Fallimento (diritto)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il fallimento è un istituto giuridico, regolato dalle normative del diritto commerciale: tratta la situazione di un'impresa dissestata dal punto di vista economico.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

Con questa procedura concorsuale, l'apposito tribunale fallimentare spossessa l'imprenditore reo di insolvenza dei propri beni al fine di risarcire i creditori: in seguito alla sentenza di accertamento, viene nominato un curatore fallimentare cui spetta l'esecuzione della procedura (evitabile, se non addirittura estinguibile, tramite il concordato preventivo).

Per il Codice penale italiano, gli atti compiuti dall'imprenditore e mirati a ledere l'interesse dei creditori sono configurati come reato (per esempio la bancarotta).

Nei vari ordinamenti giuridici[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]