La Nuova Faro

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La Nuova Faro è un'azienda italiana che produce giocattoli per bambini e materiali plastici, con sede a Omegna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda nasce nel 1945 da un'idea di Remo Ruschetti e sua moglie, che cominciano la produzione di casalinghi e prodotti metallici nello scantinato della loro abitazione con l'acronimo "F.A.R.O." (Fonderia Alluminio Ruschetti Omegna).

A partire dal 1948, l'azienda si espande, e comincia - stavolta in una vera fabbrica - a creare riproduzioni in scala ridotta di casalinghi: è la nascita dei casalinghi-giocattolo per bambini. Il periodo di maggior splendore della F.A.R.O. comincia quando sigla un contratto con la Bialetti, nota azienda che operava nella stessa città. Nascono così le prime "mokine", ovvero riproduzioni in scala della moka, inventata proprio dalla Bialetti.

Dopo la sua partecipazione, negli anni '60, a parecchie fiere del giocattolo internazionali (quali ad esempio Norimberga e Parigi), la F.A.R.O. comincia a suscitare l'interesse della Walt Disney Company, che firma un contratto per la produzione di giocattoli con le storiche figure di Minnie e Topolino. Agli inizi degli anni '70, la F.A.R.O. è all'apice del suo successo: la mini-lavatrice, il mini-trapano, le stoviglie per bambini, il set del "piccolo muratore" e il mini-tornio a batterie fanno sognare i bambini. Grazie a queste riproduzioni in miniatura di oggetti di vita quotidiana, i bambini vengono inseriti fin dalla più tenera età all'interno del mondo "dei grandi": lo stereotipo della bambina che gioca con la bambola è orma superato: ora fa il bucato, cucina e fa il caffè proprio come la sua mamma.

Nel 1972, l'azienda passa nelle mani di Sandro Ruschetti, figlio di Remo, trasformandosi così in "La Nuova Faro". Oltre alla mini-friggitrice e alla mini-macchina per gnocchi, nel 1985 viene creata, insieme al designer tedesco Augenstein, la prima cucina per bambini, curata nei minimi dettagli.

Gli anni 2000 sono ancora all'insegna del successo per La Nuova Faro, che sigla accordi con Beta, Delonghi, Barbie e Hello Kitty. Nel marzo 2016, tuttavia, a seguito della grave crisi economica e della conseguente crisi del settore in cui opera, sono state avanzate ipotesi su una possibile chiusura dell'azienda, nonostante l'impegno del titolare Sandro, deciso a salvarla.[1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]