Ultravox (azienda)

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Ultravox
StatoItalia Italia
Fondazione1948 a Milano
Fondata daSergio e Cino Stanghi
Chiusura2000
SettoreElettronica
Prodotti
  • radio
  • televisori

Ultravox è stata un'azienda italiana produttrice di elettronica di consumo. È oggi un marchio di proprietà di terzi, inutilizzato.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni cinquanta agli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Fondata a Milano nel 1948 con la denominazione Ultravox S.r.l. dai fratelli Sergio e Cino Stanghi, si dedicò inizialmente alla produzione di apparecchi radiofonici. Nel 1959 la produzione venne spostata in uno stabilimento a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, dove qualche anno dopo, fu trasferita anche la sede della società, che si trasformò in Ultravox S.p.A.[1].

In seguito si specializzò nella produzione di televisori, settore nel quale il marchio Ultravox divenne celebre e conquistò spazi nel mercato, con la realizzazione di uno speciale apparecchio televisivo portatile completamente a transistor con sintonizzatore radio FM incorporato, il modello Colibrì con schermo da 6 pollici del 1969, progettato dal designer Giovanni Offredi.

In generale i modelli Ultravox si distinsero rispetto ad altri, per il design molto originale e futuristico, come il giradischi Maggiolino del 1970, creato sempre da Offredi. Molti furono i modelli di televisori costruiti con giradischi incorporato.

Dagli anni ottanta alla chiusura[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta, l'azienda lombarda, fu interessata da una crisi nel mercato dell'elettronica che la mise in difficoltà finanziarie, e per questo nel 1982 fu ammessa nella lista delle società in ambito REL, società pubblica per il risanamento delle imprese del settore elettronico.

La REL entrò nel capitale dell'Ultravox acquisendone il 27%, visto che nel 1981, l'azienda, che contava 105 dipendenti, registrò perdite nel bilancio accumulate dal 1970, ammontanti a 926 milioni di lire. I conti migliorarono negli anni successivi visto che il fatturato passò dai 2,4 miliardi del 1982 ai 36 del 1987, anno in cui dopo anni di perdite raggiunse un utile di bilancio[2].

Nel 1988 insieme con la REL acquisì il controllo della Emerson di Firenze, azienda produttrice di televisori. Vennero rilevati il marchio della società e lo stabilimento di Siena in località Isola d'Arbia, costituendo la Ultravox Siena S.p.A.. La fabbrica senese fu riattivata e venne avviata la produzione di televisori e videoregistratori con i marchi Ultravox ed Emerson.

Nello stesso anno Ultravox lanciò sul mercato la nuova versione del radio-televisore modello Colibrì, con display CRT 6 pollici a colori e sintonizzatore AM/FM. L'apparecchio partecipò alle selezioni del Premio Compasso d'oro del 1989.

Negli anni novanta, l'azienda fu travolta da una nuova crisi, che fu più grave di quella che la colpì nel decennio antecedente, al punto da costringere i lavoratori alla cassa integrazione[3], fino alla chiusura - nel 1992 - dello stabilimento di Caronno Pertusella. Nel capitale dell'Ultravox intervenne la Banca Monte dei Paschi di Siena, con un finanziamento di 8,5 miliardi di lire[4].

Rimase attivo soltanto lo stabilimento senese con i suoi 200 dipendenti, e la Ultravox fu rilevata dalla Holding Galaxis, società finanziaria tedesca che controllava la Galaxis, azienda produttrice di decoder per la ricezione di TV satellitare. Inizialmente la società toscana svolse il ruolo di distributore italiano per la Galaxis, poi in seguito si specializzò nella produzione dei decoder. Sotto la nuova proprietà l'azienda tornò a crescere sia in termini di fatturato che di vendite, e nel 1996, Ultravox divenne il principale fornitore di decoder per la televisione a pagamento Telepiù[5].

Nel 1998 l'azienda senese cambiò ragione sociale in Galaxis Produzione S.p.A., e produceva televisori, videoregistratori e decoder per pay TV con i marchi Ultravox e Galaxis.

Nel 2000 la Ultravox-Galaxis viene costretta alla chiusura per fallimento.

Il marchio Ultravox[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio Ultravox - rilevato da un soggetto terzo - ricomparve sul mercato nel 2007 ad opera di un distributore campano che gestiva già da anni un altro marchio storico: Autovox. Venne lanciata una gamma di tv color a tecnologia lcd a marchio Ultravox di cui un 20 pollici fabbricato in Italia. Durante il biennio 2007-2009 si rafforzò la presenza sul mercato del marchio, mentre è della fine del 2010 la nascita del sito internet ufficiale dedicato al marchio Ultravox. Molti televisori della Ultravox venivano in effetti prodotti in Turchia dalla Vestel.

Al pari di altri simili tentativi di sfruttare marchi già celebri nel passato, anche questo non ha avuto ulteriore seguito. Dal 2014 il marchio Ultravox, gestito come Autovox da Italvideo, non risulta più presente nel mercato italiano dell'elettronica di consumo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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