Report critica duramente alcune presunte politiche produttive dell'azienda, fatto che determina una notevole flessione in borsa del titolo nei giorni successivi.[9] Attualmente la produzione è stata spostata in Moldavia.

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Moncler offre al pubblico una gamma variegata di piumini, collocati generalmente nella fascia di lusso, con un allargamento del mercato anche verso la stagione estiva. È presente nel mercato con diverse collezioni:[10]

  • Moncler (1952): è la linea principale; offre capispalla, e accessori per donna e uomo.
  • Moncler Gamme Bleu (2009): è una collezione maschile affidata allo stilista Thom Browne; offre capi maschili dal taglio sartoriale e con tessuti di qualità.
  • Moncler Gamme Rouge (2006): è una collezione couture, disegnata da Giambattista Valli. La collezione è stata firmata dal 2006 al 2008 da Alessandra Facchinetti.
  • Moncler Grenoble (2010): è una collezione che reinterpreta gli stili del passato, sia negli indumenti da sci sia in quelli per il dopo-sci, così come ai capi per la quotidianità metropolitana. Moncler Grenoble prende il nome dalla città di montagna dove è nata l'azienda.
  • Moncler Enfant (2009): è la linea bambino, offre capi ed accessori bebè, baby e junior fino ai 14 anni.

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Moncler ha collaborato negli anni con diverse aziende e designer, firmando collezioni o prodotti a edizione limitata:

  • Fendi (2006) - collaborazione per la borsa "Spy Moncler", versione in piumino dell'omonima produzione Fendi[11]
  • Comme des Garçons - collaborazione per la linea "Comme des Garçons Moncler 365"
  • Moncler V (2010-2011) - collaborazione per l'edizione speciale maschile della linea principale, disegnata da Hiroki Nakamura. La collezione aveva per oggetto capi degli anni cinquanta/sessanta, reinterpretati in chiave moderna. Moncler V ha preso il nome dalla Visvim, azienda di cui Nakamura era direttore creativo
  • Mykita - collaborazione per la linea di occhiali "MYKITA & Moncler", con i modelli "Lino" e "Achille"
  • Rimowa (2012) - collaborazione per una personalizzazione della valigia "Topas Stealth" dell'azienda tedesca

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Moncler viene commercializzato in boutique indipendenti e presso i rivenditori di alta fascia in: Italia, Francia, Svizzera, Austria, Germania, Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Ungheria, Stati Uniti, Turchia, Cina, Corea del Sud e Giappone

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'intervista a Remo Ruffini presidente e direttore creativo di Moncler, marieclaire.it. URL consultato il 3 gennaio 2013.
  2. ^ "Now and... Moncler, 1952-2002'", Baldini&Castoldi, 2002
  3. ^ www.elle.it, elle.it. URL consultato il 13 novembre 2012.
  4. ^ Antonia Jacchia: Blitz di Eurazeo, Moncler è francese dal Corriere della Sera del 7 giugno 2011, pagina 39.
  5. ^ Antonia Jacchia: articolo citato.
  6. ^ http://www.consob.it/main/emittenti/societa_quotate/index.html
  7. ^ Internet, Moncler fa oscurare 500 siti perché 'citavano' il nome dell'azienda da la Repubblica del 7 ottobre 2011.
  8. ^ Dissequestrati 493 siti web, vittoria storica dei provider da la Repubblica del 4 novembre 2011.
  9. ^ Effetto Report su Moncler, dopo l’inchiesta tv il titolo a Milano scivola in Borsa, lastampa.it, 3 novembre 2014. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  10. ^ www.moncler.com, moncler.com.
  11. ^ www.ohmybag.it, ohmybag.it. URL consultato il 13 ottobre 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]