Siciliacque

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Siciliacque S.p.A.
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione2003 a Palermo
Fondata daRegione Siciliana
Sede principaleItalia Palermo, Italia
Persone chiave:
  • Dario Allegra, Presidente
  • Stefano Albani, Amministratore Delegato
  • Giuseppe Alesso, Direttore Generale
SettoreUtility
Prodottiacqua
Dipendenti180 (2016)
Sito web

Siciliacque è una società mista classificata come "impresa pubblica" operante nel settore della adduzione dell'acqua potabile della Regione Siciliana.

La società, costituita per il 75% da soci industriali nel campo dei servizi per l'acqua (tra cui Veolia) e per il 25% dalla Regione Siciliana, subentra come concessionaria, nel luglio 2004 e fino 2044, all'Ente acquedotti siciliani (EAS) nella gestione del servizio di captazione, accumulo, potabilizzazione e adduzione a scala sovrambito.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

La svolta nella gestione dei servizi idrici in Sicilia si inquadra in un contesto in cui l'inadeguatezza delle infrastrutture idriche e fognarie evidenziavano le carenze di un sistema fino ad allora caratterizzato dall'eccessiva frammentazione. Pertanto la Regione Siciliana, lo Stato Italiano e l'Unione europea hanno promosso congiuntamente un'azione volta al superamento di tali carenze, con l'obiettivo di colmare il divario esistente con le altre aree europee più sviluppate.

Il primo passo dell'operazione che ha portato alla nascita di Siciliacque fu compiuto nel 1999 con l'approvazione da parte dell'Assemblea regionale siciliana della legge 10 di recepimento della legge Galli (L.36/94) nell'ordinamento della Regione Siciliana. La legge prevedeva, tra l'altro, la trasformazione in società per azioni dell'EAS (precedente gestore pubblico di gran parte della rete di adduzione e distribuzione dell'isola) e la ricerca di un partner privato della Regione per la costituzione di una Società per azioni in grado di ereditare la gestione del solo servizio di grande adduzione.

È stato a partire dal 2000, che però il processo di rinnovamento ha subito una forte accelerazione, soprattutto a causa di due fatti particolarmente significativi:

  • l'emergenza idrica del 2002 derivante da un'annata particolarmente secca, che evidenziò l'estrema precarietà dei servizi idrici e convinse la classe politica e l'opinione pubblica dell'insostenibilità dell'assetto organizzativo preesistente (è in questo anno che il presidente della Regione Siciliana è nominato, dal governo nazionale, commissario straordinario per l'emergenza idrica);
  • la disponibilità, nell'ambito del Quadro comunitario di sostegno dell'Unione europea (Q.C.S.) per le regioni italiane dell'Obiettivo 1, di fondi per un intervento strutturale sulle reti idriche al fine di estenderle, potenziarle e mantenerle. I fondi dell'Unione europea (oltre 500 milioni di euro per la Sicilia) erano condizionati all'attuazione di una riforma strutturale del servizio idrico mediante l'attuazione della Legge Galli e la conseguente industrializzazione del servizio secondo criteri di economicità ed efficienza.

Con i decreti del Presidente della Regione Siciliana del 16/05/00 e del 07/08/01 la Regione Siciliana ha quindi disciplinato le forme di cooperazione tra i comuni e le province regionali per il governo e l'uso delle risorse idriche, individuando nove ATO, sulla base dei confini amministrativi delle Province siciliane.

Parallelamente, nel 2001, si procedeva alla pubblicazione dell'avviso pubblico europeo per la ricerca del partner privato a cui cedere (mediante aumento del capitale sociale da 100 a 400 000 euro) il 75% del pacchetto azionario della nuova Siciliacque S.p.A., mentre il 25% restava nelle mani del socio pubblico (5% Regione Siciliana e 20% EAS). Manifestava il proprio interesse un solo soggetto, il raggruppamento temporaneo di imprese Idrosicilia S.p.A., controllato da ENEL e partecipato tra l'altro da Vivendi Environnement (oggi Veolia Environnement), che proponeva un piano di investimenti, articolato nell'arco dei 40 anni di concessione, per un ammontare complessivo di 580 milioni di euro. Siciliacque ottenne l'intera copertura finanziaria del project financing da una cordata di banche italiane (tra cui Unicredit e Banca Intesa) che si è assunta il rischio dell'investimento sulla base della valutazione della capacità del gestore di generare reddito.

Successivamente alla dismissione dell'Ente acquedotti siciliani anche il 20% del pacchetto azionario fu acquisito dalla Regione Siciliana, che pertanto, ad oggi, detiene il 25% della Società.

La società è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da cinque membri, dei quali tre (fra cui il presidente del consiglio di amministrazione) sono designati dal presidente della Regione Siciliana ed i restanti due sono nominati dall'assemblea dei soci.

La mission[modifica | modifica wikitesto]

Siciliacque gestisce il cosiddetto "sovrambito" (le grandi condotte, le dighe, i potabilizzatori): in pratica, attraverso la rete di adduzione, fa confluire l'acqua captata e potabilizzata in grandi serbatoi (uno o più per ciascun comune); ad occuparsi della gestione del servizio all'interno dell'ATO (ovvero del singolo comune) è invece la società preposta a ciascun ambito.

Si stima che ogni anno Siciliacque fornisca circa 90 milioni di metri cubi di acqua potabile, coprendo l'intero fabbisogno delle province di Trapani, Agrigento, Caltanissetta ed Enna e parte di quello di Palermo e Messina.

Siciliacque si occupa anche della realizzazione delle grandi infrastrutture previste dagli accordi quadro firmati da Stato e Regione e dalla legge obiettivo: nel 2009 è stato consegnato il nuovo acquedotto Favara di Burgio (importo a base d'asta 65 milioni di euro) e nello stesso anno sono iniziati i lavori di realizzazione degli acquedotti Dissalata Gela – Aragona (importo a base d'asta 54 milioni di euro) e Montescuro Ovest (importo a base d'asta 78 milioni di euro). Poco più del 70% dell'importo dei lavori delle grandi opere proviene da risorse pubbliche ed il 30% da investimenti privati.

Nel mese di luglio 2009 è stato messo in esercizio il nuovo potabilizzatore delle acque delle dighe Ragoleto e Disueri, gestite rispettivamente dalla Raffineria di Gela e dal Consorzio di bonifica 5 Gela. Il nuovo impianto, progettato e realizzato da Siciliacque in tempi brevissimi, consentirà finalmente di soddisfare la storica carenza di approvvigionamento della città di Gela con acqua di caratteristiche migliori rispetto a quella dissalata (che precedentemente costituiva la maggiore aliquota di approvvigionamento della città).

Le infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Siciliacque gestisce 1.743 km di rete di adduzione costituita da 13 sistemi acquedottistici interconnessi:

  • Alcantara
  • Ancipa
  • Blufi
  • Casale
  • Dissalata Gela – Aragona
  • Dissalata Nubia
  • Fanaco – Madonie Ovest
  • Favara di Burgio
  • Garcia
  • Madonie Est
  • Montescuro Est
  • Montescuro Ovest
  • Vittoria– Gela

La rete è alimentata da:

  • 7 invasi artificiali:
    • Ancipa (gestione Enel Produzione)
    • Disueri (gestione Regione Siciliana - Consorzio di bonifica 5 Gela)
    • Fanaco (gestione Siciliacque)
    • Garcia (gestione Regione Siciliana - Consorzio di bonifica 3 Palermo)
    • Leone (gestione Siciliacque)
    • Raja Prizzi (gestione Enel Produzione)
    • Ragoleto (gestione Raffinerie di Gela)
  • 7 campi pozzi
  • 11 gruppi sorgenti
  • 3 impianti di dissalazione di acqua marina (oggi dismessi):
    • Gela (gestione Raffinerie Gela)
    • Porto Empedocle
    • Trapani (gestione Siciliacque)

Siciliacque provvede anche all'esercizio di 6 grandi impianti di potabilizzazione:

  • Blufi (fiume Imera meridionale)
  • Troina (invaso Ancipa)
  • Piano Amata (invasi Fanaco, Leone e Raja Prizzi)
  • Sambuca (invaso Garcia)
  • Quota 905 (fiume Imera)
  • Gela (invasi Ragoleto e Disueri).

Contribuiscono alla movimentazione delle portate 66 impianti di sollevamento.

Dati societari[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sito ufficiale