Selenia

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Selenia Industrie Elettroniche Associate S.p.A.
Stato Italia Italia
Fondazione 22 marzo 1960 a Napoli
Chiusura 21 dicembre 1990
Sede principale Napoli
Settore Elettronica
Prodotti

Selenia Industrie Elettroniche Associate S.p.A. era una azienda italiana che operava nel settore dell'elettronica (satelliti, impianti radar, telecomunicazioni) e della difesa. Aveva stabilimenti a Fusaro, Roma e Giugliano.

Era controllata dall'IRI, attraverso Finmeccanica (oggi Leonardo-Finmeccanica)[1] e STET.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Era stata fondata a Napoli il 22 marzo 1960, con sede a Napoli, dalla fusione di Sindel e di Microlambda con il nome di Sipel - Società industriale prodotti elettronici S.p.A., partecipata da Edison (20%), Finmeccanica e Raytheon (40%).

Microlambda-Società per Studi ed Applicazioni di Elettronica esistente dal 1951 era una società Finmeccanica-Raytheon già attiva nel settore della radaristica, mentre Sindel era un'azienda del gruppo Edison composta da un gruppo di ex ingegneri Microlambda. Con questa fusione si aveva intenzione di creare un polo industriale italiano per la creazione di complessi elettrici ed elettronici per uso militare.

Si trasforma in Selenia il 6 giugno 1960 e amplia il suo settore di business alle applicazioni per informatica e telecomunicazione civili. Nello stesso anno collabora alla costruzione del sistema missilistico contraereo NATO Raytheon MIM-23 Hawk su licenza Raytheon.

Nel 1961 fonda Vitroselenia.

Nel 1969 avrà un ruolo primario in CIA S.p.A., consorzio italiano che si occuperà della progettazione e della costruzione del satellite per telecomunicazioni Sirio 1, in virtù della sua specializzazione nella produzione di apparati di telecomunicazione e telemetria. Le sue attività troveranno impiego anche nel settore meteorologico, missilistico (Aspide) ed aeroportuale.

Nel 1982 le attività di Selenia-Divisione Spazio vengono cedute a Selenia Spazio S.p.A. (Selenia-Elsag, Gruppo STET; dal 1989 Finmeccanica).

Il 21 dicembre 1990 Aeritalia incorpora Selenia e cambia denominazione in Alenia.

Oggi, la sua eredità è stata raccolta da Selex ES, parte del gruppo Finmeccanica (oggi Leonardo).[2]

Dati e attività[modifica | modifica wikitesto]

Secondo un reportage di Roberto Gressi, Roma Capitale delle Armi, pubblicato su L'Unità del 12 settembre 1987, nell'anno precedente Selenia ha realizzato 1.450 miliardi di lire di fatturato di cui 570 all'estero con un portafoglio ordini di 3.500 miliardi di lire e 12.800 dipendenti in 15 stabilimenti. Produceva radar (Pluto, Argos, controllo traffico aereo civile e militare), contromisure elettroniche (intercettazione, analisi e disturbo dei segnali radar di terzi) e sistemi missilistici (Aspide, Spada, Albatros), sistemi per l'elettronica di bordo/avionica (Panavia Tornado, AMX) e sistemi di puntamento laser/controllo guida missili/tiro.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ansa, Finmeccanica: ok a nuovo nome 'Leonardo', ansa.it, 28 aprile 2016.
  2. ^ Ansa, Finmeccanica: ok a nuovo nome 'Leonardo', ansa.it, 28 aprile 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]