Magneti Marelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Magneti Marelli
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1919 a Sesto San Giovanni
Fondata daFIAT e Ercole Marelli
Sede principaleCorbetta
GruppoFiat Chrysler Automobiles
Persone chiavePietro Gorlier, CEO
SettoreMetalmeccanica
Prodotti
  • componentistica automobilistica
Fatturato7,9 miliardi di [1] (2016)
Dipendenti43.000 [1] (2015)
Sito web

Magneti Marelli opera a livello internazionale come fornitore di prodotti soluzioni e sistemi ad alta tecnologia per l'industria automobilistica.

Visore radar "Folaga" Magneti Marelli, al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, Milano.

Sedi[modifica | modifica wikitesto]

L'azienda ha sede centrale a Corbetta (MI).

Nel napoletano sono collocati diversi siti industriali, quelli di Poggioreale e Pomigliano d'Arco appartenenti alla business line PCMA, si occupano dello stampaggio della componentistica auto, mentre la divisione Direzione Sistemi di Scarico è ubicata a Caivano. Sempre in Campania è in costruzione un nuovo sito nella zona industriale di Gricignano d'Aversa (CE).

Le divisioni Sistemi Elettronici e Sistemi di Scarico sono situate a Venaria Reale (TO), insieme a Marelli Motorsport.

La divisione Sospensioni è invece ubicata a Torino, non lontano da Mirafiori.

La divisione Body Computer & Automotive Lighting è ubicata ad Orbassano (TO).


Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vettura storica con componentistica Magneti Marelli, conservata al Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci
Televisori Magneti Marelli esposti al Museo della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

La fondazione dell'azienda risale al 1919, col nome di F.I.M.M. - Fabbrica Italiana Magneti Marelli, frutto di una joint-venture tra la FIAT e la Ercole Marelli. Il suo primo stabilimento era localizzato a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, ed iniziò come produttrice di magneti destinati sia all'aviazione, sia ai motori a scoppio automobilistici e motociclistici.

Televisore Magneti Marelli del 1938
Istruzioni per l'installazione di una sirena

Dopo un inizio dedicato alla componentistica per auto, le attività si ampliarono presto sia in campo internazionale con l'apertura di sedi a Parigi, Londra e Bruxelles, sia nel diversificare la produzione agli impianti di illuminazione e di avviso sonoro per veicoli, sia nel campo della costruzione di apparecchi radio e tv con la creazione della RadioMarelli e della Fivre (Fabbrica Italiana Valvole Radio Elettriche).

Nel corso della sua storia ha fabbricato alternatori, batterie per auto, bobine, centraline, navigatori, quadri di bordo, sistemi elettronici, sistemi di accensione, sistemi di scarico e sospensioni per auto e motoveicoli.

La seconda guerra mondiale con i bombardamenti ai più importanti stabilimenti dell'azienda creò un periodo di crisi dalla quale la Magneti Marelli uscì abbastanza rapidamente e nel 1967 la Fiat acquistò le quote in possesso della Ercole Marelli, divenendo poi quote del gruppo Fiat Chrysler Automobiles.

Nel 1991 lanciò senza successo il sistema Securvia.

Il gruppo Magneti Marelli ha nel corso del tempo assorbito diverse aziende anche note, come la Automotive Lighting, la Carello, la Solex, la Weber e la Ergom automotive.

Dopo varie riconversioni e trasformazioni è divenuta una multinazionale che opera in 20 paesi su 4 continenti con 85 unità produttive e 13 centri ricerca e sviluppo[2][3].

Mercato[modifica | modifica wikitesto]

La multinazionale ha impianti produttivi in quattro continenti nel mondo, i più importanti si trovano in Italia (che è il paese con maggior concentrazione), ma è presente anche in: Argentina, Brasile, Cina, Corea, Francia, Germania, Giappone, India, Malesia, Messico, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia. Questa capillarità consente la fornitura a tutte le più importanti case automobilistiche mondiali.[2]

Magneti Marelli - Dati 2007[modifica | modifica wikitesto]

  • Centri di produzione: 49
  • Centri R&S: 30

Magneti Marelli - Dati 2013[modifica | modifica wikitesto]

[2]

  • Centri di produzione: 86
  • Centri R&S: 12
  • Centri applicativi: 26

Magneti Marelli nello sport[modifica | modifica wikitesto]

È fornitore di componentistica e sistemi elettronici per i principali campionati motoristici internazionali, tra cui Formula 1, MotoGP e WRC. Nella Formula 1 è (o è stata) sponsor tecnico dei principali team, tra cui Scuderia Ferrari, Toyota F1 Team, Renault F1 e Red Bull Racing. Dal 2016 la casa è entrata in Formula E come fornitore di motori per la Mahindra. È stata sponsor del reparto corse Lancia (automobilismo) nei rally mondiali degli anni Ottanta.

Archivio[modifica | modifica wikitesto]

L’Archivio storico Magneti Marelli (estremi cronologici: 1919-2000)[4][5] raccoglie un importantissimo patrimonio documentario per la storia dell’industria negli ambiti degli autoveicoli, delle telecomunicazioni, della radio e della televisione, prodotto dall'azienda in oltre novanta anni di attività. La missione dell’Archivio storico consiste nella raccolta, conservazione e valorizzazione della memoria storica della Magneti Marelli e dei marchi che ne fanno parte, tra i quali spiccano Weber e Solex, Veglia Borletti e Jaeger, Carello e Siem[6]. Il materiale storico conservato copre un’epoca che va dalla fine del sec. XIX al 2000 ed è costituito da un settore relativo all’immagine e alla comunicazione, con circa 20.000 immagini, 500 filmati e oltre 2000 pezzi tra riviste aziendali, brochure, pubblicità e rassegne stampa; un settore tecnico con oltre 1000 tra cataloghi prodotto, manuali e disegni tecnici; un archivio del personale che conserva libri matricola, relazioni, e bilanci aziendali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Azienda, su magnetimarelli.com.
  2. ^ a b c Magneti Marelli, profilo ufficiale dell'azienda, su magnetimarelli.com. URL consultato il 23 novembre 2014.
  3. ^ https://www.magnetimarelli.com/it/azienda/premi-riconoscimenti
  4. ^ Magneti Marelli, Archivio storico, su SAN - Portale degli archivi d'impresa. URL consultato il 5 luglio 2018.
  5. ^ Archivio storico Magneti Marelli, su Magneti Marelli. URL consultato il 5 luglio 2018.
  6. ^ SIEM - archivio storico, su LBC Archivi. Lombardia Beni Culturali - Archivi. URL consultato il 5 luglio 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]