Volta Industries

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Volta Industries
StatoItalia Italia
Fondazione1989
Chiusura1996
Sede principaleBadia a Settimo
SettoreElettronica
Prodottibatterie elettriche

La Volta Industries è stata un'azienda italiana produttrice di batterie elettriche.

La ditta, la cui denominazione era Volta Industries S.r.l., nacque nel 1989 per iniziativa di alcuni ex dirigenti della filiale italiana Duracell[1]; questi acquistarono dalla stessa multinazionale delle batterie, lo stabilimento di Scandicci[2], già utilizzato dalla Superpila, con i suoi macchinari e le tecniche, assumendo il personale già impiegato in Superpila.

Rimasta l'ultimo produttore italiano di pile allo zinco, l'azienda ridusse progressivamente il personale a 140 dipendenti[3], facendo largo uso di ammortizzatori sociali e forme di sostegno. La commercializzazione riguardò sia prodotti già Superpila (rimarchiati Volta's), che nuovi accumulatori. Senza piani aziendali o di ricerca utili a rilanciare la propria posizione nel settore, l'attività di Volta si protrasse fino al 1996, quando dichiarò fallimento[1]. Nonostante ciò, ancora negli ultimi anni di produzione, la proprietà continuò a depositare brevetti per pile di nuova generazione[4], mai prodotte.

La chiusura delle attività è stata fortemente criticata a livello politico e mediatico; la magistratura aprì un fascicolo ipotizzando il reato di falso in bilancio finalizzato alla creazione di fondi neri[5], arrivando alla condanna per bancarotta dell'allora dirigenza[1].

La grande sede ereditata da Volta, in via Pisana 336, riconvertita ed acquisita dalla società Costantinopoli[6], ampiamente rimaneggiata internamente, è stata divisa e ceduta in modo differenziato: l'edificio a cupola e quello alla sua sinistra sono stati venduti a Giga Grandi Cucine, la palazzina amministrativa è andata a Champions Europe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Condannato per bancarotta l'ex vicepresidente della Volta, in la Repubblica, 6 dicembre 2006.
  2. ^ G. De Luca, Le società quotate alla Borsa valori di Milano dal 1861 al 2000, Schweiller, 2002, p. 464
  3. ^ Dal sito Infoleges.it
  4. ^ Dry Battery Having a Cathode with Additives. URL consultato il 28 maggio 2015.
  5. ^ Camera Deputati, Interrogazione, su dati.camera.it.
  6. ^ Comune di Scandicci, Attestazione di Agibilita`. (PDF), 17 luglio 2000.
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