Phonola

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Il logo della Phonola

Phonola è stato un marchio italiano dell'elettronica di consumo, in particolare nel settore degli apparecchi radio-televisivi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1929 venne costituita a Saronno l'azienda FIMI S.A. (acronimo di Fabbrica italiana materiali isolanti), di proprietà della famiglia Poss, che iniziò l'attività producendo materiali isolanti.

Nel 1931 avviò la produzione e la commercializzazione di apparecchi radiofonici. Per farlo, scelse di avvalersi di un marchio diverso dal proprio nome di ditta: nacque così il nome Phonola. Nel 1940 inizia la collaborazione con uno dei maggiori design della storia italiana Livio Castiglioni, che durerà fino al 1960.

La Phonola 547

Uno dei prodotti più famosi fu la radio a forma di telefono, modello 547, progettata da Pier Giacomo Castiglioni, Livio Castiglioni e Luigi Caccia Dominioni[1] e prodotta in molte varianti a partire dal 1939, la quale costituisce uno degli esempi di disegno industriale italiano. Altri modelli Phonola importanti furono anche quelli della linea Neosinto e Telesinto.

Nel 1937, Phonola su progetto di Domenico Mastini, presenta l'apparecchio radio a gettone (radiomoneta) che rimaneva in funzione per un tempo programmato, proporzionalmente al tipo di moneta inserita in una apposita gettoniera collegata alla alimentazione della radio. Per questa soluzione, la Phonola progettò e mise in produzione il modello 670M (M=Mastini). Il 670M era, nel progetto base, una supereterodina economica a tre valvole (con circuito reflex) per la ricezione delle onde medie. L'apparecchio subì successive varianti per renderlo appetibile anche come normale ricevitore economico (senza gettoniera).

Con lo scoppio della guerra, le attività produttive dell'azienda furono sospese. La ripresa avvenne nel 1945, e la società iniziò anche la fabbricazione di apparecchi conto terzi, con i marchi Grundig, Minerva e Siemens.

Nel corso degli anni cinquanta avviò pure la produzione dei primi televisori.

Nel 1969 la FIMI venne rilevata dalla Philips, così come anche il marchio Phonola. Con la nuova proprietà, le attività dell'azienda furono diversificate, e si specializzò anche nella produzione di monitor professionali per applicazioni medicali.

Negli anni novanta il marchio Phonola fu acquistato dalla Sèleco, e nel 1997, insieme ad altri brand (come la stessa Sèleco) passò al gruppo Formenti.

Dopo il fallimento di quest'ultima, la proprietà del marchio è stata attribuita nel 2006 alla società Super//Fluo fino al febbraio 2010, quando il marchio è stato ceduto, assieme a quelli Sèleco e Imperial, ad una nuova società denominata Selek Technology dell'imprenditore udinese Kelen Calligaro[2], che non è riuscito ad avviare progetti di rilancio commerciale.

La FIMI di Saronno[modifica | modifica wikitesto]

La FIMI di Saronno risulta tuttora esistente[3]. Acquisita dalla Barco, ha proseguito la propria attività di costruzione ed assemblaggio di displays, soprattutto per uso medicale, intrapresa dal 1977[4].

Il marchio Phonola nello sport[modifica | modifica wikitesto]

La canottiera della Juvecaserta, con la sponsorizzazione Phonola, indossata da Oscar Schmidt nel campionato 1989/1990.
La maglia della Sampdoria sponsorizzata da Phonola indossata da Trevor Francis nel campionato 1982/1983.

La casa Phonola sponsorizzò la squadra di pallacanestro della Juvecaserta durante il campionato di pallacanestro 1990-91 al termine del quale la compagine casertana si laureò campione d'Italia battendo la Philips Milano. L'importanza di tale evento sta nel fatto che per la prima ed ultima volta una squadra del sud, per la precisione geograficamente al di sotto di Roma, vinceva uno scudetto di basket. Da notare inoltre che, in quella finale, le squadre erano sponsorizzate da due marchi dello stesso gruppo. Phonola fu anche il primo sponsor della Unione Calcio Sampdoria tra il 1982 e il 1988.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] Liliana Dal Toso, Vivere Pier Giacomo, in Pier Giacomo 100 volte Castiglioni, Edibus, 2013, pp. 85 e ss.; Matteo Vercelloni, Achille e Pier Giacomo Cadtiglioni, IlSole24ore, 2011, p. 40; Gio Ponti Domus: architettura, arredamento, arte, Edizioni 831-832, Pag. 106.
  2. ^ "Ex Seleco a un imprenditore udinese", Articolo del Messaggero Veneto del 18 febbraio 2010
  3. ^ http://www.paginegialle.it/saronno-va/elettrodomestici/fimi
  4. ^ Barco acquisisce FIMI, azienda specializzata in display medicali. Un'acquisizione strategica che rafforza la posizione leader di Barco nel settore del Medical Imaging | Barco

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]