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Robert De Niro

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(EN)

« The talent is in the choices. »

(IT)

« Il talento sta nelle scelte.[1] »

(Robert De Niro)

Robert Anthony De Niro (New York, 17 agosto 1943) è un attore, regista e produttore cinematografico statunitense.

Attore prolifico e versatile, è generalmente considerato tra i maggiori interpreti della sua generazione[2][3][4][5], soprattutto per l'importante produzione a cavallo tra gli anni settanta e gli anni novanta, in cui ebbe modo di lavorare con celebri e rinomati registi (Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Elia Kazan, Michael Cimino, Bernardo Bertolucci, Brian De Palma, Quentin Tarantino, Michael Mann, Sergio Leone) in pellicole di enorme successo.

È stato candidato 7 volte al Premio Oscar, vincendolo in due occasioni: nel 1975 come miglior attore non protagonista e nel 1981 come miglior attore. Ha lavorato in 8 film dell'amico Martin Scorsese, instaurando uno dei più celebri e importanti sodalizi della storia del cinema americano. Nel suo ricco repertorio di personaggi, spiccano i ruoli gangster nelle maggiori pellicole moderne del genere: il giovane don Vito Corleone ne Il padrino - Parte II, Noodles in C'era una volta in America, Jimmy Conway in Quei bravi ragazzi, Sam "Asso" Rothstein in Casinò e inoltre Al Capone per Brian De Palma ne Gli intoccabili. Fin dagli esordi incline alla commedia, ha sempre alternato la sua produzione drammatica con quella più comica (si ricordino Re per una notte e Brazil), aumentando considerevolmente le sue interpretazioni in ruoli più leggeri dalla fine degli anni novanta, con le serie di Terapia e pallottole e Ti presento i miei (nel primo caso, autoparodistico, interpreta un mafioso in crisi esistenziale, nel secondo il suocero ex agente CIA che rende la vita impossibile al genero).

Perfezionista, noto per la maniacale preparazione[6] e documentazione sui personaggi che si accinge ad interpretare, ha dato volto e fattezze ad alcuni tra i più noti, travagliati e complessi personaggi portati sullo schermo negli ultimi decenni: l'inquietante Travis in Taxi Driver, l'autodistruttivo pugile Jake LaMotta in Toro scatenato, l'uomo affetto da catatonia in Risvegli, lo psicotico Max Cady in Cape Fear, lo spietato e malinconico criminale Neil in Heat - La sfida. Anche il suo Frankenstein, nella pellicola di Kenneth Branagh (1994) spicca per umanità e compassione e si ritaglia un ruolo particolare nel genere, così come é da ricordare il suo Satana in Angel Heart - Ascensore per l'inferno, dove evidenzia le innate doti istrioniche[7]. Ha inoltre ampliato la sua carriera autodirigendosi in un paio di occasioni e ha contribuito alla nascita della TriBeCa Film Center.

Con Marlon Brando è l'unico attore ad aver vinto il premio Oscar per aver interpretato lo stesso personaggio, il boss don Vito Corleone, della saga de Il padrino di Francis Ford Coppola: Brando lo vinse per aver interpretato Vito ne Il padrino, De Niro per aver interpretato il giovane Vito ne Il padrino - Parte II. Nel 2003 gli è stato assegnato un Life Achievement Award dell'American Film Institute come riconoscimento per il proprio contributo alla storia del cinema statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce nel Greenwich Village, un quartiere di Manhattan (New York), il 17 agosto del 1943, figlio unico di Robert De Niro Sr. (1922-1993), un artista statunitense di origini italiane da parte di padre (i nonni di Robert Sr., Giovanni Di Niro - che per una questione di pronuncia fu trascritto "De Niro" - e Angelina Mercurio, erano di Ferrazzano, in provincia di Campobasso, da cui emigrarono nel 1890) e irlandesi da parte di madre, e di Virginia Admiral (1915-2000), una poetessa e pittrice statunitense di origini inglesi, (il nonno di Virginia, Nicholas Admiraal (1853-1918), era nato nel villaggio di Schoorl ed aveva sposato l'americana Virginia Moseby Holton (1848-1928), originaria del Kentucky, da cui prende il nome).

I suoi genitori divorziarono quando lui aveva 2 anni e Robert crebbe con la madre nel quartiere di Little Italy e qui acquisì le maggiori influenze culturali per le sue origini italiane: De Niro stesso, in effetti, si definisce principalmente come un italo-americano.

Ben presto l'obiettivo di De Niro divenne la recitazione e in tal modo, senza avere completato la scuola superiore,[8] iniziò la sua folgorante carriera nel mondo del cinema, intrecciatasi per buona parte con quella di un altro "figlio" della Little Italy dell'epoca, il regista Martin Scorsese.

Il 18 ottobre 2006 Robert De Niro ha ricevuto ufficialmente la cittadinanza italiana[9].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio interpretato da Robert De Niro nel film Taxi Driver nel 1976, rimasto impresso nell'immaginario collettivo e nella cultura popolare.

L'esordio nel cinema e gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver studiato alla prestigiosa Actors Studio, ottiene il primo ruolo cinematografico nella commedia Oggi sposi di Brian De Palma, film girato nel 1963 ma distribuito nelle sale solamente nel 1969. Negli anni seguenti continua a lavorare con De Palma nelle commedie Ciao America! e Hi, Mom! e inoltre recita nel ruolo di co-protagonista nei film Il clan dei Barker, I maledetti figli dei fiori e Il mio uomo è una canaglia.

Nel 1973 arriva la svolta nella sua carriera: interpreta infatti un giocatore di baseball affetto dal linfoma di Hodgkin nel film Batte il tamburo lentamente e, soprattutto il ruolo di John Johnny Boy Civello in Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno. Entrambi i film ottengono un buon successo di pubblico e un ottimo riscontro di critica, ma è con il secondo film che De Niro inizierà a collaborare con il regista italoamericano Martin Scorsese, instaurando così uno dei più importanti sodalizi della storia del cinema.

L'anno seguente il regista Francis Ford Coppola, rimasto impressionato dalla sua interpretazione in Mean Streets e ricordandosi del provino fatto dall'attore due anni prima per il ruolo di Sonny, lo sceglie per interpretare il giovane Vito Corleone ne Il padrino - Parte II dove De Niro recita in un cast di attori del calibro di Al Pacino, Robert Duvall, Diane Keaton e Talia Shire. Il film ottiene un grande successo di sia di pubblico che di critica, superando perfino i risultati ottenuti dal film precedente, e ottiene 11 candidature ai Premi Oscar dell'anno seguente riuscendo ad aggiudicarsi ben 6 statuette (tra cui miglior film e miglior regia). Lo stesso De Niro ottiene l'Oscar come miglior attore non protagonista, diventando (insieme a Marlon Brando) l'unico attore della storia del cinema a vincere il Premio Oscar per lo stesso personaggio.

Nel 1976 ottiene grandi consensi da parte di critica e pubblico per l'interpretazione di Travis Bickle in Taxi Driver, diretto dall'amico Martin Scorsese. Il personaggio di Travis, reduce del Vietnam che a causa dell'insonnia, decide di lavorare come tassista notturno nella città di New York. Così Travis lavora a tarda notte nei quartieri più squallidi di New York e i suoi clienti sono perlopiù prostitute, drogati e ladri. Travis è visibilmente disgustato da loro, e questo disgusto lo porterà ad odiare i delinquenti che si aggirano per le strade notturne di New York e a compatire, e cercare di salvare, le loro vittime. Il personaggio è considerato uno dei più rappresentativi della storia del cinema moderno. Per questo ruolo De Niro ha ricevuto la candidatura al Premio Oscar come miglior attore protagonista. Nello stesso anno ha recitato in Novecento di Bernardo Bertolucci accanto a Gérard Depardieu e Dominique Sanda, e in Gli ultimi fuochi, ultimo lungometraggio del regista Elia Kazan.

La collaborazione con Scorsese si rinnova con il musical New York, New York, dove De Niro recita accanto a Liza Minnelli e inoltre, per interpretare al meglio il personaggio del sassofonista Jimmy Doyle, ha imparato a suonare realmente il sassofono. Nonostante l'ottimo cast il film si rivela un insuccesso al botteghino e porterà il regista in una profonda crisi personale. Il fiasco di New York, New York, porterà De Niro a riscattarsi l'anno seguente grazie all'interpretazione nel film Il cacciatore di Michael Cimino, dove accanto a lui recitano attori del calibro di Christopher Walken e Meryl Streep. Il film viene accolto positivamente da critica e pubblico e ottiene 9 nomination agli Oscar, vincendone 5 (tra cui miglior film e miglior regia), e lo stesso De Niro ottiene una nuova candidatura come miglior attore protagonista, superato però da Jon Voight per Tornando a casa.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980, De Niro vinse il Premio Oscar come miglior attore per la sua interpretazione del pugile italoamericano Jake LaMotta in Toro scatenato di Martin Scorsese. Per un intero anno prima dell'inizio della produzione, De Niro si è allenato insieme a LaMotta stesso e durante la produzione, Scorsese fermò le riprese per quattro mesi in modo che De Niro potesse guadagnare 30 chili per interpretare al meglio il pugile a fine carriera.[10]

L'anno seguente ha recitato al fianco di Robert Duvall in L'assoluzione (1981), film noir che si incentra su due fratelli – uno un detective e l'altro un prete – che si mettono alla ricerca di un killer di prostitute. Poi tornò a lavorare con Scorsese per la quinta volta nel film Re per una notte (1983), dove interpreta Rupert Pupkin, aspirante comico che disperato per trovare la fama e il successo escogita un piano per rapire il presentatore di un talk show notturno (interpretato da Jerry Lewis), per ottenere una parte nel suo spettacolo. All'uscita nelle sale il film si rivelò un insuccesso, per poi essere rivalutato in seguito ed essere considerato un cult.[11]

Il regista italiano Sergio Leone lo scelse per il ruolo di protagonista nel kolossal C'era una volta in America (1984). Attraverso l'utilizzo dell'analessi e dalla prolessi, il film racconta l'ascesa e la caduta del gangster ebreo David Aaronson Noodles dagli anni venti fino agli anni sessanta. Presentato fuori concorso in anteprima al Festival di Cannes, C'era una volta in America ricevette "15 minuti di standing ovation"[senza fonte], ricevendo ampi consensi dalla critica europea. Negli Stati Uniti il film si rivelò un flop, a causa della versione finale curata dal produttore e non approvata dal regista. In seguito anche in America il film venne apprezzato e viene considerato uno dei migliori film gangster degli ultimi anni.[12]

Nello stesso anno tornò a recitare insieme a Meryl Streep nel film romantico Innamorarsi; successivamente il regista inglese Terry Gilliam lo ingaggia per un ruolo di supporto nel film fantascientifico Brazil (1985). Nel 1986 ha recitato insieme a Jeremy Irons nel film Mission di Roland Joffè, dove interpreta Rodrigo Mendoza, mercante di schiavi che, dopo aver ucciso in duello il fratello, decide di dedicarsi alla religione diventando gesuita accanto a padre Gabriel (Irons). [13] Il film vinse poi la Palma d'oro al Festival di Cannes del 1986.

Dopo quasi vent'anni, De Niro tornò a lavorare per Brian De Palma per il quale interpretò il boss Al Capone nel film campione d'incassi The Untouchables - Gli intoccabili, dove recitò accanto a Kevin Costner e Sean Connery. [14] Nello stesso anno ha interpretato Satana nel thriller Angel Heart - Ascensore per l'inferno, insieme a Mickey Rourke.

Recita poi in Prima di mezzanotte del regista Martin Brest, dove interpreta un cacciatore di taglie alla ricerca di un ragioniere che ha disperso 15 milioni di dollari di un boss in beneficenza;[15] il film fu un successo di critica e pubblico. Nel 1989 è il protagonista del dramma Jacknife - Jack il coltello e della commedia Non siamo angeli, dove recita insieme all'amico Sean Penn.[16]

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Robert De Niro alla presentazione di Sesso & potere (1998)

Nel 1990 torna lavorare con Martin Scorsese nel film Quei bravi ragazzi, dove De Niro interpreta magistralmente il ruolo del gangster Jimmy Conway e per il quale viene nominato al BAFTA come miglior attore protagonista. Il film è recitato accanto a Ray Liotta e Joe Pesci che per questo film si aggiudicherà il Premio Oscar come miglior attore non protagonista. Nello stesso anno è il protagonista del film romantico Lettere d'amore accanto a Jane Fonda e del drammatico Risvegli accanto a Robin Williams, per il quale viene nominato al Golden Globe e al Premio Oscar.

L'anno seguente torna a collaborare con Scorsese in Cape Fear - Il promontorio della paura, dove recita accanto a Nick Nolte e Jessica Lange. Nel film interpreta lo psicopatico Max Cady, ex carcerato ed ora assetato di vendetta nei confronti dell'avvocato che lo ha fatto finire in prigione. Grazie a questa interpretazione è stato candidato al Golden Globe e al Premio Oscar.

Nel 1993 è protagonista insieme a Ellen Barkin e un giovanissimo Leonardo DiCaprio nella pellicola drammatica Voglia di ricominciare, che consacra il giovane DiCaprio al grande pubblico. L'anno seguente interpreta il mostro di Frankenstein nel film Frankenstein di Mary Shelley diretta ed interpretata da Kenneth Branagh. L'interpretazione della creatura, la quale spicca di umanità e compassione, si ritaglia un ruolo particolare nel genere. Nello stesso anno, riceve, alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il Leone d'oro alla carriera.

Nel 1995 vanno ricordate due delle sue migliori interpretazioni della sua carriera: interpreta infatti il giocatore professionista Sam "Asso" Rothstein in Casinò, che segna l'ottava ed al momento ultima collaborazione con Martin Scorsese, dove recita accanto a Joe Pesci e Sharon Stone e interpreta il criminale Neil McCauley nel film Heat - La sfida del regista Michael Mann, dove De Niro divide lo schermo con un altro grande attore della storia del cinema: Al Pacino. La compresenza dei due attori è uno dei motivi principali del successo del film, in quanto i due attori, pur avendo recitato ne Il padrino - Parte II, non avevano mai girato una scena insieme: con un budget di 60 milioni di dollari il film ha incassato globalmente 187 milioni risultando uno dei maggiori successi dell'attore italoamericano.

L'anno seguente è il protagonista, insieme a Wesley Snipes nel thriller The Fan - Il mito di Tony Scott, che però si rivela un insuccesso al botteghino. Inoltre recita da co-protagonista nel film thriller Sleepers, in un cast che vede attori come Brad Pitt, Jason Patric, Kevin Bacon e Dustin Hoffman, e nel drammatico La stanza di Marvin insieme a Diane Keaton, Meryl Streep e Leonardo DiCaprio. Recita nuovamente con Dustin Hoffman nella commedia Sesso & potere diretta nuovamente da Barry Levinson (già regista di Sleepers) e interpreta ruoli secondari in Cop Land insieme a Sylvester Stallone e Harvey Keitel e in Jackie Brown di Quentin Tarantino in un cast che vede Samuel L. Jackson, Michael Keaton e Bridget Fonda.

Nel 1998 ha recitato nel thriller Ronin del regista John Frankenheimer. Nel cast, oltre a De Niro, vi sono anche attori come Jean Reno, Sean Bean e Stellan Skarsgård. Sempre nello stesso anno recita in Paradiso perduto, adattamento del romanzo di Charles Dickens Grandi speranze. L'anno seguente è nella commedia Terapia e pallottole, dove interpreta un boss mafioso in crisi di identità che va in cura da uno psicologo, interpretato da Billy Crystal. Sempre nello stesso anno è il protagonista del dramma Flawless - Senza difetti accanto a Philip Seymour Hoffman.

Il nuovo millennio[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni duemila De Niro recita in molte più commedie del solito. Uno dei suoi più celebri ruoli comici è quello dell'ex-agente della C.I.A. e patriarca di una simpatica famiglia Jack Byrnes, nella trilogia composta da Ti presento i miei (2000), Mi presenti i tuoi? (2004) e Vi presento i nostri (2010), interpretata insieme a Ben Stiller. Nel 2001 però torna a interpretare ruoli seri nei film 15 minuti - Follia omicida a New York, insieme a Edward Burns, e The Score, dove recita nei panni di un ladro professionista con Edward Norton e soprattutto per l'unica volta con Marlon Brando, qui al suo ultima apparizione cinematografica.

Nel 2004 particolare interesse ha suscitato il film Il ponte di San Luis Rey, dove De Niro ha recitato con F. Murray Abraham, Geraldine Chaplin e Harvey Keitel, poiché è ricordato come il più grande flop della storia del cinema (ha incassato solo $ 49.981[17]). Nello stesso anno appare anche nei panni di sé stesso nel documentario Fahrenheit 9/11 di Michael Moore e recita nell'horror Godsend - Il male è rinato, riscuotendo tuttavia anche in quest'ultimo caso poca fortuna. Nel 2008 torna per la terza volta, dopo Il padrino - Parte II e Heat - La sfida, a lavorare con Al Pacino nel film poliziesco Sfida senza regole. Il film tuttavia non ottiene il successo di quelli precedenti, e anche la critica lo accoglie tiepidamente.

Negli anni 2010 l'attore ha dichiarato di voler alternare d'ora in poi film comici a film più seri, diversamente da quanto ha fatto negli anni precedenti. Nel 2010 recita così nel film Machete di Robert Rodriguez, mentre l'anno seguente torna, dopo 27 anni, a interpretare un film in Italia recitando in Manuale d'amore 3 di Giovanni Veronesi, dove recita in italiano[18]. Nel 2012, dopo essere stato protagonista dell'horror Red Lights, a distanza di 21 anni dalla sua ultima nomination agli Oscar viene candidato come miglior attore non protagonista per la sua interpretazione ne Il lato positivo - Silver Linings Playbook di David O. Russell (che lo dirigerà anche in American Hustle - L'apparenza inganna, 2013, e Joy, 2015), ritrovando così per un momento l'attenzione della critica che negli ultimi quindici anni lo aveva accusato di essersi perso in film di basso profilo.

Dietro la macchina da presa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 debutta alla regia, autodirigendosi al fianco di Chazz Palminteri nel film Bronx, a cui seguirà nel 2006 The Good Shepherd - L'ombra del potere, in cui si ritaglia stavolta una piccola parte vicino ai protagonisti Angelina Jolie e Matt Damon, e che come annunciato è solo il primo film di una trilogia che De Niro intende dedicare interamente alla C.I.A..

TriBeCa Film Festival[modifica | modifica wikitesto]

Robert De Niro riunito al cast del film C'era una volta in America a Cannes nel 2012

Nel 2002 Jane Rosenthal e Robert De Niro, in risposta agli attentati dell'11 settembre 2001 al World Trade Center e la conseguente perdita di vitalità dell'area vicina di TriBeCa a Manhattan, quartiere nel quale lo stesso De Niro abita da anni, hanno deciso di dare vita ad un festival cinematografico per la città di New York, il TriBeCa Film Festival di New York, che in pochi anni, grazie ai nomi eccellenti nell'organizzazione, si è affermato come uno dei più interessanti eventi cinematografici mondiali.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

De Niro ha 6 figli nati da tre donne diverse: dall'attrice Diahnne Abbott (con cui è stato sposato dal 1976 al 1988) ha adottato una figlia, Drena (1971), nata da una precedente relazione della moglie ed ha avuto il figlio biologico Raphael (1976). Nel 1995 ha avuto dalla fidanzata dell'epoca Toukie Smith i gemelli Julian Henry e Aaron Kendrik, tramite madre surrogata. Nel 1997 sposa l'attrice Grace Hightower e poco dopo nasce Elliot (1998). Nel 2011 nasce, sempre tramite madre surrogata, Helen Grace, figlia di Grace Hightower.[19][20] È nonno di quattro nipoti, 3 avuti da Raphael, nati nel 2006, nel 2008 e nel 2011, e uno dalla figlia Drena, nato nel 2002.

Oltre che con Scorsese, l'attore è legato da profonda e decennale amicizia anche con Joe Pesci e Sean Penn: ha mostrato molta stima verso Al Pacino vedendo in lui un eccellente collega oltre che attore e Leonardo DiCaprio dichiarando in più occasioni di vedere in lui il naturale "erede" hollywoodiano, anche per le comuni origini italoamericane.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Robert De Niro con Dominique Sanda in Novecento (1976)

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premio Oscar[modifica | modifica wikitesto]

Robert De Niro al Festival di Cannes 2011

Golden Globe[modifica | modifica wikitesto]

Premio BAFTA[modifica | modifica wikitesto]

Premio Emmy[modifica | modifica wikitesto]

David di Donatello[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore
«50º anniversario del Festival di Cannes.»
— 11 maggio 1997[21][22]
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica.»
— 11 ottobre 2004[23]
Kennedy Center Honors - nastrino per uniforme ordinaria Kennedy Center Honors
«Uno dei più grandi attori cinematografici americani.»
— 6 dicembre 2009[24][25]
Medaglia presidenziale della libertà (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia presidenziale della libertà (Stati Uniti)
— 22 novembre 2016[26]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, De Niro è stato doppiato da:

  • Stefano De Sando in Mission, Cento e una notte, Ronin, Ti presento i miei, 15 minuti - Follia omicida a New York, Le avventure di Rocky e Bullwinkle, The Score, Showtime, Un boss sotto stress, Mi presenti i tuoi?, Colpevole d'omicidio, C'era una volta in America (ridoppiaggio), Godsend - Il male è rinato, Il ponte di San Luis Rey, Nascosto nel buio, Extras, The Good Shepherd - L'ombra del potere, Stardust, Disastro a Hollywood, Sfida senza regole, I Knew It Was You, Stanno tutti bene - Everybody's Fine, Machete, Stone, Vi presento i nostri, Limitless, 30 Rock, Killer Elite, Capodanno a New York, Being Flynn, Red Lights, Il lato positivo - Silver Linings Playbook, Freelancers, Cose nostre - Malavita, Last Vegas, American Hustle - L'apparenza inganna, Big Wedding, Killing Season, Il grande match, Motel, Lo stagista inaspettato, Joy, Bus 657, Nonno scatenato
  • Ferruccio Amendola in Ciao America!, Hi, Mom!, Novecento, Taxi Driver, New York, New York, Il cacciatore, Toro scatenato, L'assoluzione, Re per una notte, C'era una volta in America, Innamorarsi, The Untouchables - Gli intoccabili, Prima di mezzanotte, Jacknife - Jack il coltello, Non siamo angeli, Lettere d'amore, Quei bravi ragazzi, Risvegli, Cape Fear - Il promontorio della paura, Amanti, primedonne, La notte e la città, Lo sbirro, il boss e la bionda, Indiziato di reato, Fuoco assassino, Bronx, Voglia di ricominciare, Frankenstein di Mary Shelley, Heat - La sfida, The Fan - Il mito, Sleepers, La stanza di Marvin, Cop Land, Sesso & potere, Jackie Brown, Flawless - Senza difetti, Terapia e pallottole, Men of Honor - L'onore degli uomini
  • Gigi Proietti in Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno, Gli ultimi fuochi, Casinò
  • Paolo Poiret in Brazil, Angel Heart - Ascensore per l'inferno
  • Carlo Sabatini ne Il clan dei Barker
  • Angelo Nicotra ne Il mio uomo è una canaglia
  • Claudio Sorrentino in Batte il tamburo lentamente
  • Pino Colizzi ne Il padrino - Parte II
  • Renzo Stacchi in Paradiso perduto
  • Riccardo Rossi in Oggi sposi
  • Pino Insegno ne Il padrino - Parte II (ridoppiaggio)
  • Sandro Acerbo in Hi, Mom! (ridoppiaggio)
  • Stefano Mondini in Jackie Brown (ridoppiaggio)

Nei film da doppiatore è sostituito da

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robert De Niro star di "Cape Fear" -www.tv.mediaset.it
  2. ^ http://www.tcm.com/tcmdb/participant.jsp?participantId=46568%7C131585&afiPersonalNameId=null
  3. ^ http://news.bbc.co.uk/2/low/entertainment/1710770.stm
  4. ^ http://www.channel4.com/film/newsfeatures/microsites/M/moviestars/results/results_05_01.jsp
  5. ^ L'Universale Cinema - Le Garzantine 2003
  6. ^ [L'Universale Cinema, Scheda biografica p. 292 - Garzanti, 2003]
  7. ^ [Il Morandini 2003, p. 87 Dizionario dei film - Zanichelli 2002]
  8. ^ Dougan, pp. 17–18.
  9. ^ Fu l'allora sindaco di Roma, Walter Veltroni, a consegnare all'attore il passaporto italiano. De Niro aveva espresso il desiderio di ottenere la cittadinanza dei suoi antenati, alla quale aveva peraltro diritto. Inoltre è iscritto alle liste elettorali della sua regione d'origine, il Molise
  10. ^ (EN) Overview for Robert De Niro, tcm.com. URL consultato il 14 giugno 2017.
  11. ^ Redazione, Re per una notte: recensione del capolavoro dimenticato di Martin Scorsese, cinematographe.it. URL consultato il 14 giugno 2017.
  12. ^ (EN) Overview for Robert De Niro, tcm.com. URL consultato il 14 giugno 2017.
  13. ^ Mission:trama e analisi del film, appunti.studentville.it, 29 dicembre 2015.
  14. ^ The Untouchables - Gli intoccabili (1987), imdb.com.
  15. ^ Prima di mezzanotte, comingsoon.it.
  16. ^ Non siamo angeli, mymovies.it.
  17. ^ The Bridge of San Luis Rey - Domestic Total Gross: $49,981
  18. ^ Robert De Niro con Monica Bellucci e Michele Placido sul set di Manuale d'Amore 3, cineblog, 6 ottobre 2010. URL consultato il 23 maggio 2015.
  19. ^ Robert De Niro di nuovo padre a 68 anni - Il Sole 24 ORE
  20. ^ De Niro sei volte papà: è nata Helen Grace
  21. ^ (EN) Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore, NOME SITO UFFICIALE. URL consultato il 3 marzo 2012.
  22. ^ Déclaration de M. Hervé de Charette, ministre des affaires étrangères et interview à France-Inter, sur le soutien au cinéma français et sur les carrières de MM. Pedro Almodovar, Robert de Niro et André Téchiné, Cannes le 11 mai 1997.
  23. ^ De Niro Sig. Robert
  24. ^ White House
  25. ^ Youtube
  26. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rosanna Bellitto, Robert De Niro, Esedra, 2001
  • (EN) Andy Dougan, Untouchable: A Biography of Robert De Niro, Da Capo Press, 2003, ISBN 1-56025-469-6.
  • Giorgio Nisini, Robert De Niro, Gremese, 2006
  • (EN) Felix M. Berardo. "Robert De Niro". In Italian Americans of the Twentieth Century, ed. George Carpetto and Diane M. Evanac (Tampa, FL: Loggia Press, 1999), pp. 120–121.
  • (EN) Patrick Agan, Robert De Niro: The Man, the Myth, and the Movies, London: R. Hale, 1996.
  • (EN) Douglas Brode. The Films of Robert De Niro, Secaucus, NJ: Carol Pub. Group, 1996.
  • (EN) Keith McKay. Robert De Niro: The Hero Behind the Masks, New York: St. Martin's Press, 1986.
  • (EN) Elfreda Powell. Robert De Niro, Philadelphia: Chelsea House, 1997.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar al miglior attore non protagonista Successore
John Houseman
per Esami per la vita
1975
per Il padrino - Parte II
George Burns
per I ragazzi irresistibili
Predecessore Oscar al miglior attore Successore
Dustin Hoffman
per Kramer contro Kramer
1981
per Toro scatenato
Henry Fonda
per Sul lago dorato
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