Beghelli

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Beghelli
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Borse valoriBorsa Italiana: BE
Fondazione1982
Fondata daGian Pietro Beghelli
Sede principaleMonteveglio
Settoreelettronico
Prodottisistemi di illuminazione di emergenza e salvavita
Fatturato180,4 milioni di [1] (2016)
Utile netto3,8 milioni di €[1] (2016)
Dipendenti1.387 (2016)
Sito web

Beghelli S.p.A. è un'azienda italiana che opera nel settore elettronico e della sicurezza. È quotata alla Borsa di Milano nell'indice FTSE Italia Small Cap.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima lampada portatile d'emergenza con nome Beghelli risale al 1978 quando Gian Pietro Beghelli, bolognese, gestisce tre piccole aziende artigianali per l'assemblaggio elettromeccanico: gli viene l'idea in seguito a una copiosa nevicata che causa diversi giorni di black out sulle colline di Monteveglio, alle porte di Bologna.[2] In seguito realizza la prima lampada d'emergenza a installazione fissa e nel 1982 fonda la Beghelli per la produzione di apparecchiature per l'illuminazione. Ampliando nel tempo l'attività, dall'illuminazione per l'emergenza all'illuminazione a risparmio energetico sino ai sistemi elettronici per la sicurezza domestica e industriale: sistemi antintrusione, rivelatori di gas, teleassistenza e telesoccorso. Nel 1998 quota l'azienda in Borsa.

A metà degli anni novanta lancia il Telesalvavita, un sistema di telesoccorso che permette di inviare ai familiari e agli amici richieste di aiuto premendo il tasto del telecomando. In seguito collega il prodotto al Centro SOS Beghelli, una centrale operativa tutto l'anno e per l'intero arco della giornata, a cui possono essere collegati i dispositivi Beghelli in modo da fornire assistenza agli anziani. Col tempo il salvavita per le persone anziane diventerà un portatile connesso al telefonino.[3]. Una soluzione più completa per la sicurezza domestica è fornita da Intelligent Beghelli, un sistema integrato che può essere collegato con il Centro SOS del Gruppo.[4] Per promuoverlo in televisione, lo stesso Gian Pietro Beghelli s'impegna personalmente nello spot pubblicitario. Ricorre invece a Robert De Niro per lo spot con cui presenta al mercato Illumina 626, la lampada per illuminazione a risparmio energetico.

Tra il 1999 e il 2000 inizia l'espansione all'estero. Acquisisce la Elplast nella Repubblica Ceca con sede a Brno e specializzata nella produzione di plafoniere di metallo, la canadese Luxnet (diventerà poi la Beghelli Canada) produttrice di apparecchi di lluminazione e di emergenza, la tedesca Praezisa, produttrice di sistemi centralizzati di emergenza e secondo operatore sul mercato tedesco dell'illuminazione d'emergenza. Apre all'estero anche filiali, dagli Stati Uniti alla Cina.

Nel 2009 lancia un servizio per i Comuni che prevede l'installazione di impianti di illuminazione di nuova generazione a costo zero, da pagare cioè con il risparmio di energia ottenuto nell'arco di 7-8 anni. Finisce invece in mezzo alla crisi economica (aggravata anche dal taglio agli incentivi al fotovoltaico) con una pesante esposizione e con le banche che congelano i crediti.[5] Nel 2013, con il fatturato in calo, i magazzini pieni di prodotti e i conti in rosso, scatta il piano di risanamento con il congelamento dei debiti con le banche, il ridimensionamento della produzione e il ricorso alla cassa integrazione. Dal 2015 la ripresa, con un centro ricerca composto da un centinaio di persone e con nuovi prodotti come l'apparecchio a led intelligenti che autoregola l'illuminazione in base alla luce esterna e al numero delle persone nella stanza.

In azienda lavorano già da tempo i tre figli: Luca (1970) si occupa del marketing, Graziano (1974) segue il commerciale, Maurizio (1981) i servizi.

Consiglio d'amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Presidente e amministratore delegato: Gian Pietro Beghelli
  • Consigliere: Luca Beghelli
  • Consigliere: Graziano Beghelli
  • Consigliere: Maurizio Beghelli
  • Consigliere: Matteo Tamburini
  • Consigliere: Giorgio Cariani
  • Consigliere: Fabio Pedrazzi
  • Consigliere: Daria Maccaferri
  • Consigliere: Raffaella Martone
  • Consigliere: Giovanni Pecci

Fonte: bilancio 2016 dell'azienda approvato il 27 marzo 2017.

Azionariato[modifica | modifica wikitesto]

L'azionariato comunicato alla Consob è il seguente[6][7]:

Principali Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Beghelli Servizi - Monteveglio (BO) - 100% (attiva nel campo della sicurezza della persona, anche nei luoghi di lavoro, tramite la centrale operativa SOS Beghelli)
  • Elettronica Cimone S.r.l. - Pievepelago (MO) - 100% (centro di produzione di tutti i componenti elettronici dei prodotti Beghelli)
  • Beghelli Savigno - 100% (sede sulle colline bolognesi, è un centro di produzione dei componenti stampati per i prodotti Beghelli)
  • Beghelli Canada Inc. - Canada - 100% (in seguito all'acquisizione nel 2000 della Luxnet)
  • Beghelli USA - USA - 90% (sede nel sud della Florida)
  • Beghelli de Mexico - Messico - 100%
  • Beghelli Praezisa - Germania - 100% (acquisita nel 2000)
  • Beghelli Elplast - Repubblica Ceca - 100% (acquisita nel 1999)
  • Beghelli Hungary - Ungheria - (sede a Budapest)
  • Beghelli Polska - Polonia - 100%
  • Beghelli Asia Pacific - Hong Kong - 60%
  • Beghelli China - Cina - 100% (produce e vende prodotti di illuminazione)

Bilancio 2016[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo Beghelli ha registrato nel 2016:

  • fatturato di 180,4 milioni con l'export che incide per il 48%
  • EBIT di 19,1 milioni
  • utili per 3,8 milioni
  • l'indebitamento finanziario netto di 68,5 milioni[1]
  • dipendenti 1387 (444 in Italia, 180 nella Ue, 793 al di fuori della Ue di cui 591 in Asia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Beghelli, fatturato e utili in aumento nel 2016, su finanza.lastampa.it, 22 marzo 2017. URL consultato il 18 ottobre 2017.
  2. ^ Imprenditori eccellenti, Il Sole 24 Ore, 2003, p. 102.
  3. ^ Corriere della Sera, 16 ottobre 2015.
  4. ^ Imprenditori eccellenti, op.cit., p. 104
  5. ^ Beghelli: "Così ho salvato la vita dell'azienda", su corriere.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  6. ^ Consob, su consob.it.
  7. ^ Le percentuali di azionariato derivano da quanto comunicato dagli azionisti, secondo quanto previsto dall'articolo 120 del TUF. Parti minori dell'azionariato possono essere indicate direttamente dalla società attraverso altre fonti.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]